domenica, maggio 23, 2010

Diegozilla a New York (uno)



Terza volta a New York, e direi che mi ci muovo bene quasi come se fossi a Baggio.
Faccio solo un po’ di casino con le distanze, con risultati abbastanza tremendi. Tipo camminare per 10 blocchi sotto il diluvio universale, pensando che la meta fosse mooolto più vicina.
L’inglese migliora. Adesso riesco a capire molto meglio anche quando parlano stretto stretto.
Non sempre però, che non sono mica un supereroe.
Ringrazio Danielle per averci fatto da guida e Davide per la compagnia!

Candy Hostel.
Ora il Wi Fi si paga. Non ho controllato bene se il profilo dell’ostello è stato aggiornato con questa news. Comunque sia, lo dico ancora.
Avviso ai naviganti: Adesso il Wi Fi al Candy Hostel si paga.
Rispetto all’altra volta, siamo stati un po’ meno fortunati. Forse c’è una politica diversa se prenoti la camera per conto tuo, o se la prendi in un pacchetto assieme al biglietto aereo.
A questo giro la camera era microscopica, al sesto piano. Tanto microscopica che ci stavano appena le valigie e non c’era nemmeno un armadio, o uno strapuntino per appoggiare le cose.
A parte tre mensole su una parete.
Però avevamo due bagni sul corridoio, appena fuori dalla nostra porta.
Sui bagni, vale la solita regola dei bagni in comune in tutti gli ostelli del mondo: se quello che c’è stato prima di te è una bestia, troverai un cesso bestiale.
Nel complesso, se ti serve un posto molto economico per dormire, il Candy va benissimo.

Teteschi.
Vai a capire perché i Teteschi a New York passano la serata sulle scale davanti alla porta di ingresso dell’ostello.
Bevendo birra a litri. Che all'aperto non si può.
Ognuno si diverte come vuole.

Key West Diner.
Sulla Broadway, all’altezza della 94esima. Proprio davanti all’ostello.
Ottima la colazione dei campioni: Uova, bacon, toast, marmellata, burro, patate, succo di arancia e caffè. Una volta la puoi fare, se salti il pranzo.
Ci abbiamo anche cenato una sera, io ho preso The Mighty Bites. Tre hamburger differenti, in versione deluxe con patatine, insalata di cavolo, cetriolini e bricchettino di formaggino.
Sono uscito un po’ appesantito.



Starbucks.
Lo sai, ho una perversione per Starbucks.
Però, conti alla mano, non posso tutte le volte spendere una botta di dollari soltanto in caffè.
Ho scoperto il Pick of The Day. Il caffè nel bricco, che costa la metà di quello che ti sbrodolano al momento, ed è pure buonissimo.
C’è il solito problema con le temperature ammericane. Non so come fanno a bere la roba a ottocento gradi, da quel cazzo di buchino sul coperchio del bicchiere.

La Metro.
Fatta la tessera settimanale, viaggi illimitati 24ore su 24. Aperta e studiata per bene la mappa.
Consiglio tantissimo di prendere il treno espresso e non il locale, se devi scendere in una fermata in cui si ferma la linea veloce.
Ci mette niente, e vale la pena di aspettarlo.

Museum of Sex.
E’ alla 233 della Fifth Ave, all’incrocio con la 27th.
Insomma… Partiamo dal gift shop. Diciamo che se vedi qualcosa di carino costa un delirio.
Il museo si divide quattro ambienti.
Ambiente uno: Una stanza dedicata al porno. Allestimento molto cool con proiezioni dall’alto su dei cubotti/tavoli, oppure sui muri, con targa di fianco che ti spiega il perché e il percome di quello che stai vedendo.
Si parte dalla sexploitation, si passa per i Mondo Movies, per i porni anni 70 e 80 e si arriva a Paris Hilton che fa pompolotti.
Interessante. Se non hai mai avuto una connessione a internet o se sei completamente a digiuno di quell’argomento.
Io Potrei fare la guida di quel settore.
(Parentesi: Prima di partire, alla mia classe alla scuola del fumetto, nel mio programma sulla teoria dei generi narrativi, ho spiegato il porno. Ecco. Forse io e il direttore del Museum of Sex ci siamo formati sugli stessi testi.)
Ambiente due: Primo piano a sinistra: Tutto sui preservativi. Da come si fanno alle campagne di sensibilizzazione. Ci sono tre meravigliosi disegni originali di Keith Haring. Il pennarello si sta sbiadendo, per cui sbrigati ad andarli a vedere che tra cinque anni evaporano.
Ambiente tre: Primo piano a destra. Gomma, lattice, disegnini pornini, deviazioni varie. Sono esposti una Real Doll e un Real Uomo. Ecco. Lo dicevo io che non ci si deve fidare a comprare le cose su internet.
La Real Doll fa impressione. Lui ha la faccia spiritata. Lei ha la stessa espressione di una cassiera esasperata che non trova l'adesivo del prezzo su un Capriolo. Vivo.
La cosa impressionante di entrambi sono i piedi molli che si piegano all’ingiù.
Ci sono anche due busti, uno maschile con il pisi di fuori e uno femminile in real skin. Puoi toccarli, il cartello dice: gentilmente, attraverso delle aperture.
Sembra di palpare la sella di un motorino.
Ambiente quattro: secondo piano: il sesso tra gli animali. Esci che sai tutto di tutto su come tromba un Bonobo. Diciamo che a quel punto vado al museo di scienze naturali che faccio prima, okay?
Tutto sommato, a meno che non muori dalla voglia di smanazzare un bambolo o una bambola, o se non hai mai visto un porno in vita tua, il gioco non vale la candela.
Sarà che ne mastico, però a mio avviso le lacune sono parecchie.
Ci sono i manga, ma per dire, manca completamente tutto l’erotismo europeo a fumetti. E ne abbiamo fatta di roba! Ci sono le bibbie di Tijuana, un bel po’ di foto di beefcake ma nemmeno un disegnino di Tom of Finland… Ci sono le donnine degli anni ’70, ma non ho visto l’ombra di Bettie Page…
Mi sa che farò una donazione dalla mia collezione privata.



