giovedì, settembre 16, 2010

Fumetti: il presente del futuro.



E allora, siccome tutti mi dicono iPad di qua, iPad di la, editoria elettronica di sopra, ed editoria elettronica di sotto, sono andato a fare una banalissima ricerca.
Il fascino dell’oggetto lo capisco, capisco anche che sicuramente è il futuro, che risolve un sacco di problemi di spazio ai lettori che leggono tanto. Per me sarebbe una vera manna. Figurati, la mia libreria è a forma di U con un lato più corto. Il lato lungo è cinque metri. E’ alta da pavimento a soffitto e periodicamente regalo o metto in cantina i fumetti o i libri che non ci stanno più.
Il potenziale mi è chiarissimo. Ma con il potenziale ci facciamo soltanto le pippette, tra l’altro delle bellissime pippette fatte tra di noi.
E' un piacere farsi dei gran discorsoni tra di noi, qui nel circolino del fumetto assassino, ma se è di un nuovo mercato che si parla, bisogna perlomeno sentire anche l’altra campana.
Quella dei lettori.
Non i lettori “forti” che già da soli sostengono tutta l’editoria cartacea.
La mia banalissima, stupidissima ricerca è stata leggere i commenti degli utenti “normali” alle varie proposte di fumetti per iPhone, iPad e iPod nello spazio commenti di iTunes.
Dopo una mezz’oretta, mi è esplosa una domanda:
- Scuusaaatemi, ma prima di dire che tra 10 anni la carta stampata sarà morta, qualcuno ha preso in considerazione quello che ne pensano gli utenti? Non dico i futuristici utenti del resto del pianeta Terra, ma proprio proprio gli utenti italici?
Capisco che siamo nel pieno della frenesia da nuovo giocattolo, però, cazzo…
Se è gratis tutto bene. Ma prima o poi bisogna metterci un prezzo a quella roba, giusto?
Ecco.
Leggo che per molti 75cent per un fumetto sono troppi.
No dico, settantacinque cazzo di centesimi. A Milano non ci compri nemmeno un caffè.
75 cent sono percepiti come: “scandalosi per un fumetto” , si dice che: “Non possono guadagnarci così tanto”. Eccetera, sempre con i toni di uno a cui hai appena rigato la macchina.
C’è gente che si è messa a fare i conti della massaia Carmela, che vanno benissimo se devi sfamare dieci figli e un marito, ma a me risultano bizzarri se si tratta di roba da leggere su un supporto che hai pagato un botto. (Per cui i soldi li hai, o coglione. Li hai tirati fuori per avere il tuo cazzo di status symbol digitale con cui giochi a solitario.)
Discorsi tipo:
- Però, se un fumetto in edicola lo pago XXX e contiene Y storie, perché devo pagare –Z e avere una storia sola? Ladri!
In più, è come se chi propone il prodotto si accollasse anche i problemi tecnici di chi quel prodotto lo riceve. Ovvero, nel mondomedio, la lentezza del download è dovuta a chi trasmette il contenuto e non alla situazione in cui si trova chi quel determinato contenuto lo riceve.
I commenti dipingono una percezione del prodotto ancora peggiore rispetto a quella del cartaceo.
Semplice. Per l’italico mondomedio, internette ti deve dare le cose aggraaaatis.
Pur di avere le cose aggraaaatis sono disposti a scaricarsi un film ripreso al cinema con la videocamera dei Gormiti. E se lo guardano anche. Con le teste di quelli davanti, le risate del vicino e l’inquadratura sbilenca che balla la rumba.
L’editoria elettronica sostituirà quella cartacea?
Sicuramente. Nel resto del mondo forse tra dieci anni, ma qui da noi ne serviranno almeno 20.
Bisogna aspettare che imparino a leggere quelli che non stati cresciuti con la forma mentis che internette ti da le cose aggraaatiss.
Vogliamo fare i fumetti aggratisss perché è fighissimo leggerli su un supporto elettronico?
Allora serve la pubblicità.
E se serve la pubblicità, torniamo al mio discorso iniziale iniziale, bisogna cambiare la percezione del fumetto come media.
Se qualcuno deve investirci sopra, non può essere percepito come un prodotto per nerd sottosviluppati o un opera per aspiranti premi nobel della cu-cu-cultura.

20 commenti:

Lanterna ha detto...

