lunedì, agosto 31, 2009

La radio, la raaadiooo!




Mi raccomando!
Domani, dalle 11 alle 12...
Sui 107.6 di Radio Popolare!
C'è un Cajelli ospite a Tre metri sopra il Cepu!
Si parlerà di:
Fumetti, sceneggiatura, invasioni aliene, scrittura per immagini evocative e immagini dirette, grigi di zeta reticuli, vignette, didascalie, vombati, mutande, coltivazione diretta, vampiri, documentazioni, linguaggio tecnico, primo piano, piano americano, soffitta, panoramica, personaggi, sfrunzenvabber, Uzi, donnine discinte, il complotto di Michael Jackson che è stato ucciso dai servizi segreti iraniani, edicola, fumetteria, libreria, rosticceria!

Notizione del lunedi!



Sono troppo criptico, oppure si capisce che cosa intendo dire?

sabato, agosto 29, 2009

La Lega e gli Alieni



Scopro via Nipresa che Borghezio ha detto:

Chiederò in sede europea che tutti gli stati membri tolgano il segreto apposto sugli avvistamenti Ufo, e mi adopererò affinché anche coloro che ci rappresentano al Consiglio d’Europa facciano la stessa cosa". Lo ha dichiarato Mario Borghezio su Radio Padania Libera, nel corso di una trasmissione dedicata ai rapporti tra "padanismo e vita extraterrestre".

Cliccando qui, c'è la fonte originale e anche il file con la trasmissione.
Bene.
Invito il Majestic 12 e tutte le altre organizzazioni segrete che si occupano dei rapporti con le civiltà aliene, di insabbiare il più possibile tutte le informazioni a riguardo.
Vi prego.
Se uno come Borghezio entra in contatto con una forma di vita aliena, magari una di quelle con la coscienza condivisa, una di quelle che comunica telepaticamente, fondendo la propria mente con quella della creatura che si trova di fronte, probabilmente all'alieno gli esplode il cervello per lo schifo.
Ma te lo immagini un tuffo nella mente di Borghezio?
Vi prego, uomini in nero!
Salvateci!

venerdì, agosto 28, 2009

Dinamiche?



maisuccesso:

iconoplastica:

tommaso:

E se una foto di Berlusconi-Joker iniziasse a circolare sul web, in un momento in cui le TV rifiutano il trailer di Videocracy e parte l’assalto a Rai3, quali dinamiche si scatenerebbero nel nostro paese ?

Interessante questione.

Diegozilla aggiunge:
Secondo me non scatena un bel niente, ma la metto lo stesso.
Giusto per la cronaca aggiungo anche due parole sulla foto berluscona jokerizzata.
Quella foto è stata scattata durante una conferenza stampa assieme a Putin. Berluscrotalo fa il gesto di "sparare con un mitra" rivolto a una giornalista russa che ha fatto una domanda non gradita.
Un paio di settimane prima, qualcuno, aveva ucciso Anna Politoskaia.
Per cui, se il "gesto originale" nella sua arrogante, oscena, criminale, violenza non ha scatenato alcuna dinamica o reazione, non vedo come la sua trasmutazione in Meme possa scatenare qualcosa.
Ma, ripeto, la metto lo stesso.

giovedì, agosto 27, 2009

24 Ore elvetiche!



Sai che cos'è la 24h Comics?
Un tot di autori si ritrovano in un posto e producono 24 tavole in 24 ore filate.
Una storia fatta e finita, nell'agile formato comic book.
Se clicchi qui, trovi un articolone che ti spiega tutto nel dettaglio.
Io partecipai alla primissima edizione, producendo un foto-fotocopio-fumetto intitolato "L'uomo Molteplice". Poi, basta.
Non mi reggevano le coronarie.
Joel è un mio ex allievo, un extracomunitario svizzero che abita in un paese dal nome bellissimo.
Joel sta affrontando con impegno il difficile periodo post scuola del fumetto, lanciandosi in mille incredibili avventure elvetico editoriali.
Una di queste, la 24ore del fumetto cantonale, dove ha tirato fuori un piccolo gioiellino.
Una storia di Batman.
Con gli zombi.
Con un sacco di zombi.

