sabato, giugno 25, 2011

I feroci fan di Vasco Rossi.


Capito su Buoni Presagi, leggo questo post qui, mi faccio le mie sane risate, seguo i vari link e finisco su quest’altro blog a leggere i commenti.
Vasco Rossi.
Quando uno mi dice: Vascorossi, io alzo le spalle, le sopracciglia e rispondo: pazienza.
Faccio una fatica incredibile a capire come si possano coniugare l’adesivo con il vagabondo biondo e la chitarra, le cannette, la renòquattro, la sterminata provincia, i significanti reconditi del vascomodo, con il diventare poi la colonna sonora di spot istituzionali per la tivvù.
Ma sono problemi miei.
Vasco Rossi.
Sì, mi piaceva molto “Jenny è pazza”, ma saranno quindici anni che non la riascolto. (Forse dopo provvedo) Il punto comunque non è Vasco, i suoi concerti a San Siro o la sua carriera.
Viviamo in un mondo libero, dove accadono milioni di cose contemporaneamente.
Sei un fan del Blasco? Buon per te.
Io adoro guardare i Suricati che fanno la guardia mentre gli altri del branco si nutrono, e per questo nessuno mi può giudicare, nemmeno tu. E nemmeno io giudicherò te nel tuo essere fan di Vasco.
La questione che mi interessa invece, è all’interno di quei quaranta e passa commenti sul blog di Geolina. Non conosco la blogger in questione, non l’avevo mai letta prima, il suo articolo su Vasco che ha scatenato il putiferio non lo condivido da un punto di vista tecnico, ma sono problemi miei.
C’è qualcosa in quei commenti. Qualcosa che illumina un panorama comunicativo desolante che mi attanaglia in una morsa di uggia e tristezza.
Serve una doverosa premessa.
Una vita fa, prima che il mondo sterzasse verso una realtà post-ideologica, e trasformasse l’ideale politico in un mostro di cui vergognarsi, c’erano cose di destra e cose di sinistra.
Apocalittici e integrati, rivoluzionari e conservatori, conformisti e anticonformisti, borghesi e ribelli.
Vasco Rossi, a quei tempi lì, non era di certo la bandiera del perbenismo di regime, e su questo dovremmo essere tutti d’accordo.
Testi e musiche andavano a cozzare contro l’italico mondo della canzone del periodo, in una maniera quasi sovversiva. Il messaggio portato dalle sue canzoni attacava la morale comune, a volte in modo ironico, a volte in modo amaro.
Rispetto alla stagione precedente di cantautori i-i-impegnati, non serviva una laurea per comprendere i suoi testi, e ascoltandolo ti stracciavi meno i maròni.
Se dico cazzate, vascofan correggimi: credo sia stato uno dei primi a inserire una parolaccia in modo diretto e frontale nel testo di un singolo decisamente mainstream: la “troia” di Colpa d’Alfredo. Credo che sia stato il primo a distinguere moralmente tra droghe “legali” che andavano bene, e droghe illegali che invece no, a parlare di sesso in modo esplicito, costruendo via via un immaginario giovanilistico che legittimava un comportamento contro il sistema.
Io trovo piuttosto evidente l’impronta politica dei testi di Vasco.
Nelle canzoni romantiche si rivolge ad una sola persona, sono emozioni personali, dirette, quasi uno scorcio canoro di pensieri privati.
Poi, quando veste i panni generazionali dell’anticonformismo, il linguaggio cambia. E’ tutto un “noi”, “loro”, “abbiamo”, “facciamo”, “solo noi”, “generazione di sconvolti”, eccetera. Richiama a sé il sentimento comune della massa, cercando ogni punto di contatto possibile con il suo pubblico che deve sentirsi parte di qualcosa, come nella migliore tradizione del comizio politico.
Dal mio punto di vista, sbagliato sicuramente, sperticarsi in un’apologia della droga, negli eroino-centici anni ’80 era una pericolosa cazzata. La mitologia della Pera, e di tutto quello che ne deriva, non la condivido minimamente. Pace.
In generale, ho delle difficoltà a relazionarmi con il senso e la forma di quello che dice Vasco, anche nei pezzi più recenti, ma sono problemi miei, legati al mio astio verso il luogo comune e alla vittoria della generica espressione di una qualsivoglia banalità.
Torniamo ai commenti di quel post. La cosa che mi lascia perplesso, è che i fan di un cantante anticonformista e ribelle, esprimano il loro dissenso nello stesso modo, con la stessa logica comunicativa degli esponenti del PDL.
Le risposte che ho letto in quei commenti sono identiche, per modi, linguaggio e costruzione a quelle della Santanchè, di Giovanardi, di Cicchitto, Capezzone, e compagnia bella.
Si parte con la demonizzazione dell’avversario, si passa il sottintendere un secondo fine, e si finisce con lo spostare la discussione dall’oggetto al soggetto.
Il dissenso viene percepito come un espressione di invidia. Tipico del PDL. Così come la replica che il pezzo sia stato scritto per ottenere visibilità.
(Nota: Vascofan, sarò sincero: io non ho scritto questo post per avere più visibilità. Non mi interessa diventare più “famoso” di quello che già sono. Altrimenti non riuscirei a gestire la mia giornata.)
Se uno non è d’accordo allora ha un secondo fine, è invidioso, rosica.
Diventa impossibile replicare sul “pezzo”, prima bisogna scansare gli insulti, giustificarsi, spiegarsi, eccetera.
E’ l’applicazione feroce dei diktat comunicativi pidiellini.
Lo vediamo in tivvù, lo leggiamo in quei commenti lì.
Quelli del PDL però, sono stati addestrati per usare quel sistema di comunicazione, sono dei professionisti, i vascofan no. Ai vascofan quel comportamento nasce in modo spontaneo, naturale, mi verrebbe da dire: sincero.
Ed è un paradosso favoloso.
Perché i Santanchè, i Giovanardi e i Capezzoni, sono l’antitesi del vascomondo, sono l’esatto contrario della “generazione” che il Blasco ha educato con la sua musica.
Oddio. Ma allora…
Allora il modo di fare berlusconico ha condizionato le menti di questo paese molto più profondamente di quanto crediamo.
E dal pidiellismo non ne usciremo mai.
Mai.

