giovedì, novembre 25, 2010

Diegozillab: Fase 1. Scrivere. Lezione 2


Ok. Panico. Forse dovevo dirtelo prima, ma può essere che se ci capiamo al volo, ti rovinerò per sempre il rapporto che avrai con le storie che ti racconteranno in futuro. Film, telefilm, romanzi e quel che ti pare, non riuscirai più a guardarli con gli stessi occhi di prima. Non si tratta di “indovinare” come sarà il finale, a indovinare sono capaci tutti. (Parentesi: Anzi. Più uno è un grezzone, più non sarà in grado di stabilire il giusto patto di complicità con la storia che ha di fronte. Quindi, al mondo, ci sono una serie di tamarri che si vantano di indovinare il finale di un film o di un telefilm non perché hanno capito come funzionano i meccanismi narrativi, ma perché hanno inconsciamente rifiutato la narrazione.)
Il nostro caso è diverso. Capirai (che è molto diverso da indovinare) quale sarà la sequenza successiva o il passaggio seguente della trama. Può essere fastidioso. Devi necessariamente generare un secondo cervello e usarli a turno, passando da uno all’altro a seconda della situazione.
Con il mio cervello numero 1, quello che ha otto anni, io mi metto di fronte alla narrazione e me la godo. Con il mio cervello numero 2, quello che ne ha 39, spacchetto, analizzo, esamino, prevedo, eccetera. Ecco perché le cose devo vederle/leggerle almeno tre volte.
E’ tutta colpa del righello. Che cos’è il righello? Lo vediamo subito.
Prendiamo una storia. Come ti ho detto all’inizio, qui abbiamo a che fare con storie di genere. Storie che vanno a inserirsi nella tradizione del racconto popolare, commerciale, filmico, telefilmico, romanzistico, fumettistico. Quello che sto per dirti non vale per la narrazione sperimentale, l’uber autoriale, e tutte quelle cose che quando le vedi/leggi ti rendi conto che potrebbero finire da un momento all’altro, anche adesso.
(Le ultime due righe necessiterebbero di una spiegazione approfondita di almeno sei pagine. Semmai la faccio a parte.)
Per cui: genere. Inizio, fine. Narrazione industriale, fatta per essere letta, capita, distribuita, venduta, apprezzata o disprezzata in quanto storia. Non perché è l’esposizione di una tesi o una costruzione narrativa basata sul metatesto puro.
Ovvero: io ti racconto una bella storia. Se devo dirti qualcosa di importante, oltre a raccontarti una storia, ti telefono che faccio prima.
- Pronto?
- Si, ciao sono Diego.
- Dimmi!
- Volevo dirti che provo un immenso senso di disagio di fronte al declino dell’occidente e la deriva della società contemporanea.
- Grazie!
Le nostre storie si dividono in tre atti. Un inizio, una parte centrale e una fine.
Lo vedi sulle storie già fatte, a maggior ragione devi tenerne conto quando elabori la tua.
Di solito, scrivendo per istinto, scrivendo da “lettori” (come si diceva nella Fase 1) si parte proprio dall’inizio, dal prologo e dopo un po’ l’istinto di abbandona.
Ci sono dei passaggi per passare da un punto all’altro. Passaggi “standard”, riconoscibili in tutte le loro forme in tutte le storie di genere.
E’ chiaro che cambiando il genere, cambieranno anche le specifiche narrative di questi passaggi.
Eccolo qua il righello.
Tutti i punti attraverso i quali passano le storie di genere. Compresa quella che stai scrivendo tu.
E’ l’esecuzione, la stesura della trama che hai in testa. Conoscere i punti, conoscere il righello ti può aiutare quando ti inchiodi in un passaggio.
Vediamoli questi punti.
Parte Iniziale.
Situazione di calma iniziale.
Il concetto di “calma” è relativo. E’ chiaro che la “calma” di un racconto apocalittico sugli zombi, sarà diversa dalla “calma” di una commedia sentimentale.
