giovedì, novembre 11, 2010

Diegozillab: Fase1-Scrivere. Parte 1


Per prima cosa, mettiamo le cose in chiaro. Qui facciamo storie di genere. Raccontiamo storie che possono essere collocate su uno scaffale e divise per generi narrativi.
Poi, è chiaro che i generi non stanno mai fermi e si mescolano. Però è importante capire subito che per fare Alta Letteratura, per vincere i premi della critica, o per imparare a fare l’Autore io non sono quello adatto.
Anzi. Non penso che servano delle lezioni per fare il fumetto d’autore. O li sai fare o non li sai fare. Anzi numero due. Con il tempo e la pratica ho decodificato dei movimenti di genere (poi capirai di che cosa parlo) anche in quel tipo di narrazione.
Tecnicamente, da figlio di puttana, potrei strutturare una graphic novel minimalista, piena di quelle belle menate che analizzano gli ombelichi nel profondo, e per farlo potrei usare uno schema narrativo preciso, identico a quello che si può usare per scrivere un giallo.
Dato che non è una cosa carina da fare, lasciamo questo discorso sul piano del potenziale.
(Parentesi [parentesi nella parentesi: farò un sacco di parentesi] l’anzi numero due contraddice l’anzi numero uno. Abituati, mi contraddico spesso, perché la scrittura non è come la matematica. Qui due più due può fare 8, può fare banane, può fare anche elicottero.)
Veniamo a noi.
Che cosa facciamo qui?
Qui facciamo noir, thriller, fantasy, porno, fantascienza, commedie, western, horror, e tutte quelle robe lì. Storie di genere.
Un’altra doverosa premessa riguarda il mio ruolo. Io posso, con tutti gli sbattimenti del caso, insegnarti a gestire la tua creatività. Non posso in alcun modo insegnarti a essere creativo.
Se qualcuno ti dice che può insegnarti la creatività picchialo. Ti autorizzo a farlo.
In altre parole: Questa è una scuola di guida acrobatica, ma devi venirci con la tua macchina.
Ti insegno a guidare, ma se non hai almeno una Panda non possiamo fare niente.
Questo è per mettere le cose in chiaro subito subito. E anche un po’ per mettere le mani avanti, o in faccia, a seconda. (Nel senso: se qualcuno ti dice che può insegnarti a farti venire delle belle idee narrative… Fai partire due schiaffi. Hai la mia autorizzazione.)
I primi quattro interventi del Lab sono dedicati alla scrittura creativa in generale. Poi andremo nello specifico della scrittura per i fumetti.

Storie di genere dicevamo...
Per far vedere che ho studiato, ti dirò che siamo nel territorio della letteratura formulaica.
In tutti i manuali che ho letto, in molti dei corsi che ho seguito in incognito, di solito si parte analizzando il primo scoglio della scrittura: la pagina bianca.
Sul blocco della pagina bianca sono state scritte intere enciclopedie. Tutte sbagliate.
Il primo passo per scrivere è capire una differenza. Una differenza sottile, forse ovvia, ma spesso sottovalutata.
Non confondere mai l’azione di battere i tuoi ditoni sulla tastiera, o di pasticciare su un foglio con una penna, con l’atto di scrivere.
Azione e atto. Vanno separati.
Per scrivere, qui nel Diegozillab, intendiamo l’elaborazione della storia. La scrittura esercitata come puro pensiero o come film nella testa.
Io scrivo mentre lavo i piatti, o fisso nel vuoto, o guido in autostrada.
Dopo che l’atto è stato compiuto, in modo più o meno approfondito, puoi passare all’azione.
Ovvero: Non metterti mai davanti ad una pagina bianca se non sai prima che cosa scrivere.
Poi. Scrittura e lettura vanno d’accordo e sono amici. Lo sanno tutti.
Però, a livello creativo, è importante non confondere il rapporto con la narrazione che si ha da lettore, con quello che deve avere uno scrittore.
Da lettori, o da spettatori al cinema o alla tele, abbiamo un interazione lineare con il materiale narrativo che stiamo guardando/leggendo.
Iniziamo dall’inizio e finiamo alla fine. Non leggiamo i libri al contrario e non guardiamo i film usando il rewind.
In molti pensano che anche la scrittura proceda allo stesso modo della lettura.
No.
No.
Non è così.
Non bisogna confondere il prodotto finale, che arriverà domani nelle mani dei lettori, con il prodotto in lavorazione, che è nelle tue mani adesso.
Ovvero: Non necessariamente una storia viene scritta nell’ordine in cui il lettore la leggerà.
Per esempio, è possibile partire dal finale. O tornare indietro, aggiungere, correggere e poi proseguire.
Il continuum di una storia in fase di scrittura non è quello di una storia finita che viene letta da qualcuno.
Editing a parte, dove si manifesta il problema di pensare alla scrittura come dei lettori?
Il problema si manifesta nell’intoppo comune a tutti di partire a razzo con un buonissimo inizio, per poi inchiodarsi subito dopo il prologo o a metà.
Quante storie lasciate a metà hai nel cassetto?
Ecco.
Hai la necessità di un qualcosa che ti dia una mano a proseguire in modo tecnico, quando l’impeto narrativo ti abbandona.
Il talento è un omino nudo che corre nudo per i prati con il dindolino in vista.
Mettiamoci perlomeno le mutande.
Io purtroppo, non credo nell’approccio serendipico alla realtà. Io devo capire le cose. E per capirle devo guardarle molto da vicino. Non mi basta dire: le cose mi vengono perché mi vengono. Voglio sapere da dove arrivando, quando citofonano, che cosa devo fare per farle arrivare al momento giusto.
Allora ho tirato fuori un metodo. Il mio metodo, che sicuramente è quello sbagliato, ma per ora sta funzionando. Lo chiamo “Il righello”.
Sai tracciare una perfetta linea dritta senza usare il righello?
Io no.
Per le storie c’è un righello?
Si.
Te lo regalo alla prossima lezione.
Tra 15 giorni. Giovedì 25.

