mercoledì, aprile 13, 2011

Diegozillab: Fase 3_Sceneggiare Fumetti_Lezione 1.



Le cavallette! La migrazione degli Gnu, il criceto mi ha mangiato il portatile! Ritardi! Casini! Milioni di cose da fare! Uicchènd a Londra!
Riprendo il Diegozillab con estremo ritardo, ma lo riprendo. Eccolo.
Iniziamo le ultime lezioni, quelle specifiche, tecniche, solo per fare i fumetti e basta.
Dato che entriamo nello specifico dello specifico, è necessario usare tutti gli stessi termini, altrimenti non ne veniamo a capo. Quindi, questa prima lessssione sarà una sorta di glossario.
Così ci si capisce e non si prendono lucciole per lanterne.


Per Idea, si intende questo:
Il Western con gli Ufo.

Per Soggetto, si intende questo:
Titolo: Alamogordo 8 tavole autoconclusive.
Uno sceriffo segue un pistolero, arrivano in una città dimenticata al confine con il Messico.
Arrivano i dischi volanti, con a bordo i Grigi di Zeta Reticuli. Temporanea alleanza. Sconfiggono l’invasione aliena. Lui lascia andare il pistolero, gli da un po’ di vantaggio, poi riprende la caccia.


Per Sceneggiatura, si intende questo:

TAV 2

1: Pa laterale, Art a cavallo, beve un sorso di whisky sotto il sole cocente.

Dida: Lo stavo per raggiungere un quel buco di città dove si era rintanato, forse credeva che di
fronte a questo deserto mi sarei fermato…

2: Campo Lunghissimo, tipo cartolina. Deserto, sole cocente, Cow Boy piccolino piccolino che cavalca verso il fondo della vignetta.

Dida: Sbagliava.

3/4: Classica, schifosa, cittadina di frontiera western. Vediamo la main street con le case di legno disposte sui due lati, ci sono le classiche cose delle cittadine di frontiera, compreso il Saloon che vediamo sul lato destro. C’è della gentaglia in giro, e non c’è l’ufficio dello sceriffo.
Vediamo Art arrivare a cavallo, lento, cavalca per la Main diretto al saloon. Qualcuno lo guarda male.

Dida: Alamogordo era solo un grumo di sabbia, era segnata sulle carte, così i viaggiatori sapevano
da dove NON passare per raggiungere il Messico.

Dida: Non c’era nemmeno l’ufficio dello sceriffo, era il posto ideale per nascondersi.

5: Cm frontale.
Art di spalle, lega le briglie del cavallo alla passerella di fronte al saloon.

Dida: Sapevo dove trovare il mio uomo.

6: Frontale, Pa, Art entra nel saloon aprendo le classiche porte a sportello.

Dida: Alamogordo non aveva uno sceriffo, non era un problema.
Dida: La taglia diceva: Vivo o Morto.
Dida: E i morti sono più semplici da trasportare.

(Nota: Storia pubblicata eoni fa su Skorpio, disegnata da Walter Venturi)

Per Trattamento, si intende una roba che servirebbe un blog apposta per scriverlo tutto.

Per Racconto, si intende questo:
Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo.
A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro–verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione.
(Douglas Adams, La guida galattica per gli autostoppisti)

Per Articolo, si intende questo:
LOS ANGELES - Era l'idolo di milioni di ragazzini: la star della tv Skylar Deleon, reso celebre dalla serie «Power Rangers», è stato giudicato colpevole di triplice omicidio da un tribunale americano. Rischia dunque la pena capitale. L'allora ragazzo prodigio, oggi 29enne, approdato nel serial a 14 anni, si è trasformato nella vita reale in un feroce omicida. Da tre anni è rinchiuso in un carcere californiano a Santa Ana.


Bene. Noti le differenze tra Soggetto e Racconto?
Il Soggetto NON è narrativo. Il soggetto spiega la storia. Punto.
Che storia spiega? Quello che verrà raccontata poi, in sceneggiatura.
Ho messo apposta una pagina di sceneggiatura senza dirti niente, così prima si notano le cose strane, e dopo ne parliamo. Dopo.
Hai presente tutto il discorso legato alle vignette? All’importanza di ragionare e di pensare alla storia usando la vignetta come unità narrativa? Ecco.
La sceneggiatura per un fumetto descrive vignetta per vignetta tutto quello che accade nel fumetto.
Ogni vignetta viene raccontata, spiegata, analizzata, giustapposta, eccetera ecceterone.
Le pagine le chiamiamo tavole. C’è una corrispondenza tra tavole di sceneggiatura e pagine del fumetto. Per ogni pagina corrisponde una tavola di sceneggiatura. Significa che per un fumetto di 100 pagine, qualcuno ha scritto 100 tavole di sceneggiatura.
Vignetta per vignetta, con dialoghi e tutto quanto.
Io, di solito, le sceneggiature le scrivo così:



(Clicca che diventa grande e ci sono scritte delle cose che magari ti interessano.)

