
Alle 21.03, tra bordate di qualunquismo dantesco e detonazioni di ottuso entusiasmo, un Facchinetti con le sinapsi sovraeccitate dal Vicks Vaporub da inizio alla sesta puntata di X Factor.
C’è un palco attrezzato, ma chissà perché la scritta Marshall sugli amplificatori è stata censurata con vari strati di nastro isolante nero. Poi escono i giudici: Morgan si è tinto i capelli con il brasato e ha in mano due rose. Claudia Mori ha lo stesso vestito di Koros, la tizia che faceva da interprete a Don Zauker in Daitarn 3. Zia Mara invece, è sempre zia Mara, cazzo.
Entrano i primi ospiti, gli Skunk Anansie. Direttamente dagli anni ’90, dopo 10 anni di separazione eccoli qua con la reunion, dal frigo con amore.
Io non so bene che cosa sta succedendo, però ultimamente mi sembra ci sia troppa attenzione verso gli anni ’90. Secondo me è meglio lasciarli stare. Per chi come me in quel periodo aveva più o meno vent’anni, gli anni novanta sono ancora una ferita aperta.
Negli anni ’90 io facevo molto tardi la sera ed ero convinto che il Mondo mi dovesse qualcosa. Poi, ho imparato che il Mondo non aveva nessun obbligo nei miei confronti, e tutto quello che in qualche modo sono riuscito ad avere da lui, ho dovuto scavarlo fuori dal granito a mani nude. Non so te…
Gli Skunk fanno il loro pezzo, poi Facchinetti intervista Skin. Uno scambio di pensierini per la felicità di tutte le maestre di sostegno in ascolto. Skin rimarrà come giudice aggiunto per tutta la prima manche. Novità della puntata: Due eliminazioni. Una per turno.
Si parte con
Marco, che canta
Ashes to Ashes di David Bowie. Il pezzo è difficile. La scenografia è di burattini manichini, e lui canta su un altalena che poi alzano di un paio di metri. Arriva un trapezista del Circo Togni che con un triplo salto mortale aggancia Marco con le gambe e lo scarica in mezzo alla platea. Marco sbriga la pratica Bowie. Esegue un pezzo complicato, lo fa bene, ma niente di più.
Ai giudici piace, a Skin piace, e si decreta che tra Marco e Morgan, dopo i casini della scorsa puntata è scoppiata la pace. La tirano piuttosto per le lunghe.
Poi è il momento dei
Luana –ci crediamo tantissimo- Biz. Preceduti da una clip snervante in cui polemizzano, scazzano, puntualizzano. Escono conciati come dei pescatori di vongole, e cantano
Due Destini di Zampacoso. Sorvolo sul pezzo. Fatto sta che i Luana Biz si atteggiano da boy band e fanno anche le faccette sexy. Il problema è che non hanno studiato bene le boy band, e non sono credibili. Manca quello bello bello bello che piace anche alle mamme, manca quello bello ma criminale, manca quello sopra le righe e un po’ pazzerello, e manca quello che sembra brutto, ma che se si leva gli occhiali e canta sotto la pioggia al rallenty è fighissimo anche lui. Se metti i Luana Biz a cantare sotto la pioggia al rallenty, al massimo gli cresce il muschio sulla schiena, altro che boy band.
Finito il pezzo, uno strazio che in alcuni paesi più civili del nostro è considerato illegale, scattano settanta ore di polemiche, frecciatine, attacchi, menate e defilippizzazioni.
Barbetta dei Luana Biz è piuttosto aggressivo. E’ ostile come un maranza di Cinisello Balsamo a bordo di una Fiat Uno elaborata che sgasa al semaforo con Ramazzotti a palla sull’autoradio. Dopo quattro ore di discorsi che non vanno da nessuna parte, capisco quanto i Luana Biz mi abbiano nuclearizzato i coglioni. Sono estenuato.
Il mio divano mi ingoia, mi mastica piano un paio di volte, e poi mi sputa. Rotolo sul pavimento in cerca d’aria ed è il turno di Damiano.
