venerdì, luglio 31, 2009

Tanti auguri ammè!

giovedì, luglio 30, 2009

Metodo Stanislavskij



Da circa quattro ore, sto lavorando a un dialogo che dura una manciata di vignette.
Il lettore ci metterà più o meno due minuti a leggerlo quando sarà stampato. Magari gli piacerà, magari no, non è questo il punto.
Il punto è che sto scrivendo e riscrivendo delle parole, per uno scrupolo narrativo su cui mi sto incaponendo.
In questo fumetto ci sono un uomo e una donna che discutono. E' un momento molto teso dal punto di vista emotivo.
Ogni volta che scrivo una battuta di Lei la cesello mezz'ora.
Mi chiedo se il concetto che esprime è abbastanza femminile, se lo sono anche le parole che usa e le espressioni.
Mi chiedo se sto scrivendo la caricatura di una donna, o una donna verosimile.
Mi chiedo anche se sono in grado di ragionare come una donna, e di condurre un discorso come lo condurrebbe una donna.
L'unica soluzione è fare appello ai miei ricordi. Riportare alla mia memoria tutte le volte in cui mi sono trovato in una situazione simile, mettendomi al posto del personaggio maschile.
L'unico modo è riuscire a ricreare quella strana sensazione di assoluto smarrimento. Quel "non capire", o quel "non arrivare" a comprendere il disegno emotivo nel suo complesso, e in tutte le sue conseguenze.
Sarebbe bello se riuscissi ad applicare questa esperienza cognitiva anche alla vita reale.
Ma non credo di esserne capace.

Google O'Thep, estate mannara!



Se passi spesso da queste parti lo sai già. Google O’Thep è il Dio postmoderno al quale i fedeli rivolgono domande scrivendole su un rettangolino.
E’ tempo per un nuovo post sulle mirabolanti e tutte autentiche, chiavi di accesso a Diegozilla.
Nello specifico, sono scelte tra quelle di giugno e luglio.
Le puntate precedenti le trovi cliccando qui.
Ti ricordo che qui si scherza, l’analisi seria e sociologica la fa il mirabile sito: Cercasugoogle.


- volete darmi il fumetto da leggere nel mio pc quello di city hunter -
Nel pieno della mia Mac Spocchia ti rispondo: Non potevi che avere un Pc.
Per il resto, ti dico una cosa. Le rete non è che vuole o non vuole. E’ che la sai usare o non la sai usare.

- tre scapoli e un bebe fantasma dietro divano -
E’ una delle mie leggende urbane preferite!
Comunque sia, dopo anni di studio, posso dirti con estrema sicurezza che: Il bambino che si vede di sfuggita dietro la tenda (e non dietro il divano) è una sagoma di cartone.
In una versione precedente della sceneggiatura, Ted Danson, nel film girava uno spot pubblicitario con quella sagoma. La scena è poi stata tolta dal film. La sagoma è rimasta.
Anche perché, dopo anni e anni di studio su questa leggenda, so per certo che è stato girato in un teatro di posa e non in una casa stregata.
Lo sapevi che il regista è Spock?

- quanta guadagna uno stronzo -
E’ così stronzo che non te lo dice.

- porno dilettantistici -
Nel senso fatti così così, senza professionalità, un po’ buona alla prima?
Insomma, come diciamo a Milano, fatti alla cazzo.

- pubblicare un racconto su una rivista yahoo?? -
Già il fatto che usi due punti interrogativi ti riduce di molto le possibilità.

- perchè si dice "facile come sparare alla croce rossa"? -
Perché è estremamente improbabile che un infermiere risponda al fuoco.

- ho la patente scaduta se mi fermano? -
Sono cazzi tuoi.

- holly hobby assorbenti -
Purtroppo, temo che il target di Holly Hobby sia dedicato esclusivamente a chi non è ancora sessualmente maturo.
Ecco perché non ci sono nemmeno i preservativi di Naruto.

- disegnare ti amo con la tastiera -
Prendi un martello. Picchialo forte sulla tastiera. Ancora. Ancora una volta.
Vedi tutti quei tastini che hai seminato nella tua stanzetta?
Ecco, prendine uno alla volta e componi la frase “ti amo”, immaginando che i tastini siano i puntini da unire.
Dato che i tastini sono molti di più delle lettere della parola, puoi scriverla anche bella grande.