La sceneggiatura non è un prodotto narrativo autosufficiente come un racconto o un romanzo. La sceneggiatura è soltanto il primo passo di un prodotto narrativo autosufficiente che si chiamerà fumetto, e che sarà pronto tra un bel po’.
Il lettore si ritroverà tra le mani il frutto finale di un lungo lavoro, un lavoro che si inizia scrivendo, si prosegue disegnando, e si conclude ri-scrivendo e ri-disegnando.
La tua sceneggiatura, a meno che tu non sia l'Alan Mùr del futuro, la leggeranno soltanto due persone: il tuo editor e il tuo disegnatore. E' rarissimo che lo script arrivi sotto gli occhi dei lettori. Loro leggeranno unicamente il prodotto finale.
(E' un discorso generico, sia chiaro. Poi le limited edition ultra fan collector con lo script a fronte esistono ed esisteranno sempre. Ma è roba per appassionatissimi, chiaro?)
Questo cambia le cose?
Un sacco. Cambia il modo con cui uno scrive. L'importante, nelle descrizioni delle vignette, delle strisce e delle tavole, è essere chiari verso il disegnatore.
E' a lui che ci si rivolge in sceneggiatura, è a lui che si fanno appunti, spiegazioni, schemini e tutto quanto. La missione, per entrambi, è quella di riuscire a realizzare un buon prodotto finale.
Un buon prodotto narrativo autosufficiente chiamato fumetto.
Per essere il più chiari possibile, oltre alla bravezza personale degli sceneggiatori, c'è un linguaggio tecnico, simile a quello del cinema.
Il linguaggio tecnico, grossomodo comune a tutti. Descrive campi e piani, dando dei nomi tecnici alle inquadrature. Questo non facilita le cose per un cazzo.
No, non è vero. In un certo senso le facilita per il disegnatore, ma incasina abbestia tutti quelli che arrivano dalla televisione e dal cinema e vogliono fare fumetti.
Vale lo stesso discorso degli scrittori in prosa. E’ complicato passare dalle immagini evocative a quelle dirette. E’ altrettanto complicato passare dalla scrittura in sequenza con immagini in movimento, alla scrittura per vignette con immagini ferme.
Quelle belle paroline che danno i nomi alle inquadrature le vedremo nella prossima lezione.

Come sempre, eventuali domande, nei commenti. Grazie.
Se qualche domanda necessita di una risposta lunghissima, verrà trasformata in una lezione bis.
Però noto che avete la straordinaria capacità di rispondervi a vicenda, senza il mio intervento!

22 commenti:

Mario Buffardo ha detto...

Niente proprio su cos'è il trattamento? Giusto per capire...

Io una volta ho fatto un trattamento. Non ha funzionato. Mangio ancora catrame.

Mattia Bulgarelli (K. Duval) ha detto...

"L'importante, nelle descrizioni delle vignette, delle strisce e delle tavole, è essere chiari verso il disegnatore.
E' a lui che ci si rivolge in sceneggiatura, è a lui che si fanno appunti, spiegazioni, schemini e tutto quanto. La missione, per entrambi, è quella di riuscire a realizzare un buon prodotto finale."

CAJELLI SANTO SUBITO (parte 1)!

"[...] ma incasina abbestia tutti quelli che arrivano dalla televisione e dal cinema e vogliono fare fumetti.
Vale lo stesso discorso degli scrittori in prosa."

CAJELLI SANTO SUBITO (parte 2)!

Diciamo che SI SENTE che hai esperienza di cosa può caca... produrre uno "sceneggiatore" che non abbia presente questi punti.

Anch'io, nel mio piccolissimo, ho visto cose con questi occhi che voi umani... Brrrr!!!

Lui ha detto...

da profano, qualcuno ha un link valido dove poter recuperare queste informazioni:

"c'è un linguaggio tecnico, simile a quello del cinema.
Il linguaggio tecnico, grossomodo comune a tutti. Descrive campi e piani, dando dei nomi tecnici alle inquadrature."

grazie mille :D

Diego Cajelli ha detto...

@Lui
La prossima lezione è tutta su quello!
:-)

@Mario
Per Trattamento si intende... Cacchio... Si intende...
La descrizione completa, totale, universale, di TUTTO quello che compone il MONDO narrativo del fumetto che vuoi fare.
Tutti i personaggi, tutti gli eventi passati e futuri, tecnologia, geografia, eccetera.
Si fa, se ti metti a fare una serie.
:-)

Lui ha detto...

Grazie :D

Filippo ha detto...

“E’ altrettanto complicato passare dalla scrittura in sequenza con immagini in movimento, alla scrittura per vignette con immagini ferme.”

Questo è sicuramente il mio problema. La storia la vedo svolgersi davanti a me come se fosse reale e, quindi, è in movimento. È necessario fotografare la sequenza in moto in una serie di scatti e scegliere i più adatti a descriverla nel complesso. Il concetto l'ho capito, lo capisco, ma metterlo in pratica non è semplice.
Attendo la prossima lezione...

Andrea ha detto...

Anche Berardi riesce a scrivere tutto in una pagina ogni tavola che sceneggia a carattere 0,1 ? :-P

Scherzi a parte...