A che cosa serve definire la “calma”? Serve per introdurre la situazione, e tutte le cose che accadranno dopo. Si parte da una “norma”, per raccontare poi le modifiche a quella “norma”.
Identificazioni ruoli 1
Presentazione dei protagonisti. Chi sono i protagonisti di questa storia? Chi è l’eroe? Chi deve sopravvivere agli Zombi? Chi è la mia nuova vicina Holly Golightly?
Identificazione ruoli 2
Presentazione degli antagonisti. Chi è il cattivo? Chi sta frequentando la mia ex moglie? Chi sono i miei amici? I miei soci?
Identificazione Plot principale.
E’ un suggerimento, è il capire quale sarà l’elemento che va a modificare la “calma” vista prima.
Io e i miei mercenari che rubiamo delle armi chimiche, o io che mi rendo conto che il karma mi sta punendo e stilo una lista per rimediare.
Identificazione Plot secondario.
Soprattutto nel racconto seriale, viene presentato quella che sarà il problema da affrontare nel singolo episodio. O nella singola sequenza.
Conflitto
Questo è il punto più importante di tutti. Uno scrittore in realtà è un costruttore di casini. Senza un conflitto la storia non può esistere. Senza conflitto non si può andare da nessuna parte. Senza conflitto non c’è un cazzo da raccontare.
A chi, o a che cosa si può applicare il concetto di conflitto? A tutto. Ai protagonisti, agli antagonisti, ad agenti esterni. L’importate è elaborare un casino che sconquassi la situazione di calma iniziare.
Primo colpo di scena.
E’ la conseguenza del conflitto. Di solito, nella fasi iniziali, è una lieve sterzata narrativa. Non è ancora la botta necessaria per chiudere una storia con un finale pazzesco. Quello arriva dopo.
Dove ci porta il colpo di scena?
Alla parte centrale.
Sviluppo.
Ho inserito un disordine nell’ordine iniziale. Porterà a delle conseguenze. Qui si racconta come si arginano le conseguenze portate dal primo colpo di scena.
Conflitto.
Vedi sopra. Se le cose sono facili, non c’è storia. A che cosa porta un conflitto? Ecco:
Secondo colpo di scena.
Rispondo, in parte, a delle domande in sospeso. Risolvo UN problema, non IL problema. Risolvo il primo conflitto, o il plot secondario, ma non il Plot principale.
Per la cronaca: una puntata “media” di Lost arriva fino a questo punto, poi ricomincia da capo.
Perché? Perché siamo arrivati dove?
Parte Finale.
Conflitto.
Idem come sopra, andiamo avanti ancora per un po’ a inserire casini. Vado nella base dei cattivi e inizio la mattanza. Vado alla festa di capodanno da solo come un pirla e poi corro da Sally.
Penso sia ovvio che per conflitto non intendo soltanto due che fanno a pugni, okay?
Risoluzione Plot principale.
Risposte, baby. Risposte. Rispondo alle domande lasciate in sospeso. Risolvo il casino principale.
Fine.
Terzo colpo di scena (eventuale)
Questo, quando c’è, è per forza di cose un twist. Le cose non sono come ti ho detto. Bruce Willis in realtà è morto, il cattivo è un altro, sembrava che vincessero i cattivi ma invece no.
Tre atti. Una serie di passaggi.
Tutti questi passaggi vengono ripetuti più volte, spostati, omessi, sottointesi. Di solito vengono ripetuti molte volte, sequenza dopo sequenza.
Possono arrivare con un ordine diverso, possono non esserci o si possono usare all’infinito soltanto alcuni passaggi. I plot secondari possono essere ripetuti fino alla nausea, così come i conflitti e le parti non relative al plot principale.
Lo schema base, il righello, non prevede le ripetizioni, a quelli ci pensi da solo.
Ecco qui il righello senza i miei commenti:

