giovedì, gennaio 06, 2011

Diegozillab_Fase 1_ Scrivere_Lezione 4


- Che giorno è oggi?
- La Befanìa! la Befanìa!
- E poi?
- La Befanìa!
Già, ma è anche il primo giovedì di gennaio, e dato che qui non si ha rispetto per le feste comandate, eccoci al quarto intervento del Diegozillab.
Siamo all’ultima parte sulla “scrittura creativa” in termini generali, poi si passerà alla sceneggiatura vera e propria. Per cui, ricapitolando:
Ci sono stati dei consigli spiccioli. Ti ho fatto vedere i punti attraverso i quali passa una storia di genere. L’ultima volta il discorso era sulle differenze tra i protagonisti.
Ci sarebbero ancora un casino di cose da dire, ma per forma mentis preferisco chiudere i capitoli, piuttosto che aprire innumerevoli approfondimenti.
Ora, sempre in termini di “scrittura creativa generica”, ho un paio di cose da dire su come inizia e su come finisce una storia. Prologo ed epilogo.
Così come per il righello, sperimentato sul campo, ci terrei a dirti che una storia comincia e finisce in un numero limitato di modi. Per la precisione, può cominciare in 6 maniere diverse, e può finire in 6 modi differenti. Non di più, non di meno.
Anche qui, ti esorto a sperimentare sul campo. Vai. Controlla. Studia. Smentiscimi.
Iniziamo dall’inizio.
Tieni conto che il concetto di Prologo io lo intendo in modo allargato. Può comprendere non soltanto una breve sequenzina iniziale, ma può comporre tutta la prima parte della narrazione, diciamo tutto il primo atto.
Sei modi di iniziare, dicevo. Eccoli:
Uno: Prologo Ambientale.
Apertura sull'ambiente inteso come geografico e storico, si apre raccontando in quale luogo e in quale tempo la storia è raccontata. Serve per calare lo spettatore in un ambiente preciso. Più l’ambiente non è comune, più ha bisogno di tempo narrativo. Fantasy, Fantascienza ambientale. Le aperture di questi generi sono un lungo spiegotto su dove siamo e quando siamo. Oppure, se l’ambente è noto, è una “cartolina” in modo da far capire subito dove ci troviamo.
Due: Identificativo.
Si riassumono, si spiegano, si introducono le caratteristiche dei personaggi, indipendentemente dal plot principale. L’interesse primario è sulla caratterizzazione dei protagonisti.
Oppure, identifica l'intreccio. Si apre subito sul plot principale, presentandolo come sarà e come verrà sviluppato nella narrazione successiva. Spesso è fatto in maniera esplicita, diretta, come nelle commedie.
Tre: Fusista.
Scherzo. Facciamo vedere che siamo persone serie e chiamiamolo: Apertura su una figura transitoria di caratterizzazione dell’antagonista.
Che cos’è? E’ un prologo estremamente abusato nell'horror e nel thriller. E' la prima vittima del mostro, è quello destinato a morire, che serve unicamente a evidenziare le caratteristiche del cattivo. Lo chiamo fusista per via dell'omino con la pila nei film di fantascienza anni 50. Quello che ispezionava da solo, nella notte con la piletta, una recinzione nel deserto e poi veniva fuso dal mostro alieno dallo spazio profondo.
E’ per dire, anche il tizio con la giacca rossa di Star Trek che arriva assieme agli altri su Deneva 2.
Il fusista è una figura così radicata nell’immaginario collettivo che con lui e la sua percezione da parte del pubblico si può giocare un casino.
Comunque, tutti gli horror elementari iniziano con un fusista.
Quattro: In medias res.
In pratica, il prologo non c’è. Si inizia al culmine del culmine dell’azione. Una botta di tensione e di “non capisco che cazzo sta succedendo”. Ti verrà spiegato dopo, in flashback.