Eventuali domande, nei commenti. Grazie.
Se qualche domanda necessita di una risposta lunghissima, verrà trasformata in un post integrativo.
I partecipanti osservatori possono fare domande, ma ovviamente, quando si faranno i test non verranno corretti.

Questioni tecniche sulle tessere:
1: Se non l'hai già ricevuta, non chiedermela, ormai è tardi. Seguirai da osservatore.
2: Impara a conoscere il tuo Avatar. Ti servirà per il test della lezione 4.
3: Per ogni errore verrà cancellato un Bonus Zilla dalla tessera. Chi arriva alla fine del corso con tutti i Bonus Zilla intatti vincerà dei premi. Tra cui, lo dico subito, le coordinate geografiche per un parcheggio gratis a Lucca in un punto strategico.

Compito a casa:
Vai in un posto dove c'è gente. Un parco, una stazione, una piazza. Siediti un pochino in disparte.
Guarda quelli che passano, osservali bene.
Inventati la storia delle persone che vedi.
Upgrade: Trova questa canzone e mettitela in cuffia. In orario di punta, vai in una stazione e cammina in senso contrario alla folla con quel brano sparato a palla nelle orecchie.
(Funziona meglio se prima guardi un paio di volte questo film)
In entrambi i casi, non scrivere nulla. Nemmeno una riga.
Tieni da conto tutte le sensazioni che proverai.


AGGIORNAMENTO!
Andrea 403, ha fatto un post itegrativo a questa prima lezione.
E' una sorta di contenuto extra, tipo quelli dei Dvd.
Ne consiglio vivamente la lettura.
Ci arrivi cliccando qui.

74 commenti:

MarcoS. ha detto...

Di zombie vuoi che vediamo il montaggio di Argento o quello di Romero

erus1988 ha detto...

Salve Diego, purtroppo per imprevisti impegni mi trovo costretto ad abbandonare il corso e a seguirlo come semplice lettore. Chiedo scusa a te e a tutti per gli eventuali disagi. Scusate tutti di nuovo.
Pierangelo

il.giack ha detto...

Così mi piace: sveglia alle 8:00 e LEZIONE !!!

Paolino ha detto...

purtroppo sono arrivato tardi e ora seguirò da osservatore, ma non intendo proprio perdermelo.

Skull ha detto...

"Non metterti mai davanti ad una pagina bianca se non sai prima che cosa scrivere."

Sembra una cosa banale ma credo che invece sia un distillato di pura saggezza professionale invecchiato 15 anni in botti di rovere.
Una di quelle cose che ti rimangono dentro e ti vengono in mente ogni volta che sei in una situazione di quel tipo, come la faccìna di Xavier che ti aiuta nelle tue prime missioni di X-Man.

Lanterna ha detto...

Maestro carissimo, il compito a casa è la mia attività preferita quando sono in stazione o all'IKEA, quindi lo svolgo volentierissimo. Con upgrade, a questo punto :-)

Anonimo ha detto...

Perfetto! ora COMPRO la canzone (sono legale buona, a volte)

Futaba

kingsimon ha detto...

grande capo, ma poi gli scritti sui passeggianti te li dobbiamo mandare?

il Bardo ha detto...