- cosa faccio stasera a pisa? -
Lo scherzo di Amici Miei!
Vai alla torre con un po’ di amici e terrorizzi i turisti.
- Beh, non vede come pende?!
Oppure posso chiedere al Caluri. Che è di Livorno, e secondo me ha qualche buona idea da suggerirti.

- compleanno donna affascinante 35 anni che regalo? -
Il numero di telefono di uno che non ha bisogno di digitare domande idiote, per esempio.

- vorrei un aggancio dove potrei vedere il mio prodotto tipo anguria -
In che senso “tipo” anguria?
Che non è un anguria ma ci somiglia?
Ma è commestibile?

- versione porno della piccola fiammiferaia -
L’ho visto. Anche nella versione hard finisce che prende fuoco.
Per frizione.

- tutta colpa di pollon -
Non regge come scusa se ti hanno accusato di spaccio di quella polverina che “sembra talco ma non è serve a darti l'allegria, se la mangi o la respiri, ti dà subito l'allegria!”

- sanzioni previste per i paninari -
Di solito, e parlo per esperienza personale, ti lamavano il Moncler. Un taglio sul davanti e poi seminavi piume d’oca per tutta San Babila.

- mi piacciono le metropolitane -
La metropolitanofilia è una rarissima deviazione sessuale.
Il vero problema è che il rapporto con una Metropolitana è destinato ad arrivare presto al capolinea.
(Brutta, eh? Beh, non ho mica smesso per niente di fare cabaret)

- ho allegato il pc al tv con una presa s-video (su pc) che diventa scart (su tv). il problema è che vedo la tv in bianco e nero.come risolvere il probl -
Il probl. è nell’allegato. Evidentemente il fascicolo non comprendeva ancora il colore.
Aspetta la prossima uscita e inseriscilo nell’apparecchio.

- i diabetici possono mangiare il panino con la milza? -
Assolutamente no!
Così come i superdotati non possono magiare le salsicce.

- il turismo è preso per il culo? -
Il turismo come concetto no.
I turisti a volte si. Ma mai quanto quelli che scrivono idiozie su Google.

- frasi per chi vuol far politica e non sa un cazzo -
Hai capito tutto. Sei già sulla buona strada. Tipo che se vai avanti così domani ti fanno sottosegretario alla cultura.

martedì, luglio 28, 2009

Anni80 Reazioni.



Grazie.
Ho ricevuto un po' di mail, che si aggiungono ai commenti lasciati qui e sul sito di Nella Nebbia.
Pare proprio che il mio ultimo racconto abbia fatto versare più di una lacrima!
Non sono abituato.
Mi sembra strano.
E' anche la prima volta che scrivo qualcosa di completamente autobiografico senza aggiungere niente. Nemmeno uno zombi tamarro che spara con un Uzi.
Ringrazio tutti per i complimenti e per tutte quelle cose che abbiamo condiviso senza conoscerci.

Il paese degli uomini piccoli.



Conosco Giuseppe Di Bernardo, poco, ma lo conosco abbastanza bene. E' un tipo a posto. Uno che non perde la calma. Un signore.
Un albo del suo personaggio: L'Insonne, doveva essere dato in omaggio. Fatto sta che lo sponsor, a un certo punto, fa un passo indietro. Bloccando l'uscita del fumetto. Accampando timori per il testo della vignetta che vedi qui sopra.
Censura preventiva.
Evidentemente, per la legge italiana la parola "sottosegretario" da affiancare al cattivo di un fumetto è troppo pericolosa.
Giuseppe spiega bene, senza perdere la calma, tutta la faccenda sul suo blog.
Clicca qui per arrivarci.
Non voglio metterlo nei casini, per cui anche il mio sarà un post privo di rancori.
Nel frattempo, ho una soluzione per salvare capra e cavoli.
Cambiamo le battute.
Mi sono permesso di riscrivere il dialogo incriminato.
Provaci anche tu! Magari ne troviamo uno che non terrorizza lo sponsor!







Nirvana Vs Rick Astley!



La fine del mondo!
La fine del mondo!
La fine del mondo!

lunedì, luglio 27, 2009

Rimini, comics & sun!



