sabato, febbraio 20, 2010

San Remo 2010, una fettina!



Ho visto un pezzettino di San Remo. Ma proprio poco poco, giusto la fine della puntata di venerdì.
Vedere un pezzo di San Remo è come infilarsi in una frattura della matrice spaziotemporale. Tutti gli orologi di casa si svaccano e diventano molli come quelli di un quadro di Dalì e, semplicemente, il tempo inizia a scorrere in modo diverso.
Secondo le unità di misura del tempo normali, ieri avrò visto si e no venti, venticinque minuti di trasmissione. Ma nel continuum spaziotemporale alterato sanremese, nessuno è in grado di stabilire con esattezza quanto tempo sia passato.
Fuori tutto si ferma. Aspettavo di vedere un orsacchiotto e una automobile volante, e di dover riprendermi Nina rapita da Belt-Satan. Invece, mi sono ritrovato a guardare un inferno molle e sbrillucchino indossato dalla Clerici.
Ho cercato di comprendere una catechesi e una dottrina liturgica a me del tutto sconosciuta, con i ritmi adatti alla deriva dei continenti.
Mi è stato ripetuto ottomila volte, e ho capito che era la finale della sezione giovani, e ho visto le ultime esibizioni dei giovani, prima di sapere il vincitore della sezione giovani, perché sono giovani ma senza blue jeans.
Anche lì, si nota come il fattore temporale nel sanremomondo sia un concetto legato a dinamiche interne a quel mondo. Einstein avrebbe detto relativo, ma secondo me si va oltre. Più che relativo, il concetto di giovane nel sanremomondo è un parere tanto soggettivo da sfiorare la percezione autistica.
Giovani. Che sembrano mio zio. Non mi ricordo l’ordine esatto, perdonami. E’ passato minimo un anno da ieri sera e la mia memoria vacilla.
Esce questa: Jessica Brando che mi canta: "Dove non ci sono ore”. Mi chiedo se per caso sia la figlia dell’Ispettore Brando della Settimana Enigmistica.
Subito, in me evoca l’effetto cucciolo di foca inseguita sul pack dai Baseball Furies de I Guerrieri della Notte.
Sarà la faccia da purtroppo, sarà il suo cosplay di Sailor Moon sotto dopamina, sarà la faccia implosa all’altezza della radice del naso, ma più che una quindicenne sembra una pensionata di Cuneo venuta a raccontarti i suoi problemi.
Ora, parliamoci chiaro, se una quindicenne accetta di cantare quel pezzo lì e le va bene, e non ha nulla da obiettare, e lo va a fare in tivvù bella convinta, allora ci attende un futuro di agonia e mestizia.
Ecco Tony, il Nick Kamen di X Factor con “Il linguaggio della resa". E’ dimagrito rispetto all’ultima volta che l’ho visto. Però, mi dispiace, ma Tony ha un grossissimo problema.
E’ perseguitato da uno stalker. E lo avevo già notato a X Factor.
Lo stalker di Tony è suo padre.
Va così. Ai più fortunati il padre rompe i coglioni perché non capiscono l’importanza del presepio in casa Cupiello, e a Tony invece è andata di sfiga. Per tutta la sua carriera dovrà fare i conti con un uomo piangente, che sbraita e salta, che zompa sul palco e che verrà atterrato dai bodyguard.
Io al posto di Tony non starei sereno.
Non starei sereno nemmeno se dovessi cantare quello che canta lui.
Ho visto Luca Marino cantare "Non mi dai pace". La lega per la protezione animali lo ha denunciato per maltrattamenti. Pare sia illegale usare gli Opossum al posto delle sopracciglia.
L’ho visto e l’ho sentito e in me ha evocato la seguente immagine: Il salotto di una casa con arredamento Aiazzone e il divano avvolto dal celophan. E’ sabato pomeriggio. E’ un corso una festa del Club degli Scacchi. Si beve Fanta da bicchieri di plastica. Si mangiano panini al latte con dentro il salame. Seduti su delle sedie con la seduta in vimini ci sono tre ragazzini che guardano al Mondo con lo sguardo di chi reclama una briciola di considerazione, sperando di riuscire a rompere con i loro becchi l’uovo di svantaggio e afflizione che li circonda.
Ecco. Luca Marino ha quello sguardo lì. E la canzone punta un faro alogeno sul pozzo di mollezza, impaccio e sfiga zuccherina amplificandone ogni dettaglio.
Vivi, ragazzo mio. Incazzati. Prendi quella fottuta chitarra e suonala. Non importa se poi non piaci più alla zia Jolanda e non ti da più la mancia per comprarti i lupini.
Finalmente Nina Zilli con “L'uomo che amava le donne.”
Finalmente perché trovo uno sguardo intelligente, una consapevolezza musicale e un motivo per stare dietro un microfono.
La canzone non è nelle mie corde, ma in lei riconosco quel qualcosa che negli altri non ho visto per niente. Tipo che non si propone come un cucciolo di foca sfigato perseguitato da uno stalker.
Non so chi sia Nilla Zilla e non credo che comprerò un suo disco. La canzone dovrei ascoltarla una seconda volta per decidere. E questo basta per fare la differenza: ascoltare una seconda volta.
La sezione giovani, con i cantanti giovani per i giovani la vince Tony.
Sul palco irrompe suo padre, in lacrime, bofonchia qualcosa, poi viene trascinato via da Kevin Costner che cercava Whitney Houston.
Ma questo non è il momento più triste della serata.
Il momento più triste è vedere un deejay di fama internazionale, in evidente imbarazzo, infilato in un momento da animazione degno di un villaggio vacanze low cost.