"Qui due più due può fare 8, può fare banane, può fare anche elicottero"

automaticamente inserita nelle citazioni random del mio Blog.
E' la prima volta che ho 15 giorni per fare i compiti, dovrò fare attenzione a non cadere nel solito "c'è tempo" ;)

Step 1 - procurarsi il disco dei Goblin e Zombie per stasera!

Anonimo ha detto...

Credo che il "In entrambi i casi, non scrivere nulla. Nemmeno una riga." conclusivo voglia dire che davanti alla suddetta pagina bianca non ti ci devi manco mettere... :D

Riccardo Vaccaro ha detto...

"Qui facciamo storie di genere"

questo è proprio quello che cerco. Però mi sorge un quesito: quello che qui viene fatto intendere come "non-genere", che io per esempio in una libreria immagino posizionato sullo scaffale più grande, grandi autori, classici e quant'altro, non può essere definito esso stesso un genere? Con questo voglio dire che secondo me sempre di storie si parla, con una loro struttura e delle regole, non magari di prosa poetica (cosa di cui vorrei liberarmi un pò io, o almeno integrarla con della sostanza) più attenta allo stile che ad altro. Andando al sodo la mia domanda precisa è questa: si può pensare di utilizzare questo approccio di "genere" per raccontare qualsiasi storia?

KoKo ha detto...

Bene!
è ok se mi porto la macchina fotografica e approfitto per prendere randellate dalle persone che passano? =)
(il suggerimento di inventare le storie degli altri era in qualche film, o serie tv, che ora non mi sovviene...)

Diego Cajelli ha detto...

@MarcoS
Argento!

@Simon
Non c'è niente da scrivere, caro...
Devi soltanto guardare e percepire.

@Riccardo
Hai centrato il punto.
Bravo!

Anonimo ha detto...

grazie 先生 (sensei) :-)
stasera sello il mulo per il film

CZ

Ant ha detto...

Riguardo il compito: dato che si tratta di cogliere le sensazioni e inventarsi storie sulle persone che vediamo, si può svolgere anche durante l'attesa alle poste (o luoghi simili), centri commerciali, etc?
Riguardo i bonus zilla: gli errori vengono assegnati nel test finale di ogni modulo? O anche negli esercizi a casa?

boris battaglia ha detto...

Professore scusi,
non ho capito. Le storie che dobbiamo inventarci di quelli che guardiamo dobbiamo, una volta che le abbiamo inventate, scriverle o no? E se sì, una volta che le abbiamo scritte che dobbiamo farci?

Diego Cajelli ha detto...

@Ant
Le poste sono perfette.

@Boris.
No. Tecnicamente il compito a casa è quello che qualcuno potrebbe definire come: perdere tempo osservando la gente.

Boll ha detto...

Credo, se ho ben capito, che dobbiamo andar a caccia di storie. Immaginarle osservando quello che abbiamo attorno (e quante volte m'è capitato di farlo nei miei interminabili viaggi in metro.)

L'upgrade m'è più ostico.
Spero di rubare il tempo per svolgerlo.
E' obbligatorio, mi chiedo?

Alexia

comativa ha detto...

voglio il posto di erusssssssssss!!!!!!!!!!!!!!

Giorgio Salati ha detto...

Se avessi saputo del parcheggio di Lucca mi sarei iscritto!

Francesco G ha detto...

Letto, ragionato, interiorizzato.

Devo giusto attrezzarmi per recuperare Zombie e la relativa colonna sonora (e magari posso pure approfittarne per appropriarmi dell'opera omnia dei Goblin, ché sarebbe anche ora).

Intanto grazie!

Fallout ha detto...

Grande, ci voleva giusto una motivazione per rivedere per la 1000esima volta Zombi...
Essendo anacronistico poi mi toccherà prendere il cd dal cofanetto e copiarlo su cassetta dato, che io giro ancora con un walkmman, il che mi complica mandare in repeat il brano :-D
Poi devo trovare un posto affollato che al paesello la stazione è solitamente vuota... sfide logistiche non da ridere...

Anonimo ha detto...

Ho una domanda che rigurda la flessibilita' del secondo compito.

Le sensazioni che vuoi che sentiamo sono di un certo tipo specifico o ti bastano sensazioni forti?
Potrei - che so - spararmi Lux Aeterna (Mansell), evitando cosi' di frantumarmi metaforicamente le biglie con il film Zombie?

mf68

Lui ha detto...

ah ah sto compito lo fo tutti i giorni della mia vita lavorativa.

Ma non con quella canzone.

captcha per confermare il commento mi chiede di inserire Hells, tu vedi a volte il caso.

Hanuman ha detto...

