martedì, gennaio 04, 2011

Cambiamenti!


Il 2011 principia rivoluzionando le mie abitudini. Tra un po’, quando imbianchino/Ikea/trasloco lo permetteranno, andrò a lavorare in studio.
Siamo in sei: tre fumettisti, due graziose illustratrici, e un cane.
Ho fatto i conti, è dal 1995 che scrivo da solo chiuso in una stanzetta e non ne posso più. In questi anni sono cambiate soltanto le dimensioni della stanzetta. La mia capacità di concentrazione, in una solitudine piena di giochi, è diminuita in modo verticale. Ultimamente, lo so che è pericoloso scoprire così tanto il fianco, ho iniziato a soffrire la solitudine. Tipo che quando la Fede torna a casa dall’ufficio le faccio le feste come un bichon frisé. La tempesto di domande in un vortice di iperattività cucciolesca. Nessuna donna contemporanea dopo otto ore di ufficio e quaranta minuti di metropolitana è propensa al dialogo. Non ha nemmeno voglia di tirarmi la palletta che poi io riporto scodinzolando.
Da qui la decisione di separare gli spazi. Spazio casa, da spazio lavoro. Non più solo soletto, ma con qualcuno. E questi qualcuni sono amichetti, così si sta sereni.
Ho fatto degli esperimenti. Ho scoperto che se ho di fianco qualcuno che lavora, lavoro senza distrazioni. Funziono anche se si parla un po' o cose così. L'assoluta solitudine dello scrittore forse, può essere una solitudine mentale in uno spazio preposto al lavoro. Senza un divano con davanti una televisione e un toto di canali di documentari, per esempio.
Per cui, abbiamo affittato un bel posto, e durante il periodo pre natalizio sono andato con mio padre a farci dei necessari lavori elettrici. O meglio: lui li ha fatti. Io gli passavo i ferri.
E ora ci siamo.
Attendiamo l’imbianchino.
E poi via, verso una nuova mirabolante avventura.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

"due tipi di persone pensano a come uccidere la gente: gli psicopatici e gli scrittori" Buon anno!

Futaba

Anonimo ha detto...

ho vissuto la tua stessa "sindrome da caverna" dopo quattro anni di lavoro da grafico in casetta mia. mai più, mi sono detto, peccato che quel mai più è coinciso con "mai più lavoro". di qualunque tipo. passerà.
jester

Antonio Fuso ha detto...

Incredibile come siamo giunti alle stesse conclusioni nello stesso momento. Mi trasferisco nel mio nuovo studio con altri 3 fumettari migliori di me il 10 gennaio dopo sette anni di vita da "...beato te che lavori a casa!"

Andrea V. ha detto...

Grande uomo. E sì, soli soletti dopo un po' si avvizzisce.

Daniele ha detto...

Restare da soli in casa a lavorare è deleterio, anch'io sto avendo problemi.

Non è che c'è un buco eh? Tanto sporco meno del cane, e posso anche pagare! :D

MicGin ha detto...

mi farai sapere che verrò a trovarvi!

Artan ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Artan ha detto...

Suona bene. Io invece sogno di lavorare da casa, pensa un po'. Nel team creativo della mia agenzia pubblicitaria ogni 10 minuti qualcuno si alza di scatto e inizia a raccontare i cazzi suoi gesticolando, e a nulla servono le mega-cuffie e il far finta di ascoltare la musica, quello che vogliono loro è INVISCHIARTI! Godo quando si "parla un po'", ma non succede quasi mai.

Giorgio Salati ha detto...

Ti invidio! Io non l'ho ancora fatto perché sto sistemando la casa nuova, ma una volta trasferito mi dedico anch'io alla cosa.

Io è da meno che faccio questo lavoro, dal 2003, però anch'io sto avvizzendo e sento fortemente il bisogno di uno studio!

In bocca al lupo per il tuo allora!