A me iteressava sapere cos'è necessario mettere nel soggetto e soprattutto quello che NON è necessaio far sapere per chi te lo deve approvare... (io so solo che di solito il soggetto non deve superare la paginetta e mezza altrimenti gli editor ti dicono le parolacce e te lo cestinano).

Dedicherai una lezione anche a questo (per me) mistero della Fede?


Grazie!

Anonimo ha detto...

Infatti, venendo dal cinema, trovo le sceneggiature dei fumetti mooooolto carenti di descrizione dell'ambiente ...

Anonimo ha detto...

questa la stampo, non posso leggerla di straforo!

Grazie Die', a quando la prossima?

Futaba

Menelicche ha detto...

Ciao Diè! Potresti lasciare un commento veloce veloce sugli "esercizi" della lezione passata? Sai, quelli dove bisognava fotocopiare una tavola e analizzarla. Giusto per sapere se abbiamo capito bene tutto quanto o se c'è qualcosa da rivedere.

Grazie!

Ale.

Stevere ha detto...

Ma nelle parti di dialogo i puntini sospensivi in continuazione sono necessari? Si possono evitare o sono caratteristici? sarà una cavolata, ma me lo chiedo da un sacco.

ps. Pagine di sceneggiatura e pagine definitive disegnate le gradire un sacco.

Massy ha detto...

"A me iteressava sapere cos'è necessario mettere nel soggetto e soprattutto quello che NON è necessaio far sapere per chi te lo deve approvare... (io so solo che di solito il soggetto non deve superare la paginetta e mezza altrimenti gli editor ti dicono le parolacce e te lo cestinano)."

Andrea come ti capisco
avevo scritto tempo fa una nota elaborata per un'idea che m'era venuta.Mi si presenta l'ocasione di un amico che vuole disegnarla e mi dice "fammi leggere il soggetto".
Ci provo e mi salta fuori la divina commedia (inteso come quantità e non qualità eh)...

Io la sintesi l'avrei ma non so se tralascio il necessario e includo il superfluo :(

Anonimo ha detto...

Domanda da ignorante:
quando leggo su alcuni albi "soggetto di XY" e "sceneggiatura di AB", il soggettista ha veramente solo scritto otto righe?
Oppure se ha scritto solo otto righe lo metti nei credits se quelle righe contengono un'idea molto originale?
mf68

Massy ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Massy ha detto...

beh di solito per certe serie regolari penso e credo che il soggetto non sia affatto di solo otto righe
e comunque chi sceneggia ha un grosso debito con chi ha l'idea e quindi scrive il soggetto .
Direi che un merito che si divide a metà per entrambi...

Mario Buffardo ha detto...

Grazie della risposta, Diego. Ero proprio curioso... Anche perchè avevo pensato ad altro...
A presto! :)
M

Daniele Solfrini ha detto...

Che nostalgia quando ti risento tenere lezione hehehe!
Ho ancora tutte le pagine con la tua scomposizione sistematica della trama! Tornano sempre utili!

Il soggetto è meglio contenerlo nella pagina, più che nella pagina e mezza; E la risposta alla domanda "Cosa devo tralasciare e cosa inserire" è in realtà molto semplice:

Mettete tutto quello che serve a far capire la trama e togliete tutto quello che è esclusivamente un "orpello decorativo".

Se qualche particolare vi sembra decorativo, ma risulta importante comunque ai fini della trama, invece va inserito.

Mia ha detto...

'azz, qui si comincia a fare sul serio :-) ...

stampo, leggo una e presumo due e mi sa anche tre volte. E magari faccio anche un salto all'altra lezione che mi si è insinuato il sospetto di essermi un po' persa per strada.

Luigi l'appeso ha detto...

Mai pensato di ristampare qualcuna delle vecchie storie eura (tipo come ha fatto l'arcadia con agent orange)? Magari un'antologia delle più belle con sceneggiatura in fondo o scaricabile dal blog, come supporto ai corsi che tieni?

La verità è che il western con gli alieni mi ha ingrifato male...

andrea 403 ha detto...

incasina abbestia tutti quelli che arrivano dalla televisione e dal cinema e vogliono fare fumetti

Che, per esempio, possono avere la tentazione di mettere i movimenti di macchina in una singola vignetta. tipo "zoomata sul protagonista"...

Certo, giustapponendo due vignette attigue puoi dare quell'idea lì:
vignetta uno il gruppo di ragazzi che chiacchiera.
vignetta due stringiamo su un primo piano del protagonista, visto dalla stessa angolazione.

Ma se hai una sola vignetta e dici al disegnatore di fare una zoomata sul protagonista, il diegnatore - giustamente - ti manda a cagare.

Lunghezza dei soggetti
Dipende molto da serie a serie. In DIabolik chiamiamo soggetti (in modo un po' improprio, perché sono piuttosto dei trattamenti dei quel singolo episodio) dei testi che tengono dalle 15 alle 20 pagine dattiloscritte.
In quel caso il nome nei crediti è abbastanza meritato, secondo me :)

Anonimo ha detto...

Domanda: cosa cambia se sceneggiatore e disegnatore sono la stessa persona? Iryiry

visitatore ha detto...

ma il lab è finito così?