lunedì, maggio 02, 2011

Arnold Coffee!


Spinto dalla mia smodata esterofilia, sono andato a prendermi un caffè da Arnold Coffee.
Quello in via Orefici. Ho preso un Americano medio e un muffin mele e cannella. Il tutto per cinque euri e qualcosa. Di base quindi, almeno per quanto riguarda i costi, Arnold è in linea con i prezzi esteri da caffetteria.
Anche il locale è in linea con le caffetterie estere, molto in linea. E’ un incrocio tra Starbucks e Costa. Fila laterale davanti all’espositore di cibi e bevande, personale alla cassa, tabellone con i prodotti e i prezzi alle spalle della cassiera, macchine del caffè sulla destra, con dietro il macchinista che lavora tra sbuffi di vapore. Bicchieroni con fascetta di cartone anti scottamento, banco separato per autogestirsi lo zucchero, gli aromi, il latte, eccetera.
Molti tavolini, arredamento elegante, wifi, nessuno che ti rompe le palle se rimani seduto più di otto minuti.
Un bel posto. Non c'era moltissima gente. Non ho idea di come sia in orario di punta.
Sono vecchio, e per lungo tempo ho mangiato da Burghy. Quando sbranavo hamburger da Burghy il luogo più lontano ed esotico in cui ero stato era l’abbazia di Chiaravalle. Burghy quindi mi sembrava favoloso, nuovo e internazionale. Probabilmente, se avessi avuto allora l’età che ho oggi, e se avessi girato allora come ho girato oggi, Burghy non mi avrebbe fatto la stessa impressione hollywoodiana.
Arnold Coffee è la versione caffettosa di Burghy. E’ una capace, attenta, mirata, ottima imitazione di un qualcosa che esiste da un’altra parte. E per chissà quale motivo a noi, per ora, non è concesso di avere… Ma, come accade a volte, quando c’è di mezzo il guizzo italico nel fare le cose, l’imitazione risulta essere migliore dell’originale.
Arnold Coffee è molto meglio di Starbucks. Così come il Big Burghy era migliore del Big Mac e i Chicken Dorè battevano i Chicken McNuggets 3 a 0.
Entro scettico, lo ammetto. Ma la prima sorpresa arriva al primo sorso di caffè. Forse è stato adattato ai gusti italici, o semplicemente ci hanno riflettuto un po’ e basta, fatto sta che non viene servita della lava fusa in un bicchiere di cartone. La temperatura del mio amato beverone è quella giusta. Quella che puoi iniziare a bere quasi subito il tuo caffè, sorseggiandolo. La temperatura è adatta al consumo umano e con il tuo cafferone non ci distruggi un Terminator, come succede a Londra o a New York.
Il caffè era molto buono. Chiaro, ti deve piacere quel tipo di caffè. Per cui, se sei un tipo da ristretto o muerte, è inutile che ne discutiamo.
Per quanto riguarda me, bevo anche l’espresso, ma ho un moto di disgusto e rabbia quando il liquido nella tazzina non arriva neanche a metà cucchiaino. Ci hai mai fatto caso?
Tornando in tema, il caffè di Arnold si becca cinque chicchi su cinque.
Seconda sorpresa: il muffin. Spettacolare.
Mi sono seduto, bevendo il mio caffè e mangiando il mio muffin guardando dalla vetrina i tram che passavano fuori.
Poi, spinto di nuovo dalla mia smodata esterofilia, ho raggiunto la mia bella alla Fnac, sorseggiando il mio beverozzo mentre camminavo.

12 commenti:

Felipegonzales ha detto...

Una domanda:
Il wifi è gratuito? perchè in USA gli Starbucks lo hanno a pagamento. Mentre i Borders ad esempio no.
Comunque hai ragione: odiosi i caffè espresso troppo corti.
Io ho una ricetta per fare un caffè simil americano niente male (cerca sul mio blog).

Bapho aka Davide Costa ha detto...

Oh cazzo! *gli cade il monocolo*

Grazie al tuo post scopro solo ora che esiste anche a genova! Lo proverò.

Giorgio Salati ha detto...

mi ci fiondo il prima possibile!!

TheBlackMonk ha detto...

Bapho: Non è quello alla Fiumara?
Io il caffè ammerigano mi ci piace in ammeriga, qui non saprei. E' vero, però che gli arnold cafè et similia sono comodi quando esci a prendere un caffè, e non vuoi sorbire di fretta un concentrato di catrame al bancone...

Poi a Genova, tra caffè degli orefici e similari (con punte sit in come quello dentro Feltrinelli), ormai i puristi dell'espresso li abbiamo sotterrati quasi tutti!! :)

Andrea V. ha detto...

Ci vado. E poi passo alla Fnac.

Lui ha detto...

mi hai convinto!
Poi ti mando il conto della Fnac però.

Nora-Chan ha detto...

Sono quelle cose capaci di raddrizzare una giornata. Anche se imitazioni.

giopep ha detto...

@Felipe Veramente il wifi da Starbucks non è sempre a pagamento. Penso dipenda dal singolo "negozio", perché mi capita di beccarne sia gratis sia free (e questo non solo negli USA, anche in Germania, per dire).
A Marzo, per esempio, sono stato a San Francisco e tre Starbucks su tre che ho visitato avevano il wifi gratuito. :)

Anonimo ha detto...

@Lui
Nooooooooo
Anche il conto della FNAC no.
Mi aspettava perchè ho dovuto pagare tutto io :-(.
Fede

Diego Cajelli ha detto...

@Fede!
Però le nostre questioni fammmigliari, mica si sbandierano così in pubblico...

Lui ha detto...

:P
Cmq Starbucks a Basilea (3 punti vendita) wifi gratuito previa registrazione gratuita sul portale Starbucks.

Locomotiva ha detto...

Vi vedo tutti entusiasti.

A me, non so, fa un po' tristezza.
Una cosa tipo Little Tony o i Cugini di Campagna.
La sottomarca autarchica.
Poi, a me le catene lasciano freddino, anzi.
Ricordo quando aprivo la porta a Steve Sansweet alla Reunion II, sul boulevard di Parigi (dico, boulevard di Parigi) che tornava con un bicchierone cartonato bollente invece di fermarsi in un qualsivoglia cafè.


Ed alla Fiumana ho visto sguardi persi della clientela appena dopo l'apertura, ed una commessa paziente che spiegava che uno non può ordinare un caffè ma che deve fare una equazione a sette incognite pescando da tre tabelle.

P.S. informazione gratuita: dopo sei mesi almeno che è lì e a venti giorni dal ritorno da Londra, ho capito la memetica dietro a "keep calm and Cary Grant" a metà blog.