Sacrosanta la prima lezione sulla pagina bianca, sull'atto e l'azione. Era una cosa che dicevi anche a noi pischelli del minicorso di tre giorni al Rimini Comix e mi è servita tantissimo.
Una domanda: se perdi un Bonuszilla ci sarà modo di recuperarlo? Tipo le vite in Supermario?
(metto le mani avanti per la mia propensione agli errori, sì :P)

energio ha detto...

"Inventati la storia delle persone che vedi."

Sai che mi capita spesso di farlo? inconsciamente, mentre sono in metropolitana, guardando le persone accalcate che mi stanno attorno mi viene sempre *semplre* da chiedermi chi sono, cosa fanno... allora li guardo, cerco di capire che vestiti indossano, leggo il loro libro di nascosto, sempre cercando di non far capire che li sto studiando (ne parlavo proprio ieri sera con mia moglie...)

Sarà deformazione professionale mi son detto. Come designer (non sono uno scrittore, anche se tengo un blog) la cosa spesso mi aiuta molto a fare il mio lavoro.

Aleagio Vaccarezza ha detto...

apprezzo l'insegnamento alla "Maestro Miyagi".

nightwing ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
nightwing ha detto...

una sola parola GRAZIE

sarà uno studente modello anche se non iscritto

Quoto Energio..mi capita spessisimo di fare lo stesso "esercizio" con gente che incrocio a lungo per strada.
A volte fantastico partendo dall'abbigliamento e dall'espressione del viso..

Engelium ha detto...

Uhmm... quindi in pratica io oggi osservo, mi invento le storie dei passanti (e sai che novità... lo faccio continuamente :P ), e devo aspettare 15 giorni per passare alla "penna" ? (memoria mia non abbandonarmi... ed io che vivo di block notes O_o) ....

Quindi per ovvi motivi questo primo esercizio non può neanche essere valutato (e non posso perdere punti :D )

veci ha detto...

Mi fanno una paura gli horror...!Potrei non dormire per le prossime due settimane! Va be' farò uno sforzo e guarderò il film di Argento...!I compiti sono compiti!:)

lust.81 ha detto...

Quindi quando aggirandomi controcorrente nella folla in Vittorio Emanuele, oppure a in metro a Loreto cercando di uscire all'arrivo della carrozza (subito prima di essere sbalzato via, calpestato o accoltellato), e girandomi vedrò un altro con le cuffiette e la faccia cattiva che farà altrettanto saprò che è un compagno di corso...

Joel ha detto...

Ahah diego mi hai fatto tornare indietro di 5 anni, quando seguivo le tue prime lezioni, Le tue PARENTESI! Fantastico facevamo intere lezioni di parentesi frattaliche. L'omino nudo da "Mutandare" e 2+2= Banane ecc, l'originale era 2+2=Patate m'è rimasto dentro talmente tanto che quando avrò una coppia di animali domestici li chiamerò "2+2" e "patate"
Grande Diego! Seguitelo seriamente 'sto corso che darà i suoi frutti sicuramente!

Anna ha detto...

Sapevo che la lezione sarebbe stata postata alle 8!

Grazie Boss, eseguirò (però la canzone è brutta).

Planetary ha detto...

Non ho una stazione così affollata da far funzionare il compito :D

Artan ha detto...

Ecco già alcune delle mie certezze che se ne vanno... Io nel mio mestiere "diurno", quello del creativo pubblicitario, mi capita spesso di sedermi davanti al monitor bianco, perché non mi posso permettere di aspettare il "cosa", ma sono costretto ad affidarmi al "come", ovvero al mestiere. Ma in effetti ho il cassetto pieno di inizi di racconti.

andrea 403 ha detto...

Che figata che hai cominciato! Io penso che sei pazzo a fare questa cosa qui, però è una figata. Ho fatto un post da me in cui faccio un paio di esempi di non consecutività della scrittura.

Mi piace pensare al mio post come a una sorta di "contenuto extra" del tuo, sai come in quei dvd dove ci devono per forza mettere qualcosa per giustificare la scritta "contenuti extra" e allora ci mettono un po' di fuffiglia? Ecco, io ho pensato di fare un po' di fuffiglia accessoria a questo tuo post. Qui:

http://403.splinder.com/post/23587071

nuvoleonline ha detto...

wow!
figata pure gli extra ;-)
baci,
c.

ZIO BARBOCCHIA ha detto...

La cosa dello scrivere solo quando si hanno le cose già chiare in testa l'ho detta giusto ieri ad un'amica pittrice.
Ho la canzone nell'MP3, vado subito in missione !

Mauro ha detto...

"In orario di punta, vai in una stazione e cammina in senso contrario alla folla con quel brano sparato a palla nelle orecchie."

Ma essere stato a 2 giorni a Lucca vale retroattivamente?

