sabato, aprile 17, 2010

Aspetta un attimo a darmi del razzista, okay?



Io lo so che sono mentalmente disagiato. Ho le mie menate e ci convivo da quasi quarant’anni.
Mi danno fastidio delle cose che per la maggior parte delle persone sono inezie, e mi fisso su delle questioni di principio.
Tipo che non compro prodotti che magari mi servono, se la pubblicità di quei prodotti mi sta sul cazzo. Ma di questo ne parleremo in un altro post.
Devi fare le polpette e ti accorgi all’ultimo momento che ti mancano le uova, che fai?
Vai a comprarle.
E’ tardi. La giornata è stata interessante ma impegnativa. Vado nel supermercato più vicino.
Zompo sulla Skoda e vado alla Coop.
Andare con la Skoda alla Coop, oggigiorno, potrebbe essere considerata un’azione sovversiva di matrice marxista leninista. Ma anche questa è un’altra storia. Sto divagando.
Fatto sta che arrivo alla Coop. Missione uova. Parcheggio.
Vengo circondato da un gruppo di zingari. In genere, se qualcuno mi chiede di regalargli l’euro del carrello, io lo faccio. Ma non l'ho ancora preso il carrello, però.
Mi chiedono di fargli un po’ di spesa.
Sono molto insistenti, eddai essù, coppraci il Grana, dacce latte, eddai amico, che ti costa.
E a me monta il fastidio. Potrei dire di no. Dopo però, all’uscita sarebbero ancora lì, e la menata si ripeterebbe. Non mi frega che potrebbero rubarmi le cose dal carrello o dal bagagliaio. E’ il concetto. E’ il dover rendere conto a qualcuno della mia spesa, delle mie uova, della cassa d’acqua, o del pane.
Potrei dire di sì. Ma non ho voglia. E poi perché il Grana? Cazzo, costa un casino. Non lo compro neanche per me. Un altro formaggio no? Già, ma se poi non gli piace? Cioè, in questa manciata di secondi sto valutando veramente le complicanze di fare la spesa a uno che non conosco?
Potrei fare il tamarro. Trattarli male, spararli affanculo e fare quello che devo fare. Però mi monta l’incazzatura feroce per il vivere in un Paese che ti costringe a essere stronzo con le persone.
Lo so che per te, che sei abituato a fare a spallate sui marciapiedi, avvezzo alla sopravvivenza urbana del vaffanculo per primo che vaffancula due volte, è una cazzatella.
Per me non lo è.
Per me, giusto per fare un esempio, è fonte di tremendo disagio passare davanti a tutta la fila alla posta per chiedere informazioni o prendere in prestito una penna.
Perché devo litigare con gli zingari per esercitare una mia libertà costituzionale?
Tutti questi pensieri viaggiano veloci nel mio cervello, mentre quelli mi tirano per la manica.
- Sapete che vi dico? Che ho cambiato idea. Non faccio più la spesa.
Sono risalito in macchina e sono andato via.
Le uova le ho comprate da un'altra parte.

Ora puoi anche darmi del razzista.
Però, devi tenere conto anche delle mie difficoltà, delle mie esigenze, e dei miei diritti come individuo.

23 commenti:

Locomotiva ha detto...

Io ho un marocchino con gli occhi azzurri - gli ho dato corda negli spensierati anni'90, e non mi molla più.

Evito di uscire martedì, giovedì e sabato perché sono i giorni in cui è qui, regolare come le maree.
O mi metto i soldi in tasca e giro col portafoglio vuoto: e quando mi becca gli faccio la tribolata che "eh, la crisi, il lavoro non c'è, la prossima settimana, magari...", coda bassa, scrollando la testa.

Sono arrivato al punto di fare il tifo per il sindaco leghista ed ai suoi editti anti-buquini ed anti Vu-cumprà con tanto di cartelli 4 metri per due all'entrata del paese.
(Google: Buonanno, Varallo, Burquini)

Mi sono beccato un concione da uno psicologo che la destra, storicamente, è per la normalizzazione - votantonio che se no ci fottono la legge Basaglia e cacciano i matti in manicomio.
E gli zingari nel lager, si suppone.

Sarà anche, ma me lo chiedo anch'io, se a 'sto punto non sia una soluzione.

Che, va bene essere solidale, va bene essere sociale, va bene tutto: ma proprioammè dovete venire a fregare tempo, salute e a pigliare per il sellino?

