giovedì, ottobre 29, 2009

Lucca Comics e Games 2009




[Messaggio automatico.]
Diego partito.
Se lo cerchi, lo trovi a Lucca.
Tra i fumetti.

X Factor 3 - ottava puntata -



Sono le 21.03, un giacca in tungsteno con dentro Facchinetti si agita tra il pubblico uligano, in un armageddon di esplosioni e di luci. Nell’autoesaltazione generale, Asia Argento proclama l’inizio dell’ottava puntata di X Factor. Francesco mi dice che Asia condurrà assieme a lui. Lei ci tiene a dimostrare subito che è una tipa trasgressiva, provocatoria, yeah.
Infatti, quando le viene chiesto un aggettivo per descrivere i tre giudici di X Factor, siccome è una tipa trasgressiva, provocatoria, yeah, dice di tutto tranne che tre aggettivi. Ma una fine provocazione che Facchinetti non coglie. Capisco subito che questa puntata sarà interminabile.
Si inizia con il primo ospite: Pixie Lott. Durante la sua esibizione, siccome devo partire per il festival del fumetto di Lucca, mi sento legittimato a fare la valigia.
Poi Facchi intervista Pixie e lei è interattiva come un Platano.
Alle 21.15 entrano i giudici. Due manche. Una con le basi, una senza le basi. Facchinetti che le basi non le ha mai avute sarà a suo agio.
Asia rimane tra il pubblico, e la puntata procede con lo stesso ritmo di una lezione di recupero per bambini svantaggiati. Credo che questa puntata sarà eterna. Facchi è liturgico, e i tempi si dilatano, i continenti derivano. L’Africa si ricongiunge al Sud America e inizia la gara.
Apre Sofia, con If Its make happy, di Sheryll Crowe. Esce con una chitarra a tracolla. Che non usa. Canta in un circo surreale, interagendo con un Minotauro in fregola e un Bove sereno. Poi siccome il tutto non è abbastanza rock, la soluzione è spararle del vento in faccia.
Allora: Slash che fa l’assolo di November Rain nel vento, è figo. Sofia è una tizia messa davanti a un ventilatore. Fine. Sofia è inspiegabile. E la sua inspiegabilità è al centro di tutta la puntata.
I giudici dicono la loro. Asia, siccome è una tipa trasgressiva, provocatoria, yeah, dice la sua. Parlando coi rutti.
E’ il turno di Marco, con Insieme a te sto bene di Lucio Battisti. La canzone ha un arrangiamento notevole, non quanto il culo della ballerina che si muove sinuosa accanto a Marco. La gnoccosissima poi, si inerpica su due fettucce e si mette a ballare a tre metri d’altezza. Marco è bravissimo. Eccezionale. Oltre. E’ il mio preferito. La ballerina turberà i miei sogni per i prossimi anni.
I giudici sono estasiati. Asia, siccome è trasgressiva, provocatoria, yeah, ci racconta di quando limona duro con gli Ornitorinchi.
Tocca a Damiano, con Il Volo di Zucchero. Canta su un sentierino banco, avvolto nel fumo bianco, vestito di bianco come in un musical sui gelatai, scalzo.
Si avvicina a delle nuvolette che Tommassini ha rubato dal set di un film di Ed Wood.
Ascolto Damiano, e ho l’impressione di essere di fronte allo spot di una compagnia di assicurazioni, l’atmosfera è quella lì.
La Mori lo difende a oltranza, ottocento giorni di polemiche. Morgan tira in ballo Calvino. Asia, siccome è trasgressiva, provocatoria, yeah, tira in ballo che lei il salame non lo sbuccia e non lo affetta, lo mangia a morsi come fosse una mela e sputa la buccia in faccia al conformismo.
E’ il momento delle Yavanna, con E’ tutto un attimo di Anna Oxa. Ho il certificato medico, sono allergico ad Anna Oxa. Mentre implodo sul divano, la noia esplosiva del pezzo delle Yavanna si propaga incontenibile nell’aria. Un cameraman si addormenta secco, inquadrando le piastrelle per tutta la puntata, le onde sonore raggiungono la vicina tangenziale e un intero autogrill sbadiglia all’unisono, il prosciutto pepato dimenticato nel suo espositore, una Rustichella si raffredda su un piatto, un Cd di Fausto Papetti che prende polvere, un cane a pile che balla Lambada, un caffè che sa di sapone.
Mi riprendo, e assisto a uno psicodramma in nove atti tra la Maionchi e Claudia Mori. Poi, siccome Asia è una tipa trasgressiva, provocatoria, yeah, ci spiega come fare sesso estremo con la Nintendo DS.
Tocca a Chiara, con E non finisce mica il cielo. Canta nel salottino di Spazio 1999, e lascia tutti senza parole. Compreso me. Bravissima.
Morgan piange come un vitello. Sono tutti emozionati e commossi. A suo modo lo è anche Asia, infatti si limita a dire: yeah.
Ecco Giuliano, al suo esordio in gara, con Back to Black di Amy Winehouse. Canta accanto a un orologione, vestito da orologiaio. Ecco. Il problema è che se non lo guardo funziona di brutto. E’ bravissimo, ha una voce bellissima, ma ha lo stesso carisma e la stessa presenza scenica di pennarello Carioca.
Ai giudici comunque piace. Asia, siccome è una tipa trasgressiva, provocatoria, yeah, annuncia alla nazione che le piace fare il bidet seduta al contrario.
Chiude la prima manche Silver, con Le cose in comune di Daniele Silvestri. Silver è carino e simpatico e poi ha un sacco di capelli. Ma il pezzo, che non conosco, incastona la mia gioia di vivere in un gioiello di tedio, sconforto, noia e amarezza. Pare che sia così anche in orginale, però.
Tutti d’accordo sul fatto che Silver sia carino e simpatico. Asia, essendo una tipa trasgressiva, provocatoria, yeah, dice che gocciolarsi addosso la cera bollente mentre si fa sesso non è più di moda. Ora si usa fondere la plastica dei pennarelli Carioca. Giuliano si preoccupa
Finisce la prima manche.
Entra il super mega ospite: Francesco De Gregori. Canta la sua canzone, dice quello che ha dire. Oppure ha già cantato le sue canzoni e ha già detto quello che aveva da dire, a seconda di come la vedi.
Prima dell’esito del televoto, danno la parola a Pastore.
Metodi per divertisti con Carlo Pastore #152
Recarsi in internet. Andare sul blog linkato qui sopra e leggere i commenti del primo post, nello specifico quello che recita:
Salve. Sono Carlo Pastore e ho intenzione di denunciarla. Può continuare a tenere il blog aperto fino ad allora. Riceverà una lettera a casa [tempo di richiedere il suo IP a Google e risalire al suo indirizzo]. Cordialmente. Carlo Pastore
Aspettare per vedere l’effetto che fa.
Danno la parola anche a un tizio che ho capito solo che si chiama Diego.
Gesticola un sacco mentre dice le sue ovvietà. Infatti gli mettono in mano un panetto di Pongo e lui realizza un ritratto di Adriano Pappalardo che urla.
Sono le 23 e oltre il buonsenso. Esito del televoto:
Le Yavanna andranno allo scontro finale.
L’inspiegabile Sofia, passa il turno.
Asia se ne va, ma poi torna. Facchinetti trova tutti i modi per tirarla in lungo. Alla fine, riescono a dare il via alla seconda manche. Quella senza basi musicali.
Inizia Silver. Canta: Fatti mandare dalla mamma. Ormai è posseduto dallo spirito di Gianni Morandi. Il rito della settimana scorsa non ha funzionato per davvero.
Giuliano canta l’emozione non ha voce. Mettendo in luce tutti i limiti del suo accento.
Chiara, con Io che amo solo te, eccezionale.
Poi Damiano, con Piazza Grande. Vabbè.
Marco con l’Appuntamento. Bravino.
Chiude Sofia che riesce a cantare male la sigla di Goldrake.
In generale, l’inquadratura dal basso con dietro i raggi di luce, mi ha ricordato la fatina buona di Cuore Selvaggio.
Seconda manche priva di senso, ma tantè.
23.50. Stop al televoto.
Danno la parola a Carlo Pastore.
Metodi per divertisti con Carlo Pastore #153
Su suggerimento del mio avvocato: Recarsi a una bella festa, instaurare un bel clima di divertimento.
Chiedere a Pastore se si sente a proprio agio. In caso di risposta negativa aiutarlo con felicità.
Sorridere amichevolmente.
Aspettare per vedere l’effetto che fa.
Anche quell’altro dice la sua. Questa volta con il Pongo costruisce un modello in scala del Lussenburgo.
Alla fine, il pubblico da casa decreta che lo scontro finale sarà tra le Yavanna e Damiano.
L’inspiegabile Sofia passa al volo alla nona puntata.
23 e noncelafaccioppiù: dopo scazzi yavannici e polemiche, i cantanti cantano quello che devono cantare, fanno i loro appelli. E’ tutto nelle mani di Morgan.
Claudia, commossa, in lacrime, elimina le Yavanna.
La Maionchi, fredda, spara a casa Damiano.
Morgan, veloce perché lo stanno per sfumare che inizia Buon Giorno Mattina, elimina Damiano perché è ora che vada a fare i suoi dischi.
Mezzanotte e quindici.
Metto in valigia la maglietta degli Skid Row?
Porto il cappello?
Riuscirò a farmi la barba?
Devo partire per Lucca.
Fine dell’ottava puntata di X Factor.

Tutte le altre puntate sono qui.

martedì, ottobre 27, 2009

Lucca in avvicinamento...



Si sa, questo è un periodo di grande affanno per l'italico fumettomondo. Il festival di Lucca iniza Giovedì, e qui è tutto un fermento. Book che si preparano, tipografi che lavorano h 24, autori che tirano fuori le cravatte, si fanno la barba, vanno al trucco e parrucco.
Insomma, ci si prepara per quell'appuntamento importante.
Io ci sono già stato il week end scorso, come giurato, ho fatto la mia parte nell'assegnazione dei premi.
Ci torno giovedì.
E' un periodo frenetico a tutti i livelli. Io per esempio, devo finire un sacco di cose, per partire tranquillo senza scadenze sulla schiena.
In più, devo finire di preparare una certa cosa, da portarmi dietro. E devo finirla per benino.
A Lucca, quest'anno, sarò in giro.

Usciranno due lavori del sottoscritto.