Cinque: Fine episodio precedente.
Può essere sul serio un episodio precedente, se siamo su un seriale, oppure può anche essere un episodio precedente generico. Apriamo assistendo alla conclusione di un avventura a noi non nota, ma che non sarà quella della storia che ci racconteranno poi.
E’ tipico di 007, per dire. Serve a ricordare le qualità del protagonista.
Sei: Ospite.
Una figura esterna agli eventi narrativi che introduce la storia. Se apri con un ospite, poi devi anche chiudere con un ospite. L’importante è che questo presentatore non sia collegato agli eventi che verranno narrati poi. Un personaggio esterno, una figura morale che introduce gli eventi. Hitchcock, Zio Tibia, tipi di questo tipo.
Fine degli inizi.
E’ possibile, e lo puoi anche provare con un esperimento sul campo, che alcune narrazioni abbiano una maxi sequenza iniziale. La madre dei prologhi, con quasi tutti i prologhi visti qui sopra messi uno in fila all’altro.
Sei modi per finire, eccoli:
Uno: Finale Esaustivo.
E’ il finale più ambito nella produzione commerciale . E' il “vissero tutti felici e contenti” o il “vissero male, pochissimo e nella merda”. E' il finale definitivo, e prescinde dal fatto che sia lieto o tristo, prevede che tutto venga spiegato alla perfezione fino all'ultimo dettaglio di ogni sottotrama inserita. E' il finale dove tutti i nodi vengono al pettine. Spesso è dialettico, verbosetto, spiegottesco. Direi obbligatorio per molti tipi di generi, tipo il legal thriller o il giallo classico.
E' il finale più difficile da fare in maniera non stupida, richiederebbe un approccio più intelligente di un lungo monologo.
Due: Finale Aperto.
E’ quando decidi di non raccontare il finale dialetticamente, e di non rivelare ogni cosa. Lasci aperto qualcosa. Alcuni aspetti della storia che hai raccontato rimarranno ignoti.
Oppure, succede quando sposti un colpo di scena alla fine, ottieni un Turn. La storia si ribalta su se stessa a la chiudi con una domanda e non con una risposta.
Tre: Doppio finale a codino.
E’ un finale esaustivo parziale. Dai una spiegazione numero 1, alla quale fai seguire poco tempo dopo una spiegazione numero 2 che nega in parte la prima. Spesso la 1 è razionale, e la 2 è irrazionale, ma plausibile. Un esempio sono alcuni finali di X-Files. E’ un vampiro? No, è un povero pazzo. Scully Win. Stacco, manicomio, esami del sangue, il pazzo ha trecento anni. Mulder Win.
Quattro: Finale Circolare.
Il finale corrisponde al ricominciare delle vicende. Può essere un ricominciare legato alla forma del racconto e al montaggio. Oppure, è un nuovo inizio a livello di contenuto narrativo.
E’ un tipo di racconto extra-ordinario con un colpo di scena fortissimo che riporta tutto all'inizio. E' un finale buddista, karmico. E’ una ruota, un cerchio, non è il finale rettilineo cristiano.
Esempio di tipo 1: Pulp Fiction. Esempio di tipo 2: L’avvocato del Diavolo.
Cinque: Tagliato.
E’ il bizzarro finale interrotto tipico di alcuni film degli anni 70. Oggi quasi inaccettabile e pericoloso. E' un tipo di finale in cui la storia arriva al suo apice, sei al culmine degli eventi, al massimo del massimo della narrazione, e la molli lì. Fine. Taglio. Sospendo.
A volte taglio e sospendo in modo tragicissimo, tipo il finale di Easy Rider.
Farlo oggi a fumetti vorrebbe dire trovarsi sotto casa una pattuglia di nerd armati di motoseghe e assetati di spiegotti esaustivi.
Sei: Ospite.
Se apri con un ospite, devi anche chiudere con un ospite. Vorrai mica lasciare sfuggire al testimonial la possibilità di farci la morale?