Che il truzzone col SUV, almeno, mi sbatte in faccia che io pag(av)o le tasse e lui mai, ma non fa leva sulla mia solidarietà umana.

Posso dagli dello stronzo a cuor leggero, al SUVvaro.
Al marocchino con gli occhi azzurri, mi piglio il mal di pancia e gli scrupoli di coscienza. Anche se il rispetto e la solidarietà è a senso unico: io do, lui piglia.

Quasi quasi divento leghista anch'io: meglio delle certezze, sbagliate, ma certezze.
Avere una coscienza civile è complicato.

KoTa ha detto...

Non è questione di razzismo, è questione di correttezza e di educazione. Tu sei educato, loro no. E con "loro" mi riferisco al caso specifico, ma generalizzando si può estendere la considerazione a tutti quelli che ti spaccano i maroni invadendo la tua libertà e pretendendo il tuo denaro e la tua disponibilità come se fosse un diritto.
Il problema poi con gli zingari (dico zingari perchè mi è successo solo con loro fin'ora, ma può essere abitudine anche di altri), è che mentre uno fa leva sulla tua coscienza, l'altro da dietro cerca di fotterti il portafoglio.

Non mi reputo uno stronzo ed un insensibile, non sarei stato in africa a far volontariato se lo fossi, ma quello che mi infastidisce è il sentirmi obbligato ed in dovere di dare una mano, se questo sentimento di costrizione è creato proprio da quelli che dovrei aiutare.

Dall'altra parte poi ci sono quelli che cercano soldi ma con estrema dignità, tipo un ragazzo africano che vendeva libri in centro, che mi diceva che lui non voleva elemosina, ma vendere quello che aveva.

Fabio D'Auria ha detto...

Neanche io li sopporto, qualche anno fa ero come la maggioranza sempre li a dire (in pubblico) "poverini", però ora che pago (le pago ancora) le tasse, mi faccio il culo per mantenere casa e macchina, lavoro la notte per mantenermi il posto da libero professionista, ora, ora mi ruga regalargli acqua/luce/gas, "e ma poverini, vivono nelle roulotte".

Però hanno la punto elaborata e nessuna intenzione di lavorare.

Per fortuna nessuno mi ha preso mai per la manica, quindi quando si avvicinano con gli occhi da cerbiatto allungando un piattino gli rispondo con un secco NO.

Ma se mi dovesse capitare uno più insistente, ho già pronta la risposta da polentone anni '90 (e io son terrone immigrato) "cercati un lavoro" (va a lavura' barbun)

KoTa ha detto...

E' proprio questo il discorso.

Quando si fanno i conti con tutte le spese che si devono affrontare, o anche alle sciocchezze che ci concediamo, c'è da pensare cmq che sono frutto di fatica e sbattimenti.

Non mi dà fastidio dare una mano, ma che questa mano sia pretesa.

milian ha detto...

E ai lati della fiumana di persone che camminavano sotto il portico vi erano decine e decine di venditori e mendicanti. Questi ultimi, accovacciati in pose dolorose, con piedi storti e schiene curve, fingendo di dormire, abbracciati a cani e bambini, tenevano davanti a sé cartelli con la scritta: affamato, reduce, cieco, profugo, disoccupato, non mangio da tre giorni, gravemente ammalato, sordomuto. E in mezzo alla fiumana di persone io vidi avanzare un uomo dal nobile portamento, con una gabardine grigia e un cappello di feltro. Egli scostava con disprezzo i mendicanti dalla strada. Camminava guardando dritto davanti a sé e portava al collo un cartello con la scritta: "Insensibile dalla nascita"

"Baol" Stefano Benni


A volte vorrei essere come quel tipo là.

Joel ha detto...

"Però mi monta l’incazzatura feroce per il vivere in un Paese che ti costringe a essere stronzo con le persone."
Trovo sia questa la chiave, se non c'è controllo se non ci sono soluzioni che permettono a queste persone di avere altro da fare che stressare te, sarai tu cittadino a farne le spese.
Successivamente il supermercato potrebbe arrivare a recintare la zona e mettere della sicurezza perchè i clienti esasperati non comprano più lì, e forse entrare in un lager per fare la spesa sarà ancora più fastidioso. La lega non ha capito che se vogliono risolvere i problemi che sentono propri devono prima risolvere quelli degli immigrati, solo che ci vuole impegno e intelligenza per farlo ed è faticoso, troppo forse. Meglio pensare al proprio. Certi paesi sono diventati esasperanti, ti incattiviscono creando situazioni al limite del vivibile, abbassano il tuo livello di umanità poco alla volta e se sei uno dei pochi fortunati che se ne rendono conto puoi fare qualcosa, o ti lasci modellare dalla società diventando ciô che odi, o provi a migliorare le cose combattendo ogni giorno oppure come terza opzione te ne vai.

