sabato, giugno 27, 2009

Ciao, eh!



Tipo che vado un po' in vacanza.
Poi torno.
Se mi cerchi, usa la mail del blog, che forse riesco a connettermi.
Mi raccomando, il cruciverbone!

Il cruciverbone di Diegozilla!



Dato che vado via per un po', magari senti la mia mancanza.
Allora, il tuo Diegozilla preferito, ha trovato il modo per farti compagnia anche quando non aggiorna il blogghe!
Il cruciverbone!
Con tanto di foto in bianco e nero, settimana enigmistica style!
(Grazie a Davide per la foto!)

Istruzioni: Stampa la griglia e le definizioni. Completa tutto. Quando torno posto le soluzioni!
Spero di non aver fatto troppo casino con i numeri.
(La parte più difficile quando fai un cruciverba è mettere giusti quei cacchio di numeri!)
Se risolvi tutto, dillo nei commenti, linka la griglia completata come prova.
Ai primi due offro un gelato.
Non usare Google che non vale.

Orizzontali
1: Compare la prima volta come nemico dell’Uomo Ragno.
9: Lo sono i rasoi.
10: Affiancato alla parola cazzo, indica una forte negazione.
11: Etnia africana, presente in Kenia, Sudan e Uganda.
12: Iniziali di Napier, grandissimo attore americano.
13: Se è prima di 47 di solito poi spara.
14: Como in macchina.
15: Le iniziali di Affleck.
16: Un fiume del nord della Spagna.
17: Sigla dello stato con un orso sulla bandiera.
18: Valle piena di mele.
19: Favoloso film con Tura Satana.
28: Mercato la cui manodopera dovrebbe essere reclutata tra i grafici che lavorano per il governo.
29: Ordine Cosmico in sanscrito.
30: Intelligenza Artificiale.
31: Sistema antibloccaggio delle ruote, ma senza vocali.
32: In lingua tamariana significa solitudine.
37: Uno che conosco ci ha fatto il militare.
38: Baldè, attaccante della nazionale della Guinea.
39: Il cognome di Milhouse.
45: Il favoloso blog in cui hai trovato questo cruciverba.
46: Ragazza procace.
47: Orrida canzone di Biagio Antonacci.

Verticali
1: Se te lo tirano, ci rimani male.
2: Ufo Network.
3: Giocano a football.
4: Due antichi romani.
5: Va assieme al Tlak.
6: Tra Black e Arkansas nel mondo del rock.
7: Iniziali dell’attuale bassista dei Metallica.
8: Idea per gli antichi greci.
13: Alle loro riunioni, conti i giorni. Sigla.
14: Usa la fantasia. Fiume artificiale navigabile nel regno fantasy del principe Brael
15: Capitale corsa.
16: La durata di un bel gioco.
17: Nei contenuti speciali, spesso c’è quella del director.
18: La Grande Mela.
19: Il cognome di Alan che tra tutti è il più bello.
20: Antonin, celebre commediografo francese.
21: Il suo vero nome è Lambda-Zero.
22: In coda al fato.
23: Se lo farebbero tonnellate di ragazzine. Non è Berlusconi.
24: Iniziali del quarantesimo presidente.
25: Se di cognome fa Swede, fa i numeri.
26: Traslitterazione di Xi’an, ridente cittadina cinese.
27: Una razza canina giapponese.
33: Fabbrica di elicotteri russi.
34: Spacey, Costner e Bacon.
35: Gruppo di criminali asiatici.
36: Acuisco nel passato remoto.
38: Spiegelman.
40: Area, ma lo dice uno senza le erre.
41: Spronare il somarello.
42: Un mago.
43: Sistema a due lenti per mirini di precisione, sigla.
44: Arrivano e ti sequestrano la cucina.
45: Può essere di petto.

venerdì, giugno 26, 2009

Lamù 2009



Via Skiribilla
in reblog da catastrofe - rispostesenzadomanda - 3n0m15 - rbnet - phonkmeister ma il primo è stato nipresa

Mi ha rallegrato in questa mesta e triste giornata luttuosa.

martedì, giugno 23, 2009

IntervistaZilla!



Questa mattina, il numero 68 di Scuola di Fumetto con su la mia intervista era nelle mie capaci manine. L'ho letta mentre camminavo, andando a sbattere contro i pali della luce come Renato Pozzetto in "Riccardo Finzi, professione detective".
Ringrazio, tanto, Andrea Leggeri per le domande, lo sbattimento e tutto il lavoro che ha fatto.
Grazie!
Mi sa che sono stato un po' troppo sincero nelle risposte. Forse dovevo essere più personaggio e fare il fenomeno.
Non so.
Bho.
Chissà.