E ora, è arrivato il momento del: COMPITO A CASA!
Test finale della Fase 1.
Un racconto autoconclusivo, del genere che pare a te.
Lunghezza massima: 2000 battute spazi compresi.
Il protagonista è il tuo Avatar. Quello della foto della tua tessera. Quello che ti ho detto di scoprire e imparare a conoscere. E’ il protagonista della storia che devi scrivere. Se è un attore o un' attrice, puoi anche usare uno dei personaggi che ha interpretato nella sua carriera.
Mi raccomando. Non oltre le 2000 battute.

Eventuali domande, nei commenti. Grazie.
Se qualche domanda necessita di una risposta lunghissima, verrà trasformata in una lezione 4 bis.

Questioni tecniche sulla consegna dei compiti.
Per i membri: Via mail, all’indirizzo solito.
Oggetto mail: Esercizio 4 di: nome/nick, numero tessera.
E’ FONDAMENTALE INDICARE IL NUMERO DELLA TESSERA!
(Ho fatto esperienza con gli esercizi precedenti, il numero please, il numero!!!)
Se non consegni entro la prossima lezione, giovedì 20 gennaio, perdi un bonus zilla.
Per gli osservatori: Possiamo parlarne nei commenti.

43 commenti:

BiRuZ ha detto...

Maestro, è un grave problema non aver capito chi è il mio avatar? :°°

suestorm ha detto...

...neanch'io ho capito chi è il mio avatar... la faccia non mi è nuova ma proprio non mi viene in mente e se cerco su google immagini il nome del file non trovo nessuna somigliante... possiamo inventare o ci dai un suggerimento per arrivarci?

Diego Cajelli ha detto...

Ciò la pigrizia befanosa e non ho voglia di aprire excell...
Mi mandate la tessera via mail che guardo, capisco e vi mando suggerimenti?

Graaazie.
Diè!

Artan ha detto...

La mia tessera è INTITOLATA come il mio avatar, e forse questo dato puo servire anche ad altri a riconoscersi :)

suestorm ha detto...

grazie artan, anche la mia suppongo ma lo stesso non l'ho trovata... comunque mail inviata, grazie prof! ;)

Ant ha detto...

Domande di chiarimento: quando dici che il nostro protagonista è l'avatar, intendi dire che dobbiamo usare le caratteristiche fisiche che vediamo e con quelle costruire il personaggio?
Nel caso usassimo un personaggio interpretato dall'attore/attrice, quel personaggio lo possiamo lievemente stravolgere o dobbiamo tenerlo così com'è?

Anna ha detto...

Boss, io ho gli ultimi esami universitari di tutta la mia carriera dal 20 gennaio al 26...

Anna, membrA del Diegozilla (quella alta un po' bassa, bionda-mora, magra ma grassa, con il fidanzato simpatico e fan di Nathan Never che hai visto all'incontro in Scighera)

Daniele ha detto...

Beh, credo che il bello del racconto sia proprio il diversi calare in un determinato personaggio ed "indossarlo" al meglio delle nostre capacità. Cmq non penso siano state troppo casuali le associazioni allievo-avatar.

Harty ha detto...

Non lo dico per smentire ma per genuina curiosità.

Il prologo di "Magnolia" di P.T. Anderson, a quale dei sei tipi di cui sopra dovrebbe essere ricondotto?

Anonimo ha detto...

Sapevo che sarebbe arrivato questo momento. E sapevo anche sarebbe cicciato fuori il tizio dell'avatar come protagonista (qualche idea già me l'ero preparata).

Il problema è... solo due settimane per ideare e scrivere un racconto... (no, mi correggo: solo due settimane per ideare e scrivere un racconto che meriti di essere letto) sarà dura, ma ci provò :D

Raiden/Matteo

Engelium ha detto...

Prof io avrei un chiarimento da chidere:

"Quattro: Finale Circolare.

Esempio di tipo 1: Pulp Fiction. Esempio di tipo 2: L’avvocato del Diavolo."


non ho ben capito la differenza fra tipo 1 e 2 francamente...

gAg/Alfio ha detto...

Le battute sarebbero,volgarmente dette,le "righe" del Word? :D

il professionista ha detto...

