domenica, giugno 20, 2010

Italia - Nuova Zelanda



Si inizia inquadrando Blatter in tribuna. Blatter è andato a vedere giocare la nazionale italiana tenendo in tasca una bambolina voodoo con le fattezze di Lippi.
Quando nessuno lo vede, la infilza con gli spilloni.
Fatto sta che i due commentatori continuano a dirmi che i giocatori della Nuova Zelanda sono più fisici. Sono più grossi, alti, robusti, e giocano fisicamente.
E io non capisco.
Che cosa cazzo vuol dire giocare fisicamente? Forse gli azzurri giocano usando la forza del pensiero?
In effetti Lippi ha schierato dei giocatori paranormali. C’è Gilardino che è addirittura un fantasma.
Dopo un po’ di tira e molla, di palloni che vanno da qua a la e da la a qua, Smeltz tira fuori il cellulare e telefona a Marchetti.
Marchetti, tra i pali, risponde.
- Ciao Marchetti, sono Smeltz!
- Dimmi, caro!
- Senti un po’ una cosa… Io tra un paio di secondi arrivo lì e ti tiro in porta.
- Va bene.
Poi Marchetti mette giù, giusto in tempo per farsi fare goal.
I due telecronisti mi dicono, nell’ordine: C’è un fuorigioco. C’è una spinta in area. C’era vento. C’è odore di soffritto. Ci sono le scie chimiche. C’è un rimpallo maledetto. C’è un fantasma in campo, chiamate qualcuno per catturare lo spettro di Gilardino.
C’era quel cazzo che ti pare, ma quel goal andava parato.
Subire un goal butta a terra il morale degli azzurri, ma Lippi ha un asso nella manica:
Saverio Putresca, il giocatore invisibile.
Infatti, per la successiva mezz’ora tutti passano a Putresca, il giocatore invisibile. Io che ho la tele in superiper HD lo riesco a vedere bene.
Passano tutti a lui, che si impegna moltissimo, però conclude poco.
I neozelandesi invece, mettono a segno delle belle gomitate. Ma è calcio, non canasta.
Il fatto che sia essenziale tirare nella porta avversaria per vincere, pare l’abbia capito soltanto Montolivo. Io, come sai, non ne capisco una cippa di calcio, ma a me è sembrato il migliore in campo. O perlomeno, l’unico che ci prova.
I due telecronisti mi dicono che siamo superiori, e che la nostra supremazia in campo è evidente.
Non voglio insegnare lo italiano a niissuno, però dalle mie parti il concetto di “supremazia” si applica in un altro modo. Tu fai sette goal e l’altro uno, è supremazia. Tutto il resto è farsi le pippette passandosi il pallone.
Bisogna tirare in porta. Pare sia l’unico modo per vincere in questo particolare tipo di sport.
Al 28esimo, un neozelando si attacca alla maglietta di De Rossi e la allarga di quattro taglie. Rigore. Lo batte Iaquinta.
L’arbitro ha i cazzi suoi. Non sopporta l’erba ad altezze irregolari. Allora prende una motofalciatrice e pareggia l’erbetta dell’area. Ci vuole un po’. Iaquinta aspetta.
Poi l’arbitro è soddisfatto. Fischia.
Iaquinta fa goal.
Tornando al discorso dei due telecronisti. Ecco. Per me, supremazia, significa che un goal su rigore non è essenziale per vincere. Pensa te come uso male l’italiano.
Mentre quattro medium di Bresso inseguono Gilardino cercando di convincerlo ad andare verso la luce, finisce il primo tempo.
Sorvolo su quello che succede durante l’intervallo.
Non sono più abituato a vedere la televisione generalista. Vado in bagno.
Inizia il secondo tempo. Via Pepe e Gilardino (E’ passato oltre grazie a Jennifer Love Hewitt, la Ghost Whisperer) e dentro Camoranesi e Di Natale.
Dopo ottocentoottantasette calci d’angolo, via Marchisio e dentro Pazzini.
Il secondo tempo mette a dura prova la mia soglia di attenzione.
Mentre la palla gira senza meta, mi ritrovo a pensare a quale sarebbe l’ordine migliore per archiviare i fumetti della mia libreria. Alfabetico per autore? A zone? Per editore? Per personaggio?
Intanto che ci penso Montolivo tira un paio di mine, ma il portiere neozelando è uno che sa il fatto suo.
Mi suona il cellulare. E’ Smeltz.
- Ciao sono Smeltz!
- Chi cazzo ti ha dato il mio numero?
- Gilardino, durante una seduta spiritica…
- Si vabbè, che cosa vuoi? Stai pure giocando!
- Sissì, però volevo farti notare una cosa.
- Dimmi!
- Dato che segui il calcio solo da un anno, volevo metterti al corrente di un fatto. Guarda che se i tuoi non riescono a fare goal nemmeno con le palle inattive, tipo i calci d’angolo o le punizioni, siete davvero nella merda! AHAHAHAHA!
E mi mette giù con un gran pernacchione.
Lo stesso pernacchione delle vuvuzelas che sovrastano il fischio che chiude la partita.
Ora siamo costretti a vincere. Dice uno dei telecronisti.
Ma va là, in un competizione sportiva vincere è opzionale. Tanto, per quel poco che vale il calcio in Italia, per quel poco che costa, e per quel poco che incide sulla nostra nazione, partecipare ai mondiali è già una soddisfazione, no?
Per fortuna siamo forti nel Curling!

8 commenti:

Locomotiva ha detto...

Tu non ai il peggio: per un black-out cosmico, l'intero Piemonte a quanto pare ha visto solo metà partita.

Orfani dello schermo piatto, abbandonati dal satellite, i poveri tifosi vagavano e si chidevano l'un l'altro 'cosa ha fatto l'Italia?', come ai tempi delle radioline.

Pochi - una volta nella vita- avevano l'I-fono che serviva a qualcosa e vedevano il risultato in rete.
Questi lanciavano messaggi contraddittori e fantozziani - ha segnato Zoff di testa.

Le vuvuzelas col marchio della birra distribuite nei bar uggiavano sotto al cielo plumbeo, impotenti davanti allo schermo muto.

Cose da Antico Testamento.

AleLav ha detto...

Mentre quattro medium di Bresso inseguono Gilardino cercando di convincerlo ad andare verso la luce, finisce il primo tempo.

ecco dopo questa sono morta dalle risate XD

Anonimo ha detto...

il miglior telecomics-cronista di sempre
fans da X factor

robba ha detto...

sei il mio guru calcistico di riferimento! grande.

MicGin ha detto...

per fortuna non l'ho vista, perchè avevamo un'iniziativa al cfapaz, decisamente più divertente.
il tuo pezzo lo pubblicherei come fondo sulla gazzetta!
grande!

Carlo Del Grande ha detto...

Meno male che ci sei tu, Diego. Leggere la tua cronaca è la cosa più divertente riferita a quel abominio visto ieri pomeriggio.

Anonimo ha detto...

Diè, ma non sei un pò troppo severo con i portieri?

Dai, non era certo una papera quella di Marchetti...


gedo

Anvedichejedi ha detto...

Geniale come sempre, Die'!
So' morta dal ridere
Io mi chiedo solo perché, nei commenti pre e post partita, Lippi sembra fare sempre una supercazzola...
(E che dire dei nomi ridicoli dei giocatori? Fra i paraguagi ho beccato Santana e Santacruz... cioè...)