venerdì, luglio 23, 2010

E tante care cose!



Preparativi!
Zaini, borse, lavatrici, calzini spaiati, lavori da finire, mappe, ciddì, backup, hai chiuso il gas?, pennaUSB con il lavoro da portare in vacanza, occhiali di riserva, selezione magliette, cremesolari, scelta dei libri da leggere, batterie da caricare, pattumiere da buttare, giri, conferme, tapparelle, questo e quest'altro.
Vi saluto adesso.
Ci vediamo quando torno!

mercoledì, luglio 21, 2010

Google O'Thep, estate 2010.



Dovresti già saperlo. Questo è l’appuntamento stagionale con le chiavi di accesso a Diegozilla.
Da tempo ormai, Google si è trasformato nell’oracolo digitale. Il misterioso e mirabile Dio Digitale al quale gli umani si rivolgono in cerca di aiuto e risposte: Google O’Thep.
Come sempre, le chiavi di ricerca che seguono sono riportate fedelmente, senza alcun editing.


Le vip sulle gambe per le zanzare cosa mettono
In effetti le vip non sono dei comuni mammiferi, ma essendo vip, sono delle creature sovrannaturali che non risolvono i loro problemi come i comuni mortali.
Le vip sulle gambe non ci mettono niente.
Le zanzare pungono solamente i poveracci, mica i vip.

maicol gecson e vivo? video che lo dimostrano
Ne ho visto uno su iutubbe, diretto da Maicol Bei.

come rompere un sasso con martello pneumatico
Accendi il compressore. Appoggi la punta del martello sul sasso. Azioni il martello. Tieni molto forte il manubrio altrimenti ti giochi gli incisivi.

disegni per bambini prima e dopo i pasti
Mi raccomando, dopo aver mangiato i bambini devono aspettare almeno tre ore prima di disegnare.
Altrimenti, se usano gli acquarelli rischiano la congestione.

esselunga messico
Il Messico è pieno di supermercati Esselunga, da dove credi che provengano i prodotti Fidel?
Soprattutto, nell’Esselunga di Guadalajara, con i punti della Fidaty ti regalano un sombrero o un machete. A scelta.

gabriele amorth esorcista si muovono i lampadari in casa
Vorrei conoscerti, ma in effetti ho un po’ paura.
Se sei sicuro che il vicino del piano di sopra non stia ballando la mazurca , allora ti conviene ritinteggiare con l’acqua santa.

non mi va ipod dove posso andare a giustarlo
Consiglio prima una visita ad una prof di italiano. Almeno così riesci a spiegarti e la gente ti capisce.

orecchio tappato ventilatore
Il metodo migliore per levarsi un tappo di cerume con il ventilatore è quello di levare la griglia di protezione delle pale, azionarlo al massimo e appoggiarci sopra l’orecchio.

se butto un uovo nel riso bianco
Fa schifo.

che cosa significa deretano in campo sessuale?
Qualunque cosa ti abbiano proposto in cui c’è il tuo deretano al centro dell’attenzione, il mio consiglio spassionato è di accettare seduta stante. Più che altro perché te lo meriti.

sono ricco e spendo a milano marittima
In culo alla miseria, eh!

tutti beagle che si chiamano Camilla
In effetti è plausibile che nel mondo fatato della tua fantasia ci sia un anagrafe dei cani on line, dove puoi sapere quanti Beagle ci sono al mondo che si chiamano Camilla.

vacanza per poveracci
Riempi l’ascensore di sabbia. Mettici un catino pieno d’acqua e una sedia a sdraio.
Eccole.

non ho capito il finale lost
La spiegazione più plausibile è che sia tutto un sogno del cane.

ma al generator hostel parlano in italiano?
L’italiano, lingua internazionale diffusa un tutto il modo quanto l’inglese e lo spagnolo, è sicuramente parlato al Generator di Londra.
Ci sono stato.
Sanno dirti: Ciao, amore mio, Berlusconi.

mi serve uno strozzino
Cercarlo su internet è un’ottima idea. Infatti numerosi cravattari hanno un sito o un blog dove spiegano nel dettaglio come taglieggiano i loro clienti, espongono con precisione i loro tassi di interesse e hanno un tutorial su come spezzare bene i pollici.

martedì, luglio 20, 2010

Navigon. Giri a sinistra, ecco, quello è il cestino.