Giorgio Salati ha detto...

L'ultima cosa che la Lega vorrebbe risolvere è il problema degli immigrati. Dopo, che motivo avrebbe di esistere? Come potrebbe vincere elezioni facendo leva unicamente sulle paure della gente?

A parte questo, ti capisco benissimo, sono stato derubato 3 volte 3 dagli zingari e a primo acchito anch'io ho un'idiosincrasia nei loro confronti. Poi però quando c'era la gente qui vicino, a Opera, che dava fuoco al campo degli zingari, in periodi in cui si teorizzava la schedatura dei loro bambini, e intanto scoprivo che ci sono anche zingari che lavorano solo che non lo si sente dire in tv, mi sono fatto un esame di coscienza e mi sono chiesto quando dal semplice fastidio si può passare a dar fuoco alle loro case. Io odio profondamente tutti quelli che mi vengono a rompere le scatole e mi vogliono imporre qualcosa, che sia lo zingaro, il marocchino, l'italiano, il napoletano, il bergamasco, il vigile, il poliziotto, o chi per esso. Ma se da una parte non mi faccio scrupoli nei casi specifici a mandare a quel paese chi mi importuna, dall'altra devo resistere con tutte le forze alla spinta xenofoba che sta attraversando i nostri tempi. Perché si sa cosa genera il sonno della ragione. Perché non c'è in ballo il caso specifico, lo zingaro, o cosa. In ballo c'è il principio stesso, la dignità e la giustizia di una nazione intera. Non solo il mio problema personale.

E comunque non se ne parla di dover rendere conto ad altri della mia spesa, che siano zingari o cowboy dell'Iowa!

Nota a margine: anch'io sono uno di quelli che si fa le menate a sorpassare la fila in posta per farmi dare il bollettino da compilare!

Anna ha detto...

Leggere il tuo post mi fa sentire meno sola in questa città dove anche le vecchine al mercato si muovono come gli all black.
Comunque mia mamma le polpette le fa senza uova (ci mette tanto parmigiano).

Greg ha detto...

I frutti del senso di colpa all'occidentale passano anche da qui; solo che in Italia E' SBAGLIATO (re)agire per regolare queste situazioni anche in sede di giustizia: la polizia non li tocca, il tribunale non li tocca, TU non li devi toccare sennò finisci come quel tabaccaio della mia città che per difendersi da una rapina ad arma bianca ha preso due zingari letteralmente a cazzotti guadagnandosi fior fior di arresti domiciliari...

E' SBAGLIATO chiedere il rispetto della propria quiete e della propria libertà di cittadino onesto da parte di chi calpesta il nostro stesso suolo, figuriamoci PRETENDERE questo rispetto o IMPORLO.

Ma mi raccomando resistiamo, facciamo finta che i parassiti dei supermercati e gli accoltellatori in stazione ce li meritiamo, accettiamo col sorriso, esorcizziamo la paura di essere cattivi ed incivili con gli slogan da progressisti-benpensanti. Prendiamoci i cazzotti in faccia fuori dai locali, le rapine. Non andiamo più al supermercato, al cinema, in centro, nel locale sotto casa, nei locali in periferia, al lavoro, a casa, in palestra, ai semafori...

Comportiamoci bene, nel rispetto di tutto e di tutti, perfino del non rispettabile. Limitiamo noi stessi e chi vive di fianco a noi, proteggiamo i meno sfortunati dalle nostre pretese arroganti da cittadini di diritto, stringiamo il cerchio attorno alla palazzina, all'appartamento, alla camera da letto.

Schifiamoci nei confronti di chi non resiste all'impulso di riconquistarsi il marciapiede davanti a casa e di tenersi il portafoglio nelle tasche dei pantaloni.

Coraggio, tratteniamo le nostre pulsioni, non cediamo al lato oscuro della civiltà moderna. Altrimenti siamo "i cattivi" della storia. I mostri verdi.
E verremo perseguitati dalla web-commiuniti-antirazzista-ortodossa-talebana nelle notti a venire, per l'eternità.

rae ha detto...

greg, stavi cercando di battere il record mondiale di luoghi comuni in un solo post?

cmq non credo si possa parlare di "razzismo", al massimo leggera misantropia*, che provare fastidio è normale, fuggire senza fare la spesa mi pare un po' eccessivo. Detto questo, mi sento fortunato, a me ste robe non capitano mai (al massimo il tipo ceh vende le rose un po' appiccicoso ma di base innocuo).