Parte Iniziale.
Situazione di calma iniziale.
Identificazioni ruoli 1
Identificazione ruoli 2
Identificazione Plot principale.
Identificazione Plot secondario.
Conflitto
Primo colpo di scena.
Alla parte centrale.
Sviluppo.
Conflitto.
Secondo colpo di scena.
Parte Finale.
Conflitto.
Risoluzione Plot principale.
Fine.
Terzo colpo di scena (eventuale)

Stampalo. Ti serve per…. IL COMPITO A CASA!
Con il righello in mano, ti devi mettere davanti a un film o a un telefilm. (Funziona con tutto, ma usando film e telefilm è più comodo) Lo devi guardare segnandoti i punti che la narrazione attraversa. Con tua grande sorpresa scoprirai che non sono un pirla. Scoprirai che, con ripetizioni, spostamenti, omissioni, quello che stai guardando segue il righello.
Funziona alla grande con le cose semplici. Un film anni 80 con Chuck Norris seguirà quei punti alla lettera, nell’ordine in cui li ho messi io, ripetendo alcuni punti. Narrazioni più complesse li sposteranno, alcuni li salteranno, altri li concentreranno tutti nella stessa area.
Ma li troverai. Sono pronto a scommetterci.
Quindi scegli un film. Guardalo tenendo il righello davanti, disponendo la storia sui punti del righello. Bastano due o tre righe, giusto per farmi capire se hai capito.
Disclaimer:
Nei miei quindici anni di esperienza, ho sempre trovato dei Furbetti Negazionisti.
Per principio, qualcuno vuole dimostrare che mi sbaglio, e di solito mi tira fuori Lynch, Zio Gigetto e compagnia bella.
Fallo pure, ma perdi tempo.
Fallo pure, ma a questo punto devi anche elaborare un sistema alternativo al mio, sennò non c’è gusto.

Eventuali domande, nei commenti. Grazie.
Se qualche domanda necessita di una risposta lunghissima, verrà trasformata in una lezione 2 bis.

Questioni tecniche sulla consegna dei compiti.
Per i membri: Via mail, all’indirizzo solito.
Oggetto mail: Esercizio 1 di: nome/nick, numero tessera.
Se non consegni entro la prossima lezione, giovedì 9 dicembre, perdi un bonus zilla.
Per gli osservatori: Possiamo parlarne nei commenti.

36 commenti:

sraule ha detto...

mi fai impressione, ecco cosa.

Massimo ha detto...

Ci sono! E' un esercizio che ho già fatto in passato usando il tuo schema, ma questo pomeriggio mi tiro giù un film e riparto daccapo. Grazie mille!

Angelo ha detto...

Interessante.
Avevo letto qualcosa sul viaggio dell'eroe, ma il tuo righello mi sembra più lineare.
Quasi quasi come secondo esercizio per conto mio prendo una cosa scritta vecchia da me e provo a usarci il righello per vedere se, anche inconsapevolmente, ho seguito questi passaggi.

Luca Bonisoli ha detto...

Complimenti, sai davvero spiegare cose complicate in modo semplice! ^__^

KoKo ha detto...

Mi capita spesso, da lettore/spettatore, di trovarmi ad anticipare battute o intere sequenze di film/romanzi di genere. Pur sapendo che ci sono delle "regole" da seguire alcune cose mi infastidiscono, i passaggi di raccordo non li reggo, mi annoio...per questo un romanzo/film di genere per prendermi deve essere veramente scritto bene.

Io ho un problema, quando inizio a percepire schemi mi annoio, anche se le cose le faccio io. è gravissimo? Nella musica ho cercato di illudermi di trovare schemi miei (che magari sono uguali agli altri, ma camuffati =)) vale?

domanda becera per i compit a casa, posso prendere una puntata a caso di una serie? (visto che ultimamente ne sto vedendo un bel po'?)

