giovedì, marzo 04, 2010

Nel frattempo, a fumettolandia...



E’ uscito il numero 120 di Dampyr: “L’ombra del drago”. Scritto dal tuo Diegozilla di quartiere e disegnato mirabilmente da Marco Santucci.
Clicca qui che c’è la sua pagina.
Leggendo i primi commenti in rete, ho deciso che ha ragione Cameron.
Ma di brutto, anche.
No. Non è lo stizza-post dell’autore che si lamenta dei commenti, è più che altro una presa di coscienza.
Tipo che studiarsi sei location realistiche, recuperare un giga di documentazione, andare a spulciare la demonologia medioevale, caratterizzare tutti quei personaggi e tricche tracche, forse non è necessario.
Fanniente che se vai nei posti citati nel fumetto scopri che sono esattamente come sono stati rappresentati, o che se cerchi informazioni su una qualsiasi porzione del plot scopri che è tutto coerente, nelle componenti storiche e in quelle legate all’occultismo.
Fanniente, non è più necessario.
Come non è necessario piacere a tutti per forza.
Non sono mica una pizza o i Bee Gees.

20 commenti:

MicGin ha detto...

Io mi limito a dire che quando ho visto la copertina ho subito pensato che l'avevi sceneggiato tu!
Cmq un buon albo
:-)

Delirium Esc ha detto...

non ho ancora letto la tua storia, Diè, ma rimarrò comunque sia un tuo estimatore, che la storia mi aggradi oppure no. D'altronde hai dimostrato più di una volta di non esser certo il primo venuto (e, a dirla tutta, ci sono autori che pur avendo decenni di esperienza, non sono qualitativamente al tuo livello)

Io credo che i lettori di Dampyr si siano un po' incattiviti negli ultimi periodi, a causa del fatto che Boselli, quantitativamente, non scriva più come una volta su Dampyr, quindi ogni storia non sua è soggetta a critiche più dure di quelle che in realtà dovrebbe meritarsi.

Facci 'sta miniserie, Diè!

Un saluto e un in bocca al lupo per il tuo lavoro!

MarcoS. ha detto...

Non ho ancora letto l'albo in questione, ne conosco le nature delle critiche mosse... ma da lettore una storia può sempre non piacere, mica è una guida...però ripeto, non conosco le critiche fatte e magari ti hanno fatto dei pipponi su la documentazione che hai fatto.

MarcoS. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Locomotiva ha detto...

Più che Cameron, direi che ha ragione Dan Brown.
Che i riferimenti li pesca a caso in una notte di nebbia.
E vende lo stesso: e gli fanno pure i film.

Cameron è più avanti: lui un mondo se lo crea di sana pianta, un pianeta intero.
E vai a dirgli che i riferimenti non son giusti, nel suo mondo...

Gian Luca Zamma ha detto...

Io non leggo Dampyr e non so se è una caratteristica della collana essere "realistica", almeno in termini di setting e tradizioni culturali.

Però secondo il mio modestissimo e profano parere, non ha senso fare tale ricerca alla Bonelli, "il fumetto da metropolitana".

Se non per il proprio diletto e soprattutto soddisfazione personale.

Poi cazzo, è il tuo lavoro e la croce di chi vuole lavorare bene qualsiasi cosa si stia facendo te la porti fino alla tomba e allora W Cajelli.

GL

Anonimo ha detto...

Scusa ma la tua osservazione non regge. In base al tuo ragionamento, "L'isola del giorno prima" o "Baudolino" di Eco dovrebbero essere dei capolavori.

Lanterna ha detto...

Diego, il fatto è che la ricerca, pur apprezzabile (e io l'apprezzo tantissimo, dal momento che cerco di raggiungere i tuoi livelli di cura), non è tutto. Il problema è che, anche se le ambientazioni sono accuratissime e mi piace tantissimo come hai gestito la regia, la coppia Ann-Harlan è un po' inconsistente e questo filone di trama mi sembra un po' troppo staccato dal resto (magari no e serve solo da preparazione, ma io lettore ora non posso saperlo).
L'avevo già notato in "Pioggia di demoni" (che è scritto da Boselli, quindi credo che la mia perplessità sia strutturale, non ad personam), che però mi era piaciuto per un'altra serie di motivi.
Comunque non la considero una brutta storia, anzi!!!

Layla ha detto...

"Io non leggo Dampyr" "alla bonelli, il fumetto da metropolitana"

Leggo Dampyr proprio perché spicca nella produzione bonelliana. Si distingue in molte cose tra cui la cura del particolare storico geografico. Quasi ogni volume è una miniera di diamanti... E come lettrice ho voglia di scavare.
Gian Luca Zamma o moderno Lucignolo, non far adagiare Cajelli, ci piace così, esaurito:)

EL Rey ha detto...

Signor Diego, non se la prenda per le critiche ingiuste ...
Leggo Dampyr dal n1 e lei è sicuramente il primo dopo Boselli. Chiunque ragioni prima di dare giudizi affrettati capirebbe che scrivere una storia di Dampyr senza poter dare grandi svolte alla trama significa partire con un Handicap. Il lettore medio aspetta le storie di Boselli perchè SA che la trama avrà dei risvolti in quegli episodi e quindi snobba tutte le altre. Personalmente invece penso che sia molto più impegnativo scrivere una storia incatenati dal problema di non poter apportare grandi cambiamenti nella saga, perchè bisogna tirare fuori il massimo dal personaggio senza una completa libertà narrativa.
Continuì così!
Ps
la nave fantasma è uno degli episodi migliori della sere ed avrebbe meritato di creare un 'filone' a sè stante.

rae ha detto...

Che brutta rosicata.

Franco ha detto...

