martedì, marzo 15, 2011

Cose difficili da spiegare.


A volte mi capita di dover rispondere a delle domande dirette, oppure mi infilo in quelle ginepraiche discussioni che spippettano i massimi sistemi.
I miei interlocutori variano. Possono essere lettori, appassionati, curiosi che si avvicinano alla Grande Città dei Fumetti. Possono essere giovanotti abbronzati dal furore artistico che, dalle campagne delle belle speranze, arrivano qui nella metropoli. A volte sono quelli che della Città dei Fumetti frequentano soltanto le tangenziali periferiche, dove gareggiano con altri, rombando su auto alimentate a rancore.
Il mio problema invece è sempre lo stesso. Mi è molto difficile spiegare che in un lavoro creativo, gli eventuali problemi riguardano raramente la parte creativa. Di quella ne abbiamo a sufficienza, grazie.
Se anche tu razzoli in un ambiente ar ar ar artistico, ma non ci pigoli per hobby o per assuefazione, capisci benissimo che cosa intendo.
Mi è quasi impossibile spiegare che l’idea, il progetto, il talento, da soli non valgono un cazzo. Devono appoggiarsi per forza a una struttura produttiva adeguata. Il che non significa necessariamente ricevere carriolate di denaro, perché un buon risultato non si misura soltanto con i bonifici.
Mi è impossibilissimo spiegare che tra la faticosa, irta di compromessi concretizzazione di una qualunque cosa, e lo spararsi le pose nelle fotografie del duro e puro costi quello che costi, è sicuramente più comoda e calda la posizione del genio incompreso.
Perché è facile dire: quello disegna da schifo, quello scrive che manco li cani, quell’altro pubblica guano… E’ molto più difficile capire a che tipo di gioco hanno accettato di giocare, e quali carte avevano in mano.

18 commenti:

il.giack ha detto...

non ho capito....... AH! AH! AH! AH!

Manu ha detto...

Diego, che santissime parole!!!!!


Amen!

Mattia Bulgarelli (K. Duval) ha detto...

Cajelli SANTO SUBITO!

N.B.: sì, le "condizioni produttive" non si misurano in Euro... Ma gli Euro ti permettono di misurare quanto in fretta devi lavorare per "arrivare a fine mese" (e la qualità cambia di brutto) e quanti compromessi devi accettare.

kingsimon ha detto...

io le pose me le sparo lo stesso!!!

senility ha detto...

così come è semplice dire "non pubblico perchè sono troppo geniale per l'asfittico mercato italiano" altrettanto semplice è dare colpa ai problemi pruduttivi se si fa dei fumetti di merda.

a me lettore non me ne frega un cazzo se il lavoro lo hai fatto di fretta, se ti hanno pagato poco, se il gatto è morto, se l'editor si stava disintossicando dalla cocaina, se il gatto non è morto in tempo per avere il giusto finale della storia. Io pago un fumetto, se fa cagare qualcuno mi ha inculato dei soldi.
Se gli autori non hanno abbastanza rispetto per le proprio storie da realizzarle al meglio, che esplodano.

Se non vi pagano abbastanza per fare un buon lavoro, cambiate lavoro.

Diego Cajelli ha detto...

@Senility
Ce l'hai con qualcuno in particolare, oppure è coniugato al voi in stile bonelliano?

Giorgio Salati ha detto...

Assai d'accordo col Diegozilla.

senility ha detto...

quando tu parli dei tuoi interlocutori vari, e citi giovanotti abbronzati dal furore artistico, non credo ti riferisca a qualcuno in particolare. é una generalizzazione di un comportamento.
Allo stesso modo, la mia invettiva si basa su una generalizzazione.

Quindi "Voi" è chi si riconosce nella descrizione di autore che spesso vede la qualità delle sue storie abbassata da problemi produttivi, e cerca nei problemi editoriali (costi, direttive, formati...) giustificazione dalle critiche degli abbronzati, o di qualsiasi altro lettore.

In particolare la frase "Se non vi pagano abbastanza per fare un buon lavoro, cambiate lavoro." è riferita a "Ma gli Euro ti permettono di misurare quanto in fretta devi lavorare per "arrivare a fine mese" (e la qualità cambia di brutto) e quanti compromessi devi accettare."

anche se questo commento credo travisi in parte la sostanza del tuo post, è comunque un punto di vista che ben esemplifica l'altra categoria che potremmo contrapporre al "giovane abbronzato dal furore" cioè "il giovane che deve pur campare".

Quindi il Vi è riferito a tutti gli autori che si cagano addosso.
Ognuno in cuor suo sa si parla di lui o no.