L’impressione, fortissima e agghiacciante, è che dopo aver scaricato Navigon per IPhone, sono tornato indietro nel tempo a quando usavo Windowzzz.
Nell’assoluta ISpocchia che permea me e altri utenti Apple, ritrovarsi tra le mani un applicazione che non funziona e doversi sbattere per farla funzionare riporta alla mente ricordi perduti.
I ricordi di quando si procedeva a tentoni, per riavvii e reset, aggiornamenti e nuove versioni di driver. Perdendo ore, ore e ore solamente per far funzionare qualcosa che avrebbe dovuto funzionare da solo.
Navigon non funziona. Nonostante il reset profondo dell’ IPhone. Manovra consigliata da loro, sul loro sito, per risolvere i problemi di ricezione GPS.
Navigon non funziona, nonostante tutti i suggerimenti, i trucchi e le formule magiche lette sui vari forum.
Direi che tre giorni del mio tempo, per cercare di far funzionare un programma sono più che sufficienti per decidere di eliminarlo e lasciarlo nell’oblio.
Per come la vedo io, la Navigon mi deve settanta euri.
Anche perché i miei soldi sono stati presi subito, non ho pagato con una carta di credito enigmistica contenente una sciarada da risolvere per riuscire a incassare i miei quattrini.
Sabato parto per la Slovenia.
Mi porterò dietro un atlante stradale del Touring Club.

Ciao, sono un Mp3!



Se vuoi ascoltare la puntata di ieri di Tre metri sopra il Cepu, ecco il link diretto: Clicca qui!
E’ un agile file emmepìtre, privo dei due brani trasmessi e del radiogiornale. Insomma, si sentono solo le bufferie che abbiamo detto noi tre.
Ringrazio Disma e Jam per avermi invitato e per la loro gentilezza.
Tutta la questione dei prologhi e degli epiloghi, presente nella vecchia versione del mio manuale di sceneggiatura e anche qui nella sezione workshop, di solito la racconto in tre quattro ore.
On Air ho dovuto condensare, ma spero sia tutto abbastanza chiaro.
Tra l’inizio e la fine c’è tutta la parte centrale. Anche quella ha dei movimenti riconoscibili, e se vuoi saperne di più, ti rimando ancora alla sezione workshop di Diegozilla.
Mi sono reso conto che in radio ho usato come esempi un sacco di film di Bruce Willis. Ma proprio tanti. Non so bene perché. Del resto, alcuni dei film di Bruce Willis sono i migliori film mai visti su questo pianeta, per cui è cosa sana e giusta adottarli come esempi didattici.

lunedì, luglio 19, 2010

Come buttare via 70 euro.



Al mondo ci sono moltissimi modi diversi per sputtanare 70 euri. Li puoi bruciare con l’accendino, spenderli tutti in calzini corti bianchi o giocarteli alle slot machine.
Oppure, se sei avvezzo alle nuove tecnologie, il modo migliore per buttare nel cesso 70 euro è quello di comprare Navigon per IPhone.
Complice una lettura non attenta delle recensioni sull’ iTunes Store, ho fatto la cazzata.
Ed eccomi qui.
Dato che ho fatto dopo quello che dovevo fare prima, è da ieri che raccolgo quelle informazioni che avrei dovuto raccogliere prima di dare i miei soldi alla Navigon.
E’ divertente come, di fronte ad un programma che non funziona per un cazzo per motivi di software, le soluzioni che vengono proposte si avvicinino molto al rapporto mistico con l’oggetto.
Prova a disabilitare questo, poi accendi quello, resetta quell’altro, rimani in equilibrio sul piede sinistro, canta Bad Romance di Lady GaGa al contrario e forse, se la congiunzione astrale lo consente, forse Navigon riuscirà a trovare il segnale GPS.
Ti ho dato dei soldi, Navigon.
Quello che mi hai venduto non funziona.