Massimo ha detto...

Anch'io ne approfitterò per rivedere i miei amici zombi. Grazie mille per la lezione, teorica e pratica allo stesso tempo.
Non ho capito una cosa: gli "errori" in cosa consistono?

Mab ha detto...

Fantastico. Per la prima volta nella mia vita, non vedo l'ora di fare i compiti.

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

"Se qualcuno ti dice che può insegnarti la creatività picchialo."

Mi ci faccio la maglietta.
;)

Mia ha detto...

Presente!

Letta la lezione. Domani in treno da Milano a Firenze, tempo per ripassare gli appunti, e svolgere almeno una parte dei compiti a casa.

Nemmeno io ho capito bene questa cosa degli errori.

mercì professore

veci ha detto...

Ciao Diego! Mi stavo chiedendo se è possibile raccontare di persone che si conoscono di vista ma delle quali non si sa nulla...io ci ho scritto una canzone su questi individui, immaginandomi delle loro storie, posso farlo?

Artan ha detto...

Mi permetto di aggiungere un'altra cosa. Quando ho letto che ci vuoi camminanti tra la folla con una canzone sparata in cuffia, ho pensato ma che cazz, cosa vuoi che sia una canzone. Poi l'ho fatto, comunque (scaricandomela, ma non ascoltandola), e ho pensato eh, questa è probabilmente una delle lezioni migliori che ho ricevuto nella mia vita. Ho capito.

Anonimo ha detto...

Ciao Diego, hai un corsista in meno, prendi me?
Stefi

Laura-beatandlove ha detto...

Prof. Diego, al posto del film che hai suggerito ne posso vedere un altro? No, perchè ehm a me l'horror impressiona del tipo che non dormo la notte cof (si, si scherzatemi pure). insomma posso vedere un film più carino? Per la colonna sonora, va bene posso sentirla tranquillamente.

Cobalto ha detto...

che bello la prima lezione :D già oggi sul bus ho cominciato a fantasticare sulle persone, e devo dire che le cose vengono un pò da sole tipo la vecchietta che prenotava la fermata sbagliandosi e facendo finta di niente imbarazzata, se lo avesse fatto apposta per rallentare il bus? o la coppietta che si baciava con dietro una ragazza accovacciata sul sedile che mangiava non so cosa, chissà..magari era una detective che li stava pedinando. domani mi sparo la musica, sono indeciso tra il tunnel all'uscita della metro spagna o la stazione termini visto che di questi tempi con i lavori ha un aspetto più che apocalittico :D ps: anche io sono curioso di sapere qual'è il genere di errori che dobbiamo evitare.e sulla questione dei generi, dobbiamo sceglierne uno? in tal caso ci sono regole precise che dobbiamo seguire o solo la nostra fantasia?

ich-einzig ha detto...

Poche righe ma assolutamente dense.
Sulla questione del "foglio bianco" credo di aver sempre avuto la tua stessa opinione, solo che non sono mai riuscito a rendermela così chiara. Idem per quanto riguarda la non linearità nel pensare la storia, cosa che personalmente trovo veramente molto difficile da fare.
Dovrei forse acquisire maggiore elasticità mentale :D

Il compito per casa mi garba assai, ogni giorno mi ritrovo a dover fare complessivamente un'ora e mezza fra mezzi pubblici e camminate per Milano, ed ho sempre avuto voglia di approfondire, fantasticando, i miei compagni di viaggio che, per via degli orari di lavoro, son sempre gli stessi.
Ma vuoi per il sonno alla mattina, vuoi per la stanchezza alla sera, non mi ci sono mai applicato.
E' ora di darmi una mossa! :D

Anonimo ha detto...

Dié, c'entra niente il video di "I disappear"? ....a parte il fatto che "loro" sono meglio dei Goblin, naturalmente sempre e solo imho....

Good night and good luck,

CZ

Mauro ha detto...

@cobalto "qual'è il genere di errori che dobbiamo evitare".
Ottima autologia.

Cavuccio ha detto...

Prima lezione:
Le storie non vengono scritte così come le leggiamo. Magari l'autore butta giù una frase "La musica finì e lei morì" su un tovagliolo seduto al tavolino del bar, poi piega il tovagliolo e lo butta nella tasca della giacca. è primavera. fa caldo. rimetterà quella giacca solo a novembre, ritrovando il tovagliolo e la frase decide che può esserci un principio a quella frase, qualcosa è accaduto prima e altro è venuto dopo.

Fin qui ci sono.

L'inizio mi piace, un po' meno i materiali.

Restando in tema, il genere horror splatter non rientra tra i miei piatti preferiti. Ma è solo questione di gusti.