30 commenti:

Manuel Colombo ha detto...

Guarda il lato positivo: non moriremo democristiani :)

ti rubo questa frase: "Una vita fa, prima che il mondo sterzasse verso una realtà post-ideologica, e trasformasse l’ideale politico in un mostro di cui vergognarsi, c’erano cose di destra e cose di sinistra."

non ti pagherò i diritti, quindi non venire a cercarmi

Simone ha detto...

questa settimana ho letto queste desolanti discussioni... A cui aggiungerei quelle sul forum del concorso di Io scrittore con gli attacchi di un partecipante represso al concorso al romanzo di Susanna Raule, vincitrice della scorsa edizione. Non so, mi spaventano molto queste cose. Da un lato vedo cambiare gli atteggiamenti delle persone: i referendum, le ultime elezioni, i banchetti nelle piazze delle città con volontari che credono in qualcosa e cercano con entusiasmo di cambiare le cose (nucleare, acqua pubblica, ecc.ecc.) mentre dall'altro persone che sbroccano e minacciano di tutto per cosa? Per delle stronzate. Non so mica spiegarmi queste cose. Da orgoglioso possessore della tessera del Diegozillab mi ripeto come un mantra il motto stampato sopra: Fare storie è meglio che farsi delle menate.
Torno a lavorare al mio romanzo :-)

Anonimo ha detto...

uhm, è che mi sa che i vascofans oggi sono in area più pidiellina che altrove. vasco è da far interdire, ormai...
-pbm

Vitalia' ha detto...

Sai quanto bene ti voglio, Diego. E sai quanto ti stimo (quasi quanto la signora Pina stima suo marito, ragionier Ugo). Sui vascofans non ti sbagli. Non ti sbagli nemmeno sulla Mitologia della Pera - un concerto di Vasco degli Ottanta era uno zoo di Berlino. Su quello non ti sbagli. Su Vasco un po' ti sbagli, al netto dei gustibus nonibus disputandibus. Ne riparliamo a Lucca?

