martedì, febbraio 01, 2011

Angouleme 2011


Gita molto interessante. Da outsider del mercato francese quale sono, gita istruttiva e divertente sotto parecchi punti di vista.
Non posso fare un analisi del mercato francese dopo essere stato cinque giorni ad Angouleme. E’ come se un francese si facesse l’idea del mercato italiano dopo la kermesse lucchese.
Però una cosa la posso dire.
L’italico e il franzoso sono due mercati molto differenti. Che uno sia meglio e uno sia peggio, è un discorso che lascia il tempo che trova. Però bisogna capire che cosa crea veramente il mercato.
Le case editrici? Gli autori? I personaggi?
Siccome sono ignorante e non ho studiato economia, secondo me il mercato lo fanno i lettori.
Ovvero è la domanda a cui bisogna guardare, e non sempre e solo l’offerta. In questo senso, ho notato un aspetto molto interessante nei lettori francesi.
La consapevolezza.
Da quel poco che ho visto con il mio people watching il lettore d’oltralpe sa che cosa sta comprando, sa quale casa editrice lo edita, sa che cosa ha in mano. Ma soprattuto: legge.
Cazzo.
Legge.
Non c’è lo sguardo : macheminchiaè?!
Non c’è l’urletto: Oh, i fumettiii! Che cariiiini!
Non si va in fiera a vedere le scimmie dello zoo, che sono bbrave a disegnare anche mia nipote è brava fa snùpi uguale uguale come fai a farlo come mestiere ma hai lo stipendio.
Il padiglione che ho bazzicato di più è stato quello della BD alternativa. Con un sacco di roba molto bella, strana, post-punk, e cose così.
Anche in quel caso, il lettore, di fronte ad un qualcosa di completamente diverso dal loro standard classico, sapeva che cosa stava guardando. Un fumetto, diverso. Non aveva bisogno di qualcuno che gli spiegasse qualcosa. Ecco che con la consapevolezza del sistema di comunicazione fumetto, diventa possibile offrire, avendo forse una chance di successo, un prodotto non a 4 strisce cartonato.
Per cui, tornando a un mio vecchio discorso, mi sembra, che oltralpe dei fumetti freghi ancora qualcosa a parecchia gente.
Noi abbiamo qualcosa da imparare?
Sì. Di brutto anche.
Per esempio, la gestione del festival, inteso proprio come gestione logistico/pratica è stata affidata a degli scienziati della NASA.
Hanno capito, grazie ai loro geniali cervelli da milioni di dollari, che il flusso di visitatori che accedono ai padiglioni si gestisce meglio se si usa una porta solo per entrare, e una porta solo per uscire.
(Sì, sono sarcastico. E’ meglio dirlo, visto che nel mio ambientino c’è l’assenza quasi totale di senso dell’umorismo)
Forse, se si assumessero i geni che hanno avuto quell’idea, il sabato e la domenica a Lucca la sopravvivenza media di un visitatore supererebbe gli attuali quindici minuti.
Chiudo con la domanda che qualcuno si sta fancendo.
Ho un progetto per la Francia?
Ovvio. E chi sono? Il cugino idiota che vive nella baracca accanto alla palude?
Ghost dovrebbe uscire quest’estate. Ho dato un volto ai ragazzi di Ankama con cui ho collaborato e abbiamo parlato un po’ del futuro.
Però, Ankama non è la classica casa editrice francese. Fa cose molto diverse.
Ho deciso che l’anno prossimo andrò ad Angouleme con un bel progetto cartonato quadristrisciato con tutti i crismi e fiocchetti francesi.
Lo porto alla Glénat.
Indossando la maglia di Materazzi.

7 commenti:

Mattia Bulgarelli (K. Duval) ha detto...

Siccome io ho studiato economia (ma sono ignorante lo stesso in un sacco di cose), ti dico che il mercato lo fanno tutto i suoi componenti, incluso, ed importantissimo, il consumatore finale, nel nostro caso si chiama "lettore".

Un lettore che sa cosa vuole e sa come comunicarlo è fantastico, specie se gli editori riescono a leggere il messaggio.

Da noi ho visto tanto, tanto brancolare nel buio sia da parte dei lettori (come dici tu), sia da parte degli editori, che tirano a casaccio, non esistono ricerche di mercato se non il feedback "questo ha venduto, questo no".

E sì, serve che un lettore sappia leggere, non puoi vendere i computer alle scimmie, non sanno cosa farsene.

SILVIO ha detto...

Cerchi un disegnatore?

Cate ha detto...

Bravo Sensei, l'arguta deduzione delle porte per l'entrata e l'uscita è da nobel per la pace!!!
Un bacione!!!

Matteo Alemanno ha detto...

Ciao Diego, forse ti ricorderai di me. Hai centrato in pieno la questione! Il pubblico in Francia è come lo descrivi tu: competente e consapevole. Li conosco un po' perché da qualche anno sono i miei "datori di lavoro". E poi è gente che destina molte delle proprie risorse all'acquisto di libri. Secondo me più che in Italia. E' un mondo da scoprire!
Ne approfitto: complimenti per il blog, mi piace molto!

Jajo84 ha detto...

Ho adorato Dofus e il suo stile!! Non ci puoi dare qualche piccolissima anticipazione sulla natura della tua "liaison" con quelli di Ankama!??! Un briciola!

Anonimo ha detto...

Intorno a Settembre (nn ricordo se ne avevo parlato pure qua) sono andata all'Istituto Francese qua a Firenze, accompagnavo una amica che voleva iscriversi a dei corsi speciali...Chiaccherando con una segretaria che ci ha fatto da guida costei se ne esce fuori con "Les italiens il ne lis pas la bande dessineè!Je ne comprend pas pourqoi?" Ok, nn ha detto esattamente così ma il senso è davvero quello e lei era davvero perplessa, almeno finchè la mia amica nn mi ha additata ed io ho sottolineato che nn solo leggevo ma sapevo il perchè, almeno presso coloro che andavo nell'istituto...
C'è taaanta ignoranza, signora mia. Ma taaanta!!
E nn c'è bisogno d'essere semianalfabeti per essere ignoranti.

ISA

The Passenger ha detto...

peccato che da noi tu non ti sia fermato....