"Qualcosa nell'aria"
Clicca e preparati a correre.

Zora, alla sera.

Poi, giuro, la smetto.
Spero che Foscolo mi perdoni.














L'unica donna de "Il Tromba".

Insomma, ho deciso unilateralmente che dopo Somebody to Love cantato da Batman, e Cocaine in versione Angel Love, serviva, come si dice: Una risposta italiana.
Allora ho preso Il Tromba e gli ho fatto cantare un pezzone di Alan Sorrenti.


















mercoledì, agosto 26, 2009

Singing in the rain!



Oggi sono molto contento.
Quando sono contento lavoro con più lena e sento meno ostilità nel mio rapporto con la tastiera.
Poi, un giorno, ti dirò anche il perchè sono così contento.

Ah..
Qui a Milano non è che piove, eh...
Ma quasi.

martedì, agosto 25, 2009

Accendi la radio!



Martedì 1 Settembre, dalle 11 alle 12!
Sui 107.6 di Radio Popolare, sarò ospite di 3 metri sopra il Cepu.
Ovvero: Una lezione di sceneggiatura in diretta radiofonica.
Puoi intervenire e fare domande al telefono, su Twitter, e pare anche usando il Tricoder di Star Trek.

Lo dice Romero!



Per la verità con La Notte dei Morti viventi volevamo fare niente più che un filmetto commerciale, esagerare con la violenza, ma una critica alla crisi sociale degli anni ’ 60? No, quello fu un caso. E invece, un paio d’ anni dopo la sua uscita un articolo sulla rivista francese “Chaiers du Cinema” lo definì un film fondamentale in quanto esempio di cinema radicale, una reazione all’ intervento militare Usa in Vietnam. Mi scoprii un autore socialmente impegnato e ci ho provato gusto. Hanno visto Zombi come una critica al consumismo, Il giorno degli zombi uno studio del conflitto tra scienza e tecnologia bellica, La terra dei morti viventi come una disamina dei conflitti di classe. A me non è che me ne fregasse molto, ma già che c’ero, tramite gli zombie mi divertivo a dire qualcosa su quello che stava in quel momento nella nostra società.

Via:
Il dono della sintesi
Il mondo è horror
dottorcarlo
kaw

lunedì, agosto 24, 2009

Il problema di non chiamarsi Brambilla.



Aspettavo un pacco. Il gentiluomo che me lo ha spedito, mi ha anche fornito il numerino di spedizione. Digiti il numerino sul portale delle poste e sai dove si trova in quel momento la tua raccomandata.
Non ne capisco l'utilità, visto che devi comunque aspettare il postino o l'avviso, ma fa niente.
Trovo il talloncino nella casella e mi presento per il ritiro.
Prendo il mio numerino. Ci sono solo 40 persone prima di me.
Fortunello.
Sono aperti solo due sportelli su quattro.
La gente inizia a sclerare.
Dopo un ora arriva il mio turno.
Sorrido e consegno il mio talloncino. Scopro di essere tornato indietro nel tempo. Qui funziona tutto come nei monasteri del medioevo. E' scritto tutto a mano, a penna, a matita. Ci sono fogli da sfogliare, nomi e numeri da abbinare.
Non voglio pensare alle probabilità di un errore umano. Un numerino scritto sbagliato, due cifre invertite. Non ci penso. Non ci penso.
La tizia molla il mio talloncino in mano a un altra. Questa sparisce.
Mi dicono di farmi da parte che intanto cercano il mio pacco.
Passa mezz'ora.
Arriva la tipa e mi dice:
- il suo pacco non si trova.
Si fa lasciare il mio numero di telefono, mi avviseranno quando lo troveranno.
Scivolo via, e mi trascino fino a casa.
Poi mi chiamano. Torni lunedì, mi dicono.
Vado questa mattina.
Un altra ora in attesa.
Altra gente che sclera.
Arriva il mio turno.
Vedo il mio pacchetto appoggiato alle spalle della tizia. E' appoggiato su un mobiletto basso, riesco a leggere il mio nome e il mio indirizzo.
Consegno il talloncino. Lei inizia a cercarlo, non lo trova.
- Guardi è quello laggiù!
- Ah, ecco!
Lo prende e me lo consegna.
- E' per via del suo cognome...
- Che cosa?
- Vede, il postino ha scritto Caselli, mentre sul pacco c'è scritto Cajelli.
- Chi me lo ha spedito lo ha scritto giusto.
- Eh, si... Ci sono sempre dei problemi con i cognomi stranieri.

sabato, agosto 22, 2009

Il rocche!