Facciamo finta che...



Per un istante, un istante solo, facciamo finta che l’Italia sia uno stato da prendere sul serio e che abbia un ruolo attivo e importante nella politica internazionale, nell’economia, e in tutte quelle cose utili per essere uno stato importante e non il paese delle barzellette.
Facciamo finta.
Premessa fondamentale per non ridere quando leggerai quello che scriverò tra poco.
E’ un “esercizio”, la fantasia di uno scrittore, un what if.
Il premier di uno stato importante quindi, invita in un palazzo di stato un tot di donnine, che entrano senza alcun controllo. Una di queste fa foto, registrazioni, eccetera.
Il premier gli fa vedere i video del suo incontro con Bush, parla di politica, fa il brillante.
Ottimo. Se fossi il direttore dei servizi segreti di una potenza nemica sarei al settimo cielo. Ho una straordinaria via di accesso per installare microspie, ottenere informazioni, incastrare o ricattare il premier in questione.
Ipotesi.
Un presidente più importante, decide di avvisare il nostro premier di una imminente azione antiterrorismo. Una telefonata.
Il premier risponde. E’ a letto.
Al suo fianco c’è Gina Coscedifuoco.
- Che cosa succede, caro?
- Niente… Era l’abbronzato. Arresteranno uno a Milano, bho, non ho capito…
- Scusa un momento, devo andare in bagno.
E Coscedifuoco, che la sa più lunga di quanto lasci intendere, avvisa chi di dovere.
Accordi economici, piani industriali, segreti di stato, operazioni di borsa.
Elementi a conoscenza del premier che potrebbero, in qualche modo, essere sfruttati a vantaggio di qualcun altro.
Chi me lo dice che il repentino accordo Opel Magna ai danni della Fiat non sia frutto di un intercettazione da lenzuolo?
Certo, tutto questo riferito al nostro paese delle barzellette fa sorridere.
E sorridendo, si dovrebbe anche capire quanto percezione di questa faccenda sia inconsciamente commisurata al nostro non contare un cazzo.

Amori e traslochi



Elisa aveva capito da tempo che era arrivata l’ora di andarsene da quella casa, un quadrilocale che divideva con altre tre ragazze fin dai tempi dell’università.
L’ appartamento in cui vivevano, nonostante si trovasse nella Milano-da-bere della moda e del capitalismo, era un autentico capolavoro dell’architettura razionalista sovietica. Non a caso infatti, Elisa suonava la Balalaica al nono piano di via Marx 8.
Via Marx, che si fondeva ideologicamente con via Engels, era l’arteria principale di un quartiere dormitorio per la capace forza lavoro bolscevica, composto da imponenti palazzoni marroni.
Anche se si trovava di fronte all’ospedale San Carlo, a due passi dallo stadio di San Siro, quando d’inverno saliva la nebbia, Elisa aveva l’impressione di trovarsi nella periferia di Volgograd.
Gli enormi parallelepipedi color carruba dominavano il paesaggio e gli umori. Essenziali, privi di fronzoli e di dettagli. Palazzi costruiti unicamente per il loro utilizzo ideologico/strutturale: mettere un tetto sulla testa di qualcuno. Funzionali come una stazione spaziale in orbita attorno al pianeta A.L.E.R.
Scale dalla A alla G e ascensori divise in piani pari e piani dispari, in modo da non creare ingorghi durante l’esodo mattutino del proletariato verso le sottostanti fermate degli autobus. Un esodo in rigoroso biancoenero, a scatti, per la gioia di Fritz Lang.
Elisa era arrivata in quel posto di merda, perché con lo stipendio che prendeva prima, una stanza in condivisione laggiù era l’unica cosa che poteva permettersi.
Certo, avrebbe potuto rimanere a vivere con suoi genitori, in un coagulo di case appena fuori Milano. Alle tre di notte, guidando un Dragster a 880Kmh, riuscendo a tenerlo dritto sulla statale, Elisa era a soli dieci minuti dalla città. Non faceva per lei, infatti alla prima occasione (l’università) con o senza Dragster, se ne era andata dal paesello.
Da allora, Elisa aveva cambiato quattro case e altrettanti fidanzati.
Se lei avesse potuto osservare la sua vita da fuori, come la spettatrice di un film basato sulla sua biografia, si sarebbe accorta di quelle strane congiunture che si ripetevano puntuali ogni volta che cambiava casa.
Chiaramente, vivendo la sua vita dall’interno, era impossibile per lei avere una mappa precisa dei suoi comportamenti emotivi.
Uno spettatore attento della vita di Elisa invece, saprebbe che ogni suo trasloco corrispondeva alla fine di una sua storia d’amore.
Elisa credeva che l’idea di fare il grande passo, dalla condivisione alla casa tutta-da-sola, fosse da attribuire al piccolo aumento di stipendio che aveva ottenuto. Si era fatta i suoi conti. Avrebbe dovuto fare un po’ di sacrifici. Ma ne valeva la pena.
Era l’aspetto economico a preoccuparla di più, la paura di non farcela e di dover, orrore, tornare indietro sui suoi passi con la coda tra le gambe. Ne aveva parlato a lungo con la sua amica Fedora, astrologa part time.
- Potrebbe essere una mossa azzardata… Tra un anno, comunque, mi scade il contratto e potrebbero lasciarmi a casa!
- Non preoccuparti, Elisa! Gli astri parlano chiaro! Grazie alla Luna in terza casa e al trigono con Giove, il tuo contratto verrà riconfermato! Oppure farai un viaggio, o avrai un incontro imprevisto.
Aveva risposto Fedora, sfoderando un sorriso più che convincente.
Questioni economiche e astrali a parte, come un copione che si ripeteva, due settimane prima del nuovo trasloco, Elisa aveva lasciato Sandro.
Una canottiera Cagi, biancogrigia in filo di scozia a coste larghe, aveva fatto traboccare il vaso di Elisa, già colmo e scheggiato da mesi e mesi di litigi precedenti.

