martedì, luglio 06, 2010

Le sorprendenti combinazioni dell'idiozia.



In questi giorni sono martellato da due pubblicità di the freddo.
In una, l’uomo più triste del mondo fa scoppiare una bottiglia e beve il the che gravita a mezz’aria.
Il tutto succede durante un pic nic. Nelle inquadrature finali ci sono i prodromi del dramma. Lo sguardo vacuo e l’espressione di immensa tristezza mentre il babbo solleva l’infante non lasciano dubbi. Sterminerà la famiglia a colpi di ascia.
Secondo spot, altra marca. Lo spot tocca livelli di imbecillità che superano abbondantemente quella del meccanico filosofo che ripara rasoi.
Ho trovato il video sul tubo:



Dato che il concetto è sulle combinazioni inaspettate, forse per giustificare il the freddo al sapore di succo di granchio, in un primo momento, anche da noi, c’era la scena del piccone della vernice e del pappagallo.
Poi è stata levata. Temevano ritorsioni sui piccioni. Sono rimasti i manichini, la carrozzina e i due che limonano.
I due attori si muovono, o perlomeno ci provano, ma sono più rigidi di un palo della luce. Evabbè.
Rimane il fatto che le immagini non veicolano per un cazzo il concetto dello spot. Di fondo c’è uno script scritto allamminchia, e certe cose dalla McCann Erickson non me le aspettavo.
Piccione più vernici uguale pappagallo.
Con uno sforzo enorme, posso anche accettarlo. Non capisco che cosa ci sia di “inaspettato” o non previsto. Dato che torturare volatili con vernici al piombo è illegale, quella parte è stata levata.
Manichini lui più manichino lei uguale carrozzina.
I linguaggi imbizzarriscono, si moltiplicano in malo modo, scivolando su paragoni confusi.
Codice di comunicazione numero uno: I due manichini rappresentano due esseri umani. Una prima metafora visiva. Ma se rappresentano due esseri umani, qualcuno può spiegarmi che cosa c’è di inaspettato se la loro combinazione da come risultato un bimbo nella carrozzina, ovvero il codice di comunicazione numero due che non viaggia su metafore visive?
Al di là dell’assoluta mancanza di senso, rispetto al concetto dello spot, quando inizi con una metafora, devi finire con una metafora, altrimenti è un mescolone di linguaggi senza senso.
Lui potrebbe risolvere, spostando “l’uguale” verso un peluche in una vetrina. Invece no.
Spinge ulteriormente sull’acceleratore dell’idiozia e solleva “l’uguale” verso i due che limonano.
Di nuovo, tornando al concetto iniziale. Che cosa c’è di inaspettato e sorprendente in un ragazzo e una ragazza che limonano duro fino all’applauso?
E poi, volendo fare le pulci alle pulci… Ma come? Lei ti propone di fare sessazza e tu ti accontenti di fare a lingua in bocca. E poi, scusa, cosa pensi che succeda dopo che hanno abbassato la tapparella?

7 commenti:

alessandro diegoli ha detto...

è vero! è uno degli spot più idioti che abbia mai visto, il meccanico delle lamette al confronto è poesia in movimento... e soprattutto, ma che cazzo di posa assume lui quando somma la vernice ai piccioni? sembra che stia cercando la massima concentrazione per una scorreggiona...

Artan ha detto...

E' vero, piaciona e basta. In realta' l'unico messaggio consistente e' che puoi disegnare sull'aria con le dita.

AleLav ha detto...

Io giuro che ho fatto i tuoi stessi ragionamenti O_O solo che a me la Ggente mi da della rompiballe :(

Annanebbia ha detto...

anch'io quando l'ho vista la prima volta sono rimasta molto perplessa. Felice di sapere che non sono stata l'unica!

AleLav ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Ma vogliamo mettere il nostro "Antò, fa caldo!"?

Isa

Artan ha detto...

anto' fa caldo, e' giusto che lo sappiate, l'avete esportato anche qui in Bosnia.