A sorpresa, sabato è arrivato pure Riccardo Burchielli!
La foto qui sopra, scattata da Marco Logan, ci ritrae in un momento di tamarraggine da metallari di Tijuana.
E’ il secondo anno che vado a Riminicomix. E confermo le ottime vibrazioni/impressioni/conclusioni dell’anno scorso.
Il clima generale è ottimo, la situazione piacevolissima, è un appuntamento al quale uno va più che stravolentieri.
Il workshop ha avuto un buon successo. Si sono riproposti alcuni ragazzi dell’anno scorso per avere il bis.
C’erano anche Perla, Giada e la loro mamma. Perla ha otto anni e le devo tantissimo.
Quando sarà il momento dirò a tutti il perché.
Venerdì, dopo essere stato un po’ sotto l’ombrellone ufficiale di “Fumetti On The Beach” del Bagno 27, torno da Federica, che avevo lasciato in spiaggia.
Tutta contenta mi dice:
- Guarda qui guarda qui guarda qui!
Mi molla in mano la rivista che stava leggendo: Vanity Fair, dove c’è un articolo su Alberto Ponticelli candidato all’Eisner Award.
Sapevo che Alberto era in lizza, ma ti assicuro che vedermelo sulla stampa generalista, è stato davvero emozionante.
(Alberto… Se ti stai chiedendo da dove cappero è saltata fuori quella tua foto in b/n nel tondo… Beh. La foto te l’ho scattata io! A Lucca nel 2004. I grafici di Vanity Fair l’hanno pescata qui su Diegozilla)
C’erano Skiribilla, Clyde, Marco, tutto il gruppone massiccio de L’Insonne, Memola, Filippucci, e tuttiquellicheadessomidimentico.
Ho passato parecchio tempo assieme al Caluri nazionale, le nostre signore hanno fatto comunella sotto l’ombrellone.
Insomma, una gran bella gita!

Anniottanta!



(Puntuale anche con la caldazza, ecco il racconto mensile per Nella Nebbia!)

Gli anni Ottanta sono un filo di plastica colorata, attorcigliato a spirale, tipo quello del telefono, con un anello per inserirci le chiavi da un lato, e un moschettone dall’altro. Gli anni Oottanta sono riuscire a venderlo, facendoci un sacco di soldi tra il 1982 e il 1983.
Gli anni Ottanta odorano di gomme da cancellare all’uva americana e di schiuma da barba.
Negli anni Ottanta non ti fai ancora la barba, ma comunque c’era il carnevale. Carnevale voleva dire schiuma. Voleva dire quelli più grandi di te che ti inseguono, e ti trasformano in un gigantesco fiocco di neve all’eucalipto. E quando torni a casa la mamma si incazza.
Gli anni Ottanta si dividono in due.
Nella prima metà c’è una Saltafoss rossa, nella seconda metà un Moncler arancione.
Non c’è un confine preciso a delimitare la prima e la seconda metà, perché quegli anni sfumano, come facevano le canzoni di quel periodo. Sfumavano, andando avanti all’infinito.
Saltafoss rossa, Tardelli che urla come un matto, ma tu quell’urlo non lo senti, e non è colpa del televisore in bianco e nero.
Gli anni Ottanta significano indossare tutti i santissimi giorni una tuta da ginnastica.
Non è sempre la stessa, la mamma te ne compra di nuove, quando non basta più mettere delle toppe in vellutino scamosciato sulle ginocchia o sui gomiti per renderti presentabile.
Negli anni della Saltafoss vado un po’ alle elementari e un po’ alle medie, e ci vado da solo, a piedi.
Alle elementari studio e gioco. Vado a judo, guardo i cartoni animati o Star Trek, e ci rimango molto male quando Telemilano diventa Italia 1 e non trasmette più Daltanius e Cibernella.
Però c’è Lady Oscar.
La maestra si danna, perché la messa in onda di Lady Oscar coincide con il nostro arrivo alla rivoluzione francese con il programma di storia.
Spiegalo tu ad una classe di bambini che tra il reale e l’immaginario ci sono delle differenze.
Le bambine indossano un grembiule bianco e hanno sempre un odore migliore del tuo.
Ho le mani rosse.
C’è questo gioco, si fa con le figurine, se vuoi vincere quelle del tuo avversario devi riuscire a ribaltarne un mucchietto con una manata.
Così, si passano i pomeriggi a schiaffeggiare mucchi di calciatori.
C’è quest’altro gioco, la Famiglia Felice.
Una bambina fa la mamma, un bambino fa il papà, qualcuno fa i figli, qualcuno fa il cane. Quelli che fanno la mamma e il papà, ogni tanto si danno dei baci sulla bocca. Senza lingua, ma comunque dei baci.
Io faccio il cane. Sempre.
Le mie sono delle elementari a quattrozampe.
Imparo a leggere e sono contento, c’è sempre un libro in grado di darmi le risposte che cerco.
Negli anni Ottanta c’è sempre un viaggio in macchina.
Un viaggio lungo, lunghissimo, lo si fa ad agosto per andare in vacanza.
Papà indossa degli occhiali da sole a specchio, una maglietta bianca e dei pantaloni corti.
La mamma ha una camicia di lino, un po’ ruvida, con sopra tantissimi fiori, è ampia e svolazzante. Fa molto hippie.
Guardo il paesaggio che cambia fuori da un finestrino, non ci si ferma mai, forse solo per fare benzina, mangio i panini che mi passa la mamma, bevo succo Billy all’arancia.