Sto guardando la serie di documentari sulla storia del Rock, in onda su History Channel.
E' un programma inglese, con l'aggiunta di Enrico Ruggeri come conduttore nell'edizione italiana. Meno male che interviene pochissimo.
Nessuno capisce il motivo della sua presenza, ma fa niente.
Vorrei avere anche io il manager di Ruggeri, e avere anche io la possibilità di fare cose che non sono in grado di fare.
Se avessi il managere di Ruggeri, probabilmente farei il cardiochirurgo.
Comunque sia...
Ieri, la puntata era dedicata al grande rock da stadio.
Led Zeppelin, Queen, U2, Police, Kiss, Live Aid e via discorrendo.
Poi tutta una parte su Springsteen, che spiegava bene perchè il Boss è il Boss.
Poi c'è stata la pausa pubblicitaria.
Little Tony nello spot della Danacol.
Penso che ogni commento sia superfluo.

giovedì, agosto 20, 2009

Robogeisha!



Ogni tanto qualcuno mi dice che mi piacciono soltanto i film vecchi.
Non è mica vero!
Mi piacciono anche i film che devono ancora uscire.
Tipo questo, previsto per Ottobre 2009.
In Giappone.
Qui uscirà nei cinema nel mese di figurati dell'anno del mai.

Raccolta di figurine

Nella testa ho delle immagini. Un casino di immagini.
Ogni tanto le trovo anche fuori dalla mia testa, e allora le raccolgo. Le scarico, le sistemo, le archivio. Ordinate. In cartelle.
E' che poi non so bene che cosa farmene.
Non mi servono per qualcosa in particolare, anche perchè comunque quelle immagini c'erano già nella mia testa. Sono degli appunti, una sorta di documentazione visiva. Punti di partenza e punti di arrivo.
Ho capito che è la mia Raccolta di Figurine personali. Cose che ho visto, cose da cui nascono altre cose, ricordi narrativi e memorie visive.
Forse saranno utili anche a te.
Attacco le prime dieci figu sull'album, eccole qui sotto.
Non è una gara, non si vince niente, non è un quiz.
E' una raccolta di figurine. Se ne riconosci qualcuna, dimmelo pure.
Al limite, ci scambiamo le doppie.



















mercoledì, agosto 19, 2009

DiecifilmDUE(3)



Stabilito che dieci film non bastano, si prosegue con la rassegna delle visioni diegozillesche.
Nel favoloso capolavoro di oggi, Magnum fa il poliziotto in un futuro che per noi è l'altroieri. Ci sono dei robottini assassini e Gene Simmons dei Kiss che fa il cattivo e spara proiettili intelligenti.
L'atmosfera anni '80 è da antologia.

Runaway
Un film di Michael Crichton.
Con Tom Selleck, Cynthia Rhodes, Gene Simmons, Kirstie Alley, G.W. Bailey.
USA 1984.

Recensionamenti!



Dato che i complimenti fanno sempre piacere e aiutano ad affrontare queste giornate torride di fronte al computer, sono felice di segnalare:

Dampyr 113, sul blog del Catafalco.
(Dopo aver letto la recensione, mi sono vantato per tutto il pomeriggio)

Maxi Dampyr su ComicUs.
(Che non gli è piaciuto tanto)

Maxi Dampyr su Lo Spazio Bianco.
(Con la spiegazione verticale/orizzontale del motivo del Maxi)

E per finire una telegrafiq recensiòn internasiùnal:
Un polar comme je les aime, sans concession...
Oltralpe, Pulp Stories sta mietendo le prime vittime.

martedì, agosto 18, 2009

Sono io, sono Peter Ray.



