giovedì, marzo 18, 2010

Riviste Femminili!



Mi servirebbe un corso, o un uòrchsciopp oppure un seminario.
Insomma, qualcuno in grado di spiegarmi come si leggono i periodici delle signorine.
Faccio sempre fatica a trovare il sommario.
Metti che lo trovo, poi non trovo la pagina con l'articolo che mi interessa, anche perchè i numeri delle pagine saltano, non ci sono, o hanno una numerazione sumera.
Non riesco neanche a sfogliare agilmente il malloppo. E' difficile. Si annega nella pubblicità. La pagina cartonata nocciolata cementoarmata che se la gratti senti il profumo mi impedisce lo sfogliamento rapido.
Sono veramente un casino da leggere, eppure sono estremamente affascinanti.
Il che, a questo punto, fa nascere in me similitudini spontanee tra le rivistefemminili e il target a cui si rivolgono.

5 commenti:

marti ha detto...

Per non parlare poi del fatto che hanno 250 pagine, pesano più di un chilo eppure contengono al max 10 pagine scritte, spesso male.

Anvedichejedi ha detto...

Leggendo certi giornali femminili
verrebbe da pensare che alla donna
interessino poco i problemi piu' grandi:
trasformare la scuola
abolire il razzismo
proporre nuove leggi
mantenere la pace.

Comunque, per fortuna esiste l'uomo
che si preoccupa...
mi dovete scusare
se mi scappa da ridere,
comunque l'uomo, è certo
si preoccupa molto...

Leggendo certi giornali femminili
verrebbe da pensare che alla donna
interessi soltanto il problema del cuore:
trovare un giorno o l'altro
il proprio grande amore,
magari con lo sguardo
di quel famoso attore.

Comunque per fortuna esiste l'uomo
che è piu' positivo...
chissà...chissà perchè a 'sto punto
mi scappa da ridere,
comunque l'uomo è certo
molto piu' positivo...

Leggendo certi giornali femminili
verrebbe da pensare che la donna
si interessi ben poco dei problemi piu' grandi;
la sua prima esigenza
sembra una vita comoda,
magari un po' di lusso
per essere invidiata.

Comunque, per fortuna, esiste l'uomo
che è meno egoista...
mi dovete scusare
ma devo proprio ridere...
forse questa canzone
io non la so cantare...

(L. Tenco, Giornali femminili)

La ele ha detto...

Dipende dal giornale, ma la risposta credo che possa essere: i giornali femminili non si leggono, si guardano.
è chiaro che nella maggior parte dei casi, le riviste per donna siano finalizzate a pubblicizzare prodotti che praticamente nessuno comprerà mai.
O per i prezzi, o per l'assurdità dell'oggetto, o perchè a prescindere dal nome dello stilista, fanno oggettivamente cagarissimo. [Esempio: http://www.mondomodablog.com/wp-content/uploads/2008/09/alberta_ferretti_scarpe1.jpg]
Il sommario c'è perchè "si deve mettere", ma come hai notato non serve a niente perchè molto spesso, le pagine con la pubblicità non hanno il numerino.
Ma facciamo un esempio: Io Donna.
Tanto per cominciare gli articoli sono in fondo, con tanto di intervista breve al personaggio scelto per la settimana, che naturalmente però nessuno legge mai (anche perchè le domande che fanno sono sempre le stesse, e le risposte... quasi).
Io donna lo si compra per "Tocco di classe" e "Buccia di Banana", ovvero due singole pagine in cui, ogni settimana Giusi Ferrè si occupa di smontare e premiare alcuni personaggi famosi per la scelta dell'abbigliamento.
La cosa bella di questa rivista, sono le pagine dedicate alla moda.
I servizi fotografici sono sempre molto curati e spesso vengono fatti qui a Milano.
In generale, le riviste per donna hanno sempre della carta patinata o semi-patinata perchè alla luce luccicano, e perchè la carta patinata è sempre un pò più spessa, così se la rivista la vuoi arrotolare e infilare in borsa puoi farlo senza rovinarla più di tanto.
Domande?
Io te ne rigiro una: perchè le riviste femminili sono piene di donne mezze nude e quelle maschili di uomini mezzi nudi?
Io credo che a molti piacerebbe il contrario.

La ele

p.s. Non te l'aspettavi eh? :)

Anonimo ha detto...

Leggo occasionalmente D della Repubblica ed ammetto la mia frustrazione nel trovare l'indice ma lo trovo, sebbene semisepolto tra la pubblicittà davvero eccessiva (come carico) però alcuni articoli sono interessanti come quello che trovai anni fa sui ragazzi iraniani che ballano break dance o su quel pakistano che cercava di togliere i bambini venduti come schiavi e buttati in strada una volta che nn servono più o che si scopre che sono handicappati...ovvio che ci sono cose contestabili ma per me è meglio di altre cose che nn penso nemmeno lontanamente di sfogliare dal mio arrucchiere...
ISA

Anvedichejedi ha detto...

Trovare gli indici in una rivista femminile è una prova di sopravvivenza estrema prevista dal nuovo protocollo di addestramento dei marines.
Leggerla, un turpe e inconfessabile vizio nel quale almeno una volta alla settimana caschiamo tutti.
(Vorrei vedere, però, se un parrucchiere o uno studio dentistico tenessero solo Riza Psicosomatica, Amica Carie o Il Messaggero di S.Antonio...)

... Dopotutto, hanno la loro utilità sociale: sennò, ci tocca parlare degli stessi argomenti con la parrucchiera di turno.
Come lei, la mia.
La Katiuscia: "E che ne pensi di Totti e della Blasi? Ma secondo te, lei è rifatta con quei labbroni? E la Canalis e Clooney, stanno insieme per soldi o davvero? E l'isola dei famosi? E il gì-effe?"
"Il gì-effe? Non era il gì-otto?"
"No. Dai, non dirmi che non sai cos'è: il gì-effe, il grande fratello!!! Raccolgono un po'di ragazzi, li chiudono in una stanza e poi finisce che si menano di brutto. Non l'hai visto la scorsa settimana?"
"Appunto, il gì-otto. Alla Diaz".
(Katiuscia mi guarda senza capire).

E poi, c'è il mio parrucchiere, Massimo. Socio di Katiuscia: giovane, bravo e simpatico. Maniaco di moto.
Aveva Riders e Wired - oltre a Chi, Donna moderna, Grazia, Gente e Oggi, eh... -: penso, un caso unico nella storia dell'acconciatura mondiale.

Ogni settimana mi facevo una cultura sul bicilindrico, le vecchie Yamaha XT 500 e le nuove Bmw coll'abs (una moto con l'abs: ma si può?) E poi, le esplorazioni lunari, la biomeccanica neuronale o il finto Paul Mc Cartney.
Una vera goduria.
Poi, un giorno, niente più Riders né Wired, ma Visto di Cairo Editore: orrore!
Così, ho chiesto al Massimo perché fossero spariti, e lui mi fa, serafico: "Beh, sai com'è, ero abbonato a Donna Moderna e me li avevano proposti assieme, gratis... mi è appena scaduta la promozione".

Giuro, per un attimo ho pensato di cambiare parrucchiere...