Simone ha detto...

noto con piacere che anche nel post del 2007 accenni al manuale che stavi finendo :) è un po' come il galeone di Dylan Dog!
comunque sul discorso dei 3 atti ci riflettevo già da un po'... In alcune commedie ammericane (ti presento i miei, hitch, ecc.ecc.) è un meccanismo lampante: atto primo lui incontra lei e si piacciono.
atto secondo: lui fa qualcosa che lei travisa e non si parlano più. Atto terzo: lui fa qualcosa in modo da fare capire a lei che in realtà non è come sembra e c'è il lieto fine.
In altri film è meno lampante, e mi veniva da pensare: sono veramente in 3 atti o siamo noi che per comodità cerchiamo di ricondurlo a quello schema?
Adesso proverò a guardare qualche film col righello per capire meglio, quello che però mi salta all'occhio è che il secondo atto è più lungo degli altri due messi insieme

[c]* ha detto...

cavolo, ma tu il tuo cervello numero uno lo riesci ancora ad usare? non ti si mette comunque in moto il due, in becgraund?

perché io no. e mi godo pochissima roba.

tipo, medmen ha una narrazione che anche col secondo cervello non ti rovini nulla, in lost baravano, quindi potevi avercene pure tre di cervelli. ma per quasi tutto il resto è un disastro.

tipo, walking dead è scritto così da manuale [non dico né bene né male, da manuale] che sai prima anche le inezie, anche gli episodi successivi. tutto, mica solo la trama.

Rouges-1973 ha detto...

E io che credevo di avere dei poteri di preveggenza.....
Una carriera da indovino stroncata cosi.....

Rouges-1973 ha detto...

Professore, ma il righello è colpevole anche della percezione del tempo che abbiamo mentre si guarda o si legge???
Dire: questo film è lento, può essere legato ad un'erronea scelta degli eventi sul righello???

Aleagio Vaccarezza ha detto...

I Buoni Vecchi Tre Atti.
Mi piacciono spiegati così, chiamandoli righello si capisce che sono qualcosa di pratico e non qualche costante universale che sgorga dall'inconscio collettivo (vedi viaggio dell'eroe).
Sono sempre stato dell'idea che lo schema dei tre atti sia come la struttura strofa-ritornello nelle canzoni: si può fare musica in un milione di modi ma se vuoi fare una canzone pop con strofa-ritornello vai sul sicuro.

Anonimo ha detto...

una domanda "Lo schema base, il righello, non prevede le ripetizioni, a quelli ci pensi da solo"

Intendevi quellE o mi sfugge qualcosa?

Futaba

Hanuman ha detto...

ho una domanda sull'identificazione dei ruoli: se io mostro un personaggio a inizio storia, senza dire niente di lui, è già identificazione solo per il fatto di introdurlo? o lo è nel momento in cui sto un po' chiarendo qual è il suo ruolo (ovviamente, il suo ruolo iniziale) all'interno della vicenda? Faccio un esempio pratico sul film su cui mi sto esercitando, Calamari Wrestler. Nella sequenza iniziale vediamo un personaggio vestito in modo improbabile che guarda un incontro di wrestling con grande interesse. Qualche scena più avanti, capiamo che tale personaggio è il manager del protagonista, un calamaro gigante che vuole entrare nella lega dei lottatori. L'identificazione si ha con la prima scena o con la seguente? Il "chi è", insomma, si basa su suggestione o spiegazione?

Ant ha detto...

Mr. D, nel seguire il righello dobbiamo riportare anche le ripetizioni o basta identificare una volta sola ogni fase?
Poi: se non riesco ad identificare un passaggio lo devo far presente?

daddawan ha detto...

Una domanda: ma il righello applicato ad un telefilm si applica alla singola puntato o a tutta una stagione? Perchè l'identificazione dei protagonisti, tolta la prima puntata di solito non viene ripetuta, o sbaglio io?

