giovedì, aprile 30, 2009

Buon Primo Maggio!




Herb Alpert & the Tijuana Brass The Work Song Video 1966

Post- It Due!

La prima pagina del Corrierone!

Come al bar!
Commentando ad alta voce i titoli del Corrierissimo di oggi.


"Sulla" non è la preposizione articolata più adatta a descrivere l'intera faccenda.



Mi dispiace signora Isabella!
Non hanno maestri, ma possono avere un Papi, quindi?



Grazie alle scie chimiche o alla digievoluzione?



L'umanità è salva!

Orvieto Zilla!




Si segnala la presenza del tuo Diegozilla preferito a Orvieto Comics, il prossimo week end!
Alle ore 18 di Sabato 9 Maggio, terrò la seguente conferenza:

Come diventare uno scrittore Atomico
Dibattito con Diego Cajelli uomo della scuderia Sergio Bonelli Editore (Dampyr, Napoleone) e premiato al Lucca Comics nel 2008 con il “Gran Guinigi” come miglior sceneggiatore.

Se sei in zona, passa!

Ne approfitto anche per segnalare non una, ma ben due recensioni del numero 109 di Dampyr.
Recensionamento di ComicUS
e recensionamento di UBC.

Utilissimi argomenti di conversazione!




Diegozilla ti vuole bene, e ci tiene a farti fare sempre bella figura.
E' ormai una tradizione, suggerire qualche valido argomento di conversazione per rompere il ghiaccio, tenere banco a una cena, o fare colpo al primo appuntamento.


Dal 1970 i dispositivi meccanici, tra cui porte girevoli, scale mobili, ascensori e porte automatiche, hanno causato la morte di 7491 persone.

I sette mari sono nell’ordine: Atlantico, Artico, Nord Atlantico, Sud Atlantico, Oceano Indiano, Nord Pacifico, Sud Pacifico.

Fidel Castro, Bill Clinton, Phil Collins, Paul McCartney, Pelè e Bil Gates sono mancini.

Il primo bacio con lingua della storia del cinema, lo ha dato Warren Beatty a Natalie Wood nel 1961, quando hanno limonato duro nel film: “ Splendore nell’erba”.

La lingua di una balenottera azzurra ha più o meno la stessa massa di un elefante adulto intero.

Se prendi un numero qualsiasi, lo raddoppi, aggiungi 10, lo dividi per 2 e gli sottrai il numero originale, otterrai sempre 5.

In Inghilterra, vengono mangiati 17.000 confetti Smarties ogni minuto.

Alle termiti da molto fastidio la musica alta.

Il ruolo dell’Ispettore Callaghan è stato rifiutato da Paul Newman, John Wayne, Robert Mitchum e Frank Sinatra.

Quando era ad Alcatraz, Al Capone era il detenuto N°85

Prima del 1800, la scarpa destra e la scarpa sinistra avevano la stessa forma.

Mark Twain è nato nel 1835, durante il passaggio della cometa di Haley.
E’ morto nel 1910, durante un altro passaggio della stessa cometa.

Nel 1961, al MoMa di New York, il quadro: “Le Bateau” di Matisse, venne erroneamente esposto capovolto. Nessuno dei 116.000 visitatori notò la svista durante i 47 giorni di esposizione.

In sanscrito, la parola “guerra” significa anche: “desidero più mucche”.

Le unghie delle tue dita crescono quattro volte più veloci delle unghie dei tuoi piedi.

La maggior parte dello zucchero prodotto al mondo viene comprato dalla Coca-Cola Company.

Il nome più lungo del mondo è di un certo: Adolph Blaine Charles David Earl Frederick Gerald Hubert Irvin John Kenneth Lloyd Martin Nero Oliver Paul Quincy Randolph Shermasn Thomas Uncas Victor William Xerxes Yancy Zeus Wolfeschlegelsteinhausenbergerdorft Sr.

Per il suo ottavo compleanno, Shirley Temple recevette 135.000 regali.

Se scorreggi costantemente per sei anni e nove mesi, produrrai energia sufficiente per creare una piccola bomba atomica.

mercoledì, aprile 29, 2009

E poi basta...




Rimane il fatto che, in un paese diciamo: "diverso", tutto quello che è successo oggi, dalla celenterata diciottenne di Napoli, passando per le candidate europee da 380 kmh (questa la capiscono in due ma fa niente), finendo con la dama di Macherio che si incazza, sarebbe bastato a far cadere un governo.

Povero Bill.

Fatemi scendere.



Corrierone, clicca.

Questo è da Da Nipresa:

Noemi, quando la vedremo in politica, alle prossime regionali?
«No, preferisco candidarmi alla Camera, al parlamento. Ci penserà Papi Silvio».

Ecco Noemi, la diciottenne che chiama Berlusconi «Papi» - Corriere del Mezzogiorno

No, è tutto un incubo, basta.
Non può essere vero. Tutto quanto, intendo. Finiamola. Buttiamo la maschera, dichiariamo la monarchia assoluta e basta."

Articolo da Repubblica:
Berlusconi è un amico di famiglia?
"Certo. Mi vuole bene come una figlia. E anche io, noi tutti gli siamo legati. Come si fa a non volergli bene? È un mito, non sapevo che sarebbe comparso così, dal buio della sala. Ci sono state urla. Ho guardato mia madre, che è sbiancata, tesa ma felice".

Com'è nato questo contatto familiare? Il suo papà è un imprenditore, in famiglia avete lavorato per il gruppo?

"Non ricordo i particolari, queste cose ai miei genitori non le ho chieste. Non è che si siano incrociati sul lavoro: mio padre è un dipendente comunale, e poi abbiamo una profumeria alla periferia di Napoli".

Villa Santa Chiara, sono le 22. Che succede?
"Gli invitati stanno dentro, io arrivo dopo, con l'autista. Una Mercedes, bellissima. Mi presentano al microfono, nel buio. Ovazione. Poi vedo mamma con gli occhi che le brillano, mi dice "c'è una sorpresa"...".

Anche sua madre è una bella donna.
"Mia madre è molto bella, è stata anche valletta a Canale 21".

Torniamo alla festa.
"Luci spente, si apre la porta, eccolo, vedo papi, il mio secondo papi. Ora sogno di fare la show girl. Perché io so fare tutto. Una Carlucci, una Cuccarini".

Colonna sonora del momento:



martedì, aprile 28, 2009

Cose che DEVI sentire.



La grandissima statista Gabriella Carlucci, impartisce ad Alessandro Gilioli una lezione di democrazia, senso civico, propensione al dialogo e confronto politico.

Marzo/Aprile 1999



Tipo che tra una balla e l'altra, sono passati dieci anni dal mio esordio bonelliano.
Porcavacca.
E' uno strano compleanno, e non ho preso nemmeno una torta.
Sono cambiate un sacco di cose in questi dieci anni.
Tipo che non sono più lo sceneggiatore più giovane a lavorare in Bonelli, forse ho capito come mettere le virgole, sporadicamente confondo il lei con il voi e ho imparato a scrivere 4 storie contemporaneamente.
Per il resto, strano a dirsi, mi diverto ancora come un matto ad affrontare quelle 94 tavole.
Porcavacca.
Dieci anni.
Ma vale anche per me?
Anche io ho dieci anni in più rispetto a dieci anni fa?

Blog altrui!



Questa volta ho il piacere di segnalarti il blog fatto-apposta per Caravan.
La nuova miniserie bonelliana scritta da Michele Medda.
Dammi retta, Caravan è una cose più potenti che ho letto ultimamente.
Uno dice: Guarda che non è ancora uscito!
E io rispondo: Ho i superpoteri.

E il nuovo blog di Sara, Una vita in Tenda.
Un reportage in prima linea da una da una tendopoli post-terremoto in Abruzzo.
Sara è sana e salva e io sono contento. Sta raccontando un momento difficile, e lo fa decisamente bene.

sabato, aprile 25, 2009

Il cielo di Roswell.



La sincronicità junghiana governa segretamente le nostre esistenze. Questo mese sto spiegando ai miei pupilli della Scuola del Fumetto le teorie della Cospirazione e le basi dell’ufologia (In un ottica narrativa, sia chiaro. E’ tutto all’interno del lavoro sui generi narrativi che sto portando avanti con loro.)
Sul 1947 ci sto parecchio. Succedono un sacco di cose nel 1947. Dal caso di Kenneth Arnold, fino al frontale di Roswell. Senza dimenticare la nascita della CIA, grazie all’assorbimento delle strutture della Gestapo e i prodromi del Majestic 12.
E che succede?
Il giorno prima della mia seconda lezione, Corrierone se ne esce con un articolo su Roswell, riportato anche di qua e di la.
Non si dice nulla di nuovo per noi, però mi offre l’assist per mettere qui un po’ di documentazione.
Metti che un mio pupillo ramingo vuole approfondire…
Ecco la trascrizione dell’articolo apparso sul Roswell Daily Record, dove si parla esplicitamente dell’accaduto.

Roswell Daily Record for Tuesday, July 8, 1947.

RAAF Captures Flying Saucer On Ranch in Roswell Region
No Details of Flying Disk Are Revealed
Roswell Hardware Man and Wife Report Disk Seen

The intelligence office of the 509th Bombardment group at Roswell Army Field announced at noon today, that the field has come into possession of a flying saucer.
According to information released by the department, over authority of Maj. J. A. Marcel, intelligence officer, the disk was recovered on a ranch in the Roswell vicinity, after an unidentified rancher had notified Sheriff Geo. Wilcox, here, that he had found the instrument on his premises.
Major Marcel and a detail from his department went to the ranch and recovered the disk, it was stated. After the intelligence officer here had inspected the instrument it was
flown to higher headquarters. The intelligence office stated that no details of the saucer's construction or its appearance had been revealed. Mr. and Mrs. Dan Wilmot apparently were the only persons in Roswell who seen what they thought was a flying disk.
They were sitting on their porch at 105 South Penn. last Wednesday night at about ten o'clock when a large glowing object zoomed out of the sky from the southeast, going in a northwesterly direction at a high rate of speed. Wilmot called Mrs. Wilmot's attention to it and both ran down into the yard
to watch. It was in sight less then a minute, perhaps 40 or 50 seconds,
Wilmot estimated. Wilmot said that it appeared to him to be about 1,500 feet high and going
fast. He estimated between 400 and 500 miles per hour. In appearance it looked oval in shape like two inverted saucers, faced mouth to mouth, or like two old type washbowls placed, together in the same fashion. The entire body glowed as though light were showing through from inside, though not like it would inside, though not like it would be if a light were merely underneath.
From where he stood Wilmot said that the object looked to be about 5 feet in size, and making allowance for the distance it was from town he figured that it must have been 15 to 20 feet in diameter, though this was just a guess. Wilmot said that he heard no sound but that Mrs. Wilmot said she heard a swishing sound for a very short time. The object came into view from the southeast and disappeared over the treetops in the general vicinity of six mile hill.
Wilmot, who is one of the most respected and reliable citizens in town, kept the story to himself hoping that someone else would come out and tell about having seen one, but finally today decided that he would go ahead and tell about it.
The announcement that the RAAF was in possession of one came only a few minutes after he decided to release the details of what he had seen.

Poi scatta la cosiddetta “congiura del silenzio” e di certe cose non se ne può parlare più.
Foto d’epoca.
Il coso metallicoso che questi due ci mostrano, oltre a tornare perfettamente in forma quando lo appallottoli, è di un materiale sconosciuto sul nostro pianeta.
E’ a casa dei nipoti dei bovari di Roswell che ai tempi avevano raccolto quella roba nel deserto, ma ufficialmente quei frammenti non esistono.



E per finire…
Una foto degli anni ’50, scattata durante il primo contatto tra i grigi e il Majestic 12.




La domanda, come sempre, non è se io ci credo.
E’: Quanto ti può essere utile tutto questo per raccontare una storia.

venerdì, aprile 24, 2009

Buon 25 aprile!



Probabilmente, nei libri di storia che studierà il mio ipotetico figlio, ci sarà scritto che la liberazione venne fatta con il televoto.

Come votare per il Partito Democratico.

La campagna elettorale è a una svolta epocale.
Il professor Branniger ha concesso a Diegozilla l'anteprima assoluta degli spot elettorali per il Partito Democratico che andranno in onda in via neurale dalla settimana prossima.
Ecco il filmato in assoluta anteprima.









P.S.
Più di dieci anni fa, Cuore aveva fatto lo stesso con la Lega.
Come cambiano i tempi, eh?

giovedì, aprile 23, 2009

Buggerato dalla mia baldanza.



Che poi uno ci rimane male.
Ecco.
Tipo che non posso levargli il saluto, ma quasi.
Ecco.
Che tipo dovevano portare anche me e invece poi no.
Maledetti disegnatori!
Che tra l'altro Giuseppe è andato lì per fare una cosa, che siccome non so se la posso dire, allora non la dico.
Ecco.
Che poi.
Che poi la volevo anche io la foto con i Bastards Sons of Dioniso.

Main event!




Seguiranno dettagli con costi, programma, etc...
Cinque serate densissime, con il tuo Diegozilla preferito che ti racconta, chiaramente a suo modo, teorie e tecniche di sceneggiatura.
Passa parola!
intanto ringraziamo Ottokin per la locandina!

UPGRADE!

Workshop – Struttura Tecnica
Maggio 2009
Da Lunedì 25 a Venerdì 29.
5 lezioni da 3 ore
Fascia serale, 18.30/21.30

1 - Che cosa è il fumetto.
Che cosa vuol dire scrivere per i fumetti.
La scrittura per immagini non in movimento.
Diamo un nome alle cose.
[Esercizio di scrittura da fare a casa: Il racconto guidato]

2 - Scrivere una storia di genere.
I movimenti di una storia di genere.
Dal prologo all’epilogo.

3 – Protagonisti e antagonisti.
Strutture psicologiche.
Archetipi e moventi.
[Consegna e correzione dell’esercizio 1]

4 - Tecnica di sceneggiatura.
Linguaggio specifico.
La vignetta, la tavola, la sequenza.]
Logiche narrative applicate.
[Esercizio di scrittura da fare a casa: Una tavola autoconclusiva*]

- 5 - Il dialogo e la didascalia.
La psicologia come strumento narrativo.
Conclusioni.
[Consegna e correzione dell’esercizio 2]

*I partecipanti al workshop vedranno la loro sceneggiatura realizzata da un disegnatore.

Per iscriversi :
costo del workshop € 150,00
all'atto dell'iscrizione, entro il 22 Maggio 2009

SCUOLA DEL FUMETTO
20144 Milano (MI) - Via Savona, 10
tel: 02 8356371, 02 8393267
fax: 02 8375895
email: info@scuoladelfumetto.com
http://www.scuoladelfumetto.com/cajelli.htm

Milano non mangia per strada.



Dal corrierone:

"MILANO
- Fa discutere la legge, approvata martedì dal Consiglio regionale della Lombardia, che pone vincoli alle attività artigianali con somministrazione diretta come le rivendite di kebab, le pasticcerie, le gelaterie, le rosticcerie, le pizzerie da asporto e le gastronomie in genere. Tra le limitazioni, quella di dover chiudere i battenti all'una di notte e non più tardi, salvo deroghe decise dai singoli Comuni; inoltre, divieto di consumare gli alimenti sul marciapiede all'esterno dei locali."
(clicca qui, se vuoi, per il resto dell'articolo.)

Per cui, ricapitolando…
All’una di notte, se mi viene fame fuori casa non posso mangiare più.
A parte che se entri in un ristorante alle dieci e mezza di sera ti guardano male, ora non posso più rifugiarmi più in una pizzeria al taglio, in una gelateria o dal tipo dei Kebab.
Kebab.
A parte che la maggior parte dei miei concittadini considera etnico un ristorante pugliese, figurati il Kebab.
Se ho letto bene la legge, nei locali da asporto potranno servire soltanto bibite prodotte nel locale stesso.
Non posso nemmeno bermi una birretta. A meno che non la distilli lo stesso cuoco dei panzerotti.
Per cui, ricapitolando:
All’una di notte ti tieni la fame.
Comunque sia, non puoi mangiare per strada.
La sera i mezzi pubblici funzionano per finta.
Sulle piste ciclabili ci parcheggiano il Cayenne.
La domenica, è tutto chiuso.
Milano è proprio una città europea.
Sì, dell’Europa dell’est. Nel 1954.

martedì, aprile 21, 2009

Bicocca Criminale!



Lunedì 27 aprile, il sottoscritto, accompagnato dell'esimio Giuseppe Ferrario, andremo a criminalizzare l'Università Bicocca e saremo in buonissima compagnia.
Parleremo di crimini d'epoca, documentazione storica, ricerca iconografica e del rapporto che ha la storia della nostra città nella costruzione di un plot postmoderno.
Insomma, siamo alla facoltà di sociologia e ci teniamo a fare bella figura.
Poi suoneranno i Calibro 35, per la gioia di tutti i presenti.
Riepilogando:

Musica a Mano Armata e altri racconti della Milano criminale
Lunedì 27 aprile 2009
Facoltà di Sociologia
Milano Bicocca
Viale Pirelli 22, Milano
Edificio U6
Aula Martini – 04
Dalle ore 15

VEDI DI ESSERCI!

Ne approfitto anche per ringraziare Francesca Da Sacco per aver scattato la foto qui sotto:



Belli come il sole, da sinistra a destra:
Il tuo Diegozilla preferito.
Giuseppe Ferrario.
Il premio che Milano Criminale ha ricevuto come miglior serie.
La spilla di Braccio di Culo
Flavio Fausone, l'uomo dei colori.

lunedì, aprile 20, 2009

X Factor, ultima puntata!




Mi dicono che va in onda su Rai Uno. Allora spolvero il tasto del telecomando dove c’è scritto 1 e lo schiaccio.
Prima della finale di X Factor ci sono i pacchi di Affari Tuoi. Dato il ritmo, la verve e l’atmosfera agonica, la finale potrebbe andare in onda domani.
Mi ritrovo catapultato in un continuum spaziotemporale dove lo scorrere del tempo è misurato in ere e in didascalismo. Durante una puntata dei pacchi, se osservi attentamente il tuo criceto, puoi vedere la sua intera evoluzione darwiniana fino allo stadio di creatura senziente.
Dopo mezz’ora di strazio, alle 21 e 38 inizia l’ultima puntata di X Factor.
Un Facchinetti ubriaco di qualunquismo e ripetizioni ossessive da inizio al programma. Siamo sulla rete ammiraglia, serve un riassuntone, serve un riepilogone colossale.
Lancia il collegamento con tre tizie messe nelle città di origine dei concorrenti rimasti. Questi tre calamari, come verrà ampiamente dimostrato durante tutta la puntata, sono l’invenzione più inutile dell’universo dopo la birra analcolica.
Mi faccio forza. La quattordicesima e ultima puntata di X Factor sarà un epopea. Dato che non sono un intellettuale, e invece di guardare il Decalogo di Kieślowski ho visto un sacco di film di Kung Fu, non so sono pronto per affrontare dodici ore di trasmissione.
La gara inizia. Comincia per primo Matteo che canta “Margherita” di Cocciante.
La scenografia è piena di palle, e sono quasi sicuro che le due in basso a destra sono proprio le mie. Fatto sta che ad un certo punto esce Cocciante in persona, vestito da fattorino della UPS.
Cantano assieme, vicini, ed è chiaro subito a tutti che Cocciante è il Minimè di Matteo.
Per cui se Matteo è il Dottor Male, Morgan è sicuramente Austin Powers.
Si celebra Cocciante, il suo accento francese, i suoi ricci, le sue opere popolari, questo e quest’altro. Tutto sommato, il duetto non va affatto male. Questioni di gusti, chiaramente.
E’ il turno di Jury. Canta: “La mia storia tra le dita”, vestito come uno scafista pronto per andare in discoteca, accompagnato da ballerine piumate.
A parte la pronuncia delle “S” va abbastanza bene fino a quando non esce Gianluca Grignani. Sicuramente sarebbe andata meglio se si fossero messi d’accordo, cantando lo stesso testo.
Un disastro vero. Poi cantano uno rivolto verso l’altro, in uno splendido momento d’ammore che comunque su Rai Uno ci sta bene. Alla fine danno la parola a Grignani, che dice la sua. E io scopro che Grignani ha più tic di Alfonso Tomas in “Vieni avanti cretino”.
E’ il momento dei TBSOD. Con “Uomini col borsello”. In coppia con Elio e le storie tese in versione ZZ Top. Sono di parte, occhei, però è la performance più convincente. Armonizzata in modo splendido, destinata a diventare un Cult. Mara Maionchi, che indossa gli occhiali di Ciclope degli X Men, ride fino a stare male.
Facchinetti apre il collegamento con Nicola Savino. La prossima puntata di Voyager avrà un unico tema: Scoprire chi ha detto a Savino che è simpatico. Fatto sta che Savino è in sala stampa, con il gotha del giornalismo musicale al suo fianco. Vedendo in fazza giornalisti capisco molte cose sul declino del nostro Paese.
In studio è il momento del superospitone: Renato Zero. Non ho mai capito Renato Zero. Non capisco come mai tutte le volte che canta, dall’enfasi che ci mette, sembra sempre l’ultima esibizione prima dell’addio alla carriera. Vabbè. Canta la sua roba, poi si mette tra i giudici.
Inizia la seconda manche di cover.
Iniziano i TBSOD con “With A Little Help From My Friends” dei Beatles. Altre volte hanno armonizzato meglio le voci, in questo caso non è la loro uscita migliore.
Il pezzo si ascolta, ma non lascia di certo il segno. E non lo lasciano nemmeno le cinquanta persone mascherate che arrivano alla spicciolata, in una coreografia pensata in motorino dal buon Tommassini.
Tocca a Jury, con “A chi” di Leali. Pensavo peggio. Preferisco questa canzone al disastro con Grignani.
Accanto a lui dei ballerini che ballano in modo struggente, e una foresta di lampadine.
Alle 22.54, la Ventura pronuncia la seguente frase: “Arriveremo anche terzi, ma…”
Panico nello studio. Facchinetti per distrarre il pubblico si mette a camminare sulle mani, zufolando l’Inno alla Gioia con il Kazoo. Ma ormai è tardi. La Ventura ha scoperto le carte.
Dato che non sono un intellettuale, non ho mai letto: “La società dello spettacolo” di Guy Debord e non so niente dell’internazionale situazionista. Però il tizio da cui andavo per elaborare la Vespa era laureato, e una volta mi ha detto: “Guarda che secondo Debord, in un mondo realmente rovesciato, ogni momento di vero è un momento di falso.”
Per cui mi sta sul cazzo che la Ventura sappia già alle 22.54 che arriverà terza, e soprattutto, mi sta tremendamente sul cazzo che per fare la magnifica me lo dica apertamente. Perché, parliamoci chiaro, lo ha detto per stizzosa ripicca.
A sollevarmi il morale ci pensa Matteo. Esce vestito come Il Tulipano Nero e canta “Somebody to love” dei Queen. Confermo. Lo preferisco quando canta in inglese, e se fossi stato al posto di Morgan gli avrei dato “Owner of lonely heart” degli Yes. Ma anche questa versione coriandolosa e un po’ da karaoke di “Somebody to love” non mi dispiace.
Fine del secondo giro di cover, ora canteranno gli inediti.
Ma prima: Talenti incompresi, pubblicità, pause. La ribollita viene pronta prima.
E’ Jury ad aprire il giro di inediti con il suo “Mi fai spaccare il mondo”. La ascolto per la seconda volta e con attenzione. Confermo la sensazione avuta al primo ascolto. Alla mia amica