martedì, maggio 03, 2011

Tex, il romanzo della sua vita.


Tex Willer. Una delle cose che mi sorprende di più, quando mi distacco emotivamente dal personaggio e lo guardo con occhio tecnico, è la sua vita editoriale.
Sessantatre anni di pubblicazione ininterrotta.
Significa che, nel più-o-meno del calcolo spannometrico, l’epopea cartacea di Tex dura una decina di anni in più rispetto all’epoca storica in cui è ambientato.
Il fumetto oltrepassa i confini temporali del periodo in cui si muovono i personaggi. Questo è soltanto uno degli elementi che costituiscono l’impatto di Tex nell’immaginario collettivo.
La misura della sua forza è data anche dal veicolo attraverso il quale sono state raccontate le sue storie e si è costruito il suo mito: il fumetto.
Tex viene raccontato da sessantatre anni solo e soltanto attraverso i fumetti, in diverse edizioni, formati, stili, rimanendo comunque all’interno di un unico sistema narrativo.
In un mondo in cui la narrazione, le storie e i personaggi tendono volutamente ad estendersi verso tutti i media concepibili, i piedi di Tex sono ben piantati nella terra del fumetto. Lì rimangono, quasi fosse una sfida.
Sono pochissimi gli sconfinamenti di Tex al di fuori del territorio dei fumetti.
C’è un brutto film. Ma lo considero come una ferita di striscio nella spalla dell’eroe.
C’è un romanzo, scritto Gianluigi Bonelli, il creatore di Tex, dato originariamente alle stampe un paio d’anni dopo l’inizio della pubblicazione della serie. Ma "Il Massacro di Goldena" si inserisce in una fase in cui l’icona texiana era ovviamente in divenire.
Che cosa significa scrivere oggi un romanzo su Tex?
Avrei potuto chiederlo a Mauro Boselli mentre lo stava scrivendo, ma non l’ho fatto. Forse perchè avevo paura della sua risposta, forse perchè in redazione non parliamo di quelle cose lì, quindi ho preferito darmi una risposta tutta mia...
Nel romanzo di Tex, pubblicato adesso da Mondadori, vengono affrontati due problemi molto significativi per uno scrittore.
Il primo è legato alla competenza tecnica necessaria per affrontare un personaggio simile. Non ci si improvvisa scrittori di Tex. Così come è impossibile affrontare in modo serendipico la scrittura di tutti i personaggi con una vita editoriale così lunga.
Boselli partiva in vantaggio. Conosce a fondo la serie e i personaggi, ha percorso in lungo e in largo il territorio a fumetti di Tex, diventandone il suo autore principale.
Il secondo, è un aspetto più subdolo. E’ legato al cambio di sistema narrativo, al passaggio, al trasferimento, alla traduzione del linguaggio dei fumetti in quello di romanzo in prosa.
Di questo invece, con Boselli, ne ho parlato.
Il romanzo di Tex, un’autobiografia per convenzione narrativa, mette in ordine, racconta e ri-racconta, più di sessant’anni di storie. Prende dai vari episodi della serie tutti gli elementi che servono per costruire il racconto, li metabolizza e li rielabora.
Non è la versione romanzata del fumetto, e non è una sua riduzione. Riduzione, che parola orribile. Non è neppure un prodotto in cui Tex è presente soltanto in superficie.
Le pagine ripercorrono la vita di Tex, in un lungo e serrato racconto in prima persona. Ci sono dei riferimenti diretti alle storie raccontate in precedenza negli albi. Avventure e dettagli sul passato dei personaggi, riportati in quell’ordine cronologico che spesso i fumetti seriali hanno la libertà di omettere.
Mi fa strano dirlo parlando di Tex, ma il romanzo lo percepisco come una riuscita operazione di scrittura postmoderna. Attingere da un universo narrativo esistente, per costruirne uno nuovo. Nuovo, ma simile. Dove le uniche diversità sono legate alle differenti esigenze dei due distinti sistemi narrativi.
Boselli è stato molto misterioso quando gli ho chiesto se si era riletto da capo la serie, o se si ricordava tutto a memoria.
Conoscendolo, propendo per la seconda ipotesi.

6 commenti:

Ca.Ma ha detto...

E dell'incontro Carofiglio-Tex cosa ne pensi?

Diego Cajelli ha detto...

Si danno del lei.
Non penso ci sia altro da aggiungere.

CREPASCOLO ha detto...

E' il titolo a lasciarmi perplesso.
Sarebbe stato molto + di impatto qualcosa come '' Hai mai inteso parlare di Tex Willer ? ''
Una strizzatina d'occhio a noi che lo seguiamo dal '48 e che, dopo il crepuscolo, andavamo a tirare il ghiaietto contro la finestra di Galep che si cavava gli occhi sulle strisce del nostro Ranger preferito. Il tizio aveva qualcosa di eroico: lavorava di cesello all day long su uno zorride nomato Occhio Cupo che Bonelli sr. era sicuro li avrebbe portati al successo e, nottetempo, schizzava il tizio al palo della tortura dei Navajos che preferiva il matrimonio ai coltelli dei guerrieri. E' pur vero che sono storie pre IKEA. Oggi Tex darebbe una risposta diversa.

Quad ha detto...

A proposito di romanzi.
Se ne sarà già parlato? Non lo so. Io per sicurezza chiedo.
Ma 'sto "Milano criminale - Il romanzo" di Paolo Roversi ha qualche legame con il fumetto?
E il Cajelli, nei confronti di questo titolo, come si pone?

Mauro S. ha detto...

Giusto per concludere il discorso Tex "fuori fumetto" (o meglio fuori albo), c'è da ricordare il "fumetto in tv"/ "Fumetto animato"/"trasposizione televisiva del fumetto", realizzato nella trasmissione supergulp.
http://www.youtube.com/watch?v=NCBeqTffMNo

Diego Cajelli ha detto...

@Quad
Mi ci sono posto con eleganza.