Anonimo ha detto...

Mi permetto di dire la mia.
Primo ricordo: Credo fosse l'Heiniken Festival Vasco si esibiva diciamo all'imbrunire, non so quale gruppo starniero si esibisce ma I FEAN DI VASCO TIRANO BUSTE DI URINA e quant'altro PER CACCIARE QUEL GRUPPO AL GRIDO DI "VASCO!VASCO!vASCO!" Nessuno ha detto niente, nessuno è salito a dirgliene queattro nemmeno Vasco -ed all'epoca prestavo più attenzione a queste cose- ha detto una parola UNA di condanna. Un branco ti testedicazzo si è arrogato il diritto di decidere in un festival con molti gruppi CHI doveva salire e CHI no, addirittura che Vasco dovesse salire prima!! Comunque sull'episodio NON UNA PAROLA! Io mai amato nè lui nè il Ligabue (problemi miei) ed il fatto che solo questi due possano tutt'ora rappresentare il Rock Italico e si sia dichiarato ciò per anni, sinceramente mi dà il voltastomaco e mi fa incazzare!!
Come letto su Tumbkr Vasco rossi è il nonno di Klimster con 10 anni di più!! (cito a menoria forse imprecisa sulla cifra)

Isa

Locomotiva ha detto...

Ho anch'io la stessa impressione. E a prescindere.

Ormai non c'è più il contenuto - che sia il testo delle canzoni, la logica di un romanzo, una causa politica.
C'è che ho ragione perché ho ragione e quindi ho il diritto di pisciarti in testa o spaccarti le gambe se non sei con me.
Anzi, forse c'ho ragione proprio perché posso venire lì a spaccarti le gambe.

Non è una cosa inventata in questo ventennio, ma in questi ultimi anni è stata usata così tanto e per arrampicarsi su specchi così lisci che ormai è entrata ovunque.

Io continuo a fare il tifo per i Maya: che il 2012 è vicino.

Renato dei Profeti ha detto...

Non è il caso di preoccuparsi troppo. Chi investe emotivamente su un cantante (Vasco Rossi, Springsteen, Gigliola Cinquetti, la Callas) al punto da sentire messa in discussione la propria autostima alla minima critica, è sempre o un adolescente dalla personalità poco formata o una persona di scarsa scolarizzazione e di estrazione sociale troppo bassa, purtroppo, per consentirgliene una qualunque compensazione caratteriale.

Poi: il berlusconismo è (stato) una tragedia, ma guardate che l'Italia non era il paradiso terreste prima e quindi non tornerà a esserlo dopo.

Anonimo ha detto...

"Allora il modo di fare berlusconico ha condizionato le menti di questo paese molto più profondamente di quanto crediamo" è l'unico punto su cui non sono d'accordo.
Ha ragione Renato dei profeti: Berlusconi non ha inventato niente, ha solo titillato un'attitudine radicata da sempre nel popolo (e uso "popolo" in senso spregiativo).

Anonimo ha detto...

Avete presente quelle mamme e quei papà che vendevano le figlie a Berlusconi in cambio di un seggio al parlamento o in consiglio comunale? Ecco, Vasco Rossi è il cantore di quella gente.
"Ce l'ho io, mica te, no?!"
"Siamo solo noi!"
"Ehi amico, stammi su di dosso".

marta ha detto...

il problema, che io riscontro davvero solo nei fan di vascorossi, e' l'incapacita' di critica. vascorossi e' vascorossi e' vascorossi e' vascorossi. e te lo ciucci in macchina, in ufficio, a casa. a questa gente mica puoi dirgli mi fa cagare vascorossi che poi fanno la faccia come se avessi detto odio la mamma. hanno un attimo di esitazione: ma come? ma no. e poi via, a farti ciucciare vascorossi in macchina, in ufficio, a casa. gli altri no, eh (no, forse giusto i fan di ligabue, ma meno). sullo stile argomentativo pidiellino, sono d'accordo: figli del berlusconismo, allevati a pane e drivein, che tanto le tette piacciono a tutti.

carlpaz ha detto...

