giovedì, gennaio 13, 2011

Ufficio Postale Milano 65, prima parte.


Quando ogni altra alternativa risulta impraticabile, quando è proprio impossibile trovare un’altra soluzione, quando le provi tutte, ma non c’è modo di fare altrimenti, scopro con ribrezzo che devo andare in Posta.
Dire che le Poste funzionano di merda è come dire che l’acqua è bagnata. Lo so. Però, smettere di dire che le Poste funzionano di merda equivale a essere complici di chi ti sta offrendo un servizio ignobile.
Io odio andare in Posta. Quando ci vado, non posso fare a meno di pensare ai magheggi, alle parentele, alle raccomandazioni, ai giri e agli intrallazzi messi in moto da chi lavora lì per ottenere il posto che occupa. Penso che se venissero catapultati in un’azienda vera, una di quelle che deve fare i conti con la realtà, nessuno di loro sopravviverebbe più di dieci minuti.
Sono forti quelli che lavorano lì. Se gli chiedi un informazione, o una qualunque cosa vagamente inerente al loro lavoro, scopri che hanno gli occhi pieni di fatalismo tribale. Ti guardano con lo stesso sguardo che può avere uno Yanomami quando gli chiedi perché piove.
L’atteggiamento non è quello di chi lavora in un posto e lavorandoci, ottenendo uno stipendio a fine mese, dovrebbe avere una qualsivoglia responsabilità sul suo operato, o sarebbe tenuto a comportarsi in una maniera tangenzialmente professionale. Il mood dell’impiegato postale è quello di uno che per ironia del destino, contro la sua volontà e i suoi interessi, si ritrova a lavorare, nulla sapendo, alle Poste.
Se fai notare un disservizio o un problema, la risposta è la rassegnazione. La risposta è il mettersi immediatamente sullo stesso piano del cliente, con la medesima rassegnazione del cliente: Eh, che cosa ci si può fare, le cose vanno così…
Perché le Poste non sono un luogo di lavoro, sono un mistero a cui si è chiamati a partecipare. Come clienti o come cerimonieri del mistero stesso.
Dovevo mandare dei soldi in Francia. Come ho già detto le avevo provate tutte, anche i piccioni viaggiatori, ma niente. L’unico modo era quello di mandare un vaglia.
Mioddddio. Un vaglia.
Mi reco all’ufficio postale di via Gozzoli. Armato di buone speranze, ottimismo, serenità e i dati della signora del B&B di Angouleme che deve ricevere la caparra per la mia camera.
Prendo il numerino. Trovo un modulo, lo compilo, aspetto.
Arriva il mio turno, vado allo sportello.
L’operatrice è una tipa dall’età e dallo svantaggio indefinibile. Credo che provenga direttamente dal futuro di Star Trek TNG. Un futuro ipertecnologico in cui i computer eseguono gli ordini su comando vocale. Infatti, la tipa, costretta nel nostro presente, ha dei grossi problemi con ogni tipo di interfaccia. Soprattutto con la tastiera. Ma io sono quieto. Dopo quarantaminuti la tipa ha finto di inserire i dati necessari.
- Controlli se è tutto giusto.
E’ una domanda retorica, dovrei dire di sì. Invece controllo e dico di no.
Sulla ricevuta è segnato tutto, tranne la città e l’indirizzo a cui bisogna mandare il vaglia. Ovvero, c’è il nome e il cognome della signora del B&B e un generico: Francia.
Tipo: Mario Rossi, Italia.
La prendo in assoluto contropiede e le faccio notare la cosa.
La tipa sbianca. Entra in gioco il Grande Mistero delle Poste. Ovvero, lei ha appena effettuato una prestazione di cui non sa nulla, non conosce nulla, non ha mai fatto prima, non sapeva nemmeno che esistesse prima che comparissi davanti lei con la pretesa di mandare un cazzo di vaglia. E’ colpa mia, quindi. Quello in difetto sono io. Mica lei.
Con l’espressione rassegnata/scocciata/densa di fatalismo che dovrei avere io, la tipa si rivolge al collega dello sportello vicino.
Ora siamo in tre a celebrare il Grande Mistero delle Poste.
Per prima cosa, lui si informa su chi ha materialmente effettuato l’operazione.
- Io
Dice lei.
Lui guarda me, poi lei, e poi di nuovo me.
Lo sento scartare mentalmente una serie di risposte possibili, tra cui quella giusta. Decide di coprire la collega, in un moto di corporativismo tra officianti del Grande Mistero delle Poste.
- No, no, ma va bene. Vede il numerino? Ecco è da quel numerino che poi sanno tutto quello che serve.
Sorrido. In quel preciso momento, io lo so benissimo che quei soldi non arriveranno mai.
Mai.
Lo so già che ho appena buttato via settanta euro.
Me lo dico da solo, quando esco dall’ufficio postale.