Damiano canta un pezzo di Tracy Chapman,
Baby can I hold you. Indossa la mia giacca preferita. Quella che quando la vedo a Camden Town me la vorrei comprare, ma costa un patrimonio. Damiano canta senza picchi, piatto piatto, quatto quatto. E’ un fidanzato che va a fare la serenata sotto le finestre della sua bella, ma ha paura di svegliare i vicini. Evita le secchiate di acqua gelata, ma a me non convince.
Se mi vuoi fare la serenata, fammela per bene. Con i mariachi.
Allora lascio Damiano e mi metto con GianGino. Poi Damiano mi scrive
Diego ti amo con la vernice sul muro accanto al mio portone. Il condominio mi fa pagare i danni, GianGino è geloso, però Damiano viene sotto le mie finestre nottetempo con le rose e io scrivo alla posta di Donna Moderna per avere dei consigli. Mi dicono che con una doppietta da caccia posso liberarmi di tutti e due, allora io mi metto con uno che ha la moto e tutti dicono che sono una facile.
Il film che si proietta nella mia testa finisce e tocca a
Cristiana, con
La musica è finita. Le hanno messo il vestito della fata turchina. Tommassini la fa cantare in una scenografia che ricorda un festa delle medie all’Overlook Hotel di Shining.
Il tutto è così sinistro, che per la per la paura corro ad accendere tutte le luci di casa.
Sofia chiude la prima manche con
Mezzogiorno di Jovanotti. Accanto a lei vestita da gioppina ci sono Damiano e Francesca che ballicchiano, in una coreografia citazionista minimalista elettricista.
L’abissale tristezza della performance è tutta in quel “baby” che chiude le stofe. Nel rabberciato concetto di rock sofiesco diventa un imbarazzante beibeeeèè privo di senso, di carica, e che non va da nessuna parte.
Da qualche parte, comunque si arriva: alla fine della prima manche. I due cantanti con meno voti andranno direttamente alla sfida finale e uno verrà eliminato.
Danno la parola a Carlo Pastore.
Metodi per divertisti con Carlo Pastore #148Recarsi a casa del professor Hannibal Lecter, suonare educatamente al citofono attendendo pazienti il suo arrivo. Quando apre la porta, indicare verso Pastore dicendo:
- Caro professore, siamo qui per pranzo. Di sicuro lei avrà in casa del buon Chianti, io ho portato le fave e lui ci mette il fegato.Aspettare per vedere l’effetto che fa.
Sorpresa delle sorprese, allo scontro finale ci vanno i Luana Biz e Damiano.
Ovvero, i Ragazzi della terza C, contro il Generale Patton.
Cantano quello che devono cantare.
Dato che ho i poteri paranormali, Damiano a cappella canta Lontano di Tenco. Per un momento lo vedo a torso nudo con uno scudo e una lancia in mano.
Durante l’esibizione dei Luana Biz, arriva il dottor Lightman di Lie to me. Mi fa notare che durante il pezzo Morgan ha la microespressione di:
minchia quanto mi fanno cagare.Alle 23 precise precise, si stappano le bottiglie di champagne, ci si tira coriandoli, si mangia il cotechino con le lenticchie. Ci siamo liberati dei Luana Biz, grazie al voto di Morgan.
Arriva il secondo ospite: Samuele Bersani. Ecco, non è che conosco molto Samuele Bersani, però tutti quelli con quell’accento mi sono simpatici.
Inizia la seconda manche. Anche a questo giro i due con meno voti andranno in ballottaggio.
Apre le danze
Chiara con un medley dei Pink Floyd. I Pink Floyd mi piacciono, ma li ascolto da poco. Li ascolto da quando sono diventato vecchio, succede. Bevi l’acqua dal bicchiere anche quando sei a casa da solo, se non dormi una notte poi sei stanco, se fumi troppo il giorno dopo ti fa male la gola, e ascolti i Pink Floyd. Sono cose che capitano quando ti avvicini ai quarant’anni.
Chiara canta direttamente dall’altopiano di Cydonia su Marte. Nel complesso non è male, a parte il rossetto color giallo, che la fa sembrare una che ha vinto una gara di chi mangia più torte alla crema. L’ho preferita altre volte.
