giovedì, dicembre 09, 2010

Diegozillab_Fase 1_ Scrivere_Lezione3



In pratica, oggi è un corso serale.
Dato che siete dei bambini svegli, vi siete accorti che nell’esempio di righello su Sabrina c’è un passaggio che non era indicato nel righello “puro” che vi ho fornito: il movimento.
Il motivo è semplice, quello era un esempio vecchio. Il manuale non lo sto finendo perché è costantemente in progress. Ovvero, nel vecchio righello c’era “il movimento”, in quello nuovo l’ho tolto e ho unito tutto sotto la voce “sviluppo”.
Bene. Ora iniziamo. A bomba.
Che cosa ti serve per raccontare una storia di genere?
Ti serve un protagonista.
Di solito, a questo punto, succede che Mario Moore si alza, si sistema la chioma riccia, mi punta addosso i suoi occhi di bragia e mi dice:
- Nunnèvero! Nunserve un protagonista! Io sto facendo una storia e il protagonista, come lo chiami tu, non c’è. O meglio, c’è ma non è un uomo, è un lampione!
Al che, generalmente rispondo:
- Io a volte mangio i ravioli senza cuocerli.
- Eh?
- Tanto hanno quasi sempre lo stesso sapore.
- Che cosa?
- Il fatto che si possa fare, non significa necessariamente che sia una norma da adottare universalmente e come regola di vita.
Per cui, per quanto Mario Moore abbia una sua capziosa ragione, facciamo finta che stiamo scrivendo una brutta storia normalissima, che magari verrà pubblicata e non un inarrivabile capolavoro assoluto che fodererà un cassetto. Sì? Facciamo finta, perlomeno.
A una storia serve un veicolo narrativo per essere raccontata, e quel veicolo è il protagonista.
E’ il personaggio principale, lui, quello che sta vivendo la storia. Quello con cui simpatizziamo, quello con cui soffriamo o ci divertiamo.
E ora, come in un libro game, partono le biforcazioni.
Prima biforcazione: Ci sono due vie per concepire un racconto.
Per semplificare le chiamo: La via eroica e la via prosaica.
Nella via eroica si lavora sull’extra-ordinario. Arrivano gli alieni. Rapiniamo una banca mascherati da ex presidenti. Esploriamo le galassie. Portiamo un anello in fonderia. Pazuzu possiede mia cugina. Indaghiamo sul santo Graal. Io so il nome della tomba e tu quello del cimitero. Faccio il drift con la Panda. Ci imbarchiamo sul Titanic. Divento Dio per una settimana. Cose così.
Nella via prosaica si lavora sulla pura quotidianità. I miei si trasferiscono a Roma. Tu e la tua vicina carina siete gli unici rimasti nel palazzo e poi vi baciate in terrazza stendendo i panni. La storia della mia vita. La storia della sua vita. La storia nella nostra vita. La notte prima degli esami. Caro diario. Vasche in piscina. Cose così.
A volte le due strade si intersecano, altre volte no. Però è chiaro che in base alla via che decidi di scegliere le caratteristiche del protagonista cambieranno. Per forza.
Però, attenzione, in entrambi i casi, i protagonisti avranno delle caratteristiche che li renderanno unici, non comuni. Devono meritarsi di essere i protagonisti di una storia.
Nel contesto eroico è facile. Le qualità non comuni del protagonista sono piuttosto esplicite, sia che si tratti di doti fisiche, sia che si tratti di doti legate al suo carattere.
Nel contesto prosaico le qualità del protagonista sono raccontate in un modo meno diretto, ma sono comunque presenti. Per essere protagonisti di una storia quotidiana di solito, si fa leva su caratteristiche uniche legate alla psicologia, o al modo di vedere il modo, o all’acume delle osservazioni in un racconto minimalista in prima persona.
Occhio che dal punto di vista dello scrittore, per caratteristiche uniche, non si intendono solo quelle positive. Se uno è il più sfigato del mondo, merita di essere un protagonista al pari dell’uomo più fortunato del mondo.
Quello che ti rende unico, ti rende protagonista.
E, giusto per rimanere nel territorio dei paradossi, l’unicità che cerchiamo può essere solamente nella voce dell’autore che ti racconta la storia.
La via eroica presenta un’altra biforcazione. Il tipo di eroe.
Io distinguo tra eroi di stampo classico ed eroi moderni.
Formula per un eroe classico: C’è una situazione di calma iniziale. Come ho già detto questa “calma” è relativa al genere narrativo che stiamo usando.
Inseriamo un disordine. Un conflitto, senza il quale non andiamo da nessuna parte.
L’eroe classico, che rappresenta il meglio del meglio del meglio del meglio che l’umanità può offrire, è legittimato ad intervenire per riportare tutto il più vicino possibile alla situazione di ordine che c’era in partenza.
L’eroe classico agisce. Perché può farlo, perché deve farlo, perché si sente di farlo.
Formula per un eroe moderno: C’è una situazione di calma iniziale. Come ho già detto questa “calma” è relativa al genere narrativo che stiamo usando.
Inseriamo un disordine. Un conflitto, senza il quale non andiamo da nessuna parte.
L’eroe moderno, che rappresenta in pieno l'umanità, sia nei pregi che nei difetti, non gli interessa di riportare ordine nel disordine, a volte nemmeno lo riconosce il disordine.
Viene costretto ad intervenire.
E’ la situazione che lo costringe a muoversi, o viene colpito sul personale, o interviene per un suo personalissimo tornaconto.
Forse, riuscirà a riportare la situazione il più vicino possibile alla situazione di ordine che c’era in partenza. Oppure no. Chissenefrega.
Se scegli, nel racconto di genere, poi non puoi cambiare le carte in tavola.
Se parti classico non puoi finire moderno e viceversa, a meno che il plot principale non sia proprio quel cambiamento di categoria.
Impara a riconoscere a quale categoria appartengono i tuoi protagonisti preferiti, e prova a immaginare come sarebbero diverse le loro storie se li facessimo passare da una categoria all'altra.
E’ meglio un protagonista prosaico, un eroe classico o un eroe moderno?
Non ho una risposta.
E non c’è neanche un compito a casa. Siamo ormai vicini alle feste, non voglio rovinarti l’antivigilia.
Per cui ci si becca il primo giovedì di gennaio, salvo supplementi.


