martedì, maggio 11, 2010

Di Frank Frazetta e di fantasy.



Il fantasy contemporaneo, come sistema ottusamente hard core, a me fa venire le bolle sulla schiena.
Ma non e' stato sempre così. Tanto tempo fa, in un regno lontano lontano, il fantasy era ancora un genere narrativo e non un componente modulare. Non era ancora diventato la bestiola auto-alimentante che ha ridotto ai minimi termini i propri archetipi per poi nutrirsene. Digerendoli anche male.
La struttura estetica e le componenti letterarie non erano ancora pedissequamente derivative, strette e costrette, per limitazione, in un format rigidissimo.
E forse, sempre in quel regno lontano lontano, il fantasy era ancora "qualcosa da leggere" e non una calda tana accogliente/multiplayer dove nascondermi dal mondo crudele e cattivo che azzanna le mie chiappe da loooser.
Ed è in quel regno lontano che si muoveva Frank Frazetta. Quando ancora la componente sessuale del segno e dell’evocazione visiva era espressa nella sua piena potenza, e non sottointesa in modo goffo, arrossendo nel delirio ormonico pre adolescenziale.
Frazetta. Ab-usato mille volte come aggettivo estetico da ah-ah-ah-artisti che spesso non conoscono nemmeno l’origine filologica del linguaggio che stanno utilizzando.
Quanti disegni storti, ricalchi, brutterie, giustificate da un risibile “after” messo in calce. O peggio, quanto materiale visivo e narrativo adoperato in modo inconsapevole.
Con la morte di Frank Frazetta, il fantasy perde uno dei padri fondatori del suo immaginario.
La cosa più buffa è che il genere, per come si è trasformato oggi, non se ne sentirà nemmeno la mancanza.
Intento com’è a guardarsi l’ombelico, che sarà anche quello di un Troll, ma comunque di ombelico si tratta.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Wow! Oggi sei particolarmente ispirato. è il lutto che ti fa quest'effetto? Hai sintetizzato in poche righe la storia di un genere (o sottogenere) usando neologismi azzeccatissimi.

Diego Cajelli ha detto...

E' il lutto.
:-(
Perchè ammè "quel fantasy lì" piaceva un sacco.
:-(

Planetary ha detto...

L'immaginario fantasy di massa oggi è dominato prepotentemente dall'estetica orientale (giappa in primis). Il che si traduce in efebici ragazzotti con capelli blu sparati in alto, armature purpuree appuntite, spadoni grossi come pale da pizzaiolo e lolite a perdere.

Fabio ha detto...

Parole molto buone, quasi sante direi.
Nell'epoca del consumismo e dei fatturati e delle s.p.a. che devon far profitto, è impensabile non avere una modularità totale sul fantasy di massa.
E' la legge del minimo comun denominatore. Che io detesto, sia ben chiaro.

P.S.: loser si scirve con una o sola (a meno che tu non l'abbia scritto così apposta e in tal caso mi cospargo il capo di cenere...=)

Diego Cajelli ha detto...

Scappata una "o".
Per cui ne ho aggiunta un'altra!

rae ha detto...

quanta verità.

Fabio ha detto...

In tal caso, ok.

:)

Vincenzo Oliva ha detto...

Stai pensando a un fantasy tipo Lord Dunsany?

V.