Ciao, sono dentro la tua radio!



Oggi!
Dalle 17 alle 18!
Sulle frequenze di Radio Popolare, sarò ospite di "Tre metri sopra il Cepu".
Parlerò di sceneggiatura, anzi...
Farò una mini lezione di sceneggiatura live che potrebbe essere intitolata: La mamma di tutti gli spoiler.
In sostanza, ti racconterò tutti i modi per iniziare e finire una storia.
Metti che ti interessa, sintonizzati!

AGGIORNAMENTO!
Per tutte le questioni di podcast, ecco il link al blog di Tre metri sopra il Cepu!

giovedì, luglio 15, 2010

Meno sedici a trentanove.



Il 31 di Luglio sono trentanove anni che abito su questo pianeta.
La faccenda è che mi sembra di averne compiuti ventinove ieri e che da trenta a trentotto il tempo non sia passato in modo normale. No davvero. Dai trenta ai trentotto ci sono arrivato in una manciata di secondi. Devo capire chi è che ha schiacciato il tasto: avanti veloce della mia vita, facendo schizzare via la mia ultima decina di anni.
Meno male che dal 2004 c’è questo blog, me lo leggo come diario, così almeno mi ricordo qualcosa.
Comunque sia non mi lamento. Va bene così.
Sono contento delle cose che sono riuscito a fare.
Invece, per tutto quello che non sono riuscito a fare non incolpo nessuno. Vabbè, no, in alcuni casi incolpo me stesso.
Ed è questo il mio personalissimo regalo per i miei trentanove anni.

Scambio!



A casa Diegozilla è scoppiata la febbre dei mini toys di Futurama prodotti dalla Kidrobot.
Il noto problema delle scatole a sorpresa è che non sai mai quello che ti può capitare. Così, dopo un po', iniziano ad arrivare i doppioni.
Non è che stai facendo anche tu quella collezione e hai dei doppi da scambiare?
Qui si offre:
- Mamma (con scatola e tutto quanto)
- Leela (con scatola e tutto quanto)
- Fry (con tutto quanto ma senza scatola)
E siamo in cerca di:
- Slurms
- Lrrr
- Sal
- Robot Devil
- Morbo
Per la permuta, ci si può organzzare vedendoci di persona con birretta annessa se sei di Milano, oppure via posta!

venerdì, luglio 09, 2010

Mi è toccato difendere un razzista.



