lunedì, luglio 05, 2010

Film due volte.



Ci sono parecchi film che ho visto una volta sola, e ci sono parecchi film che non solo li ho visti una volta soltanto, ma li ho visti taaaaantissimi anni fa.
Allora ho deciso di rivedere quei film che ho visto negli anni 80 del secolo scorso e ci ho capito poco.
il primo è stato La Pelle di Liliana Cavani. L’ho rivisto l’altro giorno.
Ora. Ammetto che da ragazzino vedevo per conto mio dei film che non dovevo vedere per conto mio. E di sicuro La Pelle non dovevo vederlo.
Infatti ci avevo capito poco.
Ma anche adesso a quasi 39 anni non è che ci ho capito molto di più di prima.
A parte cogliere lo sguardo disincantato di Mastroianni, apprezzandone l’impronta italiotica, tutto il resto l’ho trovato un po’ troppo insistito.
Evabbè che la guerra rende tutti perdenti, evabbè che vincitori e vinti si mescolano nella loro bassezza e nel dover tirare a campare, però… Però che palle.
Non ho avvertito una visione di insieme, e il tutto si riduce a una serie di scene, messe una dopo l’altra con l’intento preciso di provocare disagio. Una volta che capisci come funziona, il disagio diventa noia e diventa impossibile avere un rapporto emotivo con i personaggi.
Succede sempre quando invece di raccontare una storia si racconta una tesi. I personaggi diventano personaggi-funzione, e una volta che capisci qual è la loro funzione all’interno della tesi non li consideri più.
I personaggi devono avere qualcosa da raccontare, non qualcosa da rappresentare.
Non avendo letto il libro, non so se questo problema è presente anche nel romanzo di Malaparte, se fossi uno figo ti direi che adesso vado a comprarmelo per avere un paragone. Invece no. Mi frega poco e lo lascerò in libreria.
L’edizione italiana, dove tutti parlano italiano, è da denuncia, oltre a regalare momenti di comicità da antologia.
Visto che TUTTI parlano italiano, il ruolo di ufficiale di collegamento interpretato da Mastroianni, è più che altro un ruolo di ufficiale dei sinonimi.
E comunque, sarò particolarmente rinco, ma le scene della mano e della sirena proprio non le ho capite.

3 commenti:

Manuel Colombo ha detto...

"I personaggi devono avere qualcosa da raccontare, non qualcosa da rappresentare."

questa me la segno e te la rubo.

Alessandro Di Nocera ha detto...

Anche il romanzo di Malaparte è così.

Malaparte col suo gusto per l'eccesso, spesso addiveniva al ridicolo involontario.

leo ha detto...

c'ero anch'io a vedere "la pelle" al tdv. il libro è meglio, fidati, peccato che finora fosse quasi introvabile (io ho un'edizione del 1950 che era di mio nonno), ma sembra che ad agosto dovesse uscire un'edizione nuova - adelphi, mi pare.

mi sarebbe piaciuto un "la pelle" scritto da lansdale, però.