AGGIORNAMENTO SUI COMPITI DEL RIGHELLO!
Mail ricevute.
Tranquilli.
Ora leggo e correggo, datemi un po' di tempo che sono giorni intensi.

16 commenti:

knucklehead ha detto...

Piccola parentesi. Le citazioni dei tuoi post sono sempre una gioia.
Chiusa parentesi.

Domanda ovvia sulla questione finale della lezione: dove piazzare la figura "dell'anti-eroe". Coincide con quella dell'eroe moderno? E' un eroe post-moderno? E' un sottoinsieme di qualcos'altro?

Mab ha detto...

Mi sembra di capire che l'anti eroe sia un tipo di eroe moderno.

Comunque, niente compiti per le vacanze... Sei un prof stupendo!

buonipresagi ha detto...

Uh, questa lezione capita al momento giusto.
Ieri ho visto il film di Solomon Kane; nei racconti, Kane è un eroe classico. C'è il Male e lui va in giro a distruggerlo, perché sì. Howard lo fa entrare in scena giurando a una ragazza morente mai conosciuta prima che la vendicherà. E arriva in Africa per farlo. Perché? Perché sì. Perché è l'eroe e questo è tutto quello che interessa al lettore di Weird Tales.
Il film cerca di farne un eroe moderno e ne racconta le origini: per cui Kane è prima cattivo, poi il diavolo gli dice che vuole la sua anima e allora si chiude in un convento e rinuncia alla violenza, fino a che non si trova a dover combattere di nuovo per vendicare dei tizi che l'hanno salvato (ovviamente c'è anche un pizzico di daddy issues e un fratricidio involontario, per non farci mancare nulla).
In questo caso, la caratterizzazione dell'eroe classico è di gran lunga più efficace (c'è da dire che se si farà un altro film, Kane probabilmente verrà presentato come eroe classico)

Engelium ha detto...

@knucklehead
Io direi che è decisamente l'eroe moderno (o per lo meno suo padre se si va su quelli proprio vecchi assai)... il prof mi smentirà? vedremo... intanto leggendo il post su Sabrina ho capito di aver fatto le cose troppo semplici e approssimate

kingsimon ha detto...

ciao die', a me non e' ancora arrivato nulla.......ma lo hai ricevuto il mio compito a casa?

Berg ha detto...

Anch'io non ho ricevuto alcuna risposta. :(

ale ha detto...

Aaaah vacanze libere! Quindi possiamo far casino in classe?

Per dire: fare qualche esempio a cazzo di cane [cit.]

