martedì, gennaio 11, 2011

Män som hatar kvinnor


Da buon ultimo, mi sono messo a leggere uno di quei libri che leggono tutti tutti tutti, ma proprio tutti e piacciono a tutti tutti tutti, ma proprio tutti. “Uomini che odiano le donne”.
Il superbestseller di Stieg Larsson, pace all’anima sua.
Confermo che ho dei grossi problemi. Cazzo, devo avere proprio qualcosa che non va. Mi sento anche profondamente inadeguato e molto a disagio.
La mia lettura di “Uomini che odiano le donne” terminerà dove sono arrivato: a pagina 56.
L’introduzione sulla personaggia Lisbeth Salander è così irritante, indisponente, sei figa solo tu, fastidiosa, forzata, e di un iperbolismo tanto maldirezionato che ha ottenuto lo splendido effetto di farmi stare sulle palle in tempo zero il personaggio principale. Tipo che di quello che può succederle nelle prossime seicentoerotti pagine e nei due volumi seguenti, non può fregarmene di meno.

14 commenti:

La ele ha detto...

Peccato.
Inizia a essere interessante da pagina 150.

La ele

Miroku ha detto...

Direi che la situazione è ben peggiore. Il libro parte sullo stile di un delitto della camera chiusa (beh dell' isola chiusa), ma lo sviluppo è prevedibile e in più punti sconfina nel ridicolo.

Oltre al fatto che certe deduzione chiave sono così ovvie che c'ero arrivato pure io che nei gialli non sono proprio una volpe, otre questo dicevo, l'azione si smuove per ben tre volte (oddio forse 4) nello stesso identico modo (che non dico per evitare spoiler).

Non sono un esperto ma mi pare che ci sia un uso fin troppo generoso di deus ex machina (o quanto meno di aiuti provvidenziale "out of the blue"). Se ricordo bene anche la gestione del narratore inciampa qui e li (madovrei riguardare). La Salander è poco credibile nel suo stereotipo di super antieroina e la soluzione finale (forse perchè legata agli altri libri che non ho letto) è veramente ambigua.

Sopravvalutatissimo. almeno il primo libro.

spino ha detto...

mah, fuori dal considerarlo un capolavoro...secondo me il problema fondamentale è leggerlo ORA, dopo che tutti ne hanno parlato.

Letto, come ho fatto io, quando ancora non se lo cagava nessuno, è un buon thriller (non certo sorprendente: per capire la soluzione, basta usare la nota regola di Sherlock Holmes), ma sicuramente meno "peso" di tantissima altra roba (e qui mi attirerò le antipatie di tutti) come American Psycho, per fare un esempio :D

La sopravvalutazione è avvenuta principalmente dopo la morte del buon Stieg...

In zona "scandinava" ti consiglio comunque i romanzi di Anne Holt... ;)

Dario ha detto...

guarda ti diro' anch'io non sopporto il personaggio di lizbeth, veramente troppo.
(tra l'altro uno dei pochi presumo visto che i libri dopo sono interamente dedicati a lei)
Pero' Michael mi stava simpatico e vedevo le sue vicende con interesse, putroppo un capitolo su tre e' dedicato a lei, a come sia strana, a come sia uberinteligente, a come sia diversa...

Volendo li puoi saltare pero' non hanno tanto peso sulla trama di michael, e quella del libro.

No mi vengono le bolle a ripensarci.

Anonimo ha detto...

concordo con La Ele: prime 150 pagine terribilmente inutili. Poi migliora, poi peggiora, poi staziona. Li ho letti tutti e 3 per capire come sia stato possibile quel successo planetario, e ancora me lo chiedo. Stando sugli scandinavi preferisco Henning Mankell e Hakan Nesser.

Simone

nightwing ha detto...

a me è piaciuto
ovvio spesso è sfociato nel ridicolo ma ametto che il nocciolo della storia (la sparizione di xxx) e tutto il resto mi ha coinvolto non poco.

La questione della foto mi ha ricordato la sequenza di Deckard in Blad Runner (il film ovviamente)

cris tridello ha detto...

e dire che il primo è sicuramente il migliore dei tre...oddio il terzo devo ancora leggerlo ma non ho grandi aspettative visto il secondo volume.

Certo è che si ti fa irritare Lisbet per come è descritta all'inizio del primo libro, hai fatto bene ad abbandonare...poi fa delle rob e che neanche Neo di Matrix

Cris

Lanterna ha detto...

Ecco, da tutt'altra prospettiva ne parlavamo qui:
http://www.piattinicinesi.com/perche-mikael-bomkvist-piace-tanto-alle-donne/
Con ciò, il primo libro l'ho letto e con una certa soddisfazione (ma non lo considererei un capolavoro). Già il fatto che non mi venga voglia di leggere gli altri non è un buon segno.

Anonimo ha detto...

puoi sempre usare le altre seicentoerotte pagine per scaldarti prima che finisca l'inverno

Luca Malisan ha detto...

Anch'io ho letto i 3 Larsson solo di recente, più o meno come te per motivi "antologici". E anch'io odio e avrei ammazzato volentieri Salander (ma anche gli altri personaggi). C'è di buono che non è il personaggio principale in questo primo libro. Il secondo è ridicolo che manco i primi 007 e il terzo è meglio, ma ti tocca aver letto il secondo per apprezzarlo (e quindi non è meglio).
Ma la lettura di solito fluisce veloce e innocua come un brodino, puoi anche distrarti e pensare ad altro per 50 pagine, che continui a capire tutto quanto. Secondo me se tu continuassi, arriveresti alla fine facilmente. Ma probabilmente non è il caso di perdere anche il tempo, dopo averci già perso i soldi.
Di svedese mi è piaciuto invece "Tre Secondi" di Roslund e Hellstrom. Non è certo una genialata, ma un bel libro d'azione, non scemo.

Giorgio Salati ha detto...

la mia ragazza ha adorato la trilogia intera, a me proprio non attira, un po' come è successo col Codice Da Vinci che ne parlavano tutti e mi passava la voglia di leggerlo. Stessa cosa quando uscì Titanic: mi rifiutai di andare a vederlo. Però a volte sbaglio: avevo fatto lo stesso con Pulp Fiction per riscoprirlo qualche anno dopo e rimanerne abbacinato.

il.giack ha detto...

@Giorgio: bravo, io invece nel Codice da Vinci ci sono cascato e mi sono pentito. Questi dello svedese non li leggerò.

Massimo ha detto...

"L’introduzione sulla personaggia Lisbeth Salander è così irritante, indisponente, sei figa solo tu, fastidiosa, forzata, e di un iperbolismo tanto maldirezionato che ha ottenuto lo splendido effetto di farmi stare sulle palle in tempo zero il personaggio principale".

Ecco, se coniugni tutto questo al maschile ottieni il motivo per cui non ho mai, mai, mai sopportato Wilbur Smith.

dario dp ha detto...

il primo è il migliore dei tre e la parte migliore, secondo me è proprio la parte di contorno, lo sfondo