Tanja ha detto...

'giorno Diego, fantastica sta lezione, me la son gustata assai! Ho solo un paio di domande:
1)mi accodo a tutti quelli con problemi con l'horror - proprio non mi va giù - è possibile cambiare musica/film? nel settore sci-fi magari?
2)ok sul non scrivere, ma neanche prendere appunti sulle sensazioni provate o sulle idee avute? no perchè capace che io in 15 giorni mi scordo tutto!

grazie mille!

Tanja

Luigi Serra ha detto...

Farò i compiti nel fine settimana.:-)

p!o ha detto...

Bello, cercare di indovinare le vite delle persone da un gesto, o dall'abbigliamento.

A me capita ogni tanto di fare più o meno la stessa cosa con le case: camminando guardi in alto dentro le finestre, dagli scorci dei salotti si intuiscono molte cose.

Diego Cajelli ha detto...

Pupilli!
Quando ci sarà da scrivere, vi dirò che ci sarà da scrivere!
:-)
Il primo "compito" serve a voi. E vi serve solo mentre lo fate. Non servirà per scrivere esercizi futuri.
Se poi dall'esercizio vi nasce una storia, bene.
Ma non vi chiederò di scrivere qualcosa in base alle sensazioni avvertite durante il compito.

Questione horror.
Occhei. Capisco.
Al posto della colonna sonora di zombi, funziona abbastanza bene anche con La Marcia Imperiale di Star Wars.

Questione Bonus Zilla.
Per errori intendo:
- Non consegnare per tempo un elaborato. (quando verranno assegnati)
- Non rispettare i limiti di battute che darò.
- varie ed eventuali.

Generi.
Il corso è breve.
Non faremo in tempo a fare Teoria dei Generi.
Il Diegozillab 2 forse verterà sulla Teoria dei Generi.
Ora parto dal presupposto che più o meno, a grandi linee, per istinto, qualcosa si sà.
Al limite approfondisco in corso d'opera.

I Contenuti speciali di Andrea 403
Non so se li farà per ogni lezione del Lab. Però vi avviso subito che il suo approfondimento alla lezione Uno è da leggere assolutamente!

Ho risposto a tutte le domande?
:-)

Rouges-1973 ha detto...

Avrei una curiosità per i compagni del corso (ma anche per gli osservatori); premetto che son qui da scroccone, non ho mai avuto l'ambizione di scrivere, si ho avuto alcune idee (penso sia di tutti, se non sei uno con la mente spenta) ma non ho mai sentito l'esigenza di provare a metterle su carta.
La cuiosità è semplice, a questo punto, perchè ritenete che una vostra storia sia meritevole di esser scritta e poi letta?
Vi premetto subito una cosa, non credo allo scrittore che dice che scrive per se; per farvi un parallelo con l'autoerotismo solitamente viene praticato in intimità (per se) e non in piazza (per gli altri (se lo fai in piazza hai altri stimoli erotici che intervengono)).

Professore: se ritiene che questo post possa creare troppe chiacchere in classe mi censuri senza problemi, è solo che la lezione sull'osservare mi ha stimolato una forte curiosità.....

Cobalto ha detto...

quindi possiamo anche variare un pò la musica? io ho pensato a merilyn manson, il tema di resident evil.

Lui ha detto...

Rouges-1973 Provo a risponderti dal mio punto di vista.
Ritengo che una storia che mi sia venuta in mente meriti di essere scritta e letta da altri, perchè nel momento stesso in cui l'ho partorita ho goduto nel farlo.
Mi spiego, io non scrivo per me, scrivo per gli altri, la storia nel momento in cui l'ho pensata è già mia, non ho bisogno di metterla per iscritto, essa m'ha già fatto ridere piangere riflettere sognare.
M'ha già dato tutto quello che una storia avrebbe potuto darmi. Sino a farmi arrivare al presupposto che se ho goduto io perchè non farlo provare ad altri questo sentimento.
E' da questo momento in poi che cerco di ripescare l'idea, di riordinarla di darle una struttura ed una linea. E l'unico modo che hai per farlo è la scrittura. Quindi scrivi.
E poi lo fai leggere ad altri, e non tanto per avere un loro giudizio, ma solo per capire quali sentimenti ha suscitato in loro la storia.
In pratica li osservi mentre percorrono una strada che tu hai tracciato.
Perchè se scrivi ti nutri delle persone osservandole.
Perchè alla fine non ho mai capito se uno scrive perchè osserva o osserva perchè scrive.
Mi rendo conto che sia una risposta molto lacunosa e sconclusionata, ma non è la risposta, è solo una parte di una risposta.
:)

Diego Cajelli ha detto...