Il primo è dentro questa rivista:



Per Edizioni Arcadia, la coppia Cajelli/Spinelli ha prodotto una storia in due puntate.
Un'amara storia di denuncia, al limite del giornalismo a fumetti, che va a fondo nei più oscuri tormenti della mente umana.
E' la storia di SuzieQ, una Cacciatrice Quantica, pagata per recuperare le identità digitali fuggite dalla rete.
In un contesto dove gli alias assumono le caratteristiche psicologiche di chi li usa e li crea, ti lascio immaginare che razza di gente sia.

Poi mi trovi anche su questo volume:



Il tema sono gli alieni. Non potevo tirarmi indietro.
Ho raccontato, spero per bene, del mio avvistamento. Quello avvenuto alla fine degli anni '70 in Liguria e che, confesso, ha cambiato non poco il mio modo di vedere le cose.
Francesco Mortarino lo ha illustrato in modo spettacolare.
L'editore è Alien Press/Double Shot e cliccando qui, c'è il sito alieno di riferimento.

Richiesta esaudita!



Ringrazio Rebecca e Elena per il prezioso lavoro svolto con i metodi pastoriani!
GRAZIE!
Appena posso aggiorno il blog-apposta.
Grazie ancora!

lunedì, ottobre 26, 2009

Star Trek classica.

Mi è già successo con Bruce Lee.
Fatto sta che a un certo punto mi accorgo che ho un casino di foto di Star Trek.
La serie classica.



















venerdì, ottobre 23, 2009

Avrei una richiesta...



Devo sconfiggere un gruppo di lottatori messicani, salvare l'universo dall'arrivo di un Buondì Motta cannibale, mettere in ordine il DNA di un paio di alieni e sistemare la testata del motore di Supercar senza brugole.
Ne consegue che sono piuttosto incasinato...
Non è che per caso c'è qualche anima pia che ha voglia e tempo di raccogliere i vari sistemi per divertirsi con Carlo Pastore disseminati qua e là nei commenti?
Magari sistemando anche quelli sul blog-apposta che ho fatto casino?
Un bel file di word, da mandarmi in email!
Eh?
Eddai!
Pago in caffè, natura, gratitudine...

giovedì, ottobre 22, 2009

X Factor 3 - settima puntata -



Alle 21.03, come effetto collaterale di un esperimento sui superconduttori tenuto al Cern, le stringhe quantiche che formano la materia si spaccano e vomitano fuori un Facchinetti con una tempesta magnetica nel cervello. Si mette a ballare, o meglio: cerca di riprendere il controllo sulle sue terminazioni nervose, mentre da inizio alla settima puntata di X Factor.
Questa sera sarà un tutti contro tutti in un'unica manche e i due con meno voti andranno allo scontro finale, poi entrerà anche delle gente nuova e ci sarà pure Uitnei Iuston.
Ma prima, il superospite italico: Cesare Cremonini, che si porta dietro il suo portachiavi: Ballo, e canta il suo ultimo singolo: Pagliaccio.
In realtà è chiaro a tutti come la canzone sia un grosso esperimento sul linguaggio. E’ il tentativo di mettere assieme tutte le frasi fatte tutte e le espressioni idiomatiche presenti nella lingua italiana.
Cremonini si ferma, come giudice aggiunto, e ci delizierà con la profondità illuminante del suo pensiero filosofico.
Inizia la gara. Morgan ha sempre un organismo alieno spalmato sui capelli, ed è il suo simbiota tricotico ad annunciare che i suoi cantanti canteranno tutti pezzi dei Beatles. Claudia Mori è piuttosto combattiva e Mara Maionchi questa sera è piuttosto seria, cazzo.
Inizia Silver, con Drive my Car. Non serve un esperto in teorie occulte per capire che Silver sta diventando il Doppelgänger di Gianni Morandi. Tutti i santoni di religione Umbanda che sanno guardando il programma si allarmano, dando inizio a un rito in cui, tramite l’intervento di Changò, spezzeranno il legame tra Silver e lo spirito di Gianni. Non ci riescono.
Alla Mori l’esibizione non piace, alla Maionchi si, e secondo Cremonini si stava meglio quando si stava peggio. Dopo sessanta ore di polemiche sul “Fattore M” e sulla morganocentricità del programma, si passa al secondo cantante.
Damiano, con Non è per sempre degli Afterhours. C’è anche una ballerina su un cavallo imbalsamato. Guardo bene, è Re Nero, il cavallo di Raul, il nemico di Kenshiro. Tommassini gli ha dato giusto una mano di bianco.
Fatto sta che a me gli Afterhours piacciono parecchio. E Damiano lo trovo molto convincente.
I giudici dicono la loro, e secondo Cremonini siamo tutti tra l’incudine e il martello.
E’ il momento di Marco, con Helter Skelter. Sul palco assieme a lui due ballerine che modificano in modo radicale la circolazione sanguigna del mio organismo, portando un notevole afflusso di sangue ai miei corpi cavernosi. Giusto per dirlo in modo scientifico e non volgare, che siamo in prima serata su Rai2.
Marco questa sera è perfetto. Gli perdono tutto, ma proprio tutto tutto tutto. Anche il suo essere in lacrime per l’eliminazione dei Luana Bizzi. Mi ci sono volute sette puntate, ma ho trovato il mio cantante preferito. Ecco. Un suo disco lo comprerei.
I giudici sono tutti entusiasti, e secondo Cremonini una rondine non fa primavera.
Arrivano le Yavannna. Aspettavo di vederle nude, invece cantano in un dispenser di androidi rotante, vestite con vaporosi e plasticosi abiti bianchi. Il pezzo è Dancing di Elisa. Durante la loro esibizione sento l’estrema necessità di esercitarmi con i nodi dei marinai. Mi metto lì con le cordicelle e compongo uno di quei quadretti con tutti i tipi nodi in fila, dal Parlato alla Gassa, passando per il Piano fino al Triplo Burlington. Il quadretto lo vendo su Ebay.
I giudici dicono quello che devono dire, e secondo Cremonini una volta qui era tutta campagna.
Si apre un collegamento spazio temporale con la Valsugana, che quando ne saremo fora fora andarem a truvà la mama, e compaiono sul mio schermo i BSOD.
Fanno il culo a Mara Maionchi, dicendole di tirare fuori la grinta.
Cremonini se ne va, sostenendo fermamente che chi non risica non rosica.
Tocca a Cristiana, con la versione in italiano di And I love you. Canta indossando lo stesso impermeabile del mio amico Gualtiero, noto esibizionista all’opera nei parchetti.
Infatti, quando Cristiana spalanca l’impermeabile, mi delude un po’ vederla indossare un vestitino dell’Oviesse. Canta un pezzo, onestamente inascoltabile. Scelta sbagliata.
E’ il momento di Sofia, riempie letteralmente il palco con il suo carisma da rocker, tanto da farmi venire voglia di qualcosa di trasgressivo, tipo una vaschetta da un kg di gelato stracciatella e crema. Canta You Get What You Give dei New Radicals. Il pezzo, che in originale è un gran pezzo, nelle mani di Sofia diventa niente. Lei, tosta e dura come un budino canta nel vento.
E’ il turno di Chiara. Esce da un box fatto di carte da gioco e canta Eleanor Rigby. In italiano. Un pezzo che nelle intenzioni di Morgan è stato fatto per parlare del terremoto in Abruzzo, con tanto di foto sugli schermi. Chiara è favolosa, ha un voce stupenda, ma non riesce, assolutamente a tirare su un canzone sbagliata in partenza. Non è colpa sua, è colpa del pezzo. Eleanor Rigby in italiano è un’operazione che non capisco. Tanto valeva farle cantare Battisti in lappone o De Andrè con l’alfabeto farfallino.
Insostenibile. Lei lo sa, ma va avanti fino alla fine come sanno fare soltanto gli eroi veri.
Prima dell’arrivo di Uitnei Iuston, mi fanno vedere i nuovi cantanti che entreranno. Poi i ragazzi fanno un medley uitneiustonoso per renderle omaggio.
Sono contento. L’ultima volta che ho sentito parlare di Uitnei Iuston stava chiedendo spiccioli in Stazione Centrale. Facchinetti si esalta, il pubblico è in delirio, l’apparato della Rai mette in moto lo stesso protocollo riservato alle visite ufficiali dell’imperatore del Giappone. In un tripudio di esplosioni, gente che si prostra, flagellatori e aria da finale dei mondiali, entra in scena uno scricciolo culone e vacillante, con la stessa faccia di Jack Palance in:” Scappo dalla città, la vita l’amore e le vacche”.
Alle sue spalle, tutti i musicisti possibili, tranne il suonatore di Ukulele, per un pezzo senza tempo.
Nel senso: un pezzo che poteva uscire oggi, o quindici anni fa che tanto è uguale.
Però, se Uitnei non chiede più le centolire in piazza, sono contento per lei.
Si chiude il televoto e danno la parola a Pastore:
Metodi per divertisti con Carlo Pastore #150
Recarsi nella ridente cittadina di South Park. Entrare nel più vicino negozio di abbigliamento.
Vestire Pastore con una giacca a vento arancione, con il cappuccio tirato su per bene e un paio di moppoline marrone.
A quel punto la natura farà il suo corso.
Aspettare per vedere l’effetto che fa.
Durante l’attesa dell’esito del televoto, le Yavanna scazzano con Morgan. Non ho capito il perché.
Il pubblico da casa, ha deciso che allo scontro finale andranno Damiano e Cristiana.
La furia di Claudia Mori terrorizza l’occidente. Claudia indossa una tuta gialla e prende tutti a cazzotti. Un combattimento serrato di venti minuti, a colpi di vaffanculo.
La Maionchi si sbellica, Morgan e l’alieno che vive nei suoi capelli cercano di mediare, e anche senza l’intervento di Chuck Norris, rimane un grande momento di televisione.
I due cantanti iniziano la loro sfida. Cristiana canta una roba che non ho capito di chi è, non ho capito il titolo, ma fa niente. La prossima volta che telefono ad un ente statale, la risentirò perché sicuramente è una canzone da disco di attesa telefonica.
Damiano va su Bob Marley. Poi i pezzi senza base.
Morgan elimina Damiano.
Claudia Mori, agitando ancora un nunchaku, elimina Cristiana. Però la chiama con un altro nome, indice del segno lasciato dalla ragazza nel programma.
E’ tutto nelle mani di Mara Maionchi. Che chiama anche lei Cristiana in un altro modo, però qui, però là, cazzo, eh eh eh.
Indovina?
Mara elimina Tiziana. No, Giordana. No, Fabiana. No, Germana. No, ecco: Cristiana.
E’ giunto il momento di fare entrare i nuovi candidati.
Per la categoria Over, ecco Giuliano. E’ molto bravo, e ha una voce decisamente particolare, noto qualche atmosfera alla Terence Trent D’Arby. Come cazzo si fa chiamare adesso, Atreiu? Majin Bu? Non mi ricordo.
La Mori sbarella e lo chiama Damiano. Mai sottovalutare le conseguenze dell’ammmore. Scoppia la ridarola, saltano le dentiere, la Maionchi deve infilarsi un bisturi nella gamba per calmarsi.
Per i gruppi, due gemelli Emo, i Fading Memories.
Belli come i sogni di una quindicenne, con i ciuffi imbizzarriti e il rimmell di ordinanza. Si sparano le pose per un paio di minuti, cantando non ho capito che cosa.
Per gli Under, ecco Gabriella.
Gabriella, ascoltami: quando si confonde un lavoro con un percorso di analisi psichiatrica la gente se ne accorge e ha paura. Se in un pezzo ci metti dentro otto secondi sparati di cazzi tuoi, assicurati che i cazzi tuoi siano interessanti anche per il resto dell’umanità che ti circonda.
Altrimenti, corri il rischio che non mandino in onda il bandino con il tuo numero per televotarti.
Danno la parola a Pastore.
Metodi per divertisti con Carlo Pastore #151
Recarsi a un concerto dei Metallica qualsiasi, a cavallo tra il 1986 e il 1989. Scatenarsi con Pastore nel casino sottopalco, approfittare di un momento di silenzio per dire ai presenti:
- Sapete? Lui è un grande amico di Dave Mustaine!
Aspettare per vedere l’effetto che fa.
Dopo polemiche, rimedi e cazziemazzi, il pubblico decide che sarà Giuliano ad entrare in gara.
Giuliano è sardo.
Spero che una delle mie regioni preferite riesca, in qualche modo, a svincolarsi dalla responsabilità penale di aver dato i natali e di aver sostenuto Marco Carta.
Mezzanotte e quattordici. Fine della settima puntata di X Factor.