Dice Disma:
"Non avrei mai pensato, nel corso della mia breve permanenza su questa terra, di fermare una persona, guardarla negli occhi, e chiederle senza ridere “Mi scusi, dov’è Gundam?”.
Di più, non avrei mai pensato che la persona mi avrebbe guardato negli occhi e mi avrebbe risposto, senza ridere, “Gundam è da quella parte là”."

La foto è sempre sua di lui.

Battlestar Galactica



E' agosto. Fa caldo.
Mi sembra il minimo corredare questo post con foto delle protagoniste in costume da bagno.


Ogni tanto rimango indietro. Non riesco a vedere proprio tutto tutto, ho una vita da vivere e di solito non la vivo sempre davanti alla tivvù.
Fatto sta che ho delle lacune telefilmiche. Parecchie. Non ho mai visto Buffy e tutto il cucuzzaro derivativo, perché ho una malattia rara. La Sarahmichellegellairdosis, che mi provoca rush cutaneo, vomito e convulsioni ogni volta che appare quel ragnetto biondino.
Non ho mai visto 24, ma rimedierò.
Non avevo mai visto il nuovo corso di Battlestar Galactica, poi Luca mi ha regalato la miniserie iniziale. Ora sono più o meno alla fine della seconda stagione.



Battlestar Galactica è un sano telefilm alla vecchia maniera. Dato che sono vecchio, dirò quella cosa che dicono sempre gli anziani come me: E’ scritto benissimo.
Sembra impossibile, ma nell’era di Lost c’è ancora una narrazione che va da qualche parte, con dei colpi di scena che chiudono archi narrativi senza deviare e, soprattutto, guardando Galactica ho la netta sensazione che nessuno mi stia prendendo per il culo.
Può piacere o non piacere. Di sicuro piace o non piace per qualcosa di realmente narrato e non per degli elementi potenziali, o per delle congetture ipotetiche sulla gestione della storyline.
Nel caso di Galactica si parla di contenuto, non di forma.



Lavorando sui contenuti, sul “racconto reale”, gli autori si sono presi una bella responsabilità. Devono rispondere alle domande, arrivare al nocciolo, risolvere i conflitti del plot all’interno di una struttura precisa.
Il problema di Galactica è tutto qui. Non millanta. Non si maschera dietro presunte proprietà narrative che prima o poi verranno svelate, forse, ma anche no, ecco, scherzavamo.
C’è un sacco di sesso, un elemento sempre appena accennato in quel tipo di fantascienza. Alcune tematiche sono estremamente attuali, e sono molti i punti di congiunzione della nostra realtà attuale con quella di Galactica.



Ho notato alcune citazioni interessanti. Tra le quali il “remake” dell’omicidio di Lee Harvey Oswald durante il suo trasferimento dalla Centrale della polizia di Dallas.
La faccenda chi è un Cylone, chi non è un Cylone, tocca per forza di cose delle corde molto sensibili.
Si sente il peso della nostra percezione post 11 settembre. Eppure, lavorando sulla caratterizzazione dei personaggi, genera un conflitto morale molto interessante. La soluzione non è frontale, non è: L'unico Cylone buono è il Cylone morto.
Al tempo stesso, non sbrodola nel politicamente corretto. Non racconta di buoni assoluti e di cattivi assoluti.



Edward James Olmos è un gran comandante. Una strana via di mezzo tra Kirk e Picard, e con la faccia che si ritrova può rimanere zitto a riflettere per tutto il tempo che vuole.
E poi, insomma, c'è Alzata-Con-Pugno che fa il presidente!

martedì, agosto 11, 2009

Osservatorio permanente su Scarlett Johansson.



E poi si clicca qui.
Via Nipresa.

Proposta!




Bisognerebbe creare una specie di bollino qualità.
Così come in alcuni cosmetici c'è la scritta: non testato su animali, alcune aziende dovrebbero mettere un bell'adesivo:
Nei nostri negozi e nei nostri call center non sfruttiamo laureati schiavizzandoli con contratti di merda.

(In effetti, l'ho scritto nei commenti qui sotto. Ma a mio parere meritava un post tutto suo.)