Manuel Colombo ha detto...

da osservatore:
se ho capito bene il righello non centra niente col montaggio, nel senso, la calma iniziale può essere un flashback alla fine del racconto che inizia col casino di un plot secondario.

giusto?

Diego Cajelli ha detto...

Risposte per tutti!
:-)

Lo sapevo che sarebbe venuta fuori la faccenda de "Il viaggio dell'eroe".
Anzi guarda, ci faccio un post apposta dopo.

@Koko
Puntata a caso, ok.
Le identificazioni però saranno già avvenute in episodi precedenti.
Sull'anticipare, è una questione legata al modo con cui la storia viene raccontata e le infinite variabili che compromettono il patto di complicità.

@C
Si e no. Alcune cose non le reggo nemmeno con il cervello di quando avevo 8 anni.

@Rouge
No. La "lunghezza" è data da altri fattori. Il primo è la durata delle sequenze, poi ci sono i ritmi di dialogo, i cambi di inquadratura, etc..

@Aleagio.
Hai capito alla perfezione il "senso" del righello.

@Futaba.
Errore di battitura. Intendevo LE

@Hanuman.
Capisci che non è una "comparsa"?
Allora si.
Poi, quando si ripete il punto, verrà approfondito.

@Ant
Basta un pezzettino, non tutto tutto.

@Daddawan
Nel seriale, le presentazioni "grosse" si fanno una volta sola.
Però, occhio, se le psicologie dei protagonisti cambiano, evolvendosi, le identificazioni vengono ripetute.

@Manuel.
Sì!

GIANPIERO ha detto...

GRANDE LEZIONE, STASSERA PROVERO' IL RIGHELLO GUARDANDO ROMANZO CRIMINALE E CERCHERO' DI METTERLO IN PRATICA

GIANPIERO

Cobalto ha detto...

fantastico, stasera provo subito a prendere le misure, per il film è chiaro ma per il telefilm non mi è chiarissimo, in identificazione ruoli 1 prendiamo i protagonisti pensando alla serie totale più eventuali protagonisti di puntata (oppure prendiamo i protagonisti di puntata che nella maggior parte dei casi coincidono con quelli della serie), per i ruoli 2 prendiamo gli antagonisti in puntata e per il resto ci basiamo sullo svolgimento di tutta la puntata. è corretto? poi un'altro dubbio, quando dobbiamo essere approfonditi nella descrizione delle varie parti?

St. ha detto...

Gran bel post, Diego. Davvero. A cui mi piacerebbe aggiungere una cosa scritta da David Mamet nel suo bel saggio: "Bambi contro Godzilla!" a proposito del modo in cui raccontare una storia:
"c'era una volta, e poi un giorno, e proprio quando tutto sembrava andare per il meglio, e proprio all'ultimo minuto, e vissero tutti felici e contenti. Punto e a capo."
Poi Mamet fa anche un esempio:
"C'ERA UNA VOLTA
C'era una volta una donna povera ma onesta che viveva nella foresta con il figlio jack.
E POI UN GIORNO
I soldi finirono e Jack fu costretto a vendere la mucca.
La mamma mandò Jack alla fiera.
Strada facendo incontrò un uomo che gli propose un affare: la sua mucca in cambio di cinque fagioli magici. Il ragazzo accettò tutto contento e tornò a casa per dare la bella notizia alla madre,
E PROPRIO QUANDO TUTTO SEMBRAVA ANDARE PER IL MEGLIO
Lei, dandogli dello stupido, gettò i fagioli fuori dalla finestra e, in lacrime, andò a dormire.
Anche il ragazzo andò a letto. Nottetempo i fagioli misero radici e crebbero fino al cielo.
Al risveglio, Jack si arrampicò sulla pianta di fagioli e scoprì, tra le nuvole, il castello di un gigante. Vi entrò e vide tesori oltre ogni immaginazione. C'era un'arpa d'oro e un'oca che deponeva uova d'oro.
Pensando di farsi perdonare, afferrò l'oca e fece per tornare. L'animale iniziò a stridere e svegliò il gigante che si mise a rincorrere il ragazzo.
Il gigante era sempre più vicino e Jack si lanciò sulla pianta di fagioli e iniziò a scendere.
Il gigante si avventò su di lui ruggendo e la fine di Jack era ormai prossima.
E POI ALL'ULTIMO MINUTO
Jack arrivò a terra, afferrò un'accetta e tagliò la pianta di fagioli: il gigante precipitò al suolo e morì.
E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI."
Secondo Mamet possiamo applicare questo modello ad ogni storia.
Un abbraccio.

St. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Andrea_DM ha detto...

Bell'intervento, senza le basi non si va da nessuna parte.

Ora sono proprio curioso di vedere se funziona ^__^ .

Andrea ha detto...

Senti Diego...

Ho una domanda anch'io:

Il righello che hai spiegato si può mettere a paragone con "l'omega"? (punto iniziale della storia - svolgimento e parte finale?). Se non mi sono spiegato ti mando poi una 'mela'.

P.s. Mi hanno fregato la brioche prof! Vado in presidenza a fare casino!

vergil0909 ha detto...

Lezione fantastica Diego! Ora scelgo il film e presto avrai la mia mail! Sei fenomenale! Complimenti!

Curioso ha detto...

Quindi compiti consegnati in privato.
Meglio così.
Che poi lo so come funziona in questi casi : "non si parte da lì, non barare" "và qui che bel righello" "il mio righello è più lungo del tuo".
Meglio di no.
Che son cose che segnano.

knucklehead ha detto...

feego.

a questo punto mi interesserebbe leggere una tua digressione sui concetti di "sviluppo orizzontale" e di "sviluppo verticale" in ambiente seriale.
qualcosa hai già accennato in questo post.

problema mio: trovare un film (feego, che mi riguardo volentieri) da analizzare secondo il righello. che non sia banale, ma che non sia nemmeno Lynchiano. mediterò, mediterò...

Lukino's pictures ha detto...

Io vado pochissimo al cinema,il motivo è che non trovo neanche un film che riesca a farmi scervellare quando lo vedo.

Sono andato a vedere l'ultimo Harry Potter ( ma forse non vale perchè è abbastanza commerciale come impostazione di una storia)
ed ero esattamente 5 minuti più avanti del film...
ti fai un idea di come è composta una storia,ma è fastidioso,ti rovini la scena successiva.

Secondo la mia personale opinione l'hai spiegato benissimo.

Dario ha detto...

mentre facevo il compito mi e' venuto in mente memento.
E' un caso di righello rovesciato?
Righello mentitore in cui alcune cose sono definite male apposta per ingannare il lettore?

E' banale e in realta' se non l'avessi visto con gli occhi smaliziati di un 17enne :| l'avrei capito?

E' una sorta di narrazione autoriale che si incastra su se stessa come l'anello fatto con la carta che sembra avere 2 facce ma in realta' ne ha una?

Mauro ha detto...

@dario anche se la storia in Memento procede alla rovescia il righello invece direi che continua a funzionare per dritto... identificazione dei ruoli, plot principale etc etc

Cobalto ha detto...

ho un altro dubbio, come distinguiamo il plot principale dal plot secondario, non si può fare qualche esempio per evidenziare questa differenza?

Mia ha detto...

Bellissima lezione, davvero davvero. L'ho letto un paio di volte, credo che lo farò anche una terza, ogni volta mi si apre un cassetto diverso, poi passerò ai commenti. Domani mi spaparanzo sul divano e faccio i compiti.