Al titolo qui sopra aggiungiamoci un bel purtroppo.
L’altro giorno ero a bordo di un autobus affollato e bollente. Lo avevo preso al capolinea per cui ero riuscito a sedermi. Difendevo il mio posto a sedere in quel modo stronzo che abbiamo noi milanotti: fissando fuori dal finestrino come se ci fosse la cosa più interessante di questo universo. In genere sui mezzi pubblici non mi siedo mai, perché tra i miei mille difetti c'e' quello di sentirmi in colpa se non cedo il posto. Allora faccio prima a non sedermi nemmeno. Ma ero molto stanco, così stanco che anche la musica mi dava noia. Ero seduto lì, senza metal nelle recchie, senza alcuna protezione dal mondo esterno. Succede qualcosa. Una tipa con il passeggino urta con le ruote un tizio sui 45, dall’aria sfigata ma molesta.
Lo sfigato molesto, altezzoso, con dei pantaloni ascellari beige, una polo a righe e dei sandali con calzino bianco. Occhiali, borsello. Un professorino di matematica che sudava frustrazione e nervosismo. Si incazza al volo. Parte con una filippica carpiata e rotante, che parte dalla rotella del passeggino e arriva ad ardite coniugazioni al voi, riferendosi all’etnia sudamericana della tipa con il passeggino.
Da voi non capite un cazzo, al bisogna spiegarvi le cose più elementari.
La tipa, sanguigna del barrios non sta mica zitta. Replica, risponde dura, chiedendo il perché quello si rivolge all’intero suo popolo e non soltanto a lei. Sembrava la sorella di Ugly Betty che litiga con Gina Gambarro. Dito indice alzato e collo che si muove un po’ a scatti.
L’imbecille, in un primo momento si sorprende della reazione. Forse è abituato ad avere a che fare con un altro genere di donna, quella che gli tiri il bastone e te lo riporta.
Nella sudata semi indifferenza generale dell’autobus sardinato, lui alza la posta. Quelli come voi, ma che ne sapete, tornate al vostro paese. La signora si scusa per la rotella, ma non accetta la deriva razziale dell’incazzatura del molesto.
Mentre si insultano, si fanno largo tra i passeggeri appesi ad affumicare quelli che secondo me erano il marito e il fratello della tipa con il passeggino.
Due uomini cubo. Cresciuti e pasciuti con tonnellate di asado con il chimichurri. Avambracci da muratori, sopracciglio unico, già aggrottati nell’espressione internazionale nota come: te rompo el culo pendejo.
Lo sfigato molesto, nella sua crosta di imbecillità aggiunge i nuovi arrivati alla sua discussione, e non si rende conto di tre cose.
1: Quelli lo vogliono menare. Punto. Magari non subito. Aspetteranno un insulto diretto a loro. I linguaggi del corpo parlano chiaro. Non sono lì per allontanare la parente. Sono lì per aprire in due il professorino di mate.
2: Se parte una rissa su un autobus pieno, ci vanno di mezzo tutti. Me compreso, non soltanto lui che è partito da un piede urtato ed è arrivato a scrivere il numero di luglio di: In Difesa della Razza.
3: Noto uno strano passaggio. Uno dei due uomini cubo prende qualcosa dalla tasca sinistra dei pantaloni e la sposta nella tasca destra. La mia educazione stradale, formatasi in anni e anni passati a cazzeggiare per strada invece di fare i compiti, fa suonare un allarme mentale arancione quando noto che il tipo non leva la mano dalla tasca. La tiene lì.
Alzo gli occhi al cielo, notando che lo sfighigno comiziante non se ne è nemmeno accorto. Io penso a due cose: Coltello a scatto o cacciavite.
Ecco. Se uno spronato dal caldo, dagli insulti, da un temperamento tamarro si mette a fare a coltellate su un autobus, è la fine.
Diegozilla, il supereroe della periferia decide di intervenire.
Mi alzo, mi rivolgo alla signora con un sorriso dicendole: Si vuole sedere signora?
Approfitto dei corpi che devono turnicare e spostarsi per consentire alla tipa di sedersi e di spostare il passeggino, chiedo ottocento volte scusi, mi scusi, e mi appoggio con la mano all’avambraccio dell’uomo cubo che tiene la mano in tasca.
Lui la tira fuori. Vuota. E aiuta la sorella (o la moglie) a sistemare il passeggino. Il tutto mentre sorridono a me e lanciano occhiate di fuoco al professore di mate.
Arriva la fermata. Il tipo, ancora borbottando scende. I tre rimangono a bordo. Guardandolo male.
Scendo anche io.
Osservo per un attimo lo sfigato molesto che si allontana, e poi sparisco nella calura serale milanese.

mercoledì, luglio 07, 2010

Dylan Dog Color Fest 5!