*credo.

Anonimo ha detto...

Io mi sento quasi perennemente come se mi controllassero qalsivoglia spesa, già di mio tendo a spendere al minimo e per questo riesco ad acquistare dvd che non superano i 10 euro (eccezione per edizioni speciali a due/tre/quattro cd) o in offerta speciale o all'usato e devo dire che mi son fatta il mio bel monticello. Ma che siano zingari o gente di save The Children a me dà fastidio che solo per il fatto che riesco a prendermi un libro o un cd poi mi dovrei accolrrea una donazione NON salutaria (ovvero quando me la posso permettere) per Tizio Caio...Altro che zingari.
No, nn sei razzista ma direi che è un normale fastidio per chi ti fa i conti in tasca, di questi tempi poi...Che siano zigari, venditori di libri all'uscita dalle librerie, quelli che ti chiedono gli spiccioli, o la donazione sopracitata, son sempre lì a vedwere che ti sei sudato...o consesso...E checazzo!

Comunque, qua a Firenze hanno violentato una ragazza che faceva servizio volontaro presso una organizzazione che tende la mano anche agli Zingari cercando un inserimento sociale o aiutano chi di loro vuole un lavoro o studiare...Ebbene sta ragazza che dal nome -"Corsini"- certo nn è zingara -o almeno nn di quelle che vengono "da fuori",è stata sequestrata, insultata, brutalizzata, svestita e stuprata; il suo findanzato saputa la cosa è andato a chieder conto ed è stato picchiato.
Questa tipa è stata minacciata anche pubblicamente da un "noto" parrucchiere. Inutile sforzarsi sul ciò che è successo a forza di spingere odio in quella direzione: si è autorizzato uno stupro.

ISA

Greg ha detto...

Rae, i venditori di rose di base sono spacciatori. Ti sarà capitato, o ti capiterà sicuramente di vederli "salutare" qualcuno all'interno dei locali affollati con una stretta di mano (e chi non saluterebbe un magrebino sconosciuto con una calorosa stretta di mano, perdiana?).
Poi magari a te o ad altri questo può anche andare bene; bèh, a me no.

Vorrei tanto che queste cose che stiamo scrivendo non fossero luoghi comuni ma tant'è...

Allo stesso modo mi fa pensare questo mantra che continuate a recitarvi:
-no no, non è "razzismo", è una cosa normale! E' UNA COSA NORMALE!!!-
con tanto di virgolette per esorcizzare questa paura di essere mostri insensibili ed incivili e di non nutrire un senso di colpa adeguatamente enorme, come imposto dalla cultura odierna.

Ritengo personalmente che questo atteggiamento sia sullo stesso livello di un qualsiasi comportamento xenofobo, violento, antisociale, da curva nord o sud...

rae ha detto...

Mi rendo conto che i negri son tutti uguali, ma a Milano i venditori di rose son pachistani e indiani, magrebini non ne ho mai visti.

Come non li ho mai visti salutare qualcuno con una stretta di mano.

e non ripeto che "non è razzismo" come un mantra, semplicemente ritengo che essere infastidito da gente fastidiosa come quella descritta da Diego sia una cosa sana e normale. Come è normale incriminare i tabaccai che tipo far west inseguono i ladri fuori dal negozio e gli sparano (true story) (non potevo lasciarti l esclusiva sui luoghi comuni).

Greg ha detto...

Rae, facci caso, l'unico che non ha trattato il termine razzismo (o leghista, in sostituzione di equivalenza) come se fosse un'implacabile condanna è Diego.
Il resto è stato un flusso di pacate giustificazioni del "diritto di avere fastidio". Tanta polvere messa sotto al tappeto.

Non sto accusando, voglio solo sottolineare questo fenomeno affascinante.supult

Giorgio Salati ha detto...

Che i venditori di rose siano spacciatori, almemo a Milano, è assolutamente falso. Non so altrove, a Milano sono tutti indiani, bengalesi, ecc. Ne ho conosciuti alcuni, con uno anni fa ci avevo fatto non dico amicizia ma ci chiacchieravo volentieri: laureato in scienze politiche in Bangladesh, qui la sua laurea è carta straccia. Passa tutti i giorni dalle 17 alle 5 del mattino facendosi a piedi tutta Milano per mandare dei soldi alla famiglia. Per questo da allora quando qualche indiano mi vuol vendere le rose, non gliele compro comunque, e rifiuto in maniera anche decisa, ma di base cerco di mantenere un livello di rispetto e civiltà verso persone che sono disperate e che cercano di mantenere una dignità facendo un lavoro infame.