Difendimi da ciò che desidero.



Alla fine, Federica ha ceduto ai miei capricci da bambino viziato e per il mio compleanno mi ha regalato l’Ai Fono.
Stremata, mi ha donato l’oggetto, il mantenimento del cucciolo è a carico mio.
Fatto sta che sono in ballo da venerdì.
Venerdì mattina vado nel negozio Vodacoso all’Auchan. Prendo il mio numerino. Mi metto in fila.
Arriva il mio turno e finalmente sono di fronte al cugino scazzato di Milhouse dei Simpsons.
Garbato, educato e affabile con la clientela come un teenager di fronte a una verifica a sorpresa di matematica mi dice che non ne hanno più.
- Quando arrivano?
- Non arrivano.
- Ne ho uno, ma è solo per i clienti nuovi.
Non dice: mi scusi. Non dice: Sono spiacente, ma…
Comunica l’inefficienza del suo negozio come se lo stronzo fossi io.
Dopo aver compiuto trentotto anni, ho capito che non è più tempo di appendere la gente ai muri.
Non lo mando nemmeno affanvodafone. La natura è già stata abbastanza severa con lui.
Me ne vado in un altro negozio. Una nota catena.
Sono le undici.
Alla nota catena mi dicono:
- Oh, si! Ne abbiamo un casino e te lo vendiamo volentieri. Però devi tornare oggi pomeriggio, alle 16.30.
- Perché?
- Perché l’addetta per l’attivazione e la vendita arriva a quell’ora.
Immagino uno di New York, che entra in un negozio per comprare qualcosa e si sente dire: torna alle 16.30.
Non so perché, ma è una situazione che faccio molta fatica a immaginare.
Esco. Vado in un altro negozio.
Sono finiti.
Finiti per sempre.
Allora penso, vabbè, torno alla nota catena alle 16.30.
Scatta l’ora designata.
Mi presento con tutto il materiale necessario, l’altra tizia mi ha detto di portare assolutamente: Carta di identità, codice fiscale, esami del sangue, licenza media, tasso alcolemico, carta di credito, coordinate spaziali e ricetta per il vero risotto alla milanese.
Scopro di avere un problema gigantesco. Devo passare da ricaricabile ad abbonamento e devo cambiare anche la Sim, visto che la mia è un pezzo vintage del 1996, con ancora il logo della Omitel stampato sopra.
L’operazione risulta difficile e disperata. Un intervento di bypass coronarico fatto su un elicottero, dentro un tornado, con un paio di forbicine per le unghie come unico istrumento, sarebbe più semplice.
La tizia, in un crepitio di madonne, fa ottomila operazioni di fronte ad un computer. Probabilmente un Commodore 64 con un piccione viaggiatore come modem.
Digita, scannerizza, apre Sim, scannerizza, fa e disfa. Poi fotocopia tutto quattro volte.
Mi molla in mano una tonnellata di carta da firmare. Pare sia finita.
Esco dalla nota catena alle 18.15.
Torno a casa. Sfinito.
Ho in mano il mio iPhone e tre o quattro Sim. Mi ha detto: Questa è quella attiva, le altre sono di “passaggio”.
Collego l’Ai Fono al Mac. I due si amano, si aggiornano, chiacchierano, parlano, fanno quello che devono fare.
L’unico problema è che non si collega a Vodacoso. Non va il telefono, tantomeno i dati.
Forse non l’hanno ancora attivato. Penso.
Infilo la Sim nel vecchio telefono. Niente.
Magari ho capito male. Apro il grappolo di Sim che mi ritrovo e le provo tutte.
Niente.
Dato che non ne so una mazza, penso: Ho tenuto il numero, ma sono passato da ricaricabile ad abbonamento, magari ci vuole un po’ per attivarlo.
Sabato a mezzogiorno, teso come il bambino viziato che sono, telefono al 190.
Va cambiata la Sim. Torni al negozio dove l’ha comprata.
Mi dice la simpatica signorina.
Torno alla nota catena.
C’è un’altra tizia. Le spiego delle liete ore felici passate in negozio il giorno prima.
La tizia non riesce a capire che cosa ha combinato la sua collega e perché ho passato il venerdì pomeriggio nel negozio.
Fatto sta che prende tutte le Sim. Le butta. Ne scarta un’altra scannerizza, la mette nell’Ai Fono.
L’accende.
Funziona.
Funziona si, ma solo come telefono. Le dico.
- Ti arriverà un sms per l’attivazione entro 24 ore.
Bene.
Vado a casa.
Aspetto.
Aspetto.
Siccome sono un rompino, richiamo il 190.
Un Vodatipo mi dice di aspettare l’sms, e che comunque ha segnalato la cosa.
Aspetto Sabato.
Aspetto Domenica.
Aspetto Lunedì mattina.
Lunedì pomeriggio mi chiamano da Vodacoso e mi dicono:
- Senta, c’è un problema con la Sim.
- Ma io sto aspettando l’sms!
- L’ iPhone non si attiva con nessun sms, non funziona mica così…
Sto per lasciarmi andare in una torrenziale crisi isterica, poi la Vodatizia aggiunge:
- Verso le 18 dovrebbe andare in impostazioni, e ripristinare le impostazioni di rete. Al riavvio del telefono, le funzioni web saranno attive.
Non ho il coraggio di chiedere perché proprio alle 18.
Ringrazio.
Aspetto le 18 ed eseguo tutte le operazioni.
Funziona.
Ci sono un paio di cose che devo ancora capire per bene, ma indubbiamente funziona.
Sono fortunato, mi ci sono voluti solo 4 giorni.
Se va tutto bene, oggi alle 14.44 mi chiameranno da Vodacoso per dirmi che c’è un problema con il compressore del frigorifero e che devo mandare un sms al divano, a cui comunque bisogna cambiare la fodera perchè potrebbe macchiarsi.