Credo che anche i detrattori di Vasco siano abbastanza acritici. Senza difenderlo, che a volte è indifendibile, a volte mi sembra che chi lo critica esageri un po'. Che vasco è Vasco, ma tutta la musica mainstreem fa più o meno la stessa fine. Dai Rolling Stones, ai Guns ai Metallica, a Dylan. E arrivare a dire che è il cantore del pdl...Allora Dialessio che è?

Felson ha detto...

@Isa: Vasco Rossi è del '52, Lemmy Kilmister del '45, quindi non 10 anni di più ma 7 meno (ma portati peggio), ma cosa c'entra, poi?
A parte questo, tutta la vita Lemmy.

negrodeath ha detto...

"Allora il modo di fare berlusconico ha condizionato le menti di questo paese molto più profondamente di quanto crediamo."

E' il contrario: il modo di fare berlusconico consiste nell'atteggiamento "da fan", non il contrario. I fan di Vasco difendono il loro idolo con le unghie e con i denti e strillano e ti tacciano di invidia e rosicaggio, come lo fanno i fan dei Queen, dei Depeche Mode, dei Manowar e di mille altri dall'alba dei tempi.

MarPlace ha detto...

Penso tutto il male possibile di quella caricatura d'omuncolo che risponde al nome di Vasco Rossi, che si merita quelle caricature di fans che ha.

Detto ciò siamo in democrazia, almeno spero, hanno diritto di esistere anche loro.

sraule ha detto...

Mi piacerebbe pensare che questo atteggiamento sia seriamente correlato al nostro quasi-ventennio di Berlusconi. Mi piacerebbe perché me mi darebbe un senso alla cosa.
Ma purtroppo basta aver letto i pezzi di vero delirio (razzista, per di più) sui vari forum dei NIN quando Reznor ha "osato" sposarsi per capire che non è qualcosa di italiano. E', credo, qualcosa di umano. E fa molta più paura.

rae ha detto...

cmq sono peggio i fan di Pink Floyd.

buonipresagi ha detto...

Grazie per la citazione :-)

Sono d'accordo con Negrodeath, però: il processo è inverso, è l'appartenenza politica che è diventata sempre di più una faccenda di curve e ultras (perché poi è di questo che stiamo parlando). A livelli che, trasversalmente, sembrano quasi delle caricature dei fedelissimi di Peppone – basta vedere le invasioni di truppe cammellate quando blog con un minimo di visibilità criticano Grillo, per dire.

Nel caso specifico dei fan di Vasco, poi, mi sembra di notare che ci sia l'aggiunta della retorica anti-giornalista, per cui CHIUNQUE faccia il giornalista è un servo scribacchino "invidioso" (tema questo abbastanza caro "a sinistra", a cui di solito si fa seguire "gli unici rimasti in Italia a fare giornalismo sono Santoro/Travaglio/ecc")
(Santoro per esempio è stato un genio a capire la deriva calcista e a mettere in piedi una trasmissione che è nelle parti di talk-show praticamente il processo del lunedì dei tempi d'oro, con esagitati urlanti di diversa fede). Insomma, secondo me c'è una coglioneria di fondo squisitamente bipartisan, nei fan hardcore del Blasco.

Randolph Carter ha detto...

Non penso sia un caso che i commenti degli integralisti di Vasco siano completamente sgrammaticati, ed usino tutti le stesse parole, gli stessi concetti, gli stessi stereotipi...
Mi è tornato in mente l'episodio in cui Suzukimaruti (un blog) sospettò che Tiziano Ferro fosse gay (cosa rivelatasi vera per altro)
Leggetevi i commenti!!!

Locomotiva ha detto...

Il mio personale sospetto è che sia cambiato il clima intorno.


Cioè, quando le groupie dei beatles passavano urlando, o i tifosi del roccatronca salivano in treno, l'"uomo comune" e la signora Cesira erano giustamente offese.