CONTINUA CLICCANDO QUI!

Trenta e Otto anni.



Porcamiseria. Venerdì è il mio compleanno e sono trentotto.
38. Come la febbre.
Dopo i 30, ti giri due volte e passano otto anni. Otto anni che a me sembrano otto minuti. Perché nessuno me lo ha detto?
Eppure ho un sacco di amici più grandi di me.
Quarantenni malefici! Potevate avvisarmi!

giovedì, luglio 23, 2009

Ci si vede in spiaggia!



Tipo che allora me ne vado a Riminicomix.
Se ci vediamo sotto l'ombrellone io sono contento!
Se ci vediamo al workshop, anche!
Poi, per il resto, credo che io e Caluri daremo fastidio alle turiste tedesche, ci metteremo in pose da vitelloni sulla spiaggia, e ci esibiremo nel nuoto sincronizzato.

mercoledì, luglio 22, 2009

Apocalisse!



(via: recut: pencilplanetes, rispostesenzadomanda, needcaffeine, repetitivebrain, 0101.netclime.net)

Ho scavato, ma il nome dell'autore non sono riuscito a trovarlo!
Qualcuno lo sa?

martedì, luglio 21, 2009

Disaster Porn!

2012: THIS IS A DISASTER from Garrison Dean on Vimeo.

2012, l'ultima fatica di Roland Emmerich remixata da Garrison Dean.
Il trailer originale lo trovi in giro.
Evviva!

Dampyr e il signore delle vespe.



Tra i miei vari malanni c’è quello di credere un sacco alla sincronicità junghiana.
Per cui, ti lascio immaginare la mia reazione quando, a più o meno un mese dal’uscita del maxi Dampyr, un nido di vespe è comparso nell’angolo in alto della finestra del mio studio.
Panico. Anche perché io ho una paura fottuta delle vespe.
Dopo una lotta durata un giorno intero, dopo la costruzione di aggeggi, pertiche, finestre chiuse con il caldo che faceva, il giorno dopo sono andato alla Coop e ho comprato il vespinator. Uno spray appicicaticcio con gittata sei metri e ho sterminato il vespaio.
Una di loro, si vede che non era in casa durante l’azione bellica, continuava a tornare puntualmente. Per una settimana intera, verso le undici, passava a vedere che fine aveva fatto il vespaio e le sue socie. Ho posto fine al suo pellegrinaggio con giornale arrotolato foriero di cattivissime notizie per gli imenotteri.
Odio le vespe perché ne sono terrorizzato. Visto il mio terrore assoluto mi sembrava un ottimo spunto per una storia di Dampyr. Avevo già usato una delle mie paure per una storia, quella con i fantasmi-bambini.
Cercando notizie di mitologia e tradizioni legate alle vespe, mi sono imbattuto nel mito cinese dello Yaochong.
E’ un simpatico demone, di aspetto umano ed è il capo degli insetti con il pungiglione. Secondo la tradizione è sempre seguito da uno sciame di vespe.
Ci ho lavorato un po’. Aggiungendo una buone dose di Kung Fu e di Wuxia, partendo dal presupposto che gli stili interni del Kung Fu possano sconfiggere il suddetto e quelle cazzo di vespe.