(Naturalmente non credo le categorie siano impermeabili: può capitare a tutti di cagarsi addosso per il conto in banca e fare dei fumetti brutti, o di non farne di belli perchè troppo preoccupati a difendere le proprio posizioni.)

Diego Cajelli ha detto...

@Senility
Sai che io non conosco nessuno che viene pagato per fare di proposito dei fumetti brutti?
Ora guardo per bene l'agenda, però mi sembra proprio di no.
E comunque non ho mai scritto che la qualità di un qualcosa viene abbassata dai problemi produttivi.

kingsimon ha detto...

e io continuo a spararmi le pose

Anonimo ha detto...

Disse il mio profe di disegno al corso:
"Il Ggenio è 10% di Talento e 90% di duro lavoro!" (Il tutto condito da pesante accento Abruzzo/Romano)
Che dice, maestro? Ci azzecca?

Isa

senility ha detto...

ah scusa, avevo capito male.
cia'

senility ha detto...

... comunque sull'agenda controlla bene, che qualcuno che si ricalca le vignette per far prima si trova sempre.

Diego Cajelli ha detto...

@Senility
Urca!
Ma qui bisogna schivare le frecciatine!
Cerco una roccia dietro la quale ripararmi, aspè...
Comunque rispetto il tuo parere di lettore.
Quando dici nel tuo messaggio: "a me lettore..."
Però non capisco che tipo di lettore sei.
Sei un lettore al contempo autore di Akron le guerier, un lettore ex allievo della Scuola Internazionale, un lettore autore per la Double Shot?
Nel senso, è il te lettore o il te autore che consiglia agli autori che si cagano addosso (parole tue) di esplodere? (sempre parole tue.)

AlessandroDiVirgilio ha detto...

Quando dici "A volte sono quelli che della Città dei Fumetti frequentano soltanto le tangenziali periferiche, dove gareggiano con altri, rombando su auto alimentate a rancore." non so perché (intuito? :D), ma penso di conoscere a chi ti riferisci.

Riguardo il resto, penso che, nel ristretto e piccolo mondo del fumetto, penso che bisognerebbe smetterla con quegli atteggiamenti del cazzo di chi si arroga il diritto di giudicare, senza cognizione di causa, chiunque operi, a qualsiasi livello e in qualsiasi settore di mercato.
Un po' di modestia, a volte, non farebbe male.

kingsimon ha detto...

giusto la modestia.....

eccomi ancora a spararmi le pose!!!!

senility ha detto...

Per quanto si possa essere autori prolifici (e io non lo sono di certo) saranno sempre di più le cose che si leggono di quelle che si scrivono/disegnano.
Qualunque autore è prima di tutto un lettore.
Il fatto di avere qualche esperienza "dall'altra parte" mi permette di non avere timore reverenziale nei confronti degli autori, perchè in qualche modo ne faccio parte. Per questo mi permetto di consigliare esplosioni. (in senso buono, ovviamente...)

Non ho nessuna pretesa di essere un giudice al di sopra delle parti.
Tra gli autori che si cagano addosso e non fanno fumetti belli perchè troppo preoccupati a difendere le proprio posizioni, mi ci metto in pieno.

Comunque, tutto il mio sfogo credo sia nato da: "Perché è facile dire: quello disegna da schifo, quello scrive che manco li cani, quell’altro pubblica guano… E’ molto più difficile capire a che tipo di gioco hanno accettato di giocare, e quali carte avevano in mano." che però a quanto pare ho male interpretato, quindi probabilmente sono solo fuori luogo.

Anonimo ha detto...

Posso dire la mia in veste di lettore quarantennale eternamente wannabe? Bene. Non le tue diego, per carità, ma le storie bonelliane che leggo tutti i mesi fanno cagare. Non so di chi è la colpa, ma fanno cagare. Letteralmente. L'importante è vendere? Perfetto. Finchè dura. Fino a che i sono zagor e tex foraggiati da ultra quarantenni che lo leggono al cesso, va bene, ma chiedamoci quanti sedicenni si affezionano ad aquila della notte. Quanti ne conosciamo noi? Quanti di questi non sono wannabe o dreaming of? Mi sono chiesto mille volte per quale motivo continuo a buttare i soldi in queste cagate. E' la ragione principale è che voglio continuare a sognare. Di vedere una bella tavola, di leggere una bella storia, di sentire l'odore della carta. Di tornare bimbo, di alimentare il sogno marcio di essere io, un giorno, quello che viene pagato per scrivere. Scomparsi quelli come noi, e scompariremo, scomparirà anche l'idea di questo fumetto bonelliano, sarà così antico e stucchevole come una quartina del signor bonaventura. Non c'è nessun livore, ma provate a fare leggere "piovono rane" ad uno che non è immerso in questo micromondo e poi ditemi.
jester