Leggevo obiezioni simili nelle recensioni a un fumetto della Rizzoli (quello dei Carofiglio): come si fa a farmi pagare 15 euro un fumetto? Peccato che lo stesso volume, se fosse stato pieno di parole scritte e basta (magari semplicemente la sceneggiatura di quello stesso fumetto), non avrebbe suscitato nessuno scandalo se venduto allo stesso prezzo.

rae ha detto...

benchè a riguardo la pensi piu' o meno come Lynch, avremo un fumetto con product placement?

Un ulteriore evoluzione rispetto a pic nic, che da fornarina era solo sponsorizzato. Pero' si, dovrebbe cambiare la percezione del fumetto, perchè anche chi investe lo vede come un prodotto per sottosviluppati. Secondo me collassa tutto

Valentino Sergi ha detto...

e poi ci troveremo sull'ipad shoppe agraaatis solo le versioni pirata: fotografie sbiadite e storte delle tavole a matita :D

:A: ha detto...

[Allargo il discorso e vado OT con una citazione:

"Alla base dello scaricare musica e libri c’è un furto. Ma detta così suona male. Nessuno vuole rubare. Così diciamo che alla base dello scaricare c’è un Diritto. Il Diritto alla Condivisione Del Sapere. [...] Il mio libro non è solo carta e inchiostro è il mio tempo e il tempo di tutti quelli che ci hanno lavorato. [...]"

"Non è che spacciare per Diritto un furto non significhi, in qualche modo, modificare la PERCEZIONE del lavoro?" [...]
Vedete, se tutto questo fosse vero, se davvero la percezione del lavoro andasse a puttane allora quello che sta succedendo al musicista, allo scrittore, al regista, bè, cari miei, potrebbe succedere a chiunque.
E non parlo di precarietà. Non parlo di sputi in faccia. Parlo di valore del lavoro. O meglio, parlo di plusvalore azzerato. Se questo fosse vero, significherebbe tornare ad inchinarsi ai signori feudali. Si ritorna dritti al Medioevo."

Qui i link:
http://wunderkindtrilogy.blogspot.com/2010/02/at-pulse-of-kapitulation-8-di-9.html
http://wunderkindtrilogy.blogspot.com/2010/02/at-pulse-of-kapitulation-9-di-9.html

Gli scrittori di fantastico e i fumettisti dovrebbero parlarsi. Mi sembra che il problema di far cambiare la percezione che quello che si scrive sia cacca sia comune. Anche se per il fumetto è ovviamente più grave, dato che appunto...è "sempre" troppo costoso. E' percepito proprio come cacchissima. Fine OT]

:A: ha detto...

L'OT era per dire COL CAZZO CHE I FUMETTI GRATIS.
La professionalità va riconosciuta.
Se li si concede gratis, non si fa altro che avallare la percezione che sia robetta, anzi che sia merda.
E tra l'altro, si crea un precedente per cui vedi l'OT di cui sopra, ovvero che la professionalità non viene riconosciuta e non ha valore.
Col cazzo.

(Non sono così ingenuo da pensare che si possa impedire/fermare la pirateria. Ma almeno non avalliamola, cazzo.)

Valentina "TYN" Sgaggero ha detto...

Siamo stati abituati dalla televisione italiana ad avere intrattenimento gratuito (apparentemente: in realtà è pagato dalla pubblicità).

Dubito che un eventuale pubblico di massa per i fumetti sarebbe interessato al plusvalore dato dall'autore, dal lavoro che c'è dietro, o altro. Sono cose per gli appassionati, che sono sempre una nicchia.

Il pubblico vuole l'intrattenimento, ma non vuole pagarlo. Si scarica i film (e i libri), e pretende di pagare poco o niente i fumetti.

Due possibilità, per come la vedo io.

Gli dai tutti i fumetti che vuole, fatti bene, a costo zero. Faccio un esempio: fumetti in rete, gratuiti per il lettore, l'autore si ripaga con inserzioni pubblicitarie.

Per alcuni webcomic americani ha funzionato, e - sono di parte - nel mio piccolo cerco di farlo anch'io. Nessun lettore si è mai lamentato per la pubblicità.

Se si vuole andare sul cartaceo, free press a fumetti (anche se personalmente dubito che una cosa come Pic Nic possa andare da qualche parte).

Altra possibilità: dare al pubblico qualcosa per cui sia disposto a spendere, innescare l'acquisito "emotivo".