Il risultato è tutto nella prima storia del maxi.

Post -It Tre



Via: alkemilk

Un po' di Londra!

Un po' di foto, scattate nei miei ultimi viaggi britannici.
Clicca che si ingrandano!
















UPDATE!
Siccome sono scemo, avevo messo foto che avevo già messo.
Allora per penitenza ne ho messe altre.

lunedì, luglio 20, 2009

Dampyr a Bomarzo!



Il maxi sarà in edicola la settimana prossima, mi sembra arrivata l’ora di parlarne un po’.
Ormai lo sanno anche i muri, una delle due storie scritte dal tuo Diegozilla preferito è ambientata in Italia.
Dove?
A Bomarzo.
Per scrivere quella storia a Bomarzo ci sono andato apposta. Ho scattato un migliaio di foto. Ho respirato l’aria del parco e dei vicoli in salita del paese. Sono rimasto da quelle parti per un po’ di giorni, in compagnia della mia bella nell’afosissima estate di un paio di anni fa. Ci siamo andati in Panda, ed è stato uno dei viaggi più belli della mia vita.
Bomarzo, inteso come parco dei Mostri e come paese, ho cercato di ricostruirlo al meglio nelle tavole del fumetto. Anche il riferimento, per dire, al Bancomat vicino al distributore di benzina, è maniacalmente preciso.
Anche se non sei un lettore abituale di Dampyr, il maxi te lo puoi godere tranquillamente. Tutto quello che ti serve per capire delle cose che non sai ti viene spiegato.
La storia bomarzese è una storia molto particolare, una storia strana per il sottoscritto, forse meno tamarra del solito, anche se si sparano e si menano un per un sacco di tavole.
Per scrivere quella storia ho dovuto studiare. Tanto. Tantissimo.
Ho studiato la storia del Parco, la storia della famiglia Orsini, l’alchimia classica, un migliaio di pagine di documentazione mescolati con quell’idea di partenza che hanno portato al risultato finale intitolato: Il segreto del Bosco Magico.
Uno dei libri essenziali, la fonte primaria di tutta la mia documentazione, è stato un libro rarissimo e bellissimo, questo qui:



E’ un saggio fondamentale per capire esattamente che cosa si nasconde tra le statue e le meraviglie del Parco dei Mostri.
Credo che lo citeremo nella pagina-apposta sul seriale, comunque sia, lo cito anche qui da me che non fa mai male.
La mia idea di partenza era piuttosto forte, essendo la chiave del plot non te la dico, ma ti lascio immaginare il mio stupore nello scoprire la plausibilità della mia idea mentre proseguivo nel lavoro di documentazione.
E’ una delle cose che più mi affascina del mio mestiere.



La prossima volta ti parlerò dell’Inferno dei mille aculei.

venerdì, luglio 17, 2009

Achmed il terrorista morto



Ringrazio le donzelle di "!" per la segnalazione via mail!

giovedì, luglio 16, 2009

Rimini, Rimini!



Nel senso che da venerdì 24 a domenica 26 mi trovi a Riminicomix!
Nello specifico, tutti e tre giorni dalle 15.30 alle 17.00, nella tensostruttura sarò live on stage per un mirabilante workshop di sceneggiatura.
Aggratis.
Basta prenotare che i posti sono limitati.
Prenotazioni e info:

Cartoon Club - tel. 0541784193, segreteria@cartoonclub.it

Poi, come l'anno scorso sul-mare-col-pattino, ci sarò anche per i fumetti on the beach, dove si chiacchiera, si disegna e si fumetteggia sotto l'ombrellone del Bagno 27.
Se non mi trovi, mi sto strafogando di piadine alla Casina nel Bosco.
Mi raccomando, siici!

Giusto per fare un esempio...




E' on line il rapportone in PDF su quanto è costato il portale Italia.it
Se hai tempo di leggerlo, clicca qui.
Poi se ti regge il fegato c'è questo dibattito qui.
Io non ho letto tutto il pidieffone. Ho letto solo i conticini finali.

Ecco.
A me non capiterà mai di prendere una paccata di milioni di euro, né per un lavoro fatto bene, né per un lavoro fatto di merda.
Sinceramente, un po' ci rosico.

Ringrazio Ottokin per la segnalazione.