Se vivessi in altri momenti, forse avrei seguito tutto San Remo.
Di sicuro non lo guarderò questa sera, che se va tutto bene, forse riesco addirittura a uscire.
Sarà per l’anno prossimo.
Forse.

9 commenti:

Onofrio ha detto...

Mi corre l'obbligo di rivelarti che "Dove non ci sono ore" di Jessica Faccia-Da-Purtroppo Brando è una composizione di Valeria Rossi. Quella di "Dammi tre parole sole cuore amore".
Credo che la faccia da purtroppo fosse ampiamente giustificata.

Anvedichejedi ha detto...

Sono l'unica a non averne visto un singolo fotogramma, finora, e ad esserne felice?;oD Ditemi di no...
Diego, la sola mia preoccupazione è che pur di deliziarci con i tuoi resoconti, ti sottoponi a contest masochisti. Occhio! Io ho visto solo una foto di uno degli abiti della Clerici e già mi sentivo in preda alle allucinazioni. Peggio di un quadro di Escher...

revenge ha detto...

tutti snob del ca....
viva l'italia

Fabio D'Auria ha detto...

Io ho visto solo questo:
http://www.youtube.com/watch?v=gVn7EaiFih0&

eve ha detto...

no ti prego! non uscire... guardalo e commentalo... oppure esci ma registratelo (e poi guardalo e commentalo)
a me nemmeno piace ma le tue recensioni son troppo belle...

Anonimo ha detto...

Peccato, la recensione èquasi ai livelli di quelle di X-Factor. Ho finalmente fatto un paio di risate in più (le altte le ho fatte con alcune scene di un film)

Per revenge: nazionalpopolari (anzi Puppolari" del cazzo. Fanculo QUESTA Italia!

isa

revenge ha detto...

se questa italia non ti piace vai a cag...da qualche altra parte

revenge ha detto...

se questa italia non ti piace vai a cag...da qualche altra parte

Fata Ignorante ha detto...

Ha vinto Scanu, la De Filippi l'ha fatto votare in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi e secondi il Trio del Demonio e Marco Mengoni terzo... una tua recensione mi avrebbe almeno fatto sorridere in questo lago di lacrime dove farà l'amore Valerio Scanu.