L’altro giorno in redazione, mi sono letto con gusto la mia storia ultimata e pronta per andare in stampa.
Mi ha fatto uno strano effetto “leggermi” su Dylan Dog, aggiungici che Bigliardo ha fatto un gran lavoro ed eccomi qui in grande tensione pre-uscita.
Ho fatto un po’ fatica a staccarmi dalle atmosfere dampyriane per infilarmi nel mondo dylaniato, ma il risultato finale mi sembra buono. Certo, nessuno vedrà mai le ottocento versioni del soggetto e della sceneggiatura che ci sono alle spalle della storia finita, ma con la scrittura va così, si sa…
Da vecchio lettore di Dylan ho voluto infilarci dentro un po’ di cose classiche. Ci sono un casino di citazioni, e alcune arrivano da ambienti narrativi che non ti aspetti. In più, ho strutturato una sceneggiatura molto tecnica, tanto tecnica che non si accorgerà quasi nessuno delle logiche che attraversano tutte le pagine, ma è stato comunque mooooolto divertente (e impegnativo) da scrivere.
Il 10 agosto, tutti in edicola! E poi sotto l’ombrellone a leggere!
Metto già le mani avanti, prima che qualcuno me lo chieda. Non so se proporrò qualche altra storia per Dylan Dog. Sono chino sulla tastiera a scrivere Dampyr e la mia produzione ha risentito molto del fatto che non riesco più a lavorare anche di notte.
Del resto, non sono mica un supereroe!

martedì, luglio 06, 2010

Oggi scrivere è molto difficile.



Stanno facendo dei lavori sullo stradone davanti a casa mia.
Un macchinario scrosta il manto stradale, convoglia le masserizie su un tapis roulant che lo porta direttamente nel cassone del camion che lo precede.
I due mezzi procedono uno dietro l’altro, in sincrono.
Fatto sta che quello che smonta la strada si coordina con il camion, in modo da procedere in sincronia perfetta.
Lo fa usando il clacson.
Un colpo di clacson per fermarsi, un altro colpo per andare avanti, e così via.
E’ dalle sette di questa mattina che convivo con un POOT ogni trenta secondi.
Ho i nervetti a fior di pelle.

Le sorprendenti combinazioni dell'idiozia.



In questi giorni sono martellato da due pubblicità di the freddo.
In una, l’uomo più triste del mondo fa scoppiare una bottiglia e beve il the che gravita a mezz’aria.
Il tutto succede durante un pic nic. Nelle inquadrature finali ci sono i prodromi del dramma. Lo sguardo vacuo e l’espressione di immensa tristezza mentre il babbo solleva l’infante non lasciano dubbi. Sterminerà la famiglia a colpi di ascia.
Secondo spot, altra marca. Lo spot tocca livelli di imbecillità che superano abbondantemente quella del meccanico filosofo che ripara rasoi.
Ho trovato il video sul tubo:



Dato che il concetto è sulle combinazioni inaspettate, forse per giustificare il the freddo al sapore di succo di granchio, in un primo momento, anche da noi, c’era la scena del piccone della vernice e del pappagallo.
Poi è stata levata. Temevano ritorsioni sui piccioni. Sono rimasti i manichini, la carrozzina e i due che limonano.
I due attori si muovono, o perlomeno ci provano, ma sono più rigidi di un palo della luce. Evabbè.
Rimane il fatto che le immagini non veicolano per un cazzo il concetto dello spot. Di fondo c’è uno script scritto allamminchia, e certe cose dalla McCann Erickson non me le aspettavo.
Piccione più vernici uguale pappagallo.
Con uno sforzo enorme, posso anche accettarlo. Non capisco che cosa ci sia di “inaspettato” o non previsto. Dato che torturare volatili con vernici al piombo è illegale, quella parte è stata levata.
Manichini lui più manichino lei uguale carrozzina.
I linguaggi imbizzarriscono, si moltiplicano in malo modo, scivolando su paragoni confusi.
Codice di comunicazione numero uno: I due manichini rappresentano due esseri umani. Una prima metafora visiva. Ma se rappresentano due esseri umani, qualcuno può spiegarmi che cosa c’è di inaspettato se la loro combinazione da come risultato un bimbo nella carrozzina, ovvero il codice di comunicazione numero due che non viaggia su metafore visive?
Al di là dell’assoluta mancanza di senso, rispetto al concetto dello spot, quando inizi con una metafora, devi finire con una metafora, altrimenti è un mescolone di linguaggi senza senso.
Lui potrebbe risolvere, spostando “l’uguale” verso un peluche in una vetrina. Invece no.
Spinge ulteriormente sull’acceleratore dell’idiozia e solleva “l’uguale” verso i due che limonano.
Di nuovo, tornando al concetto iniziale. Che cosa c’è di inaspettato e sorprendente in un ragazzo e una ragazza che limonano duro fino all’applauso?
E poi, volendo fare le pulci alle pulci… Ma come? Lei ti propone di fare sessazza e tu ti accontenti di fare a lingua in bocca. E poi, scusa, cosa pensi che succeda dopo che hanno abbassato la tapparella?

