lunedì, novembre 22, 2010

Cose che non capisco N° 1.723.432


Vicino a un posto che bazzico spesso c’è un negozio di abiti usati. Ha dei prezzi imbarazzanti, tipo che se compri degli abiti nuovi li paghi di meno. Sarà colpa del vintage. Però no, perché una volta a Londra, dalle parti di Neal Street sono entrato in un negozio di abiti vintage e stavo per comprare un chiodo anni ’80 per 15 sterline. Poi ho desistito perché mi hanno detto che sembravo James Belushi cinquantenne in un telefilm dove voleva fare il giovane. Ma sto divagando, il punto non è questo.
Il posto di fianco al negozio di abiti vintage lo frequento spesso, almeno tre volte al mese da anni, anni e anni.
Per un motivo o per l’altro la vetrina vintage la guardo sempre. Da anni, anni e anni.
Posso dire con relativa certezza che gli abiti in vetrina sono sempre gli stessi almeno un lustro.
Lo so che non sono cazzi miei, però io non capisco.
Non capisco come fa uno a mantenere un negozio di abiti usati in centro senza vendere nemmeno un calzino. Occhei, se vendi quel giubbottino in vetrina a trecentoeuri ci paghi almeno la luce, però quel giubbottino è lì da talmente tanto tempo che ormai lo chiamo Agenore e lo saluto quando lo vedo.
Da qui l’idea che quello sia un negozio di copertura, sotto il controllo del racket degli hipsters.

10 commenti:

Pog ha detto...

sotto casa mia (roma) ci sono bar che nonostante l'alto volume di affari, non rinunciano mai alla bisca sul retro.
E' un fatto culturale. Che c'è la bisca lo so io, tutti quelli che ci passano, la polizia, i carabinieri.
Ogni tanto ripuliscono, cosi. Si fa un gran ridere insomma.
Comunque un negozio di abiti non so se gli conviene aprire una bisca, magari tengono droga vintage nel magazzino.

La ele ha detto...

Possibile.
Possibilissimo!

La ele

Scintilla ha detto...

C'è un negozio dalle mie parti che mi desta analoga curiosità. E' persino peggio del caso da te citato: vende vestiti trendy e firmatissimi (300 euro un pantalone, per capirci), ed ha vicino solo un discount frequentato da rumeni e vecchiette del quartiere.
E' aperto da anni, cambia la vetrina due volte l'anno e non ci ho MAI visto un cane dentro a fare acquisti.
"Ci ripuliscono il denaro sporco" sospetta la vicina. Solita vecchia solfa: come lo ripulisci il denaro sporco, se non c'è un'anima che compra qualcosa dandoti in cambio denaro pulito? Col servizio lavanderia?

Misteri che resteranno irrisolti. Potrei chiedere alla commessa, ma è sempre lì indaffarata a farsi le unghie.

Sir J. Leone ha detto...

Probabilmente, se non vende davvero nulla, quando ha aperto era un negozio all'avanguardia!Poi è diventato vintage con il tempo!!

Locomotiva ha detto...

Ho i miei dubbi sia il racket: quelli sono attenti ai costi vivi, e l'affitto pesa.

Sospetterei uno dei non rari casi di RDF che girano anche per legatorie artigiane e negozi di composizioni di fiori secchi.

RDF sta per Ricco Di Famiglia, ovviamente.

Almeno, gli danno la polvere, ogni tanto, al povero Agenore?

Anonimo ha detto...

l'RDF mi sembra una spiegazione eccellente.
x
mia

Anonimo ha detto...

come la macelleria aperta di giorno, di sera, di notte e chiusa quandoparealloro, vicino a casa mia...

Daniele Di Nicuolo ha detto...

E' quello infognato nelle viuzze tra via Torino e Corso Italia?
Cmq, può essere che il negozio sia di proprietà, e non dovendo pagare l'affitto, riescono a tenerlo aperto con le poche vendite che fanno. Oppure hanno un sito internet.

rae ha detto...

ma è il napoleone? che immagino sia quello di cui dice daniele. PErchè se è il napoleone, vero che nonlo frequento da qualche anno ma ai tempi aveva prezzi ottimi (a differenza invece de lo specchio di alice che ha sempre avuto prezzi assurdi per l usato)

Anonimo ha detto...

Sinceramente i negozi vintage mi ispirano simpatima ma qua a Firenze ho l'impressione (anzi due) che si tratti di cose vintage ma che richiamino le cose che vanno ora all'incirca, a parte qualche cappotto, o borsetta o occhiale, se ci entri nn trovi roba davvero stilosa, almeno che la media del passato nn sia taleo oggigiorno. Ce ne sono tanti, troppi. Poi ci son quelli che proprio vintage nn sono MA hanno occasionalmente cose fighissime tipo i pantaloni di lana (che pizzica) DAVVERO DAVVERO anni '60, cin tanto di cartellino anni '60 con le taglie anni '60. (pare che per 42 si intendesse un taglia davvero forte) Ah! Vecchi fondi di magazzino!!
Uno davvero vintage che conosco è il Ceri, così vintage che ha vestiti o parti di abiti o scarpe dell'Ottocento. Tute da operaio inizio secolo.Giubotti da aviatore, quelli col pellicciotto dentro ma anche cose più vicine a noi tipo lo spolverino Hugo Boss (credo) che fece gola al mio ex per soli 50... Recentemente Piero Pelù vi ha esposto suoi vecchi vestiti in vendita per beneficenza...
Certo in una città come Fi il Ceri prospera per DUE motivi:
uno perchè ha anche il negozio di antiquariato ed è ben inserito nell'ambiente vintage; due: perchè a Fi ci sono ancora signore e signorine "bene" che spendono..GH!
Però me il vintage NON piace per principio! Costa esageratamente, è elitario e quindi io vado nei falsi vintage, ovvero quelli che vendono fondi di magazzino, no, dico, un cappotto in vero velluto blu stile montgomery a 60€? Oppure i sopracitati pantaloni di lana a 29€.
Viva il robivecchi!!! Ed i mercatini dell'usato!
(quelli che ancora resistono)

ISA