lunedì, febbraio 21, 2011

Nel nome del cognome.


C’è una logica, tutta italiannna, densa di malcelata acredine, di sparare sempre e comunque al bersaglio grosso. Se poi c’è di mezzo la possibilità di fare uno scoop, in questo paese di uomini piccoli, si scatena la frenesia di Decapod 10.
Saltano anche le più banali norme del giornalismo. Tipo verificare le fonti. Controllare. Fare una telefonata.
Arrivo per terzo, dopo gli interventi di Roberto e di Tito, a segnalare che il Sergio Bonelli coinvolto nella faccenda del Trivulzio non è il Bonelli editore.
Se vivessimo in un paese dove le smentite occupano lo stesso spazio giornalistico occupato dai condizionali furbetti, non servirebbero tre post di tre blog differenti sullo stesso argomento.

10 commenti:

RRobe ha detto...

E ci va ancora bene che la possibilità di farlo sui blog, ancora ce la lasciano.

Anonimo ha detto...

Dai, non fate così.
I tre post sui tre blog "diversi" non sono poi così diversi.
"Faraci, Recchioni e Cajelli
lavorano tutti per Bonelli",
come dice la famosa canzoncina.
Trattasi di captatio benevolentiae, come dicevano i latini.

Tito Faraci ha detto...

Qualcuno penserà che è piaggeria. Qualcuno, più benevolo, dirà che per noi è un amico (sì, è vero) ed entriamo in merito a questa faccenda, appunto, per amicizia.
Ma la questione è anche, soprattutto un'altra: l'immagine - reale - di un pezzo, grande e importante, di mondo del fumetto italiano pulito, onesto, che getta luce tutto attorno. Qualcosa di cui chiunque lavori per SBE si sente parte e va orgoglioso. Quindi, per favore, signori giornalisti (o presunti tali), andate a spalare la vostra merda altrove.

TF

Tito Faraci ha detto...

Ma guarda. Scrivo un commento, neanche il tempo di inviarlo... e cosa vedo sopra?
Caro anonimo, un po' ti capisco. Cioè, capisco che tipo di persona sei. Tu, invece, di me non sai niente. Né di me, né di Roberto o Diego.
Perché, vedi, nessuno di noi tre ha bisogno di guadagnarsi qualcosa che ha già. Mi sono spiegato?
(Ah, e già che ci siamo: la "captatio benevolentiae" è una particolare tecnica retorica, che non coincide con quel che pensi tu. Si usa all'inizio di un discorso, per ingraziarsi un pubblico a cui poi, nello stesso discorso, si chiede qualcosa. Ma il nostro discorso era tutto lì, già finito.)

Tito Faraci

Simone ha detto...

io che ho letto anche la notizia a cui si riferisce RRobe posso capire meglio la necessità di questi post.
Piaggeria è spacciarsi per l'unico portale giornalistico sul fumetto italiano e poi comportarsi come un parlamentare ad annozero quando si viene scoperti a dire cazzate

Mattia Bulgarelli (K. Duval) ha detto...

Non importa chi lavora per chi, se una notizia è FALSA, è FALSA, punto e fine.

Anzi, non sarà che FORSE una persona X che ha dei contatti lavorativi con la persona Y può saperne un pelino di più del giornalista Z che legge distrattamente e fa 2 + 2 = 5?

Anche quest'aria di sospetto sempre e comunque, a prescindere, fa parte della cultura (disfunzionale) del non verificare e basarsi su "lo dice Tizio".

Diego Cajelli ha detto...

@Anonimo
Sbucherai dalla montagna, sbucheraai!
Sbucherai dalla montagna, sbucheraai!
Correrai su sei cavalli, correraaai!
Correrai su sei cavalli, correraaai!
Sbucherai dalla montagna, correrai su sei cavalli, toglierai la calamita, toglieraaaai!
E
anche
questa
è
fatta!

AlessandroDiVirgilio ha detto...

Che squallore!
Compreso l'usare (a sproposito) citazioni latineper mascherare la propria pochezza intellettuale.

Anonimo ha detto...

Capitano, lo possiamo torturareeeeee?

troll a parte, i giornalisti italiani non si smentiscono mai, mi vengono lugubri ricordi (enzo tortora fu massacrato per omonimia)

Futaba

MicGin ha detto...

ho ritenuto doveroso scrivere
http://sonoioche.blogspot.com/2011/02/ma-dove-abita-sergio-bonelli.html