(Continua, come sempre, sulle pagine di Nella Nebbia! Cliccando qui.)

lunedì, giugno 22, 2009

Bere un caffè a Berlusconia.



Questa mattina, mentre gironzolavo in cerca di edicole, mi sono infilato in un bar sconosciuto per bermi un caffè.
L’argomento del giorno, erano le performance sessuali di Silvio.
La disquisizione era su quanto fosse strafigo il Silvio che alla sua età, e nonostante i problemi alla prostata, riesce a intrattenersi biblicamente con tutte quelle ragazzine.
A lodare il premier non erano due pensionati arrapati, ma una gigantesca barista sui trenta e un avventore sui cinquanta.
Questo è il paese in cui vivo.
I commenti erano: “Non sanno più a cosa aggrapparsi” e “ anche i preti devono stare zitti che ne combinano delle belle anche loro”, passando per: “ ma saranno cazzi suoi” e “ chissà quanti soldi gli hanno dato a queste qui per dire adesso queste cose.”
Sembrava avessero voglia di coinvolgermi nella discussione, soprattutto la barista che continuava a parlare guardando verso di me con un sorriso di sfida.
Ho proprio la faccia del nemico bolscevico.
Allora mi sono lasciato coinvolgere.
Dopo circa cinque minuti, mi hanno detto che parlavo troppo bene. Che si vedeva che avevo studiato, e che di conseguenza, non avendo mai lavorato in vita mia come D’Alema dovevo stare zitto. Oppure andare in Corea del Nord.
Questo è il paese in cui vivo.
Mi sono permesso di aggiungere che non è una questione morale. Dal mio punto di vista, due (o più) adulti consenzienti possono fare tutto quello che vogliono.
Quello che mi diverte, ho detto al mio ostile uditorio, è che la stessa lingua che si sollazza tra la carnazza delle ragazzine, poi pronuncia discorsi etici sul caso di Eluana Englaro. Le mani che smanazzano chiappe slave, sono le stesse che votano i decreti sicurezza contro i rumeni.
E di come sia evidente che tutta questa faccenda non sia scoppiata perché la escort-modella-aspirante velina-aspirante meteorina si sia scandalizzata. Ma perché a quelle cene, in quei festini, in quelle vancanzine in sardegna, facendo foto con i briatori gli emili fedi e i leli mora, le avevano promesso un bel posto in tivvù che non ha ricevuto.
Alla faccia di chi per vivere deve lavorare.
Ho concluso, lasciando sul banco un euro per il mio caffè.
La barista ha fatto come Homer Simpson.
Ha detto: sì si comeno.
Ha preso comunque l’euro e l’ha messo via.
Questo è il paese in cui vivo.