Sarà che è tardi, sono stanco, e in questa puntata l’hanno tirata veramente per le lunghissime, ma quando entra in scena
Francesca io sento la Cavalcata delle Valkirie e vedo i quattro cavalieri dell’apocalisse al galoppo in un cielo di fuoco e fiamme, sopra una città devastata da esplosioni di cioccolato fuso, nelle cui vie strade si vedono gang di ragionieri in doppio petto pieni di gas.
Che sia un segno premonitore? Non ho tempo di telefonare a Giacobbo per avere spiegazioni. La mia Marge Sferica preferita attacca a cantare un pezzo di KT Tunstall con dei ballerini che ritmano e si agitano.
Per rimanere nell’ambiente del ballo, e per dirla con le parole del grandissimo Zach di Chorus Line:
Francesca è brava, però è una ballerina di fila, non una solista.E basta, perché mi dicono che Francesca ha un brutto rapporto con le critiche e non vorrei che domani irrompesse in casa mia con un lanciafiamme.
E’ il turno delle
Yavanna. Hanno abbandonato i boschi, le orecchie e le atmosfere elfiche, e sono pronte per un film fetish di Andrew Blake.
Tutte e tre in versione retrosexy cantano
La vie en rose. Un intro in stile grammofono gracchiante vintage, e tutto il resto della canzone in chiave Grace Jones.
Nella prossima puntata canteranno
Il ballo del qua qua strizzate in completi di lattice, con le maschere antigas, i copricapezzoli d’acciaio, una coda a plug in, delle scarpe disegnate da John Willie e un arrangiamento in stile Diamanda Galas. Non vedo l’ora.
E’
Silver a chiudere la seconda manche, con
Non abbiam bisogno di parole di Ron. Per me Ron, da sempre, è quella roba che sentivo in lontananza suonata dal juke box del Bagno Marino. Mentre io, in spiaggia al buio, limonavo spensierato con una turista olandese di nome Karlotte.
C’è da dire però che Silver è sempre meno The O.C. e sempre più Gianni Morandi. Se ne accorgono tutti. Anche Gianni Morandi che lo scritturerà come controfigura per le serate pacco nella provincia più estrema che lui si è rotto le palle di fare.
Mezzanotte e un minuto, stop al televoto.
Danno la parola a Carlo Pastore.
Metodi per divertisti con Carlo Pastore #149Recarsi in Africa, durante la migrazione di massa degli Gnu dal Masai Mara al Serengeti.
Posizionare Carlo Pastore nel centro della pista, bendato, dopo averlo spruzzato per bene con un concentrato di ferormoni dicendogli:
- Aspetta qui, che tra poco i tuoi amici ti faranno una bella sorpresa.Aspettare per vedere l’effetto che fa.
Il pubblico da casa ha deciso che lo scontro finale sarà tra le Yavanna e Francesca.
E’ tardissimo. Sono esausto, mi consolo: manca poco. Sono gli ultimi dieci minuti dell’ultimo film di una retrospettiva su Werner Herzog. E’ impossibile arrivare alla fine senza l’aiuto di un paio di litri di Caffè Sport Borghetti, soprattutto se hanno lasciato Fata Morgana per ultimo.
Ho dei ricordi confusi. C’è un aereo che atterra. O forse no. Un pezzo di Seal, una canzone dei Massive Attack, Mastro Lindo che gioca a Scarabeo con Claudio Lippi, Morgan che parla, che parla, agitando un cappello pieno di profumo da uomo su cui galleggia una prugna, un cavallo, un Serpente Piumato che mi racconta la mia vita con accento genovese, qualcuno che mi scuote, mi sveglio.
E’ mezzanotte e ventiquattro. Morgan manda a casa Francesca.
Io crollo al suolo come le mura di Macchu Picchu. Il tempo consumerà le mie rovine e verrò avvolto dal sudario verde dalla foresta. Verrò scoperto da Hiram Bingham nel 1911.
Fine della sesta puntata di X Factor.
Qui ci sono le altre puntate.