E - ripeto, qui a Milano - la quantità di immigrati che delinquono è la punta dell'iceberg, una piccola parte di quanti invece fanno lavori infami in nero, schiavizzati, maltrattati, e buttati via quando non servono più. Quelli che delinquono sono tanti. Ma quelli che non delinquono e lavorano e fanno lavori di merda (che gli italiani non vogliono più fare affollando inutilmente le università e pretendendo che sia sempre più facile laurearsi perché il livello medio dello studente ora è quello di un pescivendolo), sono TANTISSIMI.

A parte questo, trovo assurdo questo gioco di dare dei buonisti, benpensanti o che ne so a chi, pur rivendicando il proprio diritto alla sicurezza, alla tranquillità, non cede ai più bassi istinti. Chi cerca di mantenere la ragione. Perché dovrebbero essere le autorità stesse a occuparsi di certe cose, non i cittadini. E perché se lasciamo che la nostra rabbia prenda il sopravvento, si innescherà un processo da cui non si tornerà indietro, e di cui un giorno potremmo pentirci, scoprendo che in nome della nostra sacrosanta rabbia nei confronti dei soprusi che subiamo, si innesca un processo di "pulizia" che coinvolge anche i bambini.

U carcamagnu ha detto...

mito.

Anonimo ha detto...

Non ho capito se esternando il nostro fastidio verso questo o quell'altro atteggimento sarei razzista o meno.
No, al limite ammetto la mia paura come donna, visto che purtroppo nella mia zona da che sono aumentati gli immigrati sono aumetati anche i punti di vedita alcoolici e di conseguenza la già scarsa sicurezza e diminuita...
A me che siano Save the Children o zingari o che altro, ripeto, mi scoccia nn poco che mi si facciano i conti in tasca...
Che poi il mio pizzicagnolo preferito sia proprio un Bengalese che ha intrapreso un lavoro che alcuni rimpiangono(perchè è un lavoro sostanzialmente) e che lo fa pure bene e meglio di nn pochi locali, nonostante i prezzi siano alti come altrove, beh, nn so se mi si possa tacciare di razzismo.
Al limite sono una nevrotica sospettosa di chicchessia!

ISA

rae ha detto...

"Rae, facci caso, l'unico che non ha trattato il termine razzismo (o leghista, in sostituzione di equivalenza) come se fosse un'implacabile condanna è Diego."

veramente è il contrario.
tutto nasce perchè Cajelli prova fastidio per degli zingari fastidiosi e teme di essere preso per razzista. COme se il razzismo fosse un implacabile condanna. (ehi, lo è)
ma nel suo racconto io non vedo razzismo, vedo malsopportazione di un comportamento scorretto.

poi sei arrivato tu con la cagata ei venditori di rose spacciatori, che io non so come si possa partorire una simile minchiata. ANzi, ti diro' di piu'. Trovo aberrante che tu abbia partorito tale idiozia basandoti come unica prova, sul fatto che hai visto gente stringere la mano a marocchini sconosciuti. Io stringo spesso la mano ai vari africani che me la porgono (per poi cercare di vendermi un libro). Eppure non mi hanno mai venduto droga. Non ne ho bisogno, mi rifornisco da pusher italici o svizzeri.

Chiusa questa piccola parentesi, la chiosa finale sul fatto che non stai accusando ma solo puntualizzando, tienila per gli handicappati che non colgono i tuoi banali trucchi dialettici. Saluti.

Giorgio Salati ha detto...

Isa, sono abbastanza d'accordo con te: anch'io in certe zone di Milano per forza di cose mi tengo sul chi va là perché magari mi trovo in mezzo a una popolazione al 90% straniera. Non è razzismo, è istinto di sopravvivenza, perché quel 90% di popolazione straniera sono 80% poveracci e disperati, di cui magari un 2% sono delinquenti, solo che io non so capire quali lo sono, e a buon conto sto con le antenne alzate.

