martedì, giugno 07, 2011

Quelli che Milano.


Non mi piace trovarmi impreparato. Quando vengo coinvolto in qualche incontro pubblico, al fianco di altri autori, studio sempre con grande attenzione il lavoro di chi mi ritrovo come vicino.
Per il mio codice etico è davvero scortese non sapere chi sono e che cosa hanno fatto le persone che siedono di fianco a me.
A volte sono gli altri a non avere la minima idea di quello che faccio, capita più spesso di quanto credi. In quei casi mi limito a rimanerci un po’ male, facendo spallucce.
Di norma, le mie abituali frequentazioni onnivore in libreria e fumetteria mi danno un quadro abbastanza completo di quello che mi circonda e di che cosa combinano i miei colleghi. Altrimenti, se proprio non ho mai sfiorato la produzione di qualcuno, recupero il possibile prima dell’incontro.
E ci vado preparato.
Sabato grande serata all’Arci Bitte. Per maggiori dettagli clicca qui. Si parla di Milano e i fumetti.
Sarò in compagnia di Giancarlo “Elfo” Ascari e Matteo Guarnaccia, della direttrice di Linus Stefania Rumor, modera Matteo Stefanelli.
Io e Stefanelli siamo amichetti. Gli altri non li conosco di persona. Non ci siamo mai incorciati.
Però, Linus è un territorio editoriale che conosco molto bene, e i lavori di Elfo e Guarnaccia sono di casa nella mia libreria.
Leggo che hanno fatto questo libro nuovo: “Quelli che Milano”, edito da Rizzoli.
Che faccio? Non vado a comprarmelo?
Ovvio che si.
A causa del mio essere un precisetti, mi ritrovo tra le mani un libro bellissimo.
Un almanacco illustrato, denso di dati, storie, avvenimenti, disegni, illustrazioni. Un libro pieno di abbondanza, con alle spalle un lavoro certosino di ricostruzione, memoria storica e memoria contemporanea.
E’ questa la cosa che mi piace di più. La forbice temporale degli avvenimenti va dal passato remoto all’altro ieri.
Alcune di quelle storie mi sono state raccontate, come i fatti degli anni 70, o quelli del secolo scorso. Altre storie invece, dalle scritte bianche di CT ai centri sociali, le ho vissute perchè c’ero, cazzo!
E così, la mia memoria si mescola con quella della mia città e con quella dei due autori che hanno deciso di riempire quelle pagine con una certa milanesità, affine alla mia.
Consigliato a tutti i milanesi.
Soprattutto a quelli che in questi vent’anni hanno distrutto Milano.
Faccio mie le parole di Boris Battaglia, che dice:
"... L’ultimo sindaco decente di Milano termina il suo mandato nel 1976. Non sto a raccontarti chi era Aldo Aniasi. Il fatto è che con l’elezione del suo successore, l’insulso Carlo Tognoli, comincia l’allegra festa di morte craxiana che, passando per Pillitteri, Borghini, Formentini fino all’apoteosi di Albertini e Moratti cancellerà, nel giro di 35 anni, in questa città ogni segno senziente di vita sociale.
Hanno fatto di questa città un deserto culturale senza eguali e lo hanno chiamato modernità."
Bisogna ricostruire questa città.
E il libro di Ascari e Guarnaccia potrebbe essere un buon punto di partenza.

Giancarlo Ascari, Matteo Guarnaccia
Quelli che Milano
Rizzoli BUR Extra
Pagine 320
21,90 eur

4 commenti:

boris battaglia ha detto...

oddio Diego! che un progetto ambizioso come ricostruire milano possa partire da una cazzatina nostalgica come quel libro lì, e non dalle teorie municipaliste, chessò, di un bookchin -magari pisapia l'avesse letto!-, mi sembra un pochettino... come dire, avventato.

Anonimo ha detto...

Tu sei troppo very vip e non ti meritiamo! :-)

Giorgio Salati ha detto...

Mi hai assolutamente convinto, lo compro! E se riesco passo pure sabato al Bitte!

zio-p ha detto...

l'ho letto anche io.
purtroppo non è possibile recensirlo su comicus perché di fumetto ce n'è poco ma il libro è molto interessante e divertente.
E ho anche scoperto l'etimologia di "teppa"
unico difetto, manca quasi ogni riferimento agli ultimi anni ... e non è che non sia successo niente...