lunedì, luglio 25, 2011

Dreamland, il ritorno!


Il blog è una creatura piuttosto autonoma. Mentre ero in vacanzetta, sulle pagine di Diegozilla la discussione a proposito di Dreamland è andata avanti da sola, fusta e robusta.
Clicca qui per il primo articolo su Dreamland, qui per il secondo, qui per il terzo.
Nei commenti al primo articolo è comparsa una mail del regista: Sebastiano Sandro Ravagnani, dove dice delle cose.
Su: I 400 Calci, c’è una sua lunga intervista che ho letto con piacere e attenzione.
Fallo anche tu.
Arrivati a questo punto, dopo aver letto quello che ho letto, credo sia necessario mettere un paio di puntini sulle i.
Grazie all’intervista e al comunicato stampa, mi sono convinto di una cosa.
Siamo di fronte all’assenza completa di strumenti umani atti a intendere. Una siderale mancanza che io reputo genuina, che non riguarda soltanto lo specifico dell’ambito filmico.
Va oltre.

Abbastanza oltre, amici.
Ravagnani non può capire il nocciolo della questione. Non è in malafede, semplicemente non possiede gli strumenti necessari per comprendere che non importa quale sia l’ammontare del finanziamento pubblico che ha ottenuto. Un euro, dieci euro, tremilaespicci, non è la cifra che fa storcere il naso.
E’ l’atto.
Ma per comprendere quanto sia l’atto a dare fastidio, bisognerebbe essere dotati degli strumenti di cui sopra.
Quelli che mancano.
Trovandomi nel nucleo più profondo del Mondo degli Strumenti Assenti, non perderò tempo cercando di spiegare a Ravagnani tutti i perchè e tutti i percome.
Non capirebbe.
Non ci capiremmo mai.
Come ho già detto, uno con i suoi soldi può fare quello che gli pare. Ma in Dreamland, lo conferma il regista nel comunicato stampa con un doppio salto carpiato avvitato di funambolismo grammaticale, un finanziamento pubblico c’è stato.
Tremilaespicci.
Non importa dove siano stati spesi, o che cosa sia stato pagato con quel denaro. Quei soldi non dovevano essere dati. Punto.
Dal mio sbagliatissimo punto di vista, posso anche capire che un regista non abbia gli strumenti umani atti a comprendere, ma non tollero che simili mancanze le abbia anche una Film Commission che elargisce contributi pubblici.
Poi c’è un altro mistero.
Quelli che vivono nel Mondo degli Strumenti Assenti sono parecchi. Però, di solito, sproloquiano su You Tube a proposito di Maicol Gecson, o parlano del loro favoloso romanzo che tutti gli editori rifiutano. Quello scritto in pressappoco. Ti vendono il loro ciddì in Piazza Duomo, tipo Alexalba. (Se non sai chi è Alexalba dimmelo, che ne vale la pena)
Alcuni sono simpatici, altri sono decisamente più inquietanti.
Nessuno di loro però ottiene finanziamenti, pubblici o non pubblici, finisce nei cinema, pubblicizzato in tivvù, etc...
Di solito, non succede così nel Mondo degli Stumenti Assenti.
Forse siamo di fronte a una svolta?

10 commenti:

Gigi Cave ha detto...

aspetto un post su Alexalba

Anonimo ha detto...

un po' si capiva che era strumenteassente... se non altro dai minuti di pellicola che si vedono nel trailer

Futaba

Giorgio Salati ha detto...

oddio Alexalba che cosa mi hai ritirato fuori! Non ricordo praticamente nulla ma ricordo che era un tormentone, a naso direi primi anni '90!

Mattia Bulgarelli (K. Duval) ha detto...

Chi è Alexalba?
Illuminaci.

P.S.: ho capito che tipo è il soggetto... Mi ricorda da vicino un certo tipo di figuri che gravitano attorno al mondo di certa finanza. Cravatte con personaggi famosi sopra incluse o escluse, hanno il loro Grande Progetto e l'importante è farlo e buttare tutto sul vogliamocibeneseanchenontipagoèugualesonsacrificidafare: gli altri sono solo dei filistei che non capiscono... >__<

Guido ha detto...

chi cavolo è alexalba?

Luigi l'appeso ha detto...

Vogliamo Alexalba, ultima eroina urbana!

suestorm ha detto...

io nemmeno lo so chi è alexalba... racconta dai!
e... ma il corso?

aLeX ha detto...

e dire che è un concetto così facile da comprendere.. comunque mi aggrego.. voglio sapere la storia del mio omonimo(in parte)... ;)

saluti esoterici..
aLeX

daniele barbiero ha detto...

Sa almeno come cominciare le interviste (poi probabilmente è puro istinto).

Quando per prima cosa ha attaccato a parlare della sua infanzia sfigata, ho pensato all'inizio del libro del primo Gufo, in Watchmen.

Forse comunica, ma non a noi.

Pog ha detto...

per un po' ho sperato sinceramente che l'effetto trash lo portasse al sucesso. Invece è andata cosi.
Fa nulla, noi sognatori ci siamo abituati.