giovedì, aprile 15, 2010

Un saluto a Raimondo...

5 commenti:

ClarinetteM ha detto...

L'ho appena saputo.
E mi fa una gran tenerezza il pensiero di sua moglie.
Così come mi fa schifo il pessimo gusto di alcuni giornalisti che han fatto la cronaca minuto per minuto del dolore di quella povera donna.

Che tristezza (in tutti i sensi).

Anonimo ha detto...

Ci sono rimasta male nonostante la veneranda età...Come tanti della sua generazione e di poco più giovani era una persona dalla classe e professionalità impareggiabili oltre che una esperienza di vita nn da poco precedente la carriera di attore.

La cosa tremenda è che tutti coloro che sono morti ci stanno lasciando in balìa...di chi?
Nn fatemicipensare...

ISA

Locomotiva ha detto...

Già, Vianello ci mancherà.

Certo, si potrebbe discutere se è proprio il caso di menarla tanto e soprattutto di pompare l'ultima intervista (ce l'abbiamo solo noi, esclusiva, niuna pietà, L'audience è l'audience).
Sarebbe stato bello ricordarlo meno acciaccato, più lucido.

In fondo è stato un giovin vecchietto di successo per anni.
Mai cattivo, mai bonaccione.
Popolare, mai populista.
Un inglese nato per sbaglio a Roma. E che si è mosso per mezzo secolo come un curioso alieno tra noi.
Meglio del paisà Mike, che dopo un po' era pesantuccio, pace all'anima sua.
E juventino, pure.

Vianello, no. Interista, ovviamente.
Si intravedeva quel sorriso di sbieco che ha fatto la fortuna dell'avvocato Prisco, buonanima anche lui, quando parlava di calcio

Interista, si diceva.
Che la classe non è acqua.

E Vianello, di classe ne ha dimostrata abbastanza che, a tranci, avrebbe fatto i miliardi.

Il poco di buono in tutto questo, è che stanno ripescando i Tognazzi&Vianello d'annata, che magari non erano arte, ma erano mestiere, artigianato di genio.
Gavetta.

Anvedichejedi ha detto...

Penso che la palestra dell'avanspettacolo e del varietà sia stata davvero impareggiabile nel formare alcuni dei nostri talenti migliori (tutta la generazione di attori italiani degli anni '20 e '30, per intenderci...)

La formazione teatrale li rendeva completi: capaci di cantare, ballare, con una dizione e una padronanza della gestualità uniche. Qualcosa che oggi è assolutamente inarrivabile, se penso a quanti autentici cani recitano oggi in tv, all'insegna del pressapochismo e della grevità.

Non dimentichiamo però anche chi scriveva per loro... Vianello e Tognazzi avevano nella loro scuderia due toscani geniali come Scarnicci e Tarabusi, che inventarono dal nulla un modo di fare tv.

Lì c'erano già dei linguaggi, autori e testi di pregio (mi viene in mente un nome su tutti: Marcello Marchesi), mentre il mezzo era agli albori e tutto da aggiustare. Le trasmissioni erano spesso affidate alla buona volontà e alla professionalità degli attori o degli operatori: era un simpatico casino...

Ho un amico che ci lavorò sin dall'inizio, e mi raccontava degli aneddoti incredibili. Del tipo scenografie allestite al momento con le coperte... trucco improvvisato, ecc...

Il segnale arrivava poco e male, le tv all'inizio erano davvero poche (era più facile trovarle negli esercizi pubblici, che non nelle case: tutti al bar a vedere il Musichiere, il giro d'Italia o la partita...) eppure ciò nondimeno i comici di allora ricossero un enorme successo, perché avevano creato sul campo un modo nuovo e delizioso di far ridere.
(Censura codina a parte, di cui furono vittime proprio Ugo e Raimondo...)

Certo, c'era una tv soltanto: un monopolio. Ma oggi - di fronte ad un'offerta enorme, ricchissima e varia - se vogliamo, il problema è contrario: una tv ubiqua, tecnicamente perfetta (o quasi, digitale terrestre a parte) dove però, paradossalmente, lo spazio per sperimentare non appare poi così ampio, né libero.
Chissà, forse stiamo perdendo una bella occasione...

Se volete saperne di più, vi consiglio vivamente, della Eri edizioni Rai "Un, due, tre!" libro e videocassetta con spezzoni e interviste ai diretti interssati. E "La supercazzola. Istruzioni per l'Ugo" (DVD + libro di Mondadori)

Anonimo ha detto...

Tra gli autori anche Vaime, stamani su Rai 3 hanno fatto uno speciale su Vianello, sin dagli inizi. Bellissimo e pieno di ricordi, per me...
ISA