Rivista in vista!



Sul Numero 68 di Scuola di Fumetto, c'è un lunga intervista al sottoscritto!
Con tavole di sceneggiatura, foto, illustrazioni, domande scottanti, risposte di cui già un po' mi pento, retroscena, aneddoti, bombe a mano e tricchetracche.
Questa mattina, spinto dal mio ego, ho girato in lungo e largo, battendo diverse edicole, ma qui a Milano ancora non si trova.
Uff.
Se l'hai già letta, magari dimmi come è venuta che sono curioso!

domenica, giugno 21, 2009

Tranquilli, non succederà niente.



Secondo molti, questa serie di bordate scandalistiche su questioni di gnocca porteranno alla fine politica di Silvio.
Tipo che a questo giro, invece delle monetine, gli lanceranno dei tanga mentre scappa dall'Hotel Raphael.
Trovo molto buffo che si siano sprecati ettolitri di inchiostro, ettari di alberi, ore e ore di trasmissioni per martellare su questioni come il caso Mills, il conflitto di interessi, il Lodo Alfano, le leggi su misura, e via discorrendo, e poi...
E poi a far cadere Silvio (forse) saranno questioni di mutande.
Comunque, penso che non succederà niente.
Ma proprio niente di niente.
Silvio rimarrà al suo posto.
C'è un errore di fondo in questa campagna stampa scandalistica. Un errore gigantesco nella radice del suo modus operandi.
E' evidente di come sia strutturata (se non addirittura ispirata) su un modello di comunicazione anglosassone. Quindi, non tiene conto del reale problema del mio paese.
Che, ripeto, non è Silvio.
Anzi.
L'effetto di questa battaglia stampa scandalistico-sessuale, provoca nell'elettore berluscante la seguente reazione:
- Il Berlusca si fa le fiche?! Buon per lui, olè! Evviva.
Non lo allontana di certo dal paese, anzi, semmai lo avvicina ancora di più.
Perchè il Belpaese è un formaggio.

venerdì, giugno 19, 2009

Donne Vestite!

Che quelle nude le trovi facilmente per conto tuo!












mercoledì, giugno 17, 2009

Musical a fumetti!

Quattro o cinque anni fa, il sottoscritto e l'eroico Luca Bertelè siamo stati contattati per un certo lavoro che poi non è stato fatto. Capita.
Bisognava raccontare dei fatti storici in due tavole autoconclusive.
Gli autori coinvolti erano parecchi, e ognuno avrebbe affrontato a suo modo il tema scelto.
Io e il mio socio avevamo deciso di occuparci del crollo del muro di Berlino, e di fare un triplo carpiato narrativo.
Raccontare di quell'evento come se fosse un musical.
Dato che ci sta sulle palle lasciare le cose nei cassetti, eccolo qui in tutta la sua magnificenza da musical, con tanto di balletto e fondali finti.
La Caduta del muro, the musical!
Un inedito apposta per te.






Grazie ai capaci mezzi della rete, qui sotto ci metto in supporto la colonna sonora.
Non è precississimo, perchè per il musical l'abbiamo arrangiata diversamente.
:-)
Le tavole qui sopra illustrano la parte che va più o meno da 0.55 e arriva fino alla fine.
Comunque, si può cantare, se vuoi. Bisogna prenderci un po' la mano e rispettare i baoon.
Il cantante solista, quello al centro, ha il vocione. Così ti regoli.
Il coro nell'ultima vignetta di tavola 1 va ripetuto due volte.
Così anche nella vignetta finale di tavola 2.


martedì, giugno 16, 2009

Il Belpaese è un formaggio.