Dopo vent'anni di sdoganamento del fanatismo, adesso non ci si osa più: c'è da lasciarli fare, al massimo chiudersi al bar sport e brontolare sottovoce.
O aspettrare che arrivi la telecamera di Studio Aperto "dopo", se Studio Aperto ha deciso che quella roba lì val la pena di smerdarla (aka i propri fan vogliono vederli prendere a ginocchiate mediatiche nei denti).

Aleagio Vaccarezza ha detto...

sbaglio o nessuno a riportato qui l'annuncio del "ritiro dalle scene" di vasco: http://www.repubblica.it/persone/2011/06/26/news/vasco_annuncia_l_addio_mi_dimetto_da_rockstar-18260408/?ref=HREC1-12

direi che chi diceva che era bolso, stanco e vecchio alla fine aveva ragione.
E ora via con una serie di farwell tour infiniti che neanche Cher!

Ercolino ha detto...

Vasco se dovesse cacare una cacca sul palco subito tutti a riempire gli stadi per annusarla: sia bella, profumata o meno non importa.
La sola cosa che importa è che la cagata il Vasco e solo questo conta.

Giorgio Salati ha detto...

Io temo che chi ascolta Vasco e chi vota(va) Berlusconi siano più o meno le stesse persone. E se non lo sono, si comportano nella stessa maniera.

carlpaz ha detto...

@Giorgio
E cosa te lo farebbe pensare?
E secondo te, chi vota a sinistra?
E i metallari, allora, votano destra e lega?
certe associazioni mi sembrano proprio forzate.
Io ho ascoltato Vasco per anni e ho sempre votato rifondazione. Adesso che non lo sopporto più dopo la cover dei radiohead, e ascolto Smog e Codeine e cat Power e Vic Chesnutt, voto sempre lì.

uomoragno ha detto...

Condivido i tuoi pensieri.
Mai piaciuto, ma mai, ci ho provato e riprovato, ma nulla da fare...
Del resto certi commenti fatti nell'altro blog lasciano, come in politica, basiti.

Giorgio Salati ha detto...

@carlpaz: per l'appunto, non sei il tipico fan di Vasco. Ci sono estimatori intelligenti di Vasco, non lo nego, ma nella mia vita la maggior parte di fan di Vasco che ho incontrato erano discotecari decerebrati che fanno le "penne" con lo scooter, comprano il fumo dal marocchino ma poi vanno in giro a imbrattare i muri di croci celtiche, non vedono l'ora che arrivi il MiSex e "ci vediamo fuori" perché "cazzo ti guardi"?.

E la massima espressione che hanno di romanticismo è Alba Chiara. Anzi, l'unica.

Anonimo ha detto...

Jenny è pazza... la migliore canzone di Vasco, grazie per avermela ricordata, vado subito a riascoltarla! :-)

Igno ha detto...

"Albachiava e tu non me la dai/ ce l'hai nuova che cazzo te ne faiiiii"
La migliore canzone di vasco l'hanno scritta gli Squallor

Fabio D'Auria ha detto...

ISA era il 2001 ed erano gli Stereophonics, per la prima volta in Italia (ero in fila dietro di te).
Ricordo che l'annunciatore nel presentarli disse che erano restii a concerti con più band perchè sapevano che il pubblico era li per il "nome grosso" della serata, ma che erano riusciti a convincerli parlando del "calore del pubblico italiano".
(forse era il calore del piscio)

http://it.wikipedia.org/wiki/Heineken_Jammin%27_Festival#2001

giopep ha detto...

Per la cronaca, esperienze simili sono capitate anche ad altri che hanno avuto la fortuna di suonare all'Heineken prima di Vasco. Per esempio gli Ash (che uno o due anni dopo, nella tappa milanese del loro tour, ricordarono l'episodio con affetto :D) e Alanis Morissette.

Yuri Buccino ha detto...

Sono un fan di Vasco e voto anch'io Rifondazione. Condivido molte cose dell'articolo. Oramai il Blasco è divenuto troppo famoso e perso creatività ma le sue canzoni, specie fino al 95, restano fenomenali e non si possono discutere. Detto ciò, essendo lui nazionalpopolare ha molti ammiratori anche di destra: quelli ignoranti, truzzi, discotecari. Ma non tutti per fortuna!