A quelli che hanno problemi a identificare il proprio avatar potrebbe venir buona una visita a questo motore di ricerca qui: http://www.tineye.com/

@gAg/Alfio non fare il furbo, le battute sono quelle che il Word chiama "Caretteri (spazi inclusi)" e non "Righe".

il professionista ha detto...

Ah tineye funziona solo se ritagliate la foto dalla tessera prima di sottoporgliela, ma tanto, trattandosi di bit, la tessera mica si rovina :)

Anonimo ha detto...

Chiedo scusa, non avevo calcolato quanto erano 2000 battute...

in due settimane ce la si fa più che volentieri :D

Raiden/Matteo.

Joel ha detto...

IL fusista! Era diventato un modo di dire tipo "farai la fine del fusista" o cose simili! Che bello rileggere le tue lezioni e tornare indietro di qualche anno.

Matteoc ha detto...

Buon anno, buona befana e tutte cose!
Che bel regalo Diego!

Il mio personaggio Elton John. Io se penso a Elton John penso pure a Ru Paul di "Don't go breaking my heart". E poi ci sono gli zombi, per fare piacere al nostro maestro.
... ho tutti gli ingredienti per un ottimo racconto!

http://www.youtube.com/watch?v=TDqPpbqSnAI (a me piace quando fanno Marco Antonio e Cleopatra)

Anonimo ha detto...

Il titolo del racconto va conteggiato tra le 2000 battute o si conta solo il testo?

Massimo Ortolano ha detto...

2000 battute: circa 13 sms, quelli che spedisco in un anno. Forse ce la faccio.

Dario ha detto...

Ma gli inizi flashback?
Cioe' con storie passate che possono avere piu' o meno rilevanza sul futuro della storai (chesso' mi viene in mente psych in cui ogni storia si apre con un flashback del padre che insegna al figlio cose che gli serviranno dopo)(tra l'altro telefilm stupendo).
O tipo la mummia...
Mi vergogno dei miei esempi

Michele Medda ha detto...

Il Finale 5 "è' un tipo di finale in cui la storia arriva al suo apice, sei al culmine degli eventi, al massimo del massimo della narrazione, e la molli lì. Fine. Taglio. Sospendo (...) Farlo oggi a fumetti vorrebbe dire trovarsi sotto casa una pattuglia di nerd armati di motoseghe e assetati di spiegotti esaustivi."

Confermo :-)

andrea 403 ha detto...

Il settimo inizio

Io capisco che avere sei inizi e sei finali è bello, simmetrico e mnemonico, però anch’io come dario (qualche commento fa) sento la mancanza di un settimo inizio, che però non chiamerei “flashback” (anche se il flashback è il caso più frequente). Lo chiamerei “apparente non sequitur” (che mi sembra faccia abbastanza figo, come nome).

L’ho usato spesso in martin mystère. Il prologo mostra una scena che non sembra c’entrare un cazzo con la nostra storia e solo e metà capiamo che invece c’entra eccome. Una variante di questo inizio (anche questa abbastanza di casa nelle storie di MM) è la serie di scenette apparentemente tutte scollegate sia tra loro, sia dalla nostra storia, e invece poi scopriremo che tutto si tiene.

Il flashback è il caso più frequente, ma può si trattare anche di avvenimenti distanti nello spazio ma non nel tempo oppure anche episodi che accadono fisicamente e temporalmente vicini ma che, comunque, sembrano non avere a che fare nulla tra loro e con i nostri protagonisti.

Ti faccio un esempio che un po’ fa “dietro le quinte”, e un po’ ritorna sul tema, qui già affrontato, di come una storia non si scriva nello stesso ordine un cui viene letta.