Rouges-1973
Domanda lecita!
Ora, dal mio punto di vista...
Raccontare una storia è una necessità tipica del genere umano.
Si parte da Nino, l'uomo delle caverne che ti racconta (esagerando anche) che ieri ha cacciato un branco di Gnu e ti fa anche il disegno sulla roccia, e si arriva a Gino che sta programmando un fumetto per l'iPad.
Abbiamo bisogno di sentire delle storie e di qualcuno che ce le racconta.
A volte qualcuno ti racconta delle storie raccontandoti delle bugie.
Altri scrivono, qualcuno disegna, qualcuno trasmette barzellette.
E' una doppia necessità.
Raccontare e sentirle.
Su questo, si innesta la componente "qualitativa".
Perchè Mario scrive e invece Ettore no?
Mario è più bravo di Ettore?
Non lo so.
Mario però risponde ad un impulso interiore che in alcuni casi è irrefrenabile.
E' non è una questione di chi è più figo.
E' una questione di avere qualcosa da raccontare.

andrea 403 ha detto...

contenuti extra...
Non so se li farà per ogni lezione del Lab.

non lo so neanch'io (visto che non so cosa ci sarà nelle prossime puntate) ché vabbe' che la mia è la tipica fuffiglia da contenuto extra, però tengo una minima dignità anche come fuffiglista e se non ho proprio nulla da dire non la dico.

(però dopo dieci anni dietro le quinte di martimystère e poi, qualcuno meno, dietro le quinte di diabolik qualche aneddoto spero di averlo da spendere pure per le puntate future, ovunque vadano a parare, quantomeno l'idea sarebbe quella)

Mirko ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Mirko ha detto...

Una nota da stronzo: ma se uno ha problemi con l'horror può anche fare a meno del corso. C'è tanta gente che preme sul cancello e qui non ci si impegna neanche a superare le proprie barriere mentali, tranquilli che nessuno vi ucciderà per aver visto un film.

La paura di un coinvolgimento emotivo troppo forte per un opera di intelletto è un handicap, ed è anche il cancro del cinema italiano(se volete sapere cosa penso).


Comunque polemica zero, voglio solo provocare una riflessione sul rapporto prodotto-emozione.

ale ha detto...

In effetti, forse, la domanda potrebbe essere trasformata in: perché una storia piuttosto di un'altra? Come si seleziona cosa raccontare?

Per parte mia, non sempre penso che le storie che vengono in mente meritino di essere scritte. Epperò questa affermazione è verificabile solo una volta che la storia è scritta. E anche allora non è del tutto facile valutare, a meno di non avere un confronto con gli altri.

"Meritare" però non è preciso, porta con sè un pregiudizio sullo scrivere, mi sembra. Forse un pregiudizio letterario... O sbaglio? (scusate sto andando a braccio)

Perché scrivi storie, allora?

Perché ne ho lette di belle e ne voglio raccontare anche io? Perché la scrittura è un esercizio che chiarisce il pensiero? Perché sembra meno invasivo del raccontare a voce (è più facile smettere di leggere che smettere di ascoltare)?

boh, vado a mangiare, ciao

andrea 403 ha detto...

Visto che la domanda è estesa anche agli osservatori rispondo anche io a Rouges-1973.

perchè ritenete che una vostra storia sia meritevole di esser scritta e poi letta?

La risposta credo stia nella parola "autostima" o, meglio ancora in "senso critico".

Parte del mio mestiere consiste nel valutare le idee mandate in redazione da altri e posso assicurare che c'è gente che ha un'autostima incrollabile (io li chiamo "i recidivi") o, se preferisci, un senso critico parecchio deficitario.
Questo perché ogni mio primo (e secondo) rifiuto io lo motivo sempre in dettaglio, e quindi se non è cosa secondo me bisognerebbe capirla prima dell'inserimento della risposta automatica con lettera standard che interviene dal terzo rifiuto in poi (e per alcuni permane anche dopo il quattordicesimo!)

Può anche darsi il caso contrario, ossia che qualcuno di bravissimo non abbia sufficiente autostima (o senso critico adeguato) per proporre le sue cose in giro, o magari neanche per provare a metterle su carta (ma, purtroppo, in quel caso né a me, né ad altri, arriva alcunché da valutare).

Quindi il mio consiglio è: affinare il senso critico (che sulle proprie cose, specie all'inizio, è molto difficile).
Bisogna contare sul parere degli altri ma anche questo è difficile, perché gli altri se non ci conoscono sono spesso distratti e oberati d'altro da fare e se ci conoscono sono accondiscendenti (mi pare fosse Pontiggia, ma potrei sbagliare, a dire che quando si chiede un parere a un amico o a un parente su un proprio scritto non bisogna stare a sentire quello che ne dice - sicuramente bene - ma le espressioni che fa quando lo dice - imbarazzata? entusiasta? titubante?)