Finché un fumetto viene considerato solo come il lavoro (poco, nella testa del pubblico) che è stato necessario a produrlo, scattano i meccanismi che te lo fanno valutare come un paio di scarpe.

Mostra un fumetto al pubblico e convincilo che può offrirgli intrattenimento e coinvolgimento. Che ha qualcosa di interessante da raccontargli. Qualcosa che magari riguarda l'esperienza personale del potenziale lettore. Il pubblico (si spera) supera l'ignoranza nei confronti del media e si interessa non tanto al fumetto in quanto fumetto, ma "a quella storia lì", incidentalmente a fumetti.

Parlo di un eventuale pubblico di massa. Passione e attenzione ai dettagli possono arrivare dopo.

IMHO.

Andrea ha detto...

Scuuuusaaate ma qui si sta sbagliando tutto...

Per me portare i fumetti, libri ecc... su iPad sarebbe una cazzata allucinante.

Ancora, ancora abbinare e-comics con i fumetti cartacei potrebbe avere un senso e forse acquisire qualche nuovo lettore ggggiovine ma sostituire del tutto la carta, assolutamente no. (Peggio secondo me che tagliarsi i coglioni da soli).

Immaginatevi la scena del bambino di otto anni che va dalla mamma e gli dice:

- Mamma! Mamma! Voglio iniziare a leggere i fumetti! Me lo compri Topolino?

- Certo amore! Eccoti qui due euri!!!

- Uei! Bella Ma'! Ma mi hai preso per un barbone!?! Mi ci servono prima 400 sacchi per comprarmi l'iPad!

- Coooosa!?! Amore, lascia stare i fumetti che son da sfigati! Metti da parte i soldi e tra dieci anni andrai a pippare coca nelle disco come fanno tutti i tuoi amici!

- Ok Ma'! (Sigh!)

Anonimo ha detto...

Uno degli argomenti poco affrontati in queste discussioni è proprio il supporto: l'Ipad si scarica, si rompe, va aggiornato, verrà soppiantato da altre piattaforme e costa una barca di soldi. I libri e i fumetti no. Senza considerare i fumetti su Ipad, come d'altra parte i web comics, tutto sono tranne che fumetti.

Anonimo ha detto...

Uno degli argomenti poco affrontati in queste discussioni è proprio il supporto: l'Ipad si scarica, si rompe, va aggiornato, verrà soppiantato da altre piattaforme e costa una barca di soldi. I libri e i fumetti no.

disma ha detto...

a me è capitato di leggere roba marvel su iPad, bello, comodo e non mi costringe ad usare la casa di mia madre come archivio per i miei fumetti, però perdi la visione d'insieme, perdi la doppia pagina, è meno immediato se vuoi tornare ad una vignetta precedente, molto macchinoso. Guadagni in spazio ma perdi in godibilità e sinceramente per l'evoluzione tecnologica di adesso secondo me non c'è ancora paragone tra il fumetto da edicola e quello da iPad. A breve termine non credo che prenda piede e a lungo termine, quando sopperirà alle mancanze attuali credo sia giusto che i prezzi vengano aumentati in relazioni a quelli cartacei

Fabio D'Auria ha detto...

Dite ai "regazzini" che i film (e la musica, e i fumetti) che piratano non sono aggratis, c'è il babbo che caccia 40euro al mese di connessione internet.

:A: ha detto...

Fabio: quella somma è per il mezzo.
Continuano a scordarsi che quei contenuti che vogliono gratis li fa qualcuno che lavora e che va (non dovrebbe essere, VA) ricompensato per il suo lavoro.

Fabio D'Auria ha detto...

Si non lo metto in dubbio per carità.
Ma prova a parlare con un adolescente che (come dice Diego) si guarda soddisfatto il suo film "CAM", ti dirà di quanto è figo lui a guardarsi i film senza dover pagare il cinema come "noi" stupidi.

:A: ha detto...

So che è una mentalità che ha prevalso e non credo che si riuscirà a sradicare (tra l'altro: non è mentalità solo degli adolescenti).
Dico solo che non va "riconosciuta". Se concedi contenuti gratis, automaticamente dai loro ragione. Questo non vuoi farlo.
Tanto se non c'è volontà d'acquisto, NON sono comunque potenziali lettori, fine.