Fine prima parte.

19 commenti:

Danilo ha detto...

Diego sei un grande.

Gua-sta Blog ha detto...

Un giorno, mentre ero in coda ho detto a mia figlia "pensa che questi per lavorare qui hanno fatto un concorso e l'hanno vinto..." .
Quando vado in Posta vorrei sempre trasformarmi in Michael Douglas ne "Un giorno di ordinaria follia"

Andrea Gadaldi ha detto...

Portali direttamente tu al B&B. Ti fai un giro e ti rilassi! :-P

Poi giorni dopo ci ritorni per la fiera! :-D

Anonimo ha detto...

A mia mamma hanno inculato cinquemila euro, corrispondenti alle prime tre pensioni che mio padre le ha lasciato in eredità, così tanto per gradire. Sono quattro anni che siamo in causa ed abbiamo anticipato già tremila euro di avvocato. La direttrice delle poste protegge il farabutto che si è inculato i soldi e lo stato protegge la troia. Così per dire.
jester

Anonimo ha detto...

Pazzesco! E pensare che al mio ufficio postale temo sempre di trovarmi al banco due tipe: una la chiamo "la lenta" perchè a volte sembra davvero fare un certo sforzo, quasi al limite dl ritardato, nel fare le cose, anche per il modo in cui parla che già ti dà una idea del tipo. Eppure lavora bene...talvolta ha del solerte nell'informarti di questa o quella cosa relativa all'operazione che stai compiendo.
L'altra tipa che temo, un pò di più, è "il sergente" una inflessibile che tu nn ci credi che esiste (in Italia) quasi al limite dello stronzo col tono di voce che, se non hai fatto un errore, un pò ti mette sull'avviso. E' il tipo di impiegata che se sull'assegno o sul modulo che hai compliato manca qualcosa te lo dice con un fare accusatorio, che sei proprio ignorante. Invero non è cattiva e l'ho vista fronteggiare clienti antipatici e stronzissimi con un piglio da marine ed una calma da Bruce Lee prima che ti sfondi la cassa toracica col mignolo sinistro.E' precisa e del resto se l'assegno nella macchinetta non viene letto è anche colpa tua, visto che è tutto spiegazzato!
Al mio ufficio postale fin'ora ci sono due o tre detentori dell'ordine, precisi, sembra strano ma sono Italiani e lavorano in un ufficio postale italiano: un esempio è che da che sono aumentate le tariffe delle affrancature (al limite dell'assurdo!!) te lo comunicano non solo con un fare rassegnato ("che ci vuol fare...") ma anche scadalizzato, la mia sergente me lo comunicò con la frase smorzata in bocca ("Io nn lo so, guardi lei che roba!da 75centesimi ad 1,50 dopo 20gr di peso!")
Secondo me anche loro vengono da Star Trek, forse quello con Picard!

ISA

Moleskina ha detto...

Il mio ragazzo ed io siamo stati così incauti da prendere il mutuo alle Poste e abbiamo quasi perso caparra e casa per la negligenza di un'impiegata... Ogni volta che ci ripenso vorrei deviare i Langolieri verso quell'inutile edificio...

Anonimo ha detto...

Ti dico solo che le poste sono riuscite a spedire a me stesso un mio pacco invece che al destinatario...

Andrea

Giorgio Salati ha detto...

Lo so che è una domanda stupida, ma mi sembra assurdo che non si possa proprio mandare dei soldi a questa tipa né con Money Transfer né con un bonifico. Ma questa tipa non ha nemmeno un conto in banca, un IBAN cui versare il bonifico? Mah!

Comunque recentemente mi sono trovato in casella una raccomandata contenente un contratto (un CONTRATTO!) con scritto a biro "avviso 27/12/2010" e senza il cartellino che si firma da rimandare come ricevuta.

Ergo: il postino evidentemente l'ha firmato al posto mio e me l'ha schiaffato in casella. Se lo becco una volta glie ne dico quattro.

Artan ha detto...

Se vi può servire da consolazione, le poste bosniache sono proprio uguali.
Comunque, la frase "le poste non sono un luogo di lavoro, sono un mistero a cui si è chiamati a partecipare" è una delle descrizioni più calzanti di un qualsivoglia fenomeno naturale che io abbia mai letto.

Daniele ha detto...

