martedì, novembre 16, 2010

Fumetti al telefono 4


[The names were changed to protect the innocent]

- Buongiorno, Edizioni Top Bum?
- Si…
- Salve, vi chiamo per un avere un informazione…
- Mi dica!
- Mi date per favore le mail degli editori giapponesi, che vorrei fare i miei fumetti con loro?
- Mi scusi, ma non capisco…
- Mi servono le mail degli editori giapponesi! Voglio mandargli i miei fumetti da pubblicare.
- Ah. Mi scusi, ma con chi sto parlando?
- Sono un ragazzo qualunque.
- Già… Aspetti un secondo in linea, le passo il responsabile della linea manga della nostra casa editrice…
BEEP
- ETTOREEE! Una telefonata per te!
- Si, pronto?
- Salve sono un ragazzo qualunque…
- ?
- Vorrei le mail degli editori giapponesi, devo mandargli i miei fumetti da pubblicare.
- Con chi parlo, scusi?
- Sono un ragazzo qualunque.
- Capisco… Ma, guardi… La nostra casa editrice ha anche una linea in cui pubblica fumetti italiani, se vuole sottoporci il suo progetto…
- No. No. Io voglio pubblicare in Giappone. Ecco perché mi servono le mail degli editori giapponesi. Voi fate manga, e sicuramente le avete.
- Mi dispiace, ma noi non offriamo questo genere di servizio… Vede, noi compriamo i diritti dei manga che poi pubblichiamo, ma non vendiamo ai giapponesi i fumetti che facciamo qua.
- Ah. E a chi posso rivolgermi allora?
- Provi a chiamare la Pulsar Manga e chieda a loro!


Nota: Telefonata vera, che mi ha raccontato un testimone oculare.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

la gente è strana, rassegnati!

Futaba

Juno ha detto...

mi ricorda quel numero di Ratman, "A scuola di fumetto", in cui la compagna di classe del Ratto dichiarava che da grande voleva fare il fumetto giapponese, e veniva stroncata dal maestro in quanto i giapponesi avevano anche troppi fumetti giapponesi senza che arrivassero i fumetti italiani a scimmiottarli.
ha un senso! anch'io da ragazzina, quando divoravo torri di manga ogni mese, cullavo queste illusioni e volevo fare fumetto giapponese in giappone.
(quante volte ho detto giapponese?)

Anonimo ha detto...

questo ha letto troppe volte la biografia di Vanna Vinci... e l'ha pure letta male

Anonimo ha detto...

In realtà questa situazione è fin troppo vera...
Un sacco di ragazzi aspiranti disegnatori hanno uno stile influenzato dai manga (ci sono nati, li hanno cresciuti), uno stile che non li porterà da nessuna parte dato che le case editrici italiane sono poco percettive verso questo modello (giustamente, perchè prendere un surrogato quando posso attingere da un mercato immenso originale?).

La conversazione ha però dell'assurdo, spesso (perché ne ho sentite e viste di molte simili) queste nascono dalla poca conoscenza della situazione editoriale italiana di questi aspiranti fumettisti.
Ecco, allora c'è da dire che: vuoi disegnare in stile manga? Nessuno te lo vieta.
Vuoi pubblicare il tuo stile manga? Beh, prima sarebbe meglio darsi un'occhiata in torno e conoscere il mondo editoriale a cui ti approcci... (e anche conoscere quello giapponese sarebbe buona cosa...)

Più fortunati, in tal senso, i disegnatori che puntano all'America (in senso figurato e non...

Matteo/Raiden

Simone ha detto...

mah, sai, ho appena finito di leggere 3 volumetti di Scott Pilgrim Vs. the world, che è un comics americano con disegni in stile manga (anche abbastanza bruttini a dire il vero) che ha venduto in patria qualcosa come 1 milione di copie (spalmate su 6 paperback) e col film ne venderà altre ancora. Probabilmente anche a lui han detto la stessa cosa dello stile manga, ma le eccezioni ci sono sempre.

Anonimo ha detto...

Devo raccontarti di quando un tale si è proposto per pubblicare in Francia e pensava che, in quanto BD, fossimo la filiale italiana di tutti i fumetti francesi... il tutto neanche al telefono, eh, de visu.

ms

KoShiatar ha detto...

Costui è giovine, di molto giovine.

Giorgio Salati ha detto...

Più che "oculare", direi "testimone auricolare"!

Anonimo ha detto...

Credo sia ignoranza a prescindere.
Primo: una casa editrice nn è un elenco del telefono, ci arriva anche uno scemo.

Secondo: mai sentito di Italiani che disegnano alla giapponese per Giapponesi? No, ed un motivo ci sarà, no?
In linea generale denota una arroganza/supponenza/ignoranza anche verso sul come vanno le cose in generale ma anche sul paese orientale e che pone una simile domanda: ci sarà un motivo per cui di Italiani che lavorano nel campo fumettistico nipponico non se ne nomina nemmeno uno, no?
In Giappone se disegni manga e sei Italiano NON SERVI! Portagli qualcosa di assolutamente italiano che dica "ItaRia!" e FORSE hai più possibilità!

ISA

Anonimo ha detto...

Comunque quell'attore nippo della foto io lo loVVo!

ISA

Anonimo ha detto...

Questi commenti mi sembrano espressi da persone dello stesso livello del protagonista della telefonata in questione.

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

A parte la follia della telefonata (e chi fa fumetti ne ha sentite anche di peggio), la faccenda è seria.
Io, nato nel '71, sono cresciuto con Jeeg. Nel '91, quando ho iniziato a fare capolino nel mondo del fumetto nostrano, presentavo agli editori italiani dei fumetti di chiara ispirazione manga.
Ci credereste?
Solo che all'epoca gli editori mi insultavano proprio.

Va detto, però, che i puristi dell'italico stile si devono rassegnare.
E' finita.
Non è questione di scimmiottare, ma, come i disegnatori anni 80 sono stati influenzati dagli argentini, i disegnatori che vedo frequentare le mie classi alla Comics, vengono influenzati dal manga. Non c'è nulla di male. L'importante, e mi sgolo a tal proposito, è che non sia una semplice imitazione. Come dico sempre ai miei studenti: "perché un editore italiano dovrebbe comprare un finto manga e pagarlo 5 volte più dei diritti per uno originale?".

Daniele Statella ha detto...

Giuseppe, sono abbastanza d'accordo con te . I miei allievi sono una trentina e solo in due leggono fumetti, gli altri leggono manga e vogliono fare manga. Però non sarei così sicuro che un editore NON pubblicherebbe un manga italiano...

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

@ Daniele...
Chiedi al bravissimo Massimo Dall'Oglio che fatica sta facendo ;)

Sono convinto, però, che questa "spinta" dal basso, farà cambiare moltissimo le cose nei prossimi anni.