Alcune note a margine:
Grazie a Fede per l’aiuto prezioso.
Con tutta la mia Mac-Spocchia, posso dire al webmaster del sito ufficiale di XFactor che con il gran cazzo installo Microsoft Silverlight per vedere i filmatini?
Non ho volutamente commentato tutte le clip che precedevano le esibizioni dei cantanti in gara.

Per le recensioni delle puntate precedenti, clicca qui.

Prevviù! X Factor 3 - settima puntata -




La recensione completa della settima puntata di X Factor, sarà on line appena Benjamin Linus girerà la ruotona per spostare l'isola.
Tipo per ora di pranzo.
Intanto c'è Liv Tyler. E un assaggino dell'inizio del programma:

Alle 21.03, come effetto collaterale di un esperimento sui superconduttori tenuto al Cern, le stringhe quantiche che formano la materia si spaccano e vomitano fuori un Facchinetti con una tempesta magnetica nel cervello. Si mette a ballare, o meglio: cerca di riprendere il controllo sulle sue terminazioni nervose, mentre da inizio alla settima puntata di X Factor.
Questa sera sarà un tutti contro tutti in un'unica manche e i due con meno voti andranno allo scontro finale, poi entrerà anche delle gente nuova e ci sarà pure Uitnei Iuston.
Ma prima, il superospite italico: Cesare Cremonini, che si porta dietro il suo portachiavi: Ballo, e canta il suo ultimo singolo: Pagliaccio.
In realtà è chiaro a tutti come la canzone sia un grosso esperimento sul linguaggio. E’ il tentativo di mettere assieme tutte le frasi fatte tutte e le espressioni idiomatiche presenti nella lingua italiana.
Cremonini si ferma, come giudice aggiunto, e ci delizierà con la profondità illuminante del suo pensiero filosofico.
Inizia la gara. Morgan ha sempre un organismo alieno spalmato sui capelli, ed è il suo simbiota tricotico ad annunciare che i suoi cantanti canteranno tutti pezzi dei Beatles. Claudia Mori è piuttosto combattiva e Mara Maionchi questa sera è piuttosto seria, cazzo.
Inizia Silver, con Drive my Car. Non serve un esperto in teorie occulte per capire che Silver sta diventando il Doppelgänger di Gianni Morandi. Tutti i santoni di religione Umbanda che sanno guardando il programma si allarmano, dando inizio a un rito in cui, tramite l’intervento di Changò, spezzeranno il legame tra Silver e lo spirito di Gianni. Non ci riescono.
Alla Mori l’esibizione non piace, alla Maionchi si, e secondo Cremonini si stava meglio quando si stava peggio.

martedì, ottobre 20, 2009

Bondi che scrive a La Stampa.



Carne e metallo. Chiodi sotto le unghie. Ganci da macellaio nelle carni, lamette da barba conficcate nelle gengive.
Non credevo che Sandro Bondi fosse un esteta dell’horror moderno.
Anzi, dirò di più.
Non credevo che Sandro Bondi riuscisse, usando solo le parole, a trasmettermi quel senso di sconfinata ansia e obliqua inquietudine che mi regalano i lavori di Joel Peter Witkin.
Eppure, alcuni passaggi della sua letterina a La Stampa sono rasoiate sulla carne viva, richiamano nettamente Interrupted Reading, sono insostenibili da una mente razionale, come un gita infernale al Benjamenta Institute dei fratelli Quay.
Parole che diventano un denso percolato di coscienza che muore, sprofonda nell’abisso, verbi e aggettivi che rotolano in quella materia anfibia comunemente nota come merda.
Se hai coraggio. Puoi leggere la letterina cliccando qui.

Così diciamo tutti.



Ho finito la quarta e ultima stagione di Battlestar Galactica.
Mi sono stato un po’ sulle balle, perché in un momento di lucidità narrativa, in una pausa dal patto di complicità, ci ho ragionato un po’ su e mi è stato chiaro dove stavano andando a parare.
(Un mio amico in email mi è testimone.)
Il finale, e detto da me fa ridere di brutto, è composto da un sacco di nodi che vengono al pettine.
La chiusura è definitiva, completa, ampiamente esaustiva, con un ultima puntata dai tempi filmici. Senza spoilerare troppo, posso dire che è davvero notevole la gestione globale dei personaggi. Un racconto che passa con estrema facilità di lettura dal presente al passato, dal personale al globale, dall’umano all’umanità.
Non è facile scrivere e raccontare un’orchestra di così tanti e diversi elementi.
Ci sono riusciti.
Alcuni aspetti, che nelle serie precedenti erano molto più presenti, tipo il sesso, sono stati attenuati, mentre la sterzata maggiore, sul lato dei contenuti, è sicuramente legata alla religione.
No, non si aprono le nuvole e non compare nessun ditone che fa saltare l’atomica come nell’Ombra dello Scorpione. Diciamo che la coniugazione religiosa prescinde dalla dottrina, qualunque essa sia.
Nei momenti più oscuri e pessimisti della serie, che non mancano, il soggetto è una digressione nelle paure e nelle paranoie più profonde del genere umano. Nella catarsi conclusiva, in quell’arrivo alla luce, si sente la necessità di guardare oltre, verso l’uomo come strumento di una volontà superiore.
Forse è questo l’aspetto che faccio più fatica condividere: il dispiegamento di altre forze sul campo da gioco.
Ma davvero l’uomo non ce la può fare a sollevarsi da solo dalla merda in cui è finito?
Perché l’illuminismo sembra sempre più distante come concetto?
Seguirà dibattito.
Di sicuro, per me, è stata la serie più complessa da seguire in lingua originale. Non parlano. Sparano parole, in un uòrra uòrra uòrra secco, pieno di slang, accenti strani e contrazioni al limite del singhiozzo, con sottotitoli lampo per stare dietro alla massa dialogosa.
Tipo poi che ho cominciato a sognare in inglese.

lunedì, ottobre 19, 2009

Lei non sa chi è lei!



Epperforza che i Carabinieri non hanno riconosciuto la Yespica 'mbriaca al volante.
Era vestita e in più non c'erano le risate registrate.
Ci va un cartellino adesivo.
"Sono un Vip, posso fare il cazzo che voglio."

Dampyr del futuro!



Su Ubc (clicca qui) c'è un articolissimo su tutte le prossime uscite di Dampyr. Uno scorcio della programmazione futura che si spinge fino al Maggio del 2010!
Un sacco di cose bollono nel pentolone dampyriano. L'esordio di uno sceneggiatore e di ben due disegnatori.
Sul personalissimo fronte del sottoscritto, segnalo due storie scritte dal vostro sorridente Cajelli di quartiere.

N°120 "L'Ombra del Drago"
Marzo 2010.
I disegni sono di Marco Santucci, al suo esordio su Dampyr, è uno che passa dalla Marvel alle atmosfere di Tex con grande scioltezza.
La storia è un thriller sovrannaturale piuttosto complesso. Anzi. Decisamente articolato e complesso, con ambientazione europea.
O meglio: ambientato in tutta la Germania. Non sto a dirti lo sforzo che abbiamo fatto per la documentazione.

N°122 "Il Penitenziario"
Maggio 2010.
Disegnato da un Giuliano Piccininno in splendida forma.
Una storia carceraria con sterzate verso l'horror duro e puro. Mi sono sempre piaciute le storie carcerarie. Questo episodio segna il ritorno di un mio personaggio apparso in "Occhi di Gelo": il medium Dellroy Washington.

venerdì, ottobre 16, 2009

Tutti in Alaska!



Puntuale, l'apparizione diegozillesca on air su Alaska.
Sui centosettepuntosei di Radio Pop, ieri a mezzogiorno.
Qui c'è il blog di Alaska.
Questo è il link per scaricare la puntata di ieri.

giovedì, ottobre 15, 2009

Live in Scighera!



Hai da fare mercoledì prossimo?
Non puoi perdere l'evento dell'anno: una lezione/spettacolo/presentazione del tuo Diego Cajelli preferito e di Maurizio Rosenzweig.
Dove?
In Scighera!
Io e Mauri parleremo di fumetti, di come si fanno, di come si leggono, di tutte le cose che ci sono dentro, fuori e tutto intorno.
Secondo me ti diverti.
Poi è appena uscito anche il libro nuovo di Maurizio (bellissimo) e parleremo anche di quello.
Comunque sia, inizieremo con Strutter e chiuderemo con Detroit Rock City, e potrebbe essere una buona occasione per vederci di fazza!