Prove inconfutabili dell'esistenza di Dio.

mercoledì, luglio 15, 2009

Come è iniziato Lost?



L’altro giorno ho visto la penultima puntata della quinta stagione di Lost.
Arrivati a questo punto non mi interessa più sapere come va a finire. Ma chissenefrega della fine.
Finisca come gli pare, pace e amen.
Arrivati a questo punto darei un braccio per sapere come è iniziata. Ma proprio proprio dall’inizio.
Vorrei sapere che cosa hanno presentato J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber ai produttori della ABC. Vorrei leggere quel soggetto, quella sinossi, vorrei leggere il proposal che gli è stato approvato, per imparare come si fa.
Lo so che è un discorso un po’ per addetti ai lavori, però…
Vorrei davvero sapere come hanno convinto la produzione a sborsare un tot di milioni di dollari. Hanno consegnato un faldone di un miliardo di pagine in cui c’era scritto tutto dall’inizio alla fine?
E quelli l’hanno letto?
Tutto?
Fino alla puntata dell’altro giorno?
No. Non può essere andata così, perché la stagione precedente è più corta per via dello sciopero degli sceneggiatori, per cui la stavano ancora scrivendo…
E allora, sulla base di che cosa la produzione ha accettato una storia che devi seguire puntata per puntata, la cui logica narrativa si basa su tutte le trame parallele, tutti i giochini con i personaggi, il passato e il futuro, eccetera?
Non è episodica, non è autoconlusiva. Non è basata sul soggetto, ma proprio sulla sceneggiatura e sulla narrazione a lunghissimo termine.
Mi sa che è andata così:
- Ciao, siamo J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber, faremo i cazzi nostri per sei stagioni. Dateci i soldi.
- Va bene.
Non c’è altra spiegazione.
Nessun soggetto, proposal, sinossi, poteva preparare il terreno per le logiche di sceneggiatura a lungo periodo su cui si basa la serie.
Anche volendo, il soggetto di presentazione non poteva essere esaustivo.
Siamo di fronte ad una fiducia estrema da parte della produzione e a gran quantità di carta bianca. A quanto pare, è una scommessa che ha premiato chi la ha accettata.
Ora.
Domanda:
C’è qualche editore in ascolto che ha voglia di darmi un pacco di soldi per una serie a fumetti che ho in mente, che è fighissima, ma devi seguirla tutta almeno fino al numero cinquanta ed è impossibile descrivere preventivamente tutto il plot in un proposal fatto per benino?

Il più scemo del villaggio sono io.