La storia che attualmente stai sceneggiando per Diabolik (perché la stai attualmente sceneggiando, vero? non è che aspetti all’ultimo all’ultimo, vero?) e che nasce da una tua idea poi soggettata dal capo e da me, nella sua versione definitiva ha un inizio del “tipo due”: Diabolik e Eva che stanno progettando un colpo, dichiarano qual è il loro obiettivo e dove pensano di agire.
Più avanti nella storia si scoprirà che i nostri due hanno un antagonista e, ancora più avanti, si scoprirà la storia che ha alle spalle questo antagonista. Questo il lettore lo scopre, anche, attraverso un flashback in chi vediamo l’antagonista da bambino, un flashback in cui avvengono cose abbastanza forti.
Inizialmente io a quel flashback gli avevo fatto fare da prologo. La storia di Diabolik perciò cominciava con un episodio autoconclusivo che non riguardava né Diabolik, né il colpo che Diabolik si accingeva a fare. Secondo me quello sarebbe stato un inizio del settimo tipo: “apparente non sequitur”.

Poi il capo ha suggerito di spostare il flashback nella seconda metà dell’albo, quando quelle cose le scoprono pure Diabolik e Eva. Perché il capo lo ha fatto? Che non ci sono dubbi che come inizio era più forte il flashback, rispetto a quello che c’è ora. Perché dove abbiamo messo adesso il FB ci sono, giocoforza, parecchi dialoghi e quindi è un’area della narrazione un po’ debole dal punto di vista spettacolare (mentre l’inizio non lo è, visto che c’è subito un colpo diaboliko) spostando più avanti il flashback abbiamo rafforzato la spettacolarità di quella parte dell'albo e la storia, nel complesso, ci ha guadagnato.

Sì, lo so, è un po’ da canaglia fare un esempio che i tuoi lettori potranno leggere solo nel 2012. Ma io credo si capisca tutto lo stesso e poi nella vita bisogna imparare ad aver pazienza.

andrea 403 ha detto...

piccole chiose sparse

Il sesto inizio/finale che tu chiami "ospite" io lo chiamerei, più genericamente, "cornice". Perché è vero che nella maggior parte dei casi c'è un host che si rivolge direttamente al lettore/spettatore, ma può anche esserci un bambino che apre un libro e comincia a leggere, oppure ci può essere anche una cornice priva di personaggi significativi (è più raro ma può essere) per esempio possiamo cominciare col mostrare il tran tran cittadino del tutto insensibile ai patimenti dei nostri personaggi e, chiusa la nostra drammaticissima vicenda, tornare al tran tran cittadino che continua a fottersene di loro e di chiunque altro.

Doppio finale a codino: usatissimo anche in molte storie di Dylan Dog, quantomeno agli inizi (e, più in generale, in un sacco di trame horror, specie nel film con ambizioni di sequel).

Finale circolare: "e' un finale buddista, karmico" come non ricordare a tal proprosito l'intero... ciclo (è proprio il caso di dirlo) dell'Incal, di Jodorwsky e Moebius?

Infine la simpatica figura del fusista!
Nel meta-film horror Scream la terza regola per sopravvivere all'interno di un film horror è non dire mai ai proprio compagni "torno subito" perché allontanandosi dal gruppo e rimanendo soli, anche solo per un istante, ecco che si fa la fine del fusista (in Scream non lo chiamano così, ma è chiaro che stanno parlando di lui).
Nel meta-film "alla Star Trek" Galaxy Quest c'è un personaggio minore che è chiaramente "il tizio con la giacca rossa di Star Trek che arriva assieme agli altri su Deneva 2" e anche lui sa di esserlo, quindi quando il cast della fittizia serie TV si ritrova per davvero in un pianeta alieno e ostile, il tipo è terrorizzato perché sa bene di essere lui il fusista...

Certo, in entrambi i casi non si tratta propriamente di "fusisti da prologo" (che è un po' l'elitte dei fusisti) ma pur sempre fusisti sono.

Lui ha detto...

2000 battute.
2700 ed ho solo scritto uno straccio di intro.
O il dio della sintesi viene a darmi una mano o sono fatto.

Anonimo ha detto...