Comunque il problema secondo me esula dal discorso fumetto e va a comprendere appunto un'idea che "non ci sia/non è riconosciuta" la professionalità.
E se questa mentalità perdura, semplicemente NON varrà più la pena di investire nell'entertainment, fare entertainmente non sarà più professione: ci sarà solo UGC disponibile gratis per tutti.
Tanto stiamo constatando un po' tutti che sulla qualità ci sono poche pretese, quindi l'UGC basta e avanza.

Anonimo ha detto...

Tutte le volte che in passato sentivo commenti negativi sul disegnare fumetti, purtroppo mai dal vivo (l'unica volta che mi accadde ero troppo GGiovine per replicare e si parlava di Mignola) insomma mi sorgeva in mente una domanda, semplice semplice da porre al criticone di turno "Senta, me la disegna un grattacielo in prospettiva a volo d'uccello? O uno stick man in prospettiva, dal basso, faccia lei la situazione nella vignetta...No, eh? Vabbè, ed una signorina con TUTTE le proporzioni a posto vista dal basso, dall'alto, di tre quarti? Ok, un tavolo? In prospettiva centrale?"
Spero un giorno di poter vivere questo momento...Il fatto è che nella maggioranza dei casi, nessuno dei criticoni SA disegnare, SA cosa sia il disegno, SA cosa sia disegnare una tavola...In certi casi 'sti qua nn sanno nemmeno cosa sia scrivere un libro! O semplicemente FARE arte, checche sia arte. (ma anche l'artigianato)
Secondo me occorre metter con le spalle al muro certa gente, almeno per quel che riguarda il lavoro in sè sul fumetto, ovviamente chi ottuso è ottuso resta...

ISA

boris battaglia ha detto...

‎"Le droit d’auteur, vraiment c’est pas possible. Un auteur n’a aucun droit. Je n’ai aucun droit. Je n’ai que des devoirs. Je suis contre Hadopi, bien sûr. Il n’y a pas de propriété intellectuelle". JLG

:A: ha detto...

Boris: bella citazione del cazzo.
Godard evidentemente era ricco di famiglia, o a un certo punto ha fatto i soldi e poteva permettersi di sparare certe stronzate.
Poi se non capite che se si comincia a NON retribuire il lavoro di una categoria di lavoratori (di questo si parla), si crea un precedente. Si parte da chi lavora nell'entertainment, ma poi si arriva anche alle altre categorie.

Anonimo ha detto...

Ci sono un bel pò di artisti che stanno rivedendo se nn rifiutanto il concetto di diritto d'autore, di solito sono scirittori e similia...mi viene in mente una cosa:gli scrittori normalmente prendono una cosa che si chiama anticipo, o mi sbaglio? Gli danno una somma considerevole per ottenere il permesso di pubblicare il libro o il disco...Sarà per questo che si possono permettere di rinunciare al copyright?
Intanto chi qui è contrario ai diritti d'autore ed al vile denaro mi spieghi come paga carta, inchiostri, pennepennarelliepennini, gomme e tutto l'ambaradan moderno e/o tradizionale deldisegnatore e ore e ore (e giorni se non settimane o mesi) passate a disegnare (in certi casi anche a colorare) invece di trovarsi un "lavoro serio" con cui pagare le bollette -e magari l'affitto- sopratutto quella elettrica visto che il pc (a meno di nn averne con tecnologia led) assieme ad eventuali annessi e connessi consuma abbastanza elettricità.
Oltre la fatto che, suppongo, mangiate.

Ma se pagano fior fiori di quattrini gli scrittori, i grafici, e certi artisti moderni, perchè cazzo il fumettaro no?

ISA

Rouges-1973 ha detto...

FUMETTI A 75 CENTESIMI!!!
dove e' che devo firmare???
E poi me li salvo su un server remoto e ci accedo con iPhone, iPad, Mac e PC!!!

Trall'altro mi son scaricato l'applicazione x iPhone della Marvel e dell' eura (aurea) edizioni valida la prima, tremenda la seconda. Se potete dateci un'occhio che ci sono anche i fumetti aggratis.....

marcoficarra ha detto...

Secondo me sta tutto nello sfruttare le possibilità che offrono le tecnologie. In una parola molto "apple" Icomics. In ogni caso i fumetti di carta dovranno sfruttare maggiormente le proprie qualità fisiche. Ho immaginato tre modalità di utilizzo del fumetto su IPad mi autocito http://marcoficarra.wordpress.com/2010/07/17/ipad-e-fumetto-o-icomics/