Allora

Jack Bauer: Eroe Classico
Dexter: (anti)Eroe Classico (?)
Rocco Siffredi: Eroe Classico
Iena Plisskin: Eroe Moderno
Achille: Eroe Moderno (?)
Ulisse: Eroe Classico
Ripley (Alien): Eroe Moderno (?)
Ripley (Alien scontro finale): Eroe Classico (??)
Luke Skywalker: Eroe Classico (?)
Karate Kid: Eroe moderno
Tex: Eroe Classico
Dylan Dog: Eroe Moderno
Jack Shephard (Lost): Eroe Classico e poi Eroe Moderno e poi Eroe Classico e poi Eroe Moderno (?)

...

ale ha detto...

*Jena Plissken

Anonimo ha detto...

Questa me la stampo, così la leggo in vacanza! ^__^

@Mab: spesso la semplificazione cinematografica degli eroi dei fumetti mi urta, non si traspone l'eroe in un altro linguaggio, ma lo si rende bidimensionale come persona...

Futaba

Fallout ha detto...

DYD sarà anche una figura moderna ma è un personaggio con una sua morale (e a volte pure moralista), che lavora anche in perdita, che ha una lista di ideali da difendere lunga come il Danubio.
Non so fino a che punto lo definirei eroe moderno...

Swan ha detto...

Ken Parker: in certi episodi lo vedo come eroe classico, in altri come eroe moderno. Quindi chiedo: nel caso di un personaggio seriale, è possibile un'alternanza tra i due tipi di eroi, sempre "interpretati" dallo stesso personaggio? O sotto sotto (molto sotto) il personaggio è UN tipo di eroe, e le variazioni sul tema, di episodio in episodio, rendono solo più difficile identificarlo?

Anonimo ha detto...

Diè, ma i tuoi compiti a casa sono il vero regalo di natale!

Massimo ha detto...

A proposito della concezione del racconto e della via eroica e della via prosaica: come funziona in Apocalypse Now? La "vita normale" è la guerra e il regno di Kurtz è lo Sconosciuto? Ci sono, per me spettatore, due livelli di sconosciuto (la guerra del Vietnam e il regno di Kurtz)? In quali termini parliamo di extra-ordinario a proposito di quessto film?

Domanda due: Fatte le debite considerazioni su Il Viaggio dell'eroe e sulla Morfologia della Fiaba (che a questo punto leggerò entrambi come compito autoimposto per le vacanze), vorrei, se possibile, che il prof ci dicesse se ci sono delle letture intregrative o anche solo utili per approfondire gli argomenti del Lab.

suestorm ha detto...

io dylan dog se avessi dovuto definirlo prima di leggere la lezione, così, a naso, l'avrei collocato tra gli eroi moderni. le sue insicurezze, i suoi dubbi non so perché mi sanno di moderno.
leggendo invece mi par di capire che quello che distingue un classico da un moderno sia il fine ultimo, lo scopo per il quale agisce. in questo senso dyd probabilmente è un classico, sempre mosso da scopi nobili e pronto a sacrificare anche se stesso. moderno (uguale se non è un fumetto?) mi sembra il dottor house, che agisce e rischia perché vuole risolvere il puzzle...

il lampione secondo me è prosaico... dicono sarà il protagonista del prossimo film italiano che nel titolo avrà un pezzo di una canzone di venditti...

(io ho sempre odiato i compiti per le vacanze ma stavolta mi dispiace non averne mannaggia!)

Artan ha detto...

Non sai quanto utile e' stata questa lezione per me, Diego! Ho risolto un grossissimo guaio che avevo con il racconto che sto scrivendo: ero partito con un personaggio principale COMPLETAMENTE comune, ma in un contesto del tutto eroico. Mi sono soffermato sulla tua domanda su COSA lo renda degno di essere il protagonista di un racconto, ho capito che si tratta dell'amore, e da quello e' nata una svolta assurda nello stesso plot, che languiva da anni senza che io capissi dove fosse l'intoppo.

Y ha detto...

Mi sorge spontanea una considerazione: ma se nel tipico racconto tendo ad identificarmi con nessuno (dico sul serio) oppure con figure che non sono quelle del protagonista designato, questo rischia di crearmi dei "problemi" quando vado a scrivere qualcosa di mio?
Esempio: nei primi due guerre stellari Luke lo trovavo insopportabile, i miei idoli erano Vader e Kenobi, solo nel terzo ci ho fatto pace.
Forse è un dubbio idiota ma chiedere un'opinione non costa nulla.