mercoledì, giugno 29, 2011

Genova, dieci anni dopo.



Sforzati pure.
Rigirami la frittata come ti pare, presentami la tua versione dei fatti intossicata nel profondo da forze che nemmeno ti immagini.
Metti pure in fila tutti i tuoi pensierini, per benino, schiacciando coi ditini i tastini della tua tastierina. Così vedrò bene, nero su bianco, quanto e come pensi male e ragioni male.
Gioca pure con la tua dialettica, che comunque serve a poco, quando un manganello ti spacca i denti o un uomo in divisa ti piscia addosso dandoti della troia.
Sono passati dieci anni e tu ci stai provando.
Stai provando a riscrivere, ridimensionare, ricollocare, quello che avvenuto a Genova durante il G8.
Sforzati pure.
Ma io non dimentico.
Io mi ricordo ancora quei giorni come se fossero ieri.
La mia memoria è vivida, reattiva, al punto che quando esagero nel rievocare quei momenti, mi prende un groppo alla gola.
La cosa che ti fotte, amico, è che non solo da solo.
Siamo in tanti a ricordarci le cose avvenute in quei giorni.
Puoi provarci quanto ti pare a confondere le acque, ma la memoria collettiva non potrai mai sconfiggerla.
C’è un blog: Io Ricordo Genova.
E’ un progetto aperto, fondamentale e personale, dove tutti possono lasciare il loro ricordo, la loro testimonianza, il loro segno.
Centinaia di storie, punti di vista, momenti.
Uno spaccato di storia, che per una volta non è scritta come al solito dai vincitori.
E’ scritta da noi.
Quelli che laggiù hanno perso.

10 commenti:

Hanuman ha detto...

Grazie mille, Dié, davvero.

Anonimo ha detto...

Non si può dimenticare Genova, anche chi, come me, non era laggiù fisicamente, porterà le cicatrici.

Grazie, Futaba

Leo ha detto...

Io c'ero.
Io ricordo.
Io ci sono.
Ciao Diè.

Shikò ha detto...

Ciao Diego,
ogni tanto passo a leggere le tue pagine e solitamente me ne vado annuendo, ma senza scrivere niente. Oggi mi hai fatto venire i brividi. Io non c'ero, a Genova, ma c'erano tanti amici. Uno in particolare mi ha raccontato, in un pomeriggio di qualche mese dopo, cose che fino ad allora non era riuscito a buttar fuori. Come dici tu, la memoria collettiva non si sconfigge con qualche bieca macchinazione verbale, ma è certo che ci stanno provando in vari modi.
Grazie di questo post. Posso aggiungere una colonna sonora? Anche questa mi fa "risentire" le parole del mio amico sulla pelle.

Non dimentico - Flavio Pirini
http://youtu.be/4GX3spmNsNw


un abbraccio
Carlotta

Anonimo ha detto...

Grazie mille Diego, e grazie a chi parteciperà al progetto, anche solo con il pensiero (anche se con un racconto, anche -ino, sarebbe più bello ancora!).
Truly yours, Auro

Anonimo ha detto...

Tutti ricordano Genova.
Tutti dicono di non aver dimenticato.
Nessuno però, tra quelli che ricordano. spendono mai due parole per i 10, tra uomini e donne, che rischiano in totale 98 anni e 9 mesi, e che sono in attesa della sentenza della Cassazione.
Ah, ma loro erano i "cattivi", quelli che serviranno a ripulire un po' di coscienze, da una parte e dall'altra.
Buona rimembranza.

MarPlace ha detto...

Grandissimo post!
grande Diè!

Mauro Padovani ha detto...

Io vivo in provincia di Genova e quel giorno, causa il blocco dei treni non ero potuto andarci...però grazie alle tv locali ho seguito con rabbia gli avvenimenti.Mi ricordo la mancata copertura dei TG nazionali...
Il massacro perpetrato nella Diaz è una delle pagine più vergognose della storia della Repubblica.

Tommaso ha detto...

C'ero anch'io.
E c'ero pure in uno dei momenti più sbagliati in uno dei posti più sbagliati: lì davanti, quando caricarono il corteo pacifico.
Me la cavai con pochi graffi e cinque minuti di certezza assoluta che la mia ora era arrivata.

Mai capito come non ci sia scappato neanche un morto in quella bolgia infernale.

Anonimo ha detto...

Raramente si parla mai del lato giocoso e festoso di quei giorni, quello del giovedí, del corteo dei migranti, allegro e spensierato - neanche immaginabile quello che sarebbe successo poi. Tanti sorrisi, percussioni, fiati, Manu Chao che picchiava su una grancassa e il trillo argentino della tromba di Roy Paci. Bei ricordi, sinceramente. In alto i cuori.