Non capisco questo commento:

"Però secondo il mio modestissimo e profano parere, non ha senso fare tale ricerca alla Bonelli, "il fumetto da metropolitana"."

Quali sarebbero i "fumetti non da metropolitana"? I marvel? I manga?

Dampyr è tutto tranne che un semplice "fumetto passatempo".
Il grande Diè ha sempre fatto un ottimo lavoro, senza mai sfigurare nel confronto con Boselli che, essendo il creatore di Dampyr, parte nettamente avvantaggiato.

:A: ha detto...

Ho capito, non ti faccio più quelle telefonate come quella di giovedì sera, poi ti incazzi e scrivi post come questo. ;-)

-logan- ha detto...

bè, a me è piaciuto :)

Quad ha detto...

Anonimo dice: In base al tuo ragionamento, "L'isola del giorno prima" o "Baudolino" di Eco dovrebbero essere dei capolavori.

Secondo me, il secondo lo è.

clyde ha detto...

non ti curar di loro... diceva qualcuno... io ho letto l'albo è mi è piaciuto molto... io adoravo castelli e la sua cultura.. quindi il tuo modo di scrivere, che a castelli si avvicina molto, mi piace... quindi vai avanti così

Rouges-1973 ha detto...

Di Dampyr apprezzo molto l'attenzione che viene posta al contesto storico e alle location (ihihihih).
Cmq la storia l'ho trovata, non so come dire non sono un "tecnico" del fumetto, troppo veloce. Alla fine mi ha lasciato una mancanza, tipo "coito interrotto", mi pare che il tutto si risolva un poco alla "carlona".

gas75 ha detto...

Ciao Diego.
Non è la prima volta che trovo tra le tue righe un certo tono di risentimento verso chi non ha apprezzato una tua storia: vedi col Maxi, pubblicazione per 2/3 IMO evitabile, visto che si poteva dirottare quelle tue 2 storie sulla serie mensile, almeno si sarebbe avuta la tua firma e non quella di Mignacco.

Nessuno discute la documentazione che c'è alle spalle della stesura di una storia a fumetti, ma se questa non piace, credo sia perché il lettore di Dampyr si aspetti qualcosa d'altro, e visto che è il cliente ha sempre ragione, sarebbe più piacevole accogliere meriti (vedi "La nave fantasma" o "Sfida alla Temsek" tra i tuoi Dampyr recenti) e critiche senza lamentarsi che il lettore non ha capito/apprezzato l'impegno che c'è dietro.

A me "L'ombra del drago" è piaciuto, ti copio il commento messo nel mio forum:
Debutto più che discreto per l'inedita coppia Cajelli/Santucci.
Il primo costruisce una storia nel suo stile che ben si sposa con le atmosfere dampyriane, coinvolgendo un personaggio oramai ricorrente quasi quanto Caleb (Ann Jurging in versione "2.0" :D ), e la consulenza di Hans Milius, assente da anni dalle pagine di Dampyr!
Il secondo, al suo battesimo dampyriano, rappresenta le varie situazioni in uno stile che mi ricorda un po' Arturo Lozzi, anche se marca un po' troppo le ombre sui volti, e qualche rappresentazione di Harlan è un po' tirata via... però monumenti e luoghi sono riprodotti in maniera magistrale!

La storia, rientrante nel filone "horror generico" della serie, mi ha ricordato un po' "Il giorno della Fenice", ma si legge con piacere, anche se fa un po' troppa leva sui poteri della veggente, e meno male che Harlan decide di bruciare lui il corpo contenente la Ghilàn, sennò da Dampyr l'avrei retrocesso a tassista. :D

Plauso per la copertina, che per l'altalenante Riboldi è sempre bene sottolineare. ;)


Bye, Gas.

Diego Cajelli ha detto...

@Gas
Sono d'accordo con te a metà!
:-)
Nel senso...
Tutto il discorso che fai sulle critiche è vero. Umananamente è più "facile" gongolarsi quando si ricevono quelle positive, ed è altrettanto umano piccarsi un po' quando si riceve un certo tipo di critica negativa.
Dico "certo tipo", non tutte le critiche negative. Ci mancherebbe.
Però, non mi trovi d'accordo quando dici che il "il cliente ha sempre ragione".
E' un discorso che non fa una grinza quando si rimane in un campo oggettivo, come la ristorazione, il commercio al dettaglio, la pubblica amministrazione, eccetera...
E' un discorso che fila un po' meno in un campo soggettivo come il fumetto, la letteratura, eccetera...
Come facciamo a stabilire i termini della "ragione" e i confini del "cliente" in un prodotto che si apre alla soggettività per il 90%?
Nel fumetto non ci sono piatti di pasta scotta, commessi sgarbati o alberghi con le pulci nei letti...
Ci sono storie che piacciono e storie che non piacciono.
E il discorso in merito si fa lunghissimo...

gas75 ha detto...

Okay, ho capito il punto.
Giustamente ti secca chi dice che un fumetto non gli piace perché non si rende conto dello studio/documentazione che ci sta a monte...
IMO sono altre le storie dove la documentazione a monte può avere un effetto negativo: quando cioè l'albo fa più da depliant turistico che da contenitore di una storia a fumetti, e non è mai stato il caso delle tue storie (e non lo dico perché questo è il tuo blog e voglio stendere elogi).
Come dici, i gusti sono soggettivi, ma chi argomenta il proprio dissenso per le ragioni (o per meglio dire "le proprie lacune di comprendonio") di cui sopra, forse non andrebbe neppure preso in considerazione, poiché con buona probabilità un fumetto ambientato nel nostro presente non viene compreso nella completezza di quello che contiene, in termini di trama, disegni, ma anche di frutto della ricerca che l'ha preceduto.

Bye, Gas.