Fare le foto girando con chi non fa foto.
Diciamo che scattare una foto, non è esattamente come voltare la testa e guardare qualcosa.
Questo aspetto, è bene comunicarlo alla propria compagna/compagno prima di iniziare un viaggio qualsiasi. Giusto per evitare discussioni.
La Canon G11, secondo me, si è comportata molto bene. Mi ci sono trovato subito. E' veloce, versatile e leggerissima. Il peso, è un aspetto da non sottovalutare se vai in giro a piedi dalle nove del mattino all'una di notte.
Lo schermino orientabile è di una comodità pazzesca.
Alla fine, vista la praticità, l'ho quasi sempre usata in modalità P, modificando la compensazione dell'esposizione per scurire o schiarire.
Mi sono anche comprato un accessorio che supera il concetto di geniale, ma ne parlerò più avanti.

Taxi.
Prendere un Taxi a New York è facile, fin troppo facile.
Al punto che se alzi la mano per salutare qualcuno dall’altro lato della strada, se ne fermano quattro.



Vespa.
La Piaggio ha scoperto l’America, o viceversa.
Rispetto alle altre volte, ho notato un aumento esponenziale della popolazione di scooter. Vespa soprattutto. Un casino. Tantissime.
Sviaggiano nel traffico, e le vedi parcheggiate sotto le case brownstone con i tipici scalini.

Coney Island.
Quando vai a Coney non puoi fare a meno di pensare a Swan, ai Riffs, ai Baseball Furies e a Guerrieri giochiamo alla guerra.
Ci siamo arrivati in una giornata un po’ grigia, che ha regalato un’atmosfera un po’ triste.
Fuori stagione, era quasi tutto chiuso. Però, secondo me, con il bel tempo, il posto deve essere molto più divertente.
Tappa obbligata: Hot Dog da Nathan’s.
C’è anche una gara internazionale a chi ne mangia di più in 10 minuti. Il campione in carica sono due. Ex equo: Joey Chestnut e Takeru Kobayashi, che ne hanno ingollati 59.
Prima di iscrivermi, ho fatto un test.
Ne ho mangiato uno. Posso dirti, da mangione, che è veramente un impresa titanica.
Nel panino c’è praticamente una salsiccia “alquanto” unta, e non un wurstel leggero dei nostri.
Al decimo io annegherei nel mio colesterolo.
Attento quando ordini da bere. La coca grande è una tanica. Se vai con qualcuno, prendi due Hot Dog e dividetevi la bibita saporita.

(continua...)

5 commenti:

[mr.beast] ha detto...

Dato che per certa gente (te compreso) non so mai che dire quando ci si mette a raccontarla in questo modo (quel modo per il quale dici "ehi, è già finito? Ne voglio ancora"), dico solo che ti stimo, ok?

Fabio D'Auria ha detto...

Da qualche parte lessi che coney island l'han venduta...
(quindi sbrigatevi anche per vedere quella)

Andrea V. ha detto...

Devi farti affidare un programma su Dove Tv.

Christian Cornia ha detto...

io segno per la prox volta che finisco lì..
certo che secondo me la temperatura delle bevande viene al momento studiata al CERN per provare nuovi tipi di fusione a caldo...
[ora ho capito perchè nei film vanno sempre in giro con sti bicchieri di carta... minimo ci vogliono 5 ore prima che arrivi ad un temperatura umana...]

[mr.beast] ha detto...

E ovviamente scordati che io commenti la seconda parte! :-P