Un po’ di tempo fa ho scritto un post-apposta dedicato a Spazio Azzurro, il favoloso sito in cui gli hooligan del premier lasciano i loro messaggini.
Confesso che ogni tanto vado a leggermi quei messaggi. Più che altro per guardare verso l’abisso invocando un tempestivo arrivo di Cthulhu.
Quel sito mi mette angoscia, è una delle letture che più mi spaventa perché mi fa apparire le cose in modo chiarissimo.
Secondo gli elettori berluscanti, ogni voce fuori dal coro va stroncata. La separazione dei poteri è una cazzata e la costituzione l’hanno scritta i comunisti, che hanno governato l’Italia per cinquant’anni.
Silvio è un eroe, un martire, un cherubino incompreso. Il conflitto di interessi non esiste. Però bisogna votare lo stesso per lui anche se ha venduto Kaka. Il caso Noemi è gossip, una cosa privata, che non riguarda minimamente la credibilità del premier di una repubblica occidentale.
La magistratura è composta da invidiosi psicotici bolscevichi e, attenzione: Il pericolo comunista è una minaccia attuale.
Leggendo quei commenti, appare lampante che il problema non è Berlusconi.
Il vero problema è chi vota per lui.
Se uno come Silvio si fosse manifestato in un paese civile, lo avrebbero sfanculato in un quarto d’ora. Invece da noi no.
Invece no perché Silvio rappresenta esattamente, nel minimo dettaglio, ciò che pensa, vuole, sogna, odia e desidera l’italico popolo.
Ora arriverà uno di sinistra che mi dirà: Si vabbè, però, cioè, Berlusconi si è coltivato con cura il suo elettorato con un lavaggio catodico del cervello che dura da vent’anni.
Ehi, amico…
Nessuno ti obbliga ad accendere la tivvù.
Nessuno ti obbliga a credere che il TG5 o il TG1 ti stiano dicendo la verità.
Nessuno ti obbliga a sintonizzare i tuoi desideri, i tuoi sogni o il tuo stile di vita su ciò che propone la pubblicità o i personaggi di Maria De Filippi.
Non è Silvio. Siamo noi italiani che abbiamo un grosso problema.
Con noi stessi, però.
Fatto sta che, nonostante queste premesse, ogni tanto Spazio Azzurro mi strappa qualche sorriso.
Oggi è successo, con il messaggio assolutamente autentico che ti metto qui sotto:

da: Iannantuono, Andre
Mi sono permesso di difendere il premier contro reportage americane e inglese ingiuste , scrivendo a cuesti servizi, visto che sono laureato in letteratura inglese

Caro Iannantuono, se scrivi in inglese come scrivi in italiano, è probabile che non ti abbiano capito.
Rimane da scoprire come hai fatto a laurearti senza superare l’esame di quinta elementare.

DiecifilmDUE (2)

Dato che le mie segnalazioni funzionano (grazie Carlo!) io vado avanti!
Avevo detto: Altri dieci film sullo scaffalone delle mie visioni fondamentali per crescere fusti e robusti.
In questa seconda fase, meno trailer, e più scene memorabili o video correlati.
Oggi tocca a Laserblast, uno dei miei B-Movie preferiti, di cui avevo già parlato a lungo in questo vecchio post.




Laserblast (L'Uomo Laser)
di Michael Raye
Con Keenan Wynn, Roddy McDowall, Cheryl Smith, Kim Milford, Gianni Russo.
USA, 1978.

lunedì, giugno 15, 2009

Quello che gli scrittori non dicono.



L’altro giorno ho cominciato a fare una cosa. Questa cosa sognavo di farla più o meno da quando avevo quindici/sedici anni.
Scaramanzia mi obbliga a NON dirti di che cosa si tratta, ma mi concede di parlarne senza entrare nello specifico.
Fatto sta che sono tutti Hemingway con la tastiera di un altro. Io compreso. Che queste cose mi vanto anche di saperle insegnare. E invece…
Invece non ho mai affrontato il lato puramente emotivo di fare-una-certa-cosa. E mentre la faccio mi rendo conto che seduto di fianco a me c’è un fantasma.
Il fantasma di un quindicenne che mi guarda severo, mentre faccio quello che lui sognava di fare.
Non mi da tregua o scampo. Non mi concede giustificazioni o scorciatoie. Mi obbliga, con il suo sguardo duro a ricordarmi tutte le promesse che gli avevo fatto.

Le conseguenze del fumetto.