Solo che c'è un sottile filo tra stare sul chi va là, rifiutare con decisione le "attenzioni" degli zingari, eccetera, e invece essere prevenuti considerandoli tutti criminali e avvallando le ritorsioni indistinte nei loro confronti. E' il filo della civiltà, della dignità, e della ragione. Una ragione che non significa debolezza, anzi. Debole è chi si lascia tentare dall'odio per sfogare le proprie frustrazioni. Forte è chi invece di curare unicamente il proprio orticello si preoccupa della dignità di un'intera nazione e società e resiste al razzismo su larga scala.

Se i colpevoli di crimini venissero davvero puniti questo non accadrebbe, ma se non ci fossero questo tipo di crimini, se la gente non avesse paura, come farebbero certi a vincere le elezioni?

Fabio D'Auria ha detto...

un punto a Giorgio e uno a rae


Neanche a Reggio Emilia i "fiorai" son spacciatori, non nei locali che frequento io almeno...

E aggiungo che il problema non è l'etnia, sul pianerottolo o una famiglia ghanese ed una sudamericana, i colleghi di mia moglie sono rumeni, senegalesi e nigeriani (no, mia moglie non spaccia, è medico).

Il problema è quello che (diciamolo) rompe i coglioni, e non è solo lo zingaro, lo è anche l'universitario che ti vuole tesserare a vita per dei libri o l'ex tossico che ti punta la penna chiedendoti se hai problemi con gli ex tossici...

Marco ha detto...

Quando iniziai a fare lo studente fuorisede, venendo dal contesto limitato di un paesino in cui ci si conosceva tutti, mi ritrovai catapultato in una grande città italiana, in cui situazioni come quella descritta sono normalissime.
Prima di iniziare a viverci ero abituato a fermarmi, a dare retta a chiunque richiamasse la mia attenzione.
E quindi mi capitava per forza di elargire spiccioli a spron battuto.
Ma i miei soldi erano sempre quelli.
Allora col tempo sono stato costretto a mettere i paraocchi.
E no, non credo che sia razzismo.
Difenderti da un'aggressione non è razzismo. Venire importunato fino al momento in cui entri al supermarket non è razzismo.
Gli zingariqueste cose le sanno.
Non c'entra il paese, né la Costituzione.
E' questione di sopravvivenza.
Loro hanno fatto la loro scelta, io la mia.
A me non dà fastidio che continuino a chiedere l'elemosina, possono vivere come gli pare, e credo che il paese sia abbastanza grande per tutti, senza drammi eccessivi...ma è mio diritto rifiutargliela.
Penso che ci sia una differenza profonda tra il rifiutarsi di comprare il formaggio a qualcuno al supermercato con i MIEI soldi (non riesco a campare io, figuriamoci se riesco a comprarlo anche per altri) e sviluppare quel tipo di indifferenza che ti spinge a procedere avanti quando vedi qualcuno che muore per strada.
Personalmente sono capace di notare questa differenza... se vedo qualcuno in un angolo di strada che trema e sta male chiamo un'ambulanza e le faccio compagnia mentre aspetta, se vedo una persona che ha freddo le compro il caffé o un panino.
Tempo fa c'era un tizio davanti all'Esselunga che chiedeva la carità... ma aveva una gamba INFETTA e tremava dal freddo.
Non potevo certo stare senza far niente... per cui mi sono avvicinato, ho provato a comprargli qualcosa da mangiare, ho chiamato i servizi sociali.
Ma se prendo il mio stipendio e lo do a tutti quelli che mi chiedono da mangiare, praticamente smetto di vivere io stesso.
Sarebbe così anche senza crisi economica.

Marco ha detto...

Ovviamente, considerate il contesto preciso delle cose che affermo sopra.
Se ricevo un pagamento, la prima cosa che vado a fare è la spesa.
Può capitarmi, in queste occasioni di essere particolarmente generoso con chi chiede l'elemosina. Quindi quel mio "no" e la storia dei paraocchi va comunque considerato nella giusta elasticità mentale.
Ma ci sono momenti in cui sono costretto a contarmi anche gli spiccioli per andare a prendere qualcosa che serve per la casa.
E in quei casi, scusate il linguaggio, sticazzi pure gli zingari.

Marco Pellitteri ha detto...

Quanti problemi ti sei fatto... gli zingari ci fanno schifo schifoso qui a Palermo che sono pochi, non riesco a immaginarmi come dev'essere a Milano. Non si tratta di razzismo. A me Valeria Marini fa schifo: non sono mica razzista contro le bionde. Non è che ti devono fare schifo tutti gli zingari: solo quelli che ti danno fastidio.