lunedì, luglio 05, 2010

Robe che poi uno non ci crede...




Leggo su Nipresa:

l’inferno è qui e adesso

marikabortolami:
Ho visto un mondo dove sia la brontë che la austen venivano marchiate a fuoco col bollino “i libri amati da bella e edward"
Salvate questi gggiovini da sé stessi, vi prego

“La storia del vero Grande Fratello” (fascetta su “1984”, all’epoca della prima edizione del Grande Fratello)
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E' gravissimo. Molto grave.
Ho dovuto usare Google per sapere chi erano Bella e Edward.

Film due volte.



Ci sono parecchi film che ho visto una volta sola, e ci sono parecchi film che non solo li ho visti una volta soltanto, ma li ho visti taaaaantissimi anni fa.
Allora ho deciso di rivedere quei film che ho visto negli anni 80 del secolo scorso e ci ho capito poco.
il primo è stato La Pelle di Liliana Cavani. L’ho rivisto l’altro giorno.
Ora. Ammetto che da ragazzino vedevo per conto mio dei film che non dovevo vedere per conto mio. E di sicuro La Pelle non dovevo vederlo.
Infatti ci avevo capito poco.
Ma anche adesso a quasi 39 anni non è che ci ho capito molto di più di prima.
A parte cogliere lo sguardo disincantato di Mastroianni, apprezzandone l’impronta italiotica, tutto il resto l’ho trovato un po’ troppo insistito.
Evabbè che la guerra rende tutti perdenti, evabbè che vincitori e vinti si mescolano nella loro bassezza e nel dover tirare a campare, però… Però che palle.
Non ho avvertito una visione di insieme, e il tutto si riduce a una serie di scene, messe una dopo l’altra con l’intento preciso di provocare disagio. Una volta che capisci come funziona, il disagio diventa noia e diventa impossibile avere un rapporto emotivo con i personaggi.
Succede sempre quando invece di raccontare una storia si racconta una tesi. I personaggi diventano personaggi-funzione, e una volta che capisci qual è la loro funzione all’interno della tesi non li consideri più.
I personaggi devono avere qualcosa da raccontare, non qualcosa da rappresentare.
Non avendo letto il libro, non so se questo problema è presente anche nel romanzo di Malaparte, se fossi uno figo ti direi che adesso vado a comprarmelo per avere un paragone. Invece no. Mi frega poco e lo lascerò in libreria.
L’edizione italiana, dove tutti parlano italiano, è da denuncia, oltre a regalare momenti di comicità da antologia.
Visto che TUTTI parlano italiano, il ruolo di ufficiale di collegamento interpretato da Mastroianni, è più che altro un ruolo di ufficiale dei sinonimi.
E comunque, sarò particolarmente rinco, ma le scene della mano e della sirena proprio non le ho capite.
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