Il super Tito nazionale, sul suo blog, si pone (e ci pone) una domanda mooolto interessante sulle conseguenze del fumetto italico.
Clicca qui che arrivi all’articolo completo.
Lui conclude così: “Ma questa non è una critica alla critica. È un'autocritica. Cioè, mi chiedo: per quale reale motivo il sistema del fumetto italiano - di cui io stesso faccio parte - non è riuscito a generare e sostenere una vera, ampia e solida (e, già che ci siamo, indipendente) critica professionale?”
Io non ho risposte. Però ne approfitto per aggiungere anche una mia domanda, che nulla a che fare con la professionalità della critica di cui parla Tito, ma gioca nello stesso campionato.
Per quale reale motivo il sistema del fumetto italiano - di cui io stesso faccio parte - non è riuscito a generare e sostenere una vera, ampia e solida struttura parallela?
Che cosa intendo per struttura parallela?
Intendo un sacco di cose.
Intendo, per esempio, le decine di rubriche su quotidiani e riviste tenute da scrittori, registi, attori, conduttori, musicisti.
Perché lo scrittore Brando Brugola tiene anche una rubrica su Donna Spaziale e lo sceneggiatore Piero Putrella invece no?
Perché il conduttore radiofonico Stelvio Trapano, che un pomeriggio per sbaglio a parlato di Feisbùc, due giorni dopo me lo intervistano al telefono al tiggì, per una news sui social network, mentre il disegnatore Ilario Pinza, che ci ha fatto un fumetto, invece no?
Perché chi lavora nel mondo del fumetto italico, pur essendo un industria culturale dai numeri ragguardevoli come dice Tito, non ha alcun tipo di penetrazione nel generico mondo culturale italiano?
Perché (per dire, eh) Michele Medda non è dalla Bignardi a parlare di Caravan, mentre lo scrittore Sfigato Ombelichi è lì che lo fa?
Potrei andare avanti, ma di sicuro hai capito il senso.

venerdì, giugno 12, 2009

Magic Italy un logo dal passato torbido!

Quando l'ho visto la prima volta, mi ricordava qualcosa...
Ci ho pensato due giorni.
Sono sceso in cantina e ho aperto lo scatolone delle videocassette.
Ed eccolo lì!

Non sono mica l'unico, vero?




Tengo da parte un sacco di articoli, di appunti, di fotografie, riviste. Roba che può essere etichettata come “documentazione varia”.
Molte di quelle cose sono lì da anni. Non le ho mai usate per scrivere niente di niente.
Ma non le butto via.
Non lo faccio perché ho la certezza che, otto secondi dopo essermi disfatto di tutte quelle cartellette, quello che contenevano mi servirà di sicuro.

Ho notato che se faccio una pila di fogli sulla scrivania, possono essere appunti o articoli strappati dal giornale, ricevute di bollette, biglietti da visita e quant’altro in completo ordine casuale, alcune di quelle cose mi tornano utili in tempi molto stretti.
Se invece archivio tutto, in perfetto ordine alfabetico, possono rimanere un secolo sul loro scaffale.

Ho una certa difficoltà a disfarmi dei biglietti dei treni e degli aerei.

Se hai tipo la mia età, è molto probabile che in passato hai registrato delle compilation su musicassetta. Da ascoltare sull’autoraddddio o da regalare alla fidanzatina.
Magari, come me, hai disegnato le cover, scrivendo per bene i titoli e tuttoquanto.
Ora come ora, tutte quelle compilation su nastro sono in una scatola da qualche parte.
Non le butto via, anche se non ho più modo di ascoltarle.

Mi ricordo dove, come e quando ho letto per la prima volta tutti i romanzi di Stephen King che ci sono della mia libreria.

Non ho mai comprato una scatoletta di graffette.
Si materializzano spontaneamente nel cassetto della mia scrivania.

Maxi Dampyr!



Il 28 luglio, tre giorni prima del mio compleanno, esce in edicola il primo Maxy Dampyr!
292 pagine, tre storie inedite, di cui ben due del sottoscritto.
Sono affiancato da due validissimi disegnatori dampyreschi: Piccininno e Dotti.
Una delle due storie è ambientata in Italia, ma non ti dico dove.
Indovina.
Per scriverla, ho adottato un sistema diretto. Sono andato sul posto, ci sono rimasto una settimana. Ho studiato, fotografato, respirato l'aria del luogo, preso tonnellate di appunti e mangiato parecchio.
La storia italica l'ho finita nel 2003/2004 e per una serie di ragioni è rimasta fino ad oggi nel frigo della redazione.
(Tipo che uscita prima la storia successiva fatta con Piccininno, quella di Nadvora)
Cose che capitano!
Con quella disegnata Dotti invece, non potevo andare sul posto. O perlomeno non in tutti quei posti.
Si parte in Cina, con la rivolta dei Boxer e si finisce tra le mura di Shaolin.
In mezzo, c'è Brighton e il fish & chips preso sul molo.
Entrambe le storie sono abbastanza in continuity, ma anche se non hai letto tutti i numeri di Dampyr puoi apprezzarle lo stesso.
Poi c'è Agosto.
Serie regolare.
Preparati:
Arriva un Maestro della notte by Cajelli/Lozzi!
Un episodio atrocemente romantico.

giovedì, giugno 11, 2009

Una lezione fondamentale.




- In Gran Bretagna uno scandalo come quello di Noemi (la giovane di 18 anni che chiama “papi” Berlusconi) avrebbe causato le dimissioni del premier…


- Il vero problema è che la maggior parte degli italiani sostiene questa idea di poter essere ciò che vuole e lo concede anche a Berlusconi. Se io sono un evasore fiscale, se io sono uno sbandato, se sono un giovane che si droga, se sono un imprenditore che non paga le tasse ma penso che in questo momento sono me stesso, va tutto bene. La devianza di Berlusconi è una devianza accettata. Il vero problema sociale italiano è che c’è un’accettazione.


Le domande le fa il quotidiano argentino La Nacion.
Le risposte le da il sociologo Giuseppe De Rita.
Qui trovi l'articolo completo in spagnolo.
Qui trovi l'articolo completo in italiano.

E io sono felice.
Sono felice perchè ricevo una sana lezione di democrazia e giornalismo dall'Argentina.
Dopo tutto quello che hanno passato possono farlo eccome.
Ne hanno diritto. Ed è un diritto pagato con il sangue e con i voli di sola andata per il mare aperto.
Forse tra una trentina d'anni, saremo in grado di dare lezioni di democrazia e giornalismo anche noi.
Forse.
Magic Italy!

mercoledì, giugno 10, 2009

Evviva la maggica italia!

Un marchio, un logo.
Per distinguere la favolosa italianità dell'Italia.
Eccolo qui:



Favoloso marchio è stato promosso e presentato al TG4 dalla Brambilla, è stato fortemente voluto da Silvio e sostenuto dal governo tutto.
Il marchio rappresenta perfettamente il nostro paese.
Nessuno si lamenti.
E' perfetto.
Perchè fa cagare.
Se ti servono maggiori info le trovi cliccando qui.


Nota a margine:
Credo che l'inferno sia pieno di gente che alla domanda: Che lavoro fai?
Risponde: Il grafico.


AGGIORNAMENTO!
Il Mondo è un posto bello perchè c'è Massimo Carnevale.

martedì, giugno 09, 2009

Her name is Rio and she dances on the sand.

Ricordati di Patrick Nagel.









lunedì, giugno 08, 2009

Gli assassini del tempio di giada colpiscono ancora!



Se clicchi qui, c'è l'articolo completo.
Comunque sia, lo sanno tutti, i sicari delle Triadi del Kung Fu non simulano mai un omicidio-suicidio.
Usano il colpo della mano vibrante e muori dopo tre giorni.

venerdì, giugno 05, 2009

Gino Pisellino e le ragazze tutte pazze.

Ok.
El Pais ha pubblicato le foto paparazzate nella villona berluscona in Sardegna.
Ok.
Capisco perchè si mantenga il segreto sulle identità degli ospiti presenti.
Se fossi il tizio della foto numero tre, anche io me la menerei un sacco.
Ma ci pensi?
Un volo aggratis, le gnocche, tutti ignudi e pronti alla pugna. Un amico influente, tuttopagato, olè.
E ora, tutto il mondo mi vede con il mio mini pisellino sbarazzino.
Non voglio fare il fenomeno, eh... Sia chiaro. Però...
Però vista la situazione, ho idea che l'uso del potere sia un sistema di compensazione.

Elezioni europee 2009



Diegozilla fa campagna elettorale!

Telefonate istituzionali!



-Salve... Non ho ancora ricevuto l'adesivo da attaccare alla patente con il nuovo indirizzo...
- Numero della patente?
- xxxxxx
- Eggià. Qui risulta che non l'abbiamo mai spedito.
- E' da un po' che l'aspetto.
- Da quando?
- Dal 2007!
- E se ne è accorto soltanto oggi?
- Sì.
- Ma dal 2007 a oggi nessuno le ha mai chiesto la patente?
- No...
- La Polizia Stradale, un Vigile?
- No.
- Si vede che guida bene. Complimenti.

giovedì, giugno 04, 2009

Addio, David...




David Carradine, 1936/2009.
E' colpa sua se sono pelato e ho fatto kung fu.
Anche se mi piace ricordarlo nello Scontro tra titani di "Una magnum per McQuade".

Diegozilla and the city!



Fare parte dell'immaginario della propria città è una bella sensazione.
Clicca qui per il post tutto-intero.
Dove non si parla direttamente del mio fumetto, ma quasi sì...

Perchè ci meritiamo Silvio B.




Come premio, per essere arrivati puntuali al check-in, io e la mia bella veniamo separati. Uno in testa e l’altra in coda all’aereo. Per colazione ci servono tre biscotti e un caffè stantio.
Come premio, per essere arrivati in ritardo, e aver fatto casino per tutta la durata della fila, la famigliola alle nostre spalle, viene messa tutta in business class.
Per colazione ricevono un bendiddio che sfamerebbe una stazione spaziale. Aprono le confezioni, le smanazzano un po’ e le mollano lì.
- Vuole del succo di frutta?
- Certo.
Ma non lo bevono.

Domenica, Bricklane.
Disegni vestiti?
Li porti lì e li vendi.
Recuperi vestiti vintage dalle soffitte?
Li porti lì e li vendi.
Qualcosa costa poco, qualcosa costa tanto. Hai il tuo banchetto o il tuo spazio per strada.
Se sei un giovane stilista, sei contento. Perché la gente te li compra.
Da noi, dove ti compri un vestito unicamente in funzione della marca o della griffe, quel posto sarebbe deserto.

Gruppo vacanze Brianza.
Due mamme e due papà. Due figlie sui 13 anni, un figlio sui 10.
Le due rampolle, con uno scazzo magistrale, scendendo le scale dicono:
- Vogliamo andare in un posto che abbiamo sentito dire che ci sono tre piani che poi ci sono i giochi tre piani di salagiochi ce l’hanno detto che c’è qui quel posto lì e vogliamo andarci ma non sappiamo dov’è e dobbiamo assolutamente trovarlo.
Avrei voluto scatenare il panico, dicendo: E’ il Trocadero Center a Piccadilly e oggi ci andrà in visita Zack Efron. Ma non potevo.
Ero troppo affascinato dal decenne che camminava per Londra giocando con la Psp.

Whittard è un negozio specializzato in Te.
Le simpatiche commesse te ne offrono un assaggio, in un mini bicchierino.
Se ti piace, poi ti compri la confezione. Oppure no.
C’è un tavolino, all’ingresso del negozio, con due thermos.
Dalla porta sbuca una tizia, si piazza lì, tenendo entrambe le mani sugli stipiti, per impedire l’ingresso alla concorrenza. E urla:
- Mario! Luigi! Venite, presto! C’è il Te gratis!
E l’italico in trasferta rimedia la colazione.
Lo sguardo delle commesse era indecifrabile.

Entriamo a prendere i biglietti per Grease.
Il tizio al banco, Alan, è egiziano.
Capisce che siamo italiani. La notizia del giorno è Ancelotti che è passato al Chelsea.
Federica è interista, parlano di calcio per un po’.
Poi ci prende per il culo per Berlusconi.
Io gli dico gentilmente che non mi va di parlare di Silvio.
Niente da fare.
Alan va avanti, imperterrito. Sembra una versione egiziana di Travaglio. E ride, ride tanto.
Non serve dirgli che Berlusconi io non l’ho votato. Berlusconi è Italia, noi siamo Italia, noi siamo tutti Berlusconi.
- Vi ho riservato dei posti eccezionali!
Dice Alan.
Usciamo. Io mi sento amareggiato. E’ come se un tuo amico avesse fatto una gran figura di merda, e tu devi giustificarti al suo posto.
Solo che Berlusconi non è mio amico.
Non posso chiamarlo per dirgli che a causa sua vengo trattato come un pirla.
I posti però erano davvero buoni, il musical un po’ meno.

mercoledì, giugno 03, 2009

Sono tornato!

Già...
Ma non ho avuto per niente nostalgia di casa.
L'Italia mi ha seguito, mi ha marcato stretto. Mi aspettava a Londra, sui giornali e nelle discussioni fatte con i londresi al pub o nei negozi.
Poi ti racconto.
Intanto... Una foto.
Questa:



Clicca che diventa grande!
Così leggi bene il titolone.
E' una delle foto che sono andato a fare a Londra. Chiaramente prima di partire non lo sapevo che era proprio questa. Certe cose le capisci quando sei lì.
Se questa estate andrai in vacanza all'estero, preparati. Quando i locali capiranno che sei italiano, dovrai spiegare parecchie cose.
Dovrai farlo tu, come turista, al posto del nostro Presidente del Consiglio.
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