Mi fa specie provare a contraddire Andrea 403, che se ho ben capito è un professionista (e se è quell’Andrea lì, pure uno dei miei autori mysteriosi preferiti), ma trovo che l’inizio in “flashback” o “apparente non sequitur” possa
possa essere considerato più che altro come un espediente narrativo applicabile a tutti i sei inizi proposti: prologo ambientale (dove cioè attraverso una scena apparentemente slegata si delinea comunque un contesto), identificativo (si mostra qualcosa o qualcuno di cui capiremo l’utilità solo più tardi), “fusista” (è successo qualcosa di allarmante, o comunque significativo, anche se non capiamo cosa c’entra con il resto della storia), in medias res (“non capisco che cazzo sta succedendo… me lo spiegheranno più tardi”), fine episodio precedente (fine di un episodio apparentemente non legato al protagonista, ma i cui effetti lo riguarderanno più tardi), ospite (la sequenza “apparente non sequitur” non avrà davvero alcuna utilità nell'economia della trama, ma serve da cornice, magari per introdurre un’atmosfera, un clima – penso ad esempio a tanti incipit “simbolici” dei film d’autore).

O così mi sembra...

Tommaso.

Anonimo ha detto...

Da lurker non iscritto al corso, vorrei chiedere al proprietario del blog - di cui apprezzo il lavoro, come mai nel suo schema sui tipi di narrazione non ci sono più quelli che definiva "movimenti" e che invece aveva inserito nei primi workshop.

Mr. JoJo

andrea 403 ha detto...

@Tommaso, è chiaro che è possibile combinare in un unico inizio più funzioni e quindi puoi provare a forzare il mio splendido settimo inizio a fare, come doppio lavoro, anche il mestiere di qualche altro inizio (così come puoi fare un inizio che sia del tipo uno e due assieme) ma tu la metti giù troppo facile e secondo me dei sei inizi enunciati da Diego ce n'è solo uno compatibile col mio.

L'apparente non sequitur (ma che nome bello mi sono inventato, non vi pare?) è l'antitesi del quarto, in medias res, quello proprio non glielo puoi far fare, che o mi mostri il cuore della vicenda in cui sono capitati i nostri eroi o mi mostri qualcosa che, apparentemente, non c'entra una sverza con la vicenda e coi nostri eroi.

Per la stessa ragione la vedo malaccio anche per il primo e il secondo inizio, perché caratteristica del "non sequitur" e NON illustrare né l'ambiente, né le caratteristiche dei personaggi, né quale sarà il plot principale. Queste due prime categorie hanno ragion d'essere in quanto spiegano al lettore/spettatore qualcosa della trama o dei personaggi che al lettore/spettatore viene utile da subito il mio settimo inizio no, racconta una cosa che il lettore deve prendere e mettere via, che per il momento non gli serve.

Anche la fine dell'episodio precedente presuppone una certa continuità con quanto segue (l'esempio dei film di james bond è perfetto a riguardo, quella trama si chiude – qualunque essa fosse – e il medesimo protagonista è pronto per una nuova avventura, altro che non sequitur!)

L'ospite, in quanto tale, ha il compito di introdurre la storia, sarebbe interessante, surreale e potenzialmente molto divertente se non lo facesse. Ma, insomma, è chiaro che quell'inizio non ha nulla a che fare con ciò che dico io.

Il fusita invece è l'unico imparentato (e talvolta sovrapponibile) con quello che dico io. Molte scene di fusisti sono – a tutti gli effetti – apparenti non sequitur, al punto che mi verrebbe da dire che il fusista si può considerare un caso particolare di apparente non sequitur (un caso particolare così tanto diffuso e codificato da godere di una consistente notorietà a sé).
Però è anche possibile che un fusista si faccia ammazzare in modo non poi così slegato da quanto immediatamente lo segue.

Per salvare capra e cavoli (e lasciare a sei il numero di inizi! che è simmetrico, mnemonico, etc etc) io farei così: sostituirei il fusista con l'apparente non sequitur usando il fusista come esempio principale della categoria e liquiderei i casi di fusista troppo poco slegati dal seguito (per esempio dicono troppo sul cattivo, stemperando l'effetto non sequitur) come ibridazioni tra due o più possibili inizi.