Lascia stare va', che per prendere dei soldi di un buono fruttifero ho dovuto subire le pene dell'inferno. E quando ho fatto notare all'impiegata che quel procedimento non era stato fatto l'altra volta, e che quindi non era vero che "il pc non aveva preso la richiesta", sono stato assalito da tutti i colleghi che asserivano il contrario.

Concordo con Giorgio cmq, possibile che 'sta tipa non abbia un IBAN a cui fare un comodo bonifico postale online?

Andrea V. ha detto...

Devi provare la motorizzazione.

Fallout ha detto...

Le poste sono il male, abitando in una frazione di una piccola cittadina di provincia sto messo ancora peggio.
La gente presente allo sportello non finge nemmeno di avere un motivo logistico per stare dove sta, ti ignora e ti scansa come un gatto morto sul selciato.
La tipa allo sportello del mio ufficio è nota come "la troia di satana".
Ricordo una scena epica:
Arrivo allo sportello sfoggiando il mio sorriso imbonitore e abilito la voce impostata numero 5:
IO: "Buongiorno, dovrei per cortesia effettuare una ricarica postepay"
TdS: "Mi spiace non so come farla. Avanti il prossimoooooooo"
Interdetto esco e vado in un altro ufficio postale...

il.giack ha detto...

Non vi dico le questioni per la spedizione 'piego di libri' quando vendevo fumetti su e-bay... mi sa che I Soliti Idioti si sono ispirati a uno della Posta per la tipa che dice 'Dicaaaaa... un attimo e sono subito da lei!'. E intanto gli sportelli 'bancari' per ciucciare i dindi sono sempre più rispetto a quelli 'postali' per spedire e recapitare la roba.

Lanterna ha detto...

Credo che sia un periodo di maggior follia in posta: ieri un mio collega è andato a ritirare una raccomandata genericamente intestata al nostro ufficio e l'hanno rimbalzato perché non aveva un'autocertificazione in carta intestata che dicesse che lui poteva ritirare per conto del nostro ufficio. Ma ti rendi conto?

marta ha detto...

@il.giack: il piego di libri è il più grande mistero della fede. nessuno sa niente, nessuno fa niente e tu perdi giornate di lavoro e chilate di libri per stare dietro ai magheggi delle poste.

[la cosa che più stupisce è che TUTTI gli uffici postali sono così, TUTTI gli impiegati postali sono così, in TUTTA Italia]

Mattia Bulgarelli (K. Duval) ha detto...

Dio benedica il Bonifico Unico Europeo: lì basta l'IBAN e sei a posto!

E costa meno di un Vaglia (salvo eccezioni che non ho mai incontrato).

rae ha detto...

eh, signora mia!

ClarinetteM ha detto...

Qualche giorno fa, Ufficio Postale del mio paesello.

Io: "Buondì, dovrei compilare il modulo per ottenere il codice pin della carta regionale dei servizi".

Impiegata, con fare alquanto stizzito: "Ma guardi che il modulo PER LA PRIVACY noi non l'abbiamo!".

Io: "Eh. Infatti. Quello ce l'ho io, era dentro alla lettera che mi è arrivata insieme alla nuova tessera. Mi serve il modulo per il pin, da ritirare in Posta o all'Asl."

Mentre l'impiegata sta evidentemente per avere un attacco d'ansia, arriva il Direttorissimo. Mi squadra dall'alto in basso. Si tira indietro un ciuffo unticcio dalla fronte. Inizia a strillare: "GUARDI CHE NOI QUELLO PER LA PRIVACY NON CE L'ABBIAMO! ERA DENTRO ALLA LETTERA CHE LE E' ARRIVATA INSIEME ALLA NUOVA CARTA DEI SERVIZI! SE ORA LEI L'HA PERSO NON E' COLPA MIA E NON CI POSSO FARE NULLA!"

Io: "..."

Non so. Forse ho inconsapevolmente imparato a parlare un'altra lingua mentre attendevo il mio turno.

Anonimo ha detto...

No.. potevi giocarti la carta poste alla grande invece sei inciampato in una delle poche cose che funzionano. Brevemente: appena ti danno la ricevuta del moneygram ( si chiama così) chiami la tipa in Francia, le dai il numero del tuo moneygram. Lei può andare immediatamente in qualsiasi postazione moneygram di Francia e, con quel numero ed un documento d'identità, le danno i 70 Euro. Ti dovessi spedire io 200 Rubli dalla kamchatka farei lo stesso. Poi ti telefono e ti dico "20345968475, Diego Zilla" Tu pigli la tua carta d'identità, vai alla posta, compili il modulo "pagamento moneygram" e ti danno l'equivalente in euro.