La Scighera
Milano
Via Candiani 131
Iniziamo alle 20.00

X Factor 3 - sesta puntata -



Alle 21.03, tra bordate di qualunquismo dantesco e detonazioni di ottuso entusiasmo, un Facchinetti con le sinapsi sovraeccitate dal Vicks Vaporub da inizio alla sesta puntata di X Factor.
C’è un palco attrezzato, ma chissà perché la scritta Marshall sugli amplificatori è stata censurata con vari strati di nastro isolante nero. Poi escono i giudici: Morgan si è tinto i capelli con il brasato e ha in mano due rose. Claudia Mori ha lo stesso vestito di Koros, la tizia che faceva da interprete a Don Zauker in Daitarn 3. Zia Mara invece, è sempre zia Mara, cazzo.
Entrano i primi ospiti, gli Skunk Anansie. Direttamente dagli anni ’90, dopo 10 anni di separazione eccoli qua con la reunion, dal frigo con amore.
Io non so bene che cosa sta succedendo, però ultimamente mi sembra ci sia troppa attenzione verso gli anni ’90. Secondo me è meglio lasciarli stare. Per chi come me in quel periodo aveva più o meno vent’anni, gli anni novanta sono ancora una ferita aperta.
Negli anni ’90 io facevo molto tardi la sera ed ero convinto che il Mondo mi dovesse qualcosa. Poi, ho imparato che il Mondo non aveva nessun obbligo nei miei confronti, e tutto quello che in qualche modo sono riuscito ad avere da lui, ho dovuto scavarlo fuori dal granito a mani nude. Non so te…
Gli Skunk fanno il loro pezzo, poi Facchinetti intervista Skin. Uno scambio di pensierini per la felicità di tutte le maestre di sostegno in ascolto. Skin rimarrà come giudice aggiunto per tutta la prima manche. Novità della puntata: Due eliminazioni. Una per turno.
Si parte con Marco, che canta Ashes to Ashes di David Bowie. Il pezzo è difficile. La scenografia è di burattini manichini, e lui canta su un altalena che poi alzano di un paio di metri. Arriva un trapezista del Circo Togni che con un triplo salto mortale aggancia Marco con le gambe e lo scarica in mezzo alla platea. Marco sbriga la pratica Bowie. Esegue un pezzo complicato, lo fa bene, ma niente di più.
Ai giudici piace, a Skin piace, e si decreta che tra Marco e Morgan, dopo i casini della scorsa puntata è scoppiata la pace. La tirano piuttosto per le lunghe.
Poi è il momento dei Luana –ci crediamo tantissimo- Biz. Preceduti da una clip snervante in cui polemizzano, scazzano, puntualizzano. Escono conciati come dei pescatori di vongole, e cantano Due Destini di Zampacoso. Sorvolo sul pezzo. Fatto sta che i Luana Biz si atteggiano da boy band e fanno anche le faccette sexy. Il problema è che non hanno studiato bene le boy band, e non sono credibili. Manca quello bello bello bello che piace anche alle mamme, manca quello bello ma criminale, manca quello sopra le righe e un po’ pazzerello, e manca quello che sembra brutto, ma che se si leva gli occhiali e canta sotto la pioggia al rallenty è fighissimo anche lui. Se metti i Luana Biz a cantare sotto la pioggia al rallenty, al massimo gli cresce il muschio sulla schiena, altro che boy band.
Finito il pezzo, uno strazio che in alcuni paesi più civili del nostro è considerato illegale, scattano settanta ore di polemiche, frecciatine, attacchi, menate e defilippizzazioni.
Barbetta dei Luana Biz è piuttosto aggressivo. E’ ostile come un maranza di Cinisello Balsamo a bordo di una Fiat Uno elaborata che sgasa al semaforo con Ramazzotti a palla sull’autoradio. Dopo quattro ore di discorsi che non vanno da nessuna parte, capisco quanto i Luana Biz mi abbiano nuclearizzato i coglioni. Sono estenuato.
Il mio divano mi ingoia, mi mastica piano un paio di volte, e poi mi sputa. Rotolo sul pavimento in cerca d’aria ed è il turno di Damiano.
Damiano canta un pezzo di Tracy Chapman, Baby can I hold you. Indossa la mia giacca preferita. Quella che quando la vedo a Camden Town me la vorrei comprare, ma costa un patrimonio. Damiano canta senza picchi, piatto piatto, quatto quatto. E’ un fidanzato che va a fare la serenata sotto le finestre della sua bella, ma ha paura di svegliare i vicini. Evita le secchiate di acqua gelata, ma a me non convince.
Se mi vuoi fare la serenata, fammela per bene. Con i mariachi.
Allora lascio Damiano e mi metto con GianGino. Poi Damiano mi scrive Diego ti amo con la vernice sul muro accanto al mio portone. Il condominio mi fa pagare i danni, GianGino è geloso, però Damiano viene sotto le mie finestre nottetempo con le rose e io scrivo alla posta di Donna Moderna per avere dei consigli. Mi dicono che con una doppietta da caccia posso liberarmi di tutti e due, allora io mi metto con uno che ha la moto e tutti dicono che sono una facile.
Il film che si proietta nella mia testa finisce e tocca a Cristiana, con La musica è finita. Le hanno messo il vestito della fata turchina. Tommassini la fa cantare in una scenografia che ricorda un festa delle medie all’Overlook Hotel di Shining.
Il tutto è così sinistro, che per la per la paura corro ad accendere tutte le luci di casa.
Sofia chiude la prima manche con Mezzogiorno di Jovanotti. Accanto a lei vestita da gioppina ci sono Damiano e Francesca che ballicchiano, in una coreografia citazionista minimalista elettricista.
L’abissale tristezza della performance è tutta in quel “baby” che chiude le stofe. Nel rabberciato concetto di rock sofiesco diventa un imbarazzante beibeeeèè privo di senso, di carica, e che non va da nessuna parte.
Da qualche parte, comunque si arriva: alla fine della prima manche. I due cantanti con meno voti andranno direttamente alla sfida finale e uno verrà eliminato.
Danno la parola a Carlo Pastore.
Metodi per divertisti con Carlo Pastore #148
Recarsi a casa del professor Hannibal Lecter, suonare educatamente al citofono attendendo pazienti il suo arrivo. Quando apre la porta, indicare verso Pastore dicendo:
- Caro professore, siamo qui per pranzo. Di sicuro lei avrà in casa del buon Chianti, io ho portato le fave e lui ci mette il fegato.
Aspettare per vedere l’effetto che fa.
Sorpresa delle sorprese, allo scontro finale ci vanno i Luana Biz e Damiano.
Ovvero, i Ragazzi della terza C, contro il Generale Patton.
Cantano quello che devono cantare. Dato che ho i poteri paranormali, Damiano a cappella canta Lontano di Tenco. Per un momento lo vedo a torso nudo con uno scudo e una lancia in mano.
Durante l’esibizione dei Luana Biz, arriva il dottor Lightman di Lie to me. Mi fa notare che durante il pezzo Morgan ha la microespressione di: minchia quanto mi fanno cagare.
Alle 23 precise precise, si stappano le bottiglie di champagne, ci si tira coriandoli, si mangia il cotechino con le lenticchie. Ci siamo liberati dei Luana Biz, grazie al voto di Morgan.
Arriva il secondo ospite: Samuele Bersani. Ecco, non è che conosco molto Samuele Bersani, però tutti quelli con quell’accento mi sono simpatici.
Inizia la seconda manche. Anche a questo giro i due con meno voti andranno in ballottaggio.
Apre le danze Chiara con un medley dei Pink Floyd. I Pink Floyd mi piacciono, ma li ascolto da poco. Li ascolto da quando sono diventato vecchio, succede. Bevi l’acqua dal bicchiere anche quando sei a casa da solo, se non dormi una notte poi sei stanco, se fumi troppo il giorno dopo ti fa male la gola, e ascolti i Pink Floyd. Sono cose che capitano quando ti avvicini ai quarant’anni.
Chiara canta direttamente dall’altopiano di Cydonia su Marte. Nel complesso non è male, a parte il rossetto color giallo, che la fa sembrare una che ha vinto una gara di chi mangia più torte alla crema. L’ho preferita altre volte.
Sarà che è tardi, sono stanco, e in questa puntata l’hanno tirata veramente per le lunghissime, ma quando entra in scena Francesca io sento la Cavalcata delle Valkirie e vedo i quattro cavalieri dell’apocalisse al galoppo in un cielo di fuoco e fiamme, sopra una città devastata da esplosioni di cioccolato fuso, nelle cui vie strade si vedono gang di ragionieri in doppio petto pieni di gas.
Che sia un segno premonitore? Non ho tempo di telefonare a Giacobbo per avere spiegazioni. La mia Marge Sferica preferita attacca a cantare un pezzo di KT Tunstall con dei ballerini che ritmano e si agitano.
Per rimanere nell’ambiente del ballo, e per dirla con le parole del grandissimo Zach di Chorus Line: Francesca è brava, però è una ballerina di fila, non una solista.
E basta, perché mi dicono che Francesca ha un brutto rapporto con le critiche e non vorrei che domani irrompesse in casa mia con un lanciafiamme.
E’ il turno delle Yavanna. Hanno abbandonato i boschi, le orecchie e le atmosfere elfiche, e sono pronte per un film fetish di Andrew Blake.
Tutte e tre in versione retrosexy cantano La vie en rose. Un intro in stile grammofono gracchiante vintage, e tutto il resto della canzone in chiave Grace Jones.
Nella prossima puntata canteranno Il ballo del qua qua strizzate in completi di lattice, con le maschere antigas, i copricapezzoli d’acciaio, una coda a plug in, delle scarpe disegnate da John Willie e un arrangiamento in stile Diamanda Galas. Non vedo l’ora.
E’ Silver a chiudere la seconda manche, con Non abbiam bisogno di parole di Ron. Per me Ron, da sempre, è quella roba che sentivo in lontananza suonata dal juke box del Bagno Marino. Mentre io, in spiaggia al buio, limonavo spensierato con una turista olandese di nome Karlotte.
C’è da dire però che Silver è sempre meno The O.C. e sempre più Gianni Morandi. Se ne accorgono tutti. Anche Gianni Morandi che lo scritturerà come controfigura per le serate pacco nella provincia più estrema che lui si è rotto le palle di fare.
Mezzanotte e un minuto, stop al televoto.
Danno la parola a Carlo Pastore.
Metodi per divertisti con Carlo Pastore #149
Recarsi in Africa, durante la migrazione di massa degli Gnu dal Masai Mara al Serengeti.
Posizionare Carlo Pastore nel centro della pista, bendato, dopo averlo spruzzato per bene con un concentrato di ferormoni dicendogli:
- Aspetta qui, che tra poco i tuoi amici ti faranno una bella sorpresa.
Aspettare per vedere l’effetto che fa.
Il pubblico da casa ha deciso che lo scontro finale sarà tra le Yavanna e Francesca.
E’ tardissimo. Sono esausto, mi consolo: manca poco. Sono gli ultimi dieci minuti dell’ultimo film di una retrospettiva su Werner Herzog. E’ impossibile arrivare alla fine senza l’aiuto di un paio di litri di Caffè Sport Borghetti, soprattutto se hanno lasciato Fata Morgana per ultimo.
Ho dei ricordi confusi. C’è un aereo che atterra. O forse no. Un pezzo di Seal, una canzone dei Massive Attack, Mastro Lindo che gioca a Scarabeo con Claudio Lippi, Morgan che parla, che parla, agitando un cappello pieno di profumo da uomo su cui galleggia una prugna, un cavallo, un Serpente Piumato che mi racconta la mia vita con accento genovese, qualcuno che mi scuote, mi sveglio.
E’ mezzanotte e ventiquattro. Morgan manda a casa Francesca.
Io crollo al suolo come le mura di Macchu Picchu. Il tempo consumerà le mie rovine e verrò avvolto dal sudario verde dalla foresta. Verrò scoperto da Hiram Bingham nel 1911.
Fine della sesta puntata di X Factor.