Vero, verissimo, ma non devo certo dirtelo io, del cervello che si sdoppia, a me succede con i libri, continuamente.

rae ha detto...

una domanda. Ho inviato il compito e mi hai inviato un esempio di righello applicato su un frammento del film sabrina. Ne deduco che il righello si puo' applicare sia su un'opera nel suo intero, sia su frammenti della stessa. righelli dentro righelli dentro righelli. La mia risposta è si, quindi le storie sono frattali? mi sembrava interessante

GIANPIERO ha detto...

HO PROVATO IL TUO RIGHELLO CON LA 5°PUNTATA DI "THE WALKIN DEAD". ESSENDO LA SERIE GIA' COMINCIATA I RUOLI ERANO GIA' STATI SPIEGATI, MA IL RESTO COMBACIAVA ALLA PERFEZIONE.
ESSENDO UNA SERIE ANCORA IN CORSO C'E' UN SUSSEGUIRSI DI CONFLITTI E COLPI DI SCENA,FINO ALLA FINE DELLA PUNTATA CHE SI CHIUDE CON UN ALTRO COLPO DI SCENA CHE VERRA' RISOLTO NEL PROSSIMO EPPISODIO E COSI' VIA.POI CI HO PROVATO CON UN ALTRO FILM, MA QUI MI E' RISULTATO PIU' DIFFICILE SEGUIRE IL RIGHELLO, IL FILM IN QUESTIONE E' "LA PRIMA LINEA".L'HO TROVATO UN FIL PIUTTOSTO LENTO E MI RISULTAVA DIFFICILE INDIVIDUARE I CONFLITTI CHE AVREBBERO DOVUTO PORTARE AI COLPI DI SCENA.

marcello ha detto...

Il righello così come ci è stato fornito "righella" sicuramente l'intero film, le macro aree narrative.
Ogni elemento del righello, tuttavia, può essere ripetuto, all'interno del film (Conflitti, colpi di scena, sviluppi). Il righello deve "vestire" il film che scegliamo, non dobbiamo adattare il film al righello base (anche se è comunque un inizio per capire la sua funzionalità). Mi sembra.

Mirko ha detto...

DOMANDA:

volendo estremamente sintetizzare è corretto affermare che il conflitto incasina, il colpo di scena risolve, e lo sviluppo sta in mezzo?

Passante ha detto...

ma per chi non partecipa poi è possibile postare nel blog degli estratti di "righelli" più riusciti e meno riusciti in modo da avere degli esempi a cui fare riferimento?

daniele barbiero / cyan ha detto...

Ligio alle istruzioni, faccio qualche domanda:


Premessa probabilmente inutile: rispondi solo se hai tempo / voglia / possibilità, è probabile che ottenga comunque delle risposte dalle prossime lezioni


1) Quindi (ho letto il post su Sabrina) è possibile anche una Identificazione Ruoli 3, 4 e così via (perché mi sa che li ho visti ma non li ho messi)?

2) Stessa domanda per il Plot Secondario, con una aggiunta.

Il Plot Secondario o i Plot Secondari identificano delle vicende sulla breve distanza?

...Del tipo, c'è un problema, si supera il problema, vai al prossimo problema...

...Oppure è una sorta di Plot B che si intreccia al Plot A?

A. Homer diventa sindacalista dopo che la centrale nucleare minaccia di sospendere la convenzione odontoiatrica e

B. Lisa deve mettere l'apparecchio per i denti e senza convenzione odontoiatrica è costretta a metterne uno bruttissimo.

Detto in altri termini: il Plot Secondario scorre parallelo al Plot Principale oppure il Plot Principale è costituito da una serie di aperture e chiusure di Plot Secondari che mandano avanti la trama principale?

3) (egoisticamente, questo riguarda il mio compito in particolare) ho beccato il Secondo Colpo di Scena nel Gladiatore?

Dopo X volte che guardi un film io non sono più tanto sicuro di cosa costituisca un colpo di scena.

Tendo a pensare che i due colpi di scena racchiudano la Parte Centrale.

Il che mi porta a una domanda subordinata: ci sono solo due colpi di scena nel righello?

Grazie ancora :)