lunedì, agosto 10, 2009

Personaggi in pausa.



- Ma secondo te, quando torna?
- Ah, proprio non lo so… A volte passano ore, altre volte giorni interi!
- No, dico… E ci molla qui su questa panchina?
- Esatto. Fino a quando non torna e ci fa andare avanti nella storia.
- E io devo continuare a guardarti con: “espressione perplessa”?
- C’è scritto così?
- Sì… Ti guardo con espressione perplessa.
- Non mi sembri molto perplesso.
- Già, sfido chiunque a mantenere la stessa espressione per tutto questo tempo!
- A Gino è andata peggio.
- Chi è Gino?
- Un orrendo mostro che c’era in un'altra sceneggiatura.
- Gino non mi sembra un nome adatto per un mostro orrendo.
- Si vede che sei nuovo! Gino è il nome interno, lui lo dice al disegnatore che il mostro orrendo si chiama Gino, ma il lettore non lo saprà mai. E’ un nome segreto, diciamo…
- Gino?
- Esatto, devi sapere lui che è così pigro che non ha voglia di scrivere: “mostro orrendo bavoso pieno di zanne alto tre metri con un mitragliatore M60 al posto del braccio destro” e allora lo chiama Gino. Tipo: Gino in Totale Laterale, eccetera.
- Ho capito. E che cosa è successo a Gino?
- E’ rimasto bloccato in un Primo Piano Frontale dal basso.
- E allora?
- C’era scritto che doveva ruggire, così: RAAAAARGHH!
- Forte!
- Fatto sta che è rimasto lì una settimana. E Gino è andato avanti a ruggire per sette giorni filati. Non ne poteva più, poverino. Non aveva più fiato e gli è venuto pure un brutto mal di gola.
- Ma è scemo? Non poteva smettere di ruggire?
- Che cosa pretendi da un mostro orrendo bavoso pieno di zanne alto tre metri con un mitragliatore M60 al posto del braccio destro?

giovedì, agosto 06, 2009

Roba forte!




Ecco.
Questo mi manca.

Galaxina
di William Sachs.
Con Dorothy Stratten, Stephen Macht, Avery Schreiber, James David Hinton, Lionel Smith.
USA 1980.

Dalla scheda su Wiki sembra interessante!
Cercherò di rimediare al più presto.







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