(mi piace questa cosa che, mentre diego è distratto, io prendo i suoi strumenti didattici e, nei suoi commenti, me li arrabbatto un po' come pare a me, ahahahah)

---

Ciò detto, sì sono un professionista (anche se messa così mi fa un po' impressione, mi pare qualcosa tipo "il liquidatore" in Nikita, invece mi chiamo andrea pasini e scrivo storie per i fumetti) e, nel caso fossi io, sono lieto di essere (stato) uno dei tuoi autori mysteriosi preferiti.

ciao

Delirium Esc ha detto...

o diè, sono iscritto al corso (tessera n. 42), ma per tanti motivi l'ho saltato praticamente tutto.

sono ancora in tempo a recuperare o passo dalla parte degli osservatori?

Anonimo ha detto...

che figata! Grazie Diegoz, adesso mi lancio sui compiti, non vedo l'ora.

Futaba

Harty ha detto...

Ma allora...sto prologo di Magnolia che è?

Diego Cajelli ha detto...

E un mument!
Eccomi con le risposte.

MAGNOLIA.
Che cosa succede nel prologo di Magnolia?
Pensaci bene.
Non vengono raccontate storie accazz, ma vengono raccontate delle storie per sostenere una tesi.
Quella del film.
Per cui è?
Identificativo.

@Mr JoJo
Ho semplificato.

@Delirium
Meno un bonus zilla!

@Engelium:
Pulp Fiction.
Ricomincia per via del montaggio e del modo in cui la storia è raccontata.
Non c'è un intervento narrativo che riporta la storia indietro.
L'Avvocato del Diavolo.
Ricomincia grazie ad un intervento narrativo. Sovrannaturale in questo caso.
Oltre ai poteri demoniaci sono tanti i modi per far ricominciare da capo una storia usando la narrazione.
Varchi spaziotemporali, maledizioni, reincarnazioni, varie ed eventuali...

Engelium ha detto...

capito... ed io che pensavo a chissàchecosa :P

PS
in 2000 battute ci sto maledettamente stretto... ed odio pure il personaggio O_o

Mia ha detto...

cacchiarola sono in ritardo ...

Maurizio ha detto...

Io credo di essere Emilio Estevez (detta così suona male per il mio analista...)

Il problema è che non ho visto manco un film diretto/scritto/recitato da lui...
Sarà dura :(

Ciao,
Mao

Harty ha detto...

Grazie Diè, in effetti avrei dovuto legger meglio le categorie e capirlo da me. :)

A presto.

Anonimo ha detto...

Ma sugli appunti di Andrea?

Anonimo ha detto...

2000 battute (grazie strumenti di word) sono poche, al momento di stendere il compito!

Spedita, incollata sulla mail onde evitare antispam, abbi pazienza: l'ho scritta in ufficio, magari la prossima volta sarò più diligente.

Futaba

Mao ha detto...

E' plausibile parlare di "finale interrotto" nel caso della miniserie "Caravan" di Medda?

Ciao
Mao

Anonimo ha detto...

Terminato. 1993 battute, sono orgoglioso.
Il mio personaggio è Elton John.

Adesso lo invio al maestro, spero non sia troppo severo...

Matteoc

Anonimo ha detto...

... per la cronaca... ho optato per la classicità:
prologo ambientale e finale esaustivo.

Matteoc

Mia ha detto...

E per la peppa delle 2000 battute ... ostia!

Ci sono eh, 'rivo ...

Engelium ha detto...

Prca miseria sono un idiota... pensavo di poterci lavorare domani (si se non è l'ultimo minuto non sono io)... mi sa che perdo il mio primo bonuszilla O_o

Boll ha detto...

Purtroppo non ce l'ho fatta.
Sono partita col piede sbagliato già dall'inizio.
Con la mente vuota.
Dirò addio al mio primo bonus con molto dolore...