Qui ci sono le altre puntate.

martedì, ottobre 13, 2009

Un giorno da cani.



I Cani chiudono e a me dispiace un casino. Abbaiavano con una voce unica e importante nel latrare del canile del fumettomondo.
Li seguo dall'inizio, e a mio avviso hanno pubblicato uno dei fumetti più belli degli ultimi dieci anni: "Una Lacrima sul viso" di Sartori e Mascitelli, di cui parlai già a suo tempo.
Sul loro sito, spiegano nel dettaglio la loro storia, il loro percorso, i vari come e perchè. Basta cliccare qui e ci arrivi.
Ci sono passato anche io, nel 1999 con la chiusura della Factory.
So che non è la stessa cosa, perchè facciamo cose diverse, però mi sento emotivamente vicino.
Per noi della Factory, chiudere è stato l'inizio di una nuova avventura, e spero che lo sia anche per loro.
BAU!

No, dico... Gli Eterni di Kirby!



In edicola, il lunedì, in allegato con il corrierone o con la gazzettona, c'è la collana: "Super eroi - Le Grandi saghe".
Io la sto seguendo tutta, perchè così via via elimino gli albetti e mi tengo i volumi. Comunque, questioni librarie a parte...
Il numero 32 della collana, sarà dedicato agli Eterni di Jack Kirby.
Significa che, a prezzo popolare da edicola, in un unico volumazzo, c'è una delle opere fondamentali del fumetto mondiale, dell'autore più figo di tutti i tempi, con la sua storia più potente di tutti i tempi.
Anche se non leggi fumetti, devi comprarla, per dovere verso il mondo.
Se mi conosci lo sai già. Gli Eterni di Kirby sono la mia coperta di Linus. Mi hanno fulminato quando ero bambino, ne posseggo l'edizione originale Corno degli anni '80.
No, non la venderò quando il volumazzo sarà nelle mie mani. Periodicamente devo rileggerla, per cui il volumazzo capita proprio a fagiolo.
Anni fa, in occasione di un volume celebrativo su Re Kirby, scrissi in un carme in endecasillabi sciolti ispirato al primo numero degli Eterni.
Di che cosa parla gli Eterni?
Di tutto. E lo fa in un modo grandioso. E' un opera sontuosa, visionaria e profondamente kyrbiana fino all'osso. Tanto che diventa un classico del pop, una miniera per un milione di derivati e derivanti. Cliccando qui, se vuoi, puoi approndire.
Ricapitolando:
Adesso c'è in edicola il numero 30, lunedì 19 ci sarà il 31. Prendi nota: Lunedì 26 devi proprio fare un salto in edicola.

Scrittura e documentazione (1)



Matteo, nei commenti un paio di post qui sotto, mi chiede di spiegare come gestisco tutto il materiale di documentazione necessario per elaborare una storia.
Facciamo un paio di premesse.
Scrivendo fumetti, ci sono “due tipi” di documentazione, riassumibili come: “lavoro di ricerca” e “referenze fotografiche” per il disegnatore.

Partiamo dalle referenze fotografiche, che è più semplice.
Sottopremessa: Nel mio lavoro non ci sono regole universali. Per cui non è detto, non è obbligatorio, non è scritto da nessuna parte che uno sceneggiatore sia obbligato a fornire al suo disegnatore tutti i riferimenti fotografici che servono per quella determinata storia. Io lo faccio, l’ho sempre fatto, e lavorando a stretto contatto con Boselli ho visto che lo fa anche lui. Per cui, su Dampyr lo facciamo.
In genere funziona così: In coda alle tavole di sceneggiatura, c’è un ciccioso fascicolo di fotografie inerenti alle scene descritte prima. I vari blocchi di fotografie sono in ordine cronologico con la sceneggiatura, spesso c’è scritto la tavola e la vignetta a cui si riferiscono. Nella sceneggiatura, dopo la descrizione scrivo proprio: vedi foto A34, oppure: guarda la foto indicata come “scannagatti”. Se la documentazione è tanta, le foto sono raccolte in blocchi tematici.
Mi spiego meglio. Il prologo di una storia che sto scrivendo è ambientato nei giorni precedenti allo sbarco dei marines a Ivo Jima. Nella documentazione fotografica, c’è un faldone il cui titolo recita: Tutto quello ti serve per il prologo guerresco. Contiene le foto delle divise, degli armamenti, dei mezzi, dei marines e dei giapponesi, dei bunker, ci sono panoramiche e dettagli delle isole del pacifico. Foto delle facce dei soldati, foto dei soldati della seconda guerra mondiale in azione nel pacifico e via discorrendo.
Più o meno, per un prologo di undici pagine, ci sono una cinquantina di pagine di documentazione fotografica. Preferisco allegare delle foto storiche vere, piuttosto che immagini tratte da film di guerra.
Perché nella mia testa, in questo modo, il disegnatore può interpretare il “vero” e trasformarlo in “fiction”, piuttosto che partire dalla “fiction” rielaborandola.
Quando le referenze fotografiche diventano troppe? Quando si esagera?
Di solito è il buon senso che me lo dice. Ammetto che qualche volta, in passato, ho esagerato. Comunque dipende molto dal tipo di storia e dal disegnatore con cui sto lavorando.
Mettiamo che sto facendo un fumetto con Rosenzweig. Io e Maurizio siamo entrambi esperti in arti marziali. E’ chiaro che se in una scena uno para il calcio di un altro e lo stende, se scrivo per Maurizio io gli dico: Vignetta 1: Para il calcio anticipandolo in stile wing chun. Vignetta 2: entra in progressione. Vignetta 3: colpisce alla gola. Per Mauri è tutto chiaro, non ho bisogno di dirgli altro.
Ma, se il disegnatore con cui sto lavorando non è un esperto, dovrò fornirgli degli esempi, se voglio che il personaggio usi delle particolari tecniche di lotta.
Una volta, per una scena di combattimento in cui personaggio A, disarmava il personaggio B da un bastone, sono andato nello studio di Ferrario, gli ho dato in mano un manico di scopa, e gli ho fatto vedere fisicamente come si fa.
Tutte le foto che raccolgo per questo tipo di documentazione, alcune le butto via. Altre le conservo, catalogandole per tipologie.
Conservo soltanto le foto di oggetti, armi, mezzi, vestiti, divise e via discorrendo. Invece butto via le foto con scorci di città, luoghi o ambientazioni specifiche. Perché?
Per non correre il rischio che in due fumetti diversi ci siano, per esempio, gli stessi scorci della medesima città, e per non ripetere le atmosfere o le scene.
Come si trovano quelle cose lì?
Prevalentemente uso la Rete. Dimenticati la ricerca immagini di Google italiano. Usa quello americano. Leva tutti i filtri di ricerca. Parti da una semplice ricerca per immagini e poi approfondisci i siti che ti indica. Panoramio è ottimo per le foto ambientali, per esempio.
Poi, ho chiaramente i miei siti segreti che non svelerò.
Tutto questo lavoro è collegato al lavoro precedente, quello di ricerca, quello che viene fatto nella fase di elaborazione del soggetto. E lì non si tratta “solo” di fotografie, ma è proprio un lunghissimo lavoro di analisi e studio, simile a quello di un archeologo che inizia a scavare per portare alla luce lo scheletro di un Tirannosauro. Solo che nel nostro caso, la terra da scavare è l’immaginario personale e globale, e il Tirannosauro è una storia da raccontare.
La documentazione che serve per scrivere una storia è strettamente collegata al come mi viene in mente una storia e al come elaboro la trama.
E’ un discorso lunghissimo, che affronterò nel prossimo post.

Nota aggiuntiva per te che non leggi fumetti:
In effetti sì, ci sbattiamo un casino.

venerdì, ottobre 09, 2009

Diegozilla in Alaska!




Con grande sorpresa, scopro che la splendida Marina Petrillo mi ha inserito tra le segnalazioni della sua trasmissione Alaska. In onda dal martedì al venerdì alle 12 sulle frequenze di Radio Popolare.
Tipo che adesso mi monto la testa.
Dice sul blog del programma: "Immagino che qualcuno di voi segua, magari amandolo, magari detestandolo, il contest musicale di RaiDue, X Factor. Per noi questa esperienza dolceamara non sarebbe completa senza il resoconto del giorno dopo sul blog del bravo e seguitissimo Diego Cajelli"
Clicca qui per il blog di Alaska.
Clicca qui per ascoltare la puntata di oggi. Più o meno verso il sedicesimo minuto, inizia la lettura dalle pagine di Diegozilla.
Non so a voi, ma a me sentirlo ha fatto ridere un sacco.
Grazie Marina!

Leonidamiano!



E' tutta colpa di Kromo nei commenti alla quinta puntata di X Factor.
Come dice spesso qualcuno: Te le strappano proprio da Photoshop!

Sfida alla Temsek!



