giovedì, maggio 05, 2011

Operazione Dead Drops.


Dead Drops è un progetto di condivisione anonima e off line di dati sul territorio.
In pratica vengono nascoste e mimetizzate delle chiavette USB, le loro posizioni vengono mappate e poi tu vai a scaricare i dati contenuti.
Poi te li guardi.
Cliccando qui puoi trovate tutte le informazioni in merito.
C’era anche un articolo sul numero scorso di Wired, la rivista per noi fighetti tecnologici che sappiamo programmare un videoregistratore.
La curiosità mi attanaglia, come sempre. Che cazzo ci sarà dentro quelle chiavette Usb?
Guardo la mappa globale. Quella più vicina a me è imboscata in un posto teoricamente vicino, ma concettualmente lontanissimo.
Avevo capito che i Flash Drive andavano nascosti in territorio urbano, in luoghi di passaggio, dentro la città. Dentro inteso come aree in cui le persone ci passano già per i fatti loro e possono, volendo, trovare la chiavetta nascosta. Infatti, nel resto-del-mondo i flash drive dentro i muri nelle stazioni della metropolitana, nelle vie, nelle piazze, nei lucchetti sui ponti. A Milano no.
A Milano l’unica chiavetta presente è nascosta a Castellazzo di Bollate, tra i campi e le cascine attorno a Villa Arconati, in una via che non ci sono passati nemmeno quelli di Google Street View.
Ci devi andare apposta. Il che è un controsenso con il progetto. Ma fa niente, viviamo nel paese che viviamo.
Un certo Thor l’ha messa in campagna. Avrà avuto i suoi motivi. Pace. Adeguiamoci.
Dato che, in quel luogo ameno, la possibilità di essere attaccati dai Ninja del Dottor Male è piuttosto alta, non ci sono andato da solo.
Con me è venuto Kota, il mio prode sidekick.


Ci siamo attrezzati. Mappa, coordinate satellitari, navigatore sull’AiFono, prolunga USB in caso la chiavetta fosse in posto difficilmente accessibile e, per evitare ogni problema di virus o di altre amenità, c’è il mio fido EEE su cui gira Linux.



Diegozilla e Kota partono per il loro viaggio, con la gioia nel cuore e le belle speranze che accompagnano i loro passi. Olè.
Seguiamo le indicazioni delle mappe, e dopo un po’ abbandoniamo la Varesina infilandoci nel verde di Castellazzo. Piccole strade, tra cascinali e campi, tra prostituenti su seggioline di plastica in attesa di clienti e gente che va in bici nel parco delle Groane.
Il navigatore ci porta dritti dritti nel nulla campestre. Case di corte, fienili, rimesse per i trattori. Stradine chiuse, campi.



Alla fine, dopo un po’ di giri a piedi, capiamo che l’indirizzo è dentro la corte di una cascina. Bisogna proprio entrare dentro la corte.
Io e Kota ci guardiamo, pronti ad affrontare i redneck armati di fucile a pompa, in salopette e cappello di paglia. Non ci sono. C'è invece una signora seduta davanti a casa sua.
- Mi scusi, il civico 34 di Corte Grande è qui?
- Non lo so. Laggiù c'è il 27.
Si vede che nelle corti uno non si muove mai dall'uscio di casa sua. Funzionerà così...
Però ci sono i numeri civici davanti alle porte che si affacciano una accanto all'altra sul grandissimo cortile a pianta rettangolare. Grazie al santo dei cascinali i numeri sono in ordine. Troviamo il 34.
E' di fianco a un ristorante pub.
E Sì. C’è una porticina, dalla quale sbuca un cavetto USB.


Attacco il computer e...
Niente.
Non c’è niente di niente di niente.
Guardiamo meglio, controlliamo. Quel cavetto è probabilmente collegato a un computer messo all'interno che adesso è spento. Quella porticina chiusa è la porticina del laboratorio di Thor. Modellatore di pasta di sale, cernit, tungsteno e altri stupefacenti materiali.
Ha attaccato alla porticina l’articolo di Wired e un biglietto con i suoi contatti.
La mestizia si abbatte su di noi come il Mjöllnir, il cazzo di martello di Thor.
In sostanza, l'idea che si siamo fatti è che 'sto tipo abbia installato la Dead Drop praticamente a casa sua. Dentro una corte, che non è esattamente un luogo pubblico.
Il tutto per ragioni che sfuggono alla nostra comprensione, tra l'altro.
Anche perchè, metti, l'hai fatto per farti pubblcità. Ci sta. Ma che cazzo di pubblicità ti fai se devo venire a casa tua per vedere quello che fai?


A parte questo, che non è esattamente l'applicazione più fedele del Dead Drops manifesto, la pantagruelica uggia e desolazione che ci ha pervaso è legata al fatto di non averci trovato niente.
Neanche le istruzioni su come plasmare un Carlino in pasta di sale.
Vabbè. E' andata così.
Sulla mappa ho visto che ce ne sono una a Roma, un paio a Napoli, e Torino. Se qualcuno ha voglia di andare a farci un giro, sono qui che attendo nella mia curiosità.
Nel frattempo, io e il mio prode sidekick ci stiamo attrezzando per installarne una in zona Navigli.

Se superiamo tutta questa mestizia che ci attanaglia.

12 commenti:

rae ha detto...

prima ancora di finire il post volevo andare a installarne uno.
Cerco subito subito del porno animal.

rae ha detto...

o delle immagini di tirannosauri.

Felixo ha detto...

Vai Diegozilla, i navigli attendono con ansia i tuoi dati!

jac ha detto...

Ma che storia!

energio ha detto...

Per i navigli: aspetto.

Per la chiavetta dispersa in campagna, attaccata ad un computer spento, dentro un laboratorio magico, io non me la sarei presa troppo male... avete fatto un buon giro, no? Vi sarete un po' divertiti in sta caccia al tesoro, anche se alla fine sotto la X non c'era niente. Potevate lasciarci qualcosa voi, lo avete fatto? o era proprio spento spento che neanche si montava la chiavetta sul desktop...

In ogni modo, volevo mettere in evidenza come questa "follia" digitale per un pomeriggio vi ha ributtati nel medioevo tecnologico: gli opposti che si toccano.

rae ha detto...

a quanto ho capito non era una chiavetta ma un cavo usb attaccato a un pc. non ci si poteva nemmeno caricare roba

Andrea V. ha detto...

Periodaccio col lavoro, eh?

Daniele ha detto...

Era un cavo USB con presumibilmente attaccata una chiavetta (o magari un hard disk esterno).

Il problema è che il pc non riusciva a rilevarla, dando errore. Chiaramente avevamo testato il nostro di cavetto su un'altra chiavetta, e tutto andava alla grande.

Mistero. Ci manderemo Raz Degan

Rouges-1973 ha detto...

questa cosa delle Dead Drops la mi piace parecchio, ora mi organizzo per sistemarne una qua a Firenze.

Marco Pellitteri ha detto...

Ma a che pro? Chi ve lo fa fare?

Francesco Dellamorte ha detto...

Ahahaha figo!! Una di quelle di torino quasi quasi vado io a verificarle, e poi ne installo una a biella! :D

Anonimo ha detto...

Castellazzo di Bollate... ci ho giocato una volta da giochi di ruolo dal vivo QUELLA ERA VERA MESTIZIA!

Futaba