Una sera, abbasso la guardia e un animatore mi rapisce.
Vengo coinvolto in un ballo di gruppo rituale chiamato La Colita, che inizia proprio come Rubabandiera. Si formano due gruppi uno di fronte all’altro. Gli uomini e le donne.
Vengo lanciato nella zona degli uomini. Sono un coniglio abbagliato dai fari di un auto in corsa. Non riesco a reagire, eseguo gli ordini, ho un po’ paura.
Sono circondato dal meglio del meglio del meglio che può offrire l’industria della moda del mio paese. Mi guardo attorno. I miei compagni di ballo sono un catalogo di firme. Marche, griffe, firme esibite e ostentate su ogni superficie griffabile, dalla stanghetta degli occhiali al perno delle infradito.
Io ho una maglietta dei Kiss e dei pantaloni corti con le tasche.
Se ne accorgeranno e mi cacceranno via, penso. Invece no. Mi accolgono nel loro Mondo con una serie di sorrisi. Non so che cosa devo fare, ma non è un problema. Loro lo sanno. Farò quello che fanno loro.
Il gruppone di maschi si suddivide in quattro file. Io, per convenienza, mi posiziono in terza fila.
La Colita! La Colita!
Scopro con terrore di essere l’unico che non conosce i passi base.
Non c’è problema, mi dice uno, segui gli altri e vai!
Capisco che è una specie di sfida tra gli uomini e le donne. Guardo le donne di fronte a noi. Sono tutte bellissime, truccatissime, vestono con sicurezza abiti audaci. Danno l’idea di essere pronte per andare in tivvù, tutte quante, anche le madri veline fuori tempo massimo che sfoggiano minigonne inguinali.
Si urla un po’, urlo anche io, poi parte la musica a manetta.
Cerco di dare il mio meglio. Mi viene bene battere le mani a tempo, tutto il resto è un disastro, sembro una tartaruga rigirata sul dorso che si agita.
Nessuno mi rimprovera, nessuno si mette a ridere, nessuno mi nota. Forse è per questo che si chiamano Balli di Gruppo. Perché nel-gruppo, anche se balli come un robottino sotto dopamina nessuno se ne accorge.
Comenzamos suavecito con la manooooo..
Pa'lante, pa'lante, pa'rriba, pa'rriba, de nuevo!!
Pa'lante, pa'lante, pa'rriba, pa'rriba, rápido!!
Pa'lante, pa'lante, arriba, arriba,
Pa'lante, pa'lante, arriba, arriba,
Pa'lante, pa'lante, arriba, arriba,
Pa'lante, pa'lante, arriba, arriba,
Mueve la colita, mamita rica, mueve la colita..
Alzo la mano, abbasso la mano, alzo l’altra, la abbasso. Muovo il culo, le spalle. Faccio i gestacci.
Al terzo giro sono assuefatto. Muovo malissimo le spalle, ma più o meno ci sono…
Negli spostamenti laterali, da sinistra a destra e da destra a sinistra, credo che risieda la forza evocativa del ballo-di-gruppo. Un movimento comune, che forse rievoca dei ricordi tribali.
Ti senti parte di un clan, di un gruppo, di un'entità che si muove all'unisono per raggiungere uno scopo comune. Oggi, ballare la Colita. Ieri, cacciare cinghiali o difendere il villaggio.
Non mi chiedo perchè ballare un ballo latino americano in Egitto, perchè in quel momento ci troviamo in un non-luogo, un territorio parallelo, separato dal resto del mondo.
Siamo in fila a ballare la colita.
Finito.
Si applaude, ci si abbraccia.
Felici.
Mi stringono la mano, pacche sulla spalla. Evviva.
Le vacanze sono l’unico momento in cui entro in contatto con la realtà.
Per forza di cose, vacanzando con un sistema fatto di resort, stelle, all inclusive e voli charter, devo uscire dalla mia riserva protetta fatta di amici, conoscenti, persone che fanno parte del mio mondo.
Nelle mie vacanze, incontro persone reali, diversissime dal tipo di persone che incontro, frequento, vedo, solitamente.
Perché, parliamoci chiaro, io faccio il fighetto qui su internet, ma con il mondo reale ho dei contatti sporadici e casuali.
Mi piace andare in vacanza perché è la mia unica occasione per infilarmi nella realtà, altrimenti è troppo comodo, troppo semplice, troppo da snob pontificare senza toccare con mano.

martedì, luglio 14, 2009

Francia calibro nove!



Anche se capisco poco la lingua franzosa, mi è scattata la faccia della soddisfazione.
Non ho ancora in mano il volume, spero che arrivi, ma a quanto pare, Pulp Stories è uscito oltralpe!





Ora sono molto curioso.
Come avranno tradotto: "Scarparti via la gomma dalla suola" in francese?
Avranno messo Brassens al posto di De Andrè?
Come si dice "sono un tamarro" a Parigi?
Mi sa che me lo ordino da Amazon!
Nel frattempo, ringrazio Claire De Lune e spalmo il burro sulla mia baguette.

lunedì, luglio 13, 2009

Tutti bocciati!

Pare che i bocciati alla maturità siano più o meno 15 mila.
Un bel numero!
Non so perchè, ma me lo aspettavo.
Guarda questo video:



E poi gustati il commento che mi sono permesso di evidenziare.



Aspetta...
Non mi ricordo come faceva...
Internet
Inglese
Impresa?

GELATO!




Ricapitolando:
Kota e Il Prins hanno vinto un gelato, risolvendo il cruciverbone diegozillesco.
Rimane solo da mettersi d'accordo per il dove e il quando!

Il cruciverbolo risoltolo, lo puoi vedere nei linki di quei due nel commenti al post con lo schema.

Tornato a casa!



Sono tornato!
Eccomi qui.
Tutto bene, eh!
Sono anche sopravissuto all'attacco letale del vorace pesce immortalato nella foto qui sopra.
Piccolo, ma carogna, indomito e audace, mi ha smozzicato a una coscia perchè lo guardavo male.
Almeno credo.
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