mercoledì, marzo 16, 2011

Lorenzo, dal Giappone.


Mi permetto di rimbalzare qui un post tutto intero.
Arriva dal blog del mio amico Lorenzo, che ci scrive direttamente da laggiù.

Mi chiamo Lorenzo Barassi e vivo a Kawasaki, nella periferia di Tokyo, e come molti italiani, leggo la vostra testata sul sito web corriere.it.
Sulla home page di oggi avete pubblicato un articolo dal titolo “il caos calmo di Tokyo in fila per fuggire sul treno”.
Credo di non aver mai letto un articolo cosi’ sconcertante e pieno di sciocchezze.

– Tokyo non e’ una citta’ in fuga.

- La gente esce normalmente di casa, va a lavorare, fa la spesa: conducono una vita normale, anche se ovviamente sotto un fortissimo stress emotivo.

- I livelli di radioattivita’ sono superiori alla norma, ma abbondantemente al disotto delle soglie considerate pericolose, e oggi tra l’altro soffia un vento fortissimo che sta facendo scendere le concentrazioni.

- Molti italiani hanno lasciato la citta’, altrettanti rimangono: sono tutte scelte personali e non dettate dall’Ambasciata, la quale per inciso, e’ molto presente e segue con attenzione gli eventi.

- Le file in Giappone sono endemiche, come le mascherine sul viso (e’ la stagione del polline) e gli inchini.

- Quando si salgono le scale mobili, e’ cortesia tenere la sinistra (a Osaka invece la destra), per far passare le persone che hanno fretta. Sempre.

- I giapponesi non credono al loro governo per definizione: non ne fanno un grosso problema e vivono la loro vita.

- Il premier Kan, alcuni uomini del suo esecutivo e molti giornalisti, nei giorni scorsi si sono pubblicamente imbestialiti con la TEPCO, per le scarse e vaghe informazioni. La cosa che pero’ adesso conta e’ risolvere il problema.

- Gli Shinkansen vengono puliti ogni volta che finiscono un viaggio e, francamente, mi pare molto strano che il treno fosse in servizio a nord, visto che quella linea e’ interrotta da venerdi scorso.

- 450 km orari di velocita’ sulla linea ordinaria dello shinkansen, credo che sia il sogno degli ingegneri progettisti.

Mi sembra piu’ un racconto di fantascienza o l’imbastitura della sceneggiatura di un telefilm.
Non mi sembra un messaggio molto corretto da dare alle nostre famiglie in Italia: sono gia’ preoccupati, non credo sia il caso di aggiungere angoscia.
Siete il Corriere della Sera, non un blog qualunque e avete delle responsabilita’: mi auguro ne farete buon uso.

Un saluto dal Giappone,
Lorenzo Barassi

12 commenti:

lust.81 ha detto...

parole sante...

tokyo40hrz ha detto...

Diego grazie mille!
Sono davvero onorato

Manu ha detto...

prezioso!

Patrizia Mandanici ha detto...

Ascoltando alla radio alcune persone che vivono in Giappone (non giornalisti) si può capire come tanti "reportage" del giornalismo italiano (che si distingue da tempo per superficialità, per non dire peggio) siano pieni di fantasia.

AlessandroDiVirgilio ha detto...

Che il modo di fare informazione in Italia è quello che è, non ci piove e la testimonianza arriva proprio dal luogo, ma sottovalutare così il pericolo nucleare mi sembra un pelino superficiale.

Sicuramente sbaglio, ma le mie lotte antinucleari, supportate da studi sul problema, mi suggeriscono altro, considerando quello che ha affermato un tecnico giapponese alla tv (mi sembra che fosse la7, ma non ne sono sicuro).

Patrizia Mandanici ha detto...

Riferire in maniera precisa e veritiera come si sta svolgendo la vita a Tokio (ad esempio) non ha nulla a che vedere con la realtà del "pericolo nucleare", che certo c'è e non c'è bisogno di discuterne, è un disastro incredibile.
Proprio per questo non serve ingigantire il senso di smarrimento e paura che certamente provano i cittadini giapponesi: io vorrei solo delle cronache oneste e veritiere di quello che accade in Giappone, disgiunte se possibile da giudizi sul nucleare (e io non sono nuclearista, ma vorrei saperne di più senza pregiudizi, non mi bastano certo due o tre interviste pro e contro: su questa materia bisogna approfondire).

AlessandroDiVirgilio ha detto...

Riguardo l'approfondimento sono assolutamente d'accordo.
L'ho fatto quando ho votato contro il nucleare al referendum.
Continuo a farlo oggi.
Grazie.

Daniela ha detto...

Vi copio sotto il testo di una email di una amica di famiglia giapponese che vive a Tokio. Mi sembra in linea con il post di Lorenzo.

"Dear Jean,
Thank you for your mail. We have never thought we would experience such a terrible natural disaster though its possibility was often talked about.
Our area stayed unattacked. But a power station was damaged and now we are cut power supply for a few hours a day. We have a lot of inconvenience happning but compared with what they have been suffering in those directly attacked areas, nothing is unbearable.
Remembering how we lived when we were little children, we will surely manage well
without much modern convenience.
We are so delighted to know your concern.
Thanks again.
Coco"

Mauro Padovani ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Mauro Padovani ha detto...

Guardando CNN e BBC, continuo a essere preoccupato della situazione di alcune delle centrali nucleari giapponesi...

Locomotiva ha detto...

Ma senz'altro, la situazioni nei reattori è preoccupante.

Il punto è che, tanto per cambiare, la cosiddetta "informazione" si è inventata di sana pianta la descrizione di questa Tokyo deserta con le masse in fuga neanche arrivasse Godzilla.
Con la sicumera ed il tono di chi è lì e vive in prima linea questo esodo di massa.

Mentre è, al solito, dietro una scrivania comodo qui in Italia e non si da neanche la pena di aprire internet e dare un'occhiata.

Oggi, noto, stanno un poco tirando i freni: beccati in flagrante, ora i giornali stanno ridimensionando il panico, i treni pieni di sfollati, stanno nascondendo sotto al tappeto le descrizioni di città desolate e deserte.
Chi, noi? No, mai detto che c'erano esodi di massa.
Ci avete frainteso
Yeah, sure...

Mo' aspettiamo di vedere quando le storie che stanno imbastendo sui reattori chc scoppiano, speriamo scoppino prima dell'edizione serale, pensa al titolo arriveranno al pettine.
Che stanno tirando fuori boiate a camionate.
Non solo in Italia, va detto. Ma da noi "dippiù" perché conta più la nostra piccola, meschina, macelleria politica interna che quelli là che rischiano di diventare fosforescenti.

Lo fanno sempre, i nostrani media, 'sta cosa di inventare quello che gli va.
Lo potevano fare nel XX secolo e restare quasi credibili - o sperare di farla franca.
Nel secolo XXI, è dura...

P.S.: Capo, se interessa, cambiato blog, come si vede dalla faccina che ora appare.
Non son belle cose da vedersi, ma Volesse Vossia farmi la cortesia di cambiare il link nella lista, qualora gradisse la mia esistenza...

The Passenger ha detto...

bel post! ^_^