venerdì, gennaio 29, 2010

E il tuo romanzo?



Quad mi pone la domanda nei commenti al post su Lando, e a dire il vero non è l’unico che mi chiede notizie a riguardo.
Chiaramente è tutta colpa mia. E del blog. E del mio essere buffoncello.
Insomma, avevo sbandierato ai quattro venti che lo stavo scrivendo, e ora non posso lamentarmi se mi vengono poste delle domande sull’esito della questione.
Il romanzo l’ho finito più o meno quando dovevo finirlo, e l’ho consegnato più o meno quando dovevo consegnarlo.
Le mie duecentoeminchia pagine, con dei “buchi” da riempire nei capitoli finali. Immaginavo di farcire le parti vuote durante la fase riscrittura dopo aver ricevuto i commenti della casa editrice.
Invece c’è un invece.
Il romanzo non è piaciuto. Ma proprio per niente.
A posteriori, posso dire che l’aver bocciato quelle duecentoemichia pagine è stato il favore più grande che potessero farmi. Mi è stata evitata una pantagruelica figura di merda.
Al tempo, visto l’enorme investimento emotivo, è stata la madre di tutte la palate in faccia.
Sono stato male? Si.
Mi sono incazzato? Anche.
Ho spento il telefono per due giorni, e mi sono rosolato sul divano in un estasi di fallimento e armageddon.
Poi ho fatto l’unica cosa che potevo da fare.
Ho ricominciato a scrivere.
Sono immune al virus del genio incompreso. Ho ascoltato quello che avevano da dirmi, ho capito dov’era il problema e che non era risolvibile.
Mi ci sono voluti dei mesi per allontanarmi emotivamente dal mio romanzo e capire con chiarezza assoluta quanto facesse cagare. (Ho usato un termine forte, ma dato che si tratta di roba scritta da me posso permettermelo)
Un romanzo sbagliato, nel linguaggio, nelle intenzioni, nei ritmi e nel genere.
Penso che le prime quaranta pagine vennero approvate unicamente perché le avevo scritte io, nel senso: è roba sua, diamogli fiducia, prima o poi decolla. E invece no. Procede piatto e insipido fino alla fine, tipo che Moccia in confronto è Faulkner.
Da quelle duecentoeminchia pagine ci ho strappato fuori, a fatica, due racconti (questo qui e questo qua ) che ho pubblicato su una rivista.
Sono piaciuti. Sono contento, ma:
1) Erano in origine nel contesto sbagliato.
2) Se non riesco a cavare fuori sei pagine buone da 200eminchia cartelle mi conviene cambiare mestiere.
Tutte le volte che rileggo il malloppo mi chiedo come ho fatto a perdere così tanto il controllo sulla scrittura.
(No, scordatelo, non te lo farò leggere mai)
Che cosa è successo dopo?
Mi ripeto, ho fatto l’unica cosa che so fare.
Mi sono messo a scrivere. Ho presentato una nuova idea alla stessa casa editrice. E’ stata approvata.
Ho scritto un paio di volte l’attacco, sotto la supervisione amorevole di un editor che mi vuole bene.
Procedo con estrema lentezza e fatica, tra le mille cose che mi schizzano attorno.
Loro lo sanno, ogni tanto mi chiedono come va e io nicchio.
Poi arriva Lando.
Che cosa c’entra?
Lando mi sta facendo così incazzare che invece di fargli il culo rispondendo ai suoi commenti su un certo blog, ho riaperto il file del nuovo romanzo.
Tra una sequenza di Dampyr e una di Diabolik, tra una cosa che non posso dirti e una cosa che è presto per annunciare, mi sono rimesso a scrivere il romanzo nuovo.
Non mi interessa sapere se il pungolo che mi spunzona è giusto o sbagliato, l’unica cosa che so è che per adesso sta funzionando.
Però, questa volta, non rilascerò altre dichiarazioni in merito!
Scaramanzia.

8 commenti:

Davide ha detto...

meno male che Lando c'è...

;-)

Greg ha detto...

che film è quello della foto???

Barbara ha detto...

Nonèggiusto però. Tu sei raccomandato. Pureio voglio un editor che si sorbisce le mie famose 12 pagine e mi spiega il bi e il ba con dovizia di particolari.

(Sarei raccomandata anch'io, per qualche verso, ma i romanzi di fantascienza me li tirerebbero in faccia. Da me si aspettano ponderosi saggi che non ho la più pallida idea di come scrivere e per giunta mi annoiano...)

cyan ha detto...

Toccherà metterlo nei ringraziamenti : )

Fabrizio Lo Bianco ha detto...

Dopo questo post, faccio outing:
amo questo blog :)

Simone ha detto...

diventerai il neil gaiman lùmbàrd??

Stefano ha detto...

Si tratta di quel principio per cui se ce l'ha fatta anche quello scalzacani che stai leggendo, per quale motivo non dovresti scriverlo tu, un romanzo? Mi sa che Lando è stata la scossa che ti serviva. Per il romanzo rimaniamo quindi in paziente attesa. Riguardo al manuale di sceneggiatura c'è qualche novità?

Quad ha detto...

Magari non leggerlo, ma almeno sapere di che parlava ce lo concedi? :)
Interessante, però, (secondo me) il processo che ha portato il romanzo a essere disprezzato dal suo stesso autore. Spiego. Non è che forse hai scritto e riletto e rielaborato e riscritto troppo velocemente?