Insomma Rouges, non mi pare tanto importante il perché tu pensi (o non pensi) che la tua storia sia meritevole o meno di essere letta dal mondo, mi pare molto più importante se ci hai azzeccato o no nel pensarlo : )

Viola ha detto...

Ciao Diego,
ho una domanda di tipo tecnico.
I nostri scritti saranno pubblicati da qualche parte nel web?

Sarebbe carino se tutti potessero leggere i compiti di tutti, (magari proteggendoli con una licenza creative common).

insomma: si potrebbe aprire un blog o un network per il lab?

acquaraggia ha detto...

l'esercizio che hai proposto mi ricorda tante cose:
durante tutto il mio periodo scolastico, era il mio passatempo preferito immaginare le vite della gente nell'autobus, ora se sono in metro e non ho un libro devo assolutamente sbirciare quello del vicino o il giornale sennò sto male. E poi l'associazione metropolitana/zombie (forse è pure un pò scontata, e ci tengo a precisare che non sono assolutamente amante del genere) però io ci avevo scritto un raccontucolo trucidissimo in prima persona in cui vengono descritti tutti i particolari di questa folla di zombie che opprimono l'io nonzombie fino a quasiucciderlo, e solo alla fine si scopre che in realtà era solo un viaggio in metro.
E ovviamente è nonfinita in un cassetto, altrimenti non sarei qui...
E tieniti pure tutti i bonuszilla che vuoi, ma dammi la mia tessera, che poi tra l'altro è un regalo di tua madre e lo sai che lei a queste cose ci tiene...

Hanuman ha detto...

Svolta la prima parte dei compiti due giorni fa, al concerto degli Einsturzende Neubauten! :-)

acquaraggia ha detto...

una nota da stronza polemica:
(scusa mirko)
sono d'accordo a dover superare i propri limiti e al cercare di essere il più "onnivori" possibili (mi riferisco ovviamente alla questione zombie/nonzombie), personalmente non ho problemi al riguardo, ma vorrei spezzare una lancia in favore delle ragazze che hanno espresso il proprio disagio a lavorare con questo tema.
Certo, è un limite. E sarebbe ottimale che ognuno si sforzasse di superare i propri per rendere al meglio, ma non è detto che sia necessario. Ad esempio se uno/a è già indirizzato verso un proprio stile o genere per sua propensione o scelta, non è detto che debba per forza conoscere e/o scrivere di altri generi. Certo nel mio mondo ideale non esistono distinzioni di genere e mi piacerebbe che fosse tutto un grande meltingpot (leggi miscafrancesca) di stili, ma il mondo ideale non esiste, se non quando ce lo scriviamo noi. Quindi voglio lanciare una provocazione a tutti i maschietti che si mangiano pane e zombie a colazione... e se al prossimo compito dovreste recensire il musical delle Winx ad esempio? riuscireste a superare i vostri limiti? ;P
selva

marcello ha detto...

@Rouges-1973
Ogni volta che io leggo un libro, un fumetto una poesia o vedo un film non lo faccio in modo passivo. Sono cosciente di avere di fronte un punto di vista e come tale posso commentarlo. Alla fine cerco dentro me cosa ne rimane e spesso mi scappa proprio di rispondere. Lo faccio con un racconto, una poesia, una storia che può diventare un fumetto o un film, chissà. Le storie che scrivo sono anche loro un punto di vista e magari ci sarà qualcuno che vuole leggerle e forse commentare... Ora la domanda è un'altra: sono in grado di spiegare bene il mio punto di vista? Io ci provo, studiando tanto ;)

Rouges-1973 ha detto...

Grazie x le risposte, e' un periodo che sono molto interessato allo scoprire come viene partorita un'idea, come si arriva alla fase finale e la firma che questa idea prende. In molti casi mi sono accorto che anche dopo che un libro ( x fare esempio) e' ormai finito nella testa dell'autore l'idea continua a progredire. Mi ha fatto molto piacere leggervi!

Professore ho un problema con i compiti, sto trovando sexy le zombi.....

Massimo ha detto...

scoperto solo ora... peccato!
Seguirò da lettore... YEPPA!

Curioso ha detto...

Fresco di film.
Al primo tentativo, in stazione, ho sfiorato l'attacco di panico.
Appiattito sul muro ho lasciato sfilar via l'orda.
Un secondo tentativo mi ha portato in mezzo a loro. Questa volta lo zombi ero io.

Il mio arco riflesso ringrazia. ;)