Hai già fatto un salto in edicola per comprare il numero 115 di Dampyr, scritto dal tuo Diegozilla preferito?
In giro si dice che si sparano talmente tanto che alla fine il fumetto prende fuoco. C'è un po' di continuity, ma non ti spaventare. Anche se non hai mai letto Dampyr lo capisci lo stesso.
Tipo che il supernemico di Harlan e soci, mette altre pedine sulla sua scacchiera, preparandosi per le mosse finali del suo piano... Non dico altro, sennò quelli che leggono Dampyr poi mi strozzano se spoilero troppo.
I disegni dell'ottimo Alessandro Bocci sono una gioia per gli occhi, e come sempre il mio lavoro di sceneggiatura parte da documentazione reale.
Armi, munizioni, modi per comprarle, tutto vero...
Ma anche quello che si vede nel prologo è tutto vero.
Spesso, in giro per il mondo, vengono ritrovate le carcasse dei mostri creati nei laboratori della Temsek.
Non ci credi?
Clicca qui. E' il punto di partenza di tutto il mio lavoro di documentazione, allegato nelle foto reference date a Bocci. Quel simpatico "coso" lo si vede all'inizio dell'albo.
Gino merita un piccolo approfondimento a parte.
Qualcuno si è chiesto se ha le "munizione infinite". La risposta è chiaramente sì.
Altrimenti, che senso ha creare: "un mostro orrendo bavoso pieno di zanne alto tre metri con un mitragliatore M60 al posto del braccio destro" se non può sparare quanto cazzo gli pare?
Gino ingloba il mitragliatore e i proiettili nel suo organismo, e genera le munizioni nuove nella sua schiena, infatti il caricatore a nastro, se ci fai caso, finisce proprio lì.
Concludendo:
Se trovi i resti di un mostro nel tuo giardino, mandami le foto che lo metto nel prossimo Dampyr.

giovedì, ottobre 08, 2009

Promemoria per i prossimi giorni.

X Factor 3 - quinta puntata -



(Clicca qui per tutte le puntate precedenti.)

Alle 21.05, un Facchinetti ebbro del ripieno di cinquanta Boeri, da il via alla quinta puntata di X Factor. Mara Maionchi esce con una maglietta dei Ramones, in ricordo del suo passato punk, quando nel ‘77 masticava cellerini a Bologna.
Si inizia con un ospite: Federico Zampaglione. Non lo conosco. Fatto sta che escono ‘sto tizio e la sua testa. Giuro, vorrei ascoltarlo pendendo dalle sue labbra e saziarmi con la fulgida luce della sua arte, ma ho un problema: nella mia cucina irrompono tre Ninja del Clan Masaburo e mi sfidano a Scala 40.
Così, mentre un tizio e la sua testa cantano in tivvù, io umilio i Ninja chiudendo in mano tre volte e costringendoli a fuggire carichi di vergogna. La stessa che proverei per Zampacoso se lo avessi ascoltato.
Comunque Zampacoso avrò modo di conoscerlo meglio, visto che rimarrà come giudice aggiunto per tutta la prima manche.
Inzia la gara, e comincia Sofia. La clip che precede la sua esibizione è emblematica. Si chiude con lei che si pone la domanda: “Ma io ho paura di te, o sono io che ho paura di me?”
Guarda, è semplice. Io ho paura delle bambole di porcellana, delle asiatiche in camicia da notte con i capelli davanti alla faccia che si muovono a scatti, del forzuto del circo e delle vespe assassine. Di sicuro non ho paura della versione del circolo per anziani di Gianna Nannini, per cui chetati ragazza mia.
Sofia canta This is the life, camminando scalza su un tapis roulant. Sarebbe più divertente se aumentassero la velocità ad ogni strofa, costringendola ad un finale tipo Bolt sui 100 metri. Invece no. Un tizio tra il pubblico espone il cartello: “Sofia, troverai tutto quello che stai cercando”. Bene, posso essere d’aiuto: Sofia, le chiavi della macchina sono nel duodeno di Pulcherio, il piccolo Labrador. Le ha mangiate. La ricevuta della tintoria è nella tasca sinistra della giacca di Bruno Vespa, il Sacro Graal pare che sia da qualche parte a Rennes Le Chateu chiedi a Giacobbo che lui lo sa, il balsamo lo ha usato tutto Francesca, per cui è inutile che lo cerchi. Altre cose, onestamente, non penso che le stia cercando.
Oggi giudici sono buoni e il pezzo piace. Zampacoso prende la parola e ci da la ricetta per la carbonara perfetta.
E’ il turno di Silver, con Non è nel cuore di Finardi. Canta senza chitarrina, zompando su uno sgabellone, con alle spalle un video in cui due limonano duro. Poi a un certo punto esce anche Dawson di Dawson Creek e assieme a Silver vanno a fare impazzire tutte le teenager.
Il pezzo piace, e Zampacoso ci tiene a dirci come si fa l’abbacchio.
Poi è il momento delle Yavanna, con Smell like a teen spirit dei Nirvana. E io improvvisamente non riesco più a muovermi. Non riesco più a respirare, pensare, guardare, sentire. Lo schermo del mio televisore si gonfia all’infuori e compare una bocca. Una carnosissima bocca di donna con il rossetto rosso. Io mi avvicino, mi inginocchio davanti allo schermo e ci infilo dentro la testa, perdendomi in un incubo senza fine di decadenza, orrore e strazio delle carni. Quando mi rendo conto di non essere in un film di Cronenberg il pezzo delle Yavanna è finito. E io mi ritrovo con la stessa faccia di James Woods. Non ho elementi per giudicare il pezzo, non l’ho visto. Non è mai andato in onda, non è mai stato cantato o pensato.
In questa puntata c’è un grandissimo mistero da svelare. Chi era il tizio con in testa un bidet che si vedeva seduto dietro i vocal coach?
Secondo qualcuno è uno dei giudici della Corte Costituzionale venuto lì a festeggiare. Ma perché aveva in testa un bidet della ideal standard?
Mentre telefono a Giacobbo, danno la parola a Pastore.
Metodi per divertisti con Carlo Pastore #147
Recarsi in stazione e comprare due biglietti per quel treno che attraversa le montagne rocciose. Salire sul treno, aspettare il tempo necessario affinché arrivino tutti i terroristi mercenari. Dopodichè andare nelle cucine, cercare Steven Seagal, indicare verso Pastore dicendogli:
- Steven, dovrai uccidere tutti i cattivi e sarà un lavoro lungo, avrai bisogno di energie. Ti conviene mangiare qualcosa di sostanzioso, tipo la cassoeula. Ecco, ti ho portato la verza.
Passare Carlo Pastore, aggiungere la luganega e le cotiche.
Aspettare almeno tre ore per vedere l’effetto che fa.
Pian pianino, mi passa la faccia da James Woods ed è il momento di Marco.
Dalla clip che mandando in onda, si evince di come Marco abbia bisogno di qualcosa.
Secondo molti, gli servono un paio d’ore in compagnia del Sergente Hartman di Full Metal Jacket.
- Come ti chiami soldato?
- Soldato in che senso?
- Voglio sapere il tuo nome, lurido pezzo di fango vomitato da un cinghiale rincoglionito gonfio di raudi che striscia nel suo stesso liquame ribollente di schifosa schifezza e lasciami sorvolare su ovvi insulti che la tua persona genera negli altri semplicemente esistendo.
- Tu non mi stimi.
Marco canta My baby don’t care e canta benissimo. E’ questo il problema. E’ proprio come quei tizi che se non mettono tutte le scarpe in fila per benino e se non mangiano sempre le stesse cose sclerano, ma poi sono dei geni con la matematica. Ma cacchio. E’ talmente insopportabile che lo prenderebbe a calci in culo anche il Dalai Lama. Si incazza anche Morgan.
Lo dico adesso. Questa edizione la vince Marco, eh.
Dopo sei secoli di polemiche, finisce la prima manche. Zampacoso e la sua testa salutano tutti, e tornano nel villaggio dei Zampacosi dove il vino è sincero ed è fatto con l’uva.
Il televoto decreta che allo scontro finale ci andrà Sofia. Che è come un colpo di scena in Squadra Speciale Cobra 11. Non era ovvio, non era prevedibile. Era annunciato direttamente nel titolo.
Dopo un servizio sul botulino di Mara Maionchi, inizia la seconda manche.
Apre Mario, con Hello I love dei Doors. Riarrangiata su una base da Cugini di Campagna, canta in compagnia di ballerine soldatine, che vengono denudate da schermi pseudo raggi x.
Non mi piace molto. No, no no.
Tocca ai Luana- adorateci-che-siamo-simpatici- Biz. Cantano Futura di Dalla.
La loro esibizione, è da ospiti di un programma estivo di Rai Uno in quarta serata.
Alle 23.40, in diretta da Monticelli D’Ongina, la capitale dell’aglio, va in onda la prima edizione del premio: La più bella tra le trecce. Conducono la serata Mauro de Francesco e Gegia, ospiti musicali i Luana Biz. A questo siamo. E a questo rimaniamo.
Oltre all’identità del misterioso uomo arcigno con il bidet in testa seduto dietro i vocal coach, in questa puntata si svelerà un altro mistero: perché a Morgan non piace Francesca?
Saranno anche cazzi suoi, ma pare che a questa domanda si debba dare forza una risposta. Dopo una clip in merito, esce Francesca in versione dark, che canta Città Vuota di Mina. La canta a Morgan, per Morgan, guardando negli occhi Morgan fino ad avvicinarsi a lui in un romantico tetttatett.
(Non so come si scrive. Sono tamarro e non parlo francese. Anzi, il francese mi fa proprio incazzare, ogni volta che sento qualcuno dire: “nouvelle vague” a me viene da strappare a metà le guide telefoniche.)
Sono le 23.03 ed è il momento delle lacrime. Francesca piange, Tommassini piange, Morgan subisce il fascino della canzone fatta apposta per lui e si complimenta con Francesca.
Arriva Chiara, con Indaco dagli occhi di cielo di Zucchero. Dato che sono sordo, avevo capito: Sindaco dagli occhi di cielo, e avevo pensato a una canzone d'amore dedicata a Cacciari. Ho già detto in passato che il problema di Zucchero è proprio essere Zucchero. Se lui non c’è, va tutto bene. Se lui è presente, basta un suo poster, mi viene da cercare quel gioco da luna park: Martella la Talpa, sperando di trovarne uno abbastanza grande per contenere Zucchero.
Lui non c’è. Chiara canta bene e mi si commuovono anche le piastrelle dell’antibagno.
Damiano chiude la seconda manche, con Che Cossè l’amor di Vinicio Capossela. Che è un po’ come dire: Ma secondo te in questa puntata Daitarn 3 come la forza di che cosa sconfiggerà il Megaborg?
Ha ragione Morgan. Scontatissimo e a rischio di bluff. Potrei dire che siamo già al manierismo senza essere nemmeno passati dal via.
Pare che Claudia Mori sia proprio cotta di Damiano. E' carina e sorride. In effetti, la cosa che mi piace di più di questa edizione di X Factor è proprio Claudia Mori.
Intanto che da casa si televota, è il momento dell’ospitone internazionalone: Mika.
A me è simpatico. Ha la faccia buffa e l’aria di uno bravo a fare quello che fa.
Poi dopo, è tutta questione di gusti. Ma a prescindere, io ho una passione smodata per tutti i gruppi in cui c’è una ragazza che suona la batteria. Ahh, le batteriste! Credo sia una mia perversione che affronterò quando potrò permettermi di andare in analisi.
Intanto, arrivano i risultati.
Lo scontro finale sarà Mario contro Sofia.
Sofia si Nanninizza e mi fa la dura. Mario canta meglio a cappella.
Non fanno gli appelli, e si va direttamente al voto dei giudici.
Morgan dice Sofia.
La Mori dice Marco.
Di nuovo, è tutto nelle mani di Mara Maionchi, che è un po’ come dire: bravo bravo mi sei piaciuto hai cantato bene ma quale botulino che carogna mio marito cazzo merda vaffanculo ti rigo la fiancata della macchina.
Mara dice Mario. Morgan si incazza di brutto e sclera per un manciata di minuti.
Ma non c’è tempo per la royal rumble, perché deve entrare un cantante nuovo. Come sempre, ne vengono proposti uno per categoria, decide il voto da casa.
Mika farà da giudice aggiunto.
Iniziano The Menlove, un gruppo vocale che ha meno speranze di un salmone lento che risale le rapide nella valle degli orsi. Gli orsi hanno pure i fucili e il fiume è in secca.
Cantano un pezzo dei Police, piatti e senza modulazione. Anche Mika è perplesso, oppure ha proprio sempre quella faccia lì.
Poi è il turno di Cristiana, per la categoria di Morgan. Canta un pezzo da gran serata al casinò. Un pezzo molto ecologista, perché su di me ha impatto zero. Tipo che non ho capito il titolo, ma ho capito che era di Costello/Bacharach perché ci tengono a dirmelo due o trecento volte.
Chiude Tatiana, con una canzone frizzantina e molto pop. Tatiana è vestita come un agente immobiliare e per giunta ha il tatami del Cobra Kai ripiegato in testa a mò di fiocco.
Fatene vedere altri tre, dai. Soprattutto per quanto i riguarda i gruppi vocali, che non possiamo rimanere in ostaggio dei Luana Biz, cazzo.
Il pubblico invece, con il sostegno di Mika, decide che la new entry sarà Cristiana.
Per cui, nulla di fatto. Morgan aveva cinque cantanti all’inizio e ne ha ancora cinque alla fine.
Diabolico.
Ore 00.23, fine della quinta puntata di XFactor.

lunedì, ottobre 05, 2009

Il magnifico editoriale di Minzolini The Magnificent.



Da quando ho smesso di guardare i telegiornali, mi sono passati una serie di malesseri fisici e mentali tra cui lo scorbuto e la sindrome di tourette.
Purtroppo, non basta smettere di guardare i tiggì per salvarsi dai tiggì. E quando sui giornali leggo che Minzolini del TG1 ha sparato a zero sulla manifestazione di Roma, la mia curiosità mi ha spinto a cercare il video sul tubo. Trovandolo, per giunta.
Non sono riuscito a vederlo tutto. Non ho potuto. Ne vedrò un paio di secondi al giorno per i prossimi mesi. Onde evitare di distruggere questo piano della realtà a colpi di maledizioni.
Comunque sia, ci sono un paio di passaggi molto interessanti. Compresa la musichetta del circo, pappapara parappa pa para...
Parto dall’inizio. Minzolini The Magnificent esordisce così:
"Lo dico senza spirito polemico: la manifestazione di oggi per la libertà di stampa per me è incomprensibile".
Qui mi scappa un sorriso. Non è da tutti ammettere subito i propri limiti. Comunque dal suo punto di vista tutto fila. In sostanza ci dice: Per che cosa cazzo manifestate? Non fate prima a venderla quellarobalì, come ho fatto io? Guardate che dopo si sta benissimo, eh!
Poi prosegue:
"Manifestare è sempre legittimo e salutare per la democrazia, ma in un Paese dove negli ultimi tre mesi sono finiti nel tritacarne mediatico Berlusconi, l'avvocato Agnelli, l'ingegner De Benedetti, l'ex direttore di Avvenire, il direttore di Repubblica e tanti altri, denunciare che la libertà di stampa è in pericolo è un assurdo".
Tradotto in italiano significa: Per creare una situazione in cui l’unico che può criticare Berlusconi è la statua di cera di Capitan Findus, abbiamo sparato merda su tutto e tutti. Ma voi, imperterriti andate avanti. Allora ti faccio notare che in una vera democrazia, se tu dici che il Premier russa quando dorme, io pago qualcuno per bucarti le ruote della macchina, e se ti lamenti ho ragione io.
Poi sciorina dei numeri. O meglio: inizia a dare i numeri, o continua a dare i numeri, a seconda di come la vedi. Sparare numeri e percentuali, senza fonte, è il sistema migliore per occupare minuti dicendo cazzate. In sostanza, c’è il 60% di possibilità che uno sia il 36% più stronzo rispetto al 1998.
E poi va avanti:
"la manifestazione di oggi è un episodio di questo scontro perché fotografa una disparità. E' stata convocata contro la decisione del premier di querelare due giornali, Repubblica e Unità. Si confessano due sole querele ma non quelle che colpiscono gli altri giornali, magari di diverso orientamento".
Ho letto oroscopi con più senso e molto più aderenti alla realtà dei fatti. E’ un capolavoro. Un capolavoro di comunicazione. Bisognerebbe scriverci un libro.
Primo capitolo: Disparità: Non è colpa mia se sono l’Imperatore, è colpa vostra che siete degli sfigati.
Dopodichè, dice:
“Vediamo poi quello che succede all'estero, Nel 2004, Tony Blair…”
Che cosa succede all’estero, veramente?
All’estero succede che per faccende di minore gravità, i primi ministri vengono sparati affanculo e si dimettono, ecco che cosa succede.
Succede anche che spengo You Tube. Altrimenti, viste le nuove e ardite bestemmie che sto coniando, la terra si potrebbe spaccare e Satana in persona potrebbe venire a prendermi.
E io, all’inferno per colpa di Minzolini, non ho voglia di andarci.

sabato, ottobre 03, 2009

New Yorkazilla 09 - quattro -



Candy Hostel 2
Il giorno della partenza, la camera va lasciata entro le 11. Che è un po’ un orario del piffero se per esempio hai l’aereo alle sei di sera.
Non c’è problema. Nel seminterrato ci sono degli enormi armadietti, in cui puoi lasciare le valigie. Gli armadietti hanno la chiusura elettronica, con un codice, tipo i depositi bagagli delle stazioni (Ne ho visto uno simile ad Amsterdam) il prezzo è di 5 dollari per 24 ore.
Attenzione però. 5 dollari per un'unica apertura. Se metti dentro le valigie, infili i 5 dolla, l’armadietto si chiude e la macchinetta ti stampa la ricevuta con il codice di apertura.
Se ti rendi conto che hai lasciato in valigia qualcosa che ti serve e riapri l’armadietto, il codice si azzera e devi pagare altri 5 dollari.
Chiudi tutto quando sei ben sicuro di non aver lasciato dentro qualcosa che ti servirà durante la giornata.

Bloomingdales.
Ci sono andato per fare pipì. Prima di espletare i miei bisogni fisiologici, ho visto prezzi che voi umani non potete neanche immaginare.
Comunque sia, i cessi di Bloomingdales sono puliti e ordinati. Alle pareti, ci sono le stampe di Richie Fahey. Un artista che non conoscevo, scopro che mi piace parecchio. Non è male andare al cesso e uscire prendendo appunti. Dopo essersi lavati le mani, chiaramente.

Elettronica.
Qui hanno un rapporto diverso con la tecnologia. In metro ho visto un sacco di gente con il libro elettronico brandizzato dalla Amazon. Quello che ti scarichi i libri e poi te li leggi sullo schermo.
E’ in mano anche a gente di una certa età. Quella che qui da noi è linguaggio comune dire che avrebbe problemi a programmare un videoregistratore.
La stessa che è in panico con il digitale terrestre, tanto che alcune catene di negozi si vantano di mandarti a casa un tecnico per aiutarti.

La maglietta.
Se proprio devi, aspetta a comprarti la classica maglietta con I Love NY. Te la vendono ogni due passi e il prezzo si abbassa a ogni isolato. Ne consegue che quella maglietta è l’articolo dal prezzo più variabile del mondo. Si parte dai 24dolla, si passa per 5 (solo bianche) a 4 dolla, si arriva a una per 1 dolla e 99, pescatela nel cestone.

SMS
Diè, cazzo, sei a NY e non mi dici niente?!
Uh… Ma ero convinto che tu e la tua bella eravate in Brasile o in Dubai!
Decisamente no, quando partite?
Domani.
Allora stasera ci vediamo, vi veniamo a prendere in ostello.
Sicuro? Per voi non è uno sbattimento?
No. Siamo nel Jersey, mica in Dubai.

St Mark’s Comics.
11 St Marks Place.
Unico negozio di fumetti in un cui ho messo piede.
Non ho potuto resistere e ho comprato i fumetti di Obama, Sara Palin e della Principessa Diana.
Sono favolosamente orrendi.
Davide mi ha regalato il numero 1 di Northlanders. Che invece è una figata.
Perché ci siano infilati lì? Perché è vicino al Giapponese Pazzo e perché ci è andata anche Carrie in Sex & The City. Che è una buona scusa per far fermare due ragazze davanti al negozio e sgaiattolare dentro.


(Continua...)

giovedì, ottobre 01, 2009

X Factor 3 - Quarta Puntata - Supplemento.



Ricevo una mail in cui, con un certo tono stizzito, mi si chiede:
"Ma tu, che musica ascolti?"
Ecco.
In effetti è difficile rispondere a questa domanda. Nel senso che ascolto di tutto. Prediligo il sano metallo, il rock classico e quello southern, gli anni '80 e altre mille cose.
Poi vado a periodi.
Metallica a parte, non riesco ad ascoltare sempre lo stesso tipo di musica. Per cui mi fisso su qualcosa e vado avanti ad ascoltare quel tipo di qualcosa per settimane. Poi mi stufo e passo ad altro.
Ultimamente ho una fissa per Jerry Reed:



Gli Alabama:



E il cotonato di Bonnie Tyler.
In questo video tra l'altro ci sono le Yavanna che fanno le coriste.



Sì. Per piacermi, i video devono essere imbarazzanti.
Perchè, come dice Cecchetto: La musica si vede.

X Factor 3 - quarta puntata -



Alle 21.03, nell’esagitazione generale, tra le esplosioni di flash bomb, un Facchinetti vestito come il Mago di Segrate da il via alla quarta puntata di X Factor.
Sarà un puntata memorabile, che rimarrà per sempre nella storia della televisione italiana. Uno: ci saranno i Tokio Hotel come ospiti. Due: Ci sarà un collegamento con l’ultimo concerto dei Pooh nella formazione originale. Tre: Ci sarà Cecchetto come giudice aggiunto nella seconda manche.
La mia schiena viene percorsa dai brividi e ho un nodo nello stomaco. Non capisco se è l’emozione per una serata così ricca, oppure è colpa della peperonata cingalese con le cozze e il cinghiale che ho mangiato, fredda di frigo, per cena.
Mandano in onda un servizio sulle polemiche Mori Vs Autori della puntata scorsa. Una roba che Studio Aperto avrebbe vergogna a trasmettere. Ci manca la colonna sonora del Favoloso Mondo di Amelie, un cagnolino abbandonato, un orso da coccolare, l’estate più calda del millennio, le tette di qualcuna e poi c’è tutto quello che serve per farti incazzare.
Inzia la gara. E’ Ornella a salire per prima, con One degli U2.
Canta vicino a due manone girevoli. Sono il calco delle mani di Gianni Morandi, portano fortuna.
Fatto sta che trovo la performance di Ornella tanto interessante quanto osservare per ore un distributore automatico di bevande calde in avaria.
Fuori dagli studi, quattromila bimbominchia in delirio aspettano i Tokio Hotel. Mi dicono che sono lì dalle sei del mattino.
Tocca a Francesca, canta The Boys Does Nothing di Alicia Dixon.
Oggi, il tecnico audio ha i cazzi suoi. Il cagnolino abbandonato nel servizio di Studio Aperto era il suo, per cui è un po’ distratto e fa qualche casino.
Dopo un momento di panico, e un secondo inizio, Francesca si esibisce. La trovo molto convincente. Non capisco perché sta cosi tanto sulle palle a Morgan.
Questa sera Francesca ha nascosto la sua insicurezza tra i capelli e mi piace un bel po’.
Sogno di navigare nel suo universo tricotico con un astronave, cercando un pianeta di classe M nella galassia in basso a desta, vicino all’orecchio.
E’ il turno di un servizio speciale sul talento incompreso Pierpaolo, spronato a partecipare alle selezioni da un non meglio identificato Tenore di Torino.
Zia Mara, in formissina, conclude con un aneddoto aggiuntivo. Tipo che Pierpaolo poi ha telefonato a suo marito, dando dell’uomo di merda a lui e della puttana a lei.
Il servizio, assume un ottica di difesa da uno stalker.
Facchinetti si preoccupa sempre del Moige, dovrebbe preoccuparsi anche della Lega Italiana Protezione dei Congiuntivi.
Tocca alle Yavanna. Usciranno con o senza le orecchie? Per sicurezza telefono a Tulsa Doom, il signore dei serpenti, quello che una volta pensava che il potere fosse nella spada e poi ha capito che invece è nella mano che la brandisce. Vorrei avvisarlo che ci sono tre ancelle pronte, alle quali può dire: Tu! Vieni a me!
Trovo occupato. Forse Tulsa Doom è al telefono con Conan.
Poi sul mio televisore compaiono tre coppette di gelato Häagen-Dazs di dimensioni colossali. Si aprono. Dentro di sono le Yavanna. Cantano Aria, di nonsochi. Succinte, scalze e svolazzanti.
Ecco. Non comprerei mai un disco di queste qui, ma senza le orecchie di gomma le trovo abbastanza sopportabili.
E’ il momento di Mario, la new entry. Accompagnato in scena dall’infermiera porca dei film di Pierino, ma che ricorda un po’ quella di Silent Hill. Mario canta La Crisi dei Bluvertigo.
Non lo so. C’è qualcosa che non va, l’immagine c’è, bisogna lavorare sul resto.
Dopo sei ore di polemiche, arriva Damiano. Canta Redemption Songs di Bob Marley.
Se fossi uno colto, ti direi che i libri posati a terra che vengono sfogliati dal vento sono una dotta citazione al cinema metafisico di Šarūnas Bartas. Ma dato che non sono un intellettuale, a me hanno ricordato una scena di Debbie si fa Dallas parte 6.
Per fortuna la canzone è stata riarrangiata e non è più un reggae. Non ce la faccio con il reggae, piuttosto ti autorizzo a sfogliare la mia rarissima collezione completa di Kamandi della Edizioni Corno con le mani sporche di sugo.
Damiano va bene. Ma non è una sorpresa.
Fine della prima manche.
Intanto fuori, arrivano i Tokio Hotel. C’è sto tizio con i capelli stirati, che firma autografi, provocando infarti tra giovani cuori in fibrillazione ormonale.
Giunge l’esito del televoto. Allo scontro finale ci andrà Ornella.
Quindi, alle 22.32, sul palco di X Factor, salgono i Tokio Hotel. Cantano Automatic.
Bene. Finalmente vedrò i Tokio Hotel. Mi succede qualcosa. Forse per colpa della peperonata cingalese con le cozze e il cinghiale mi trasformo in una quattordicenne emo sovrappeso che urla piangendo.
Stupendiximiximiximiximooooo!!!!!!!! Braviximiximiximiximiiiii!!!!! No cioè però mtk!!!! Ma a te kuale ke ti piace di + ?!?!?!?!!?!?!?!?!?!?! A me Tommino ke è carino carino e fa il kattivo. Poi cià il pirsing. Ma qnt è bello Bill vestito come la versione dark del mago zurlì? Cmq alla fine, adoro alla follia ttt qnt, xkè dnsu la vetta della torre antika pssr solitario, alla kampagna kantando vai fnk nn more il giorno E ra l’armonia per qst valle. Primavera dintorno brilla nell’aria, e x li kampi esulta sì ka mirarla intenerisce il kore.
Alle 22 e 39, inizia la seconda manche. Arriva Cecchetto, e si porta dietro tutti gli anni ’80. Li ha conservati con estrema cura nel continuum temporale del suo cervello. Sentirlo parlare, è come apire una finestra nella Milano che fu. E’ inquietante. Mi aspetto da un momento all’altro un collegamento con il congresso del PSI e la piramide, i garofani, le feste al Vogue e gli yuppies.
Inizia la seconda manche Marco, cantando Psicho Killer dei Talking Heads. Dopo una polemica di mezz’ora dalla quale evinco che a riguardo della preparazione degli aspiranti, qualunque cosa aspirino a diventare, musicisti o fumettisti, sono sulle stesse posizioni di Morgan.
Marco canta, ma non riesce a infondere al pezzo la stessa angoscia che ci metteva Byrne.
E’ un ragazzo troppo squinternato a tavolino per trasmettere un disagio vero.
Tocca a Sofia, con L’Anno che verrà di Dalla. Indossa la stessa camicetta della signorina Rottermaier e canta nella nebbia, davanti a un tizio immobile.
L’arrangiamento, in tema con la camicetta, è lo stesso delle sigle dei cartoni animati. Dato che non ci sono razzomissili e componenti da lanciare, trovo tutto abbastanza tremendo.
E’ il momento di Chiara, con Perdere L’amore di Massimo Ranieri. Alle spalle di Chiara, c’è l’abat-jour di Godzilla con dentro le ombre di due ballerini che ballano. Mi piace parecchio. Moltissimo.
E’ brava, e l’arrangiamento sussurrato e non urlato aggiunge grazia al tutto.
Danno la parola a Carlo Pastore.
Metodi per divertirsi con Carlo Pastore #145.
Recarsi nella più vicina base in Antartide, dove un gruppo di simpatici scienziati sta procedendo con il carotaggio degli strati di ghiaccio. Rubare nottetempo tutte le punte delle trivelle. Al mattino, di fronte alla tristezza degli scienziati, risolvere il problema dicendo:
- Perché non provate con questo?
Montare Carlo Pastore sulla punta del pistone idraulico termoriscaldato per la perforazione dei ghiacci.
Aspettare per vedere l’effetto che fa.
Arriva il turno dei vi-dobbiamo-essere-simpatici-per-forza Luana Biz. Cantano I Don’t feel like dancing degli Scissors Sisters.
Vanno a spasso per lo studio perche vi-dobbiamo-essere-simpatici-per-forza. Dato che ci siete, potete venire a lavarmi la Skoda? Vi troverei molto più simpatici.
Il pezzo non ha energia vitale. Si prova un paio di volte con il defibrillatore, ma poi il dottor Greene si arrende.
Per una questione numerica, visto che a Mara sono rimasti solo due gruppi, I Luana simpatia-simpatia Biz ce li dovremo tenere per un bel po’. Mi rassegno.
Silver chiude la seconda manche, con Svalutation di Celentano. Ha lasciato la chitarrina al campeggio degli scout, sperando che non la usino per accendere un falò su cui arrostire le toffolette. Agghindato un po’ come Rino Gaetano, Silver canta un pezzo degli anni settanta che sembra scritto ieri. Sarà il testo, sarà che ha la faccia giusta, ma questa ser Silver è il mio preferito. Bravo.
Ci si collega ancora con i Pooh in concerto, si lasciano dire due cazzate a Cecchetto, anzi, dice sei volte la stessa cosa: “La musica si vede”.
Dire sei volte che la “musica si vede” con quell’onesta convinzione di rivelare una sconosciuta verità, oggi, nel 2009, ha un che di tenerissimo.
Non si può non voler bene a Cecchetto, non ditegli per esempio che nei tempi in cui viviamo la musica può arrivare in modo virale, altrimenti gli esplode il cervello.
Viene data la Parola a Carlo Pastore.
Metodi per divertirsi con Carlo Pastore #146.
Recarsi nei pressi di una scogliera della tundra artica, durante la migrazione dei Lemmings.
Sorridere verso Carlo Pastore dicendogli:
- Ora vai, segui i tuoi simili!
Aspettare per vedere l’effetto che fa.
L’esito del televoto decreta che lo scontro finale sarà: Ornella contro Sofia.
Cantano quello che devono cantare, fanno i loro appelli, tricchetracche.
Mori dice: Ornella.
Morgan dice: Sofia.
E’ tutto nelle mani di Mara Maionchi, che è un po’ come dire: ah ah ah molto bene hai cantato bene bravo mi sei piaciuto cazzo vaffanculo.
Mara dice: Ornella.
Ed è Ornella che viene eliminata. Nonostante una versione di don crài for mì argentina che lucida gli occhi a tutti i peronisti in ascolto.
Per ripicca, Maradona picchia l’ambasciatore italiano a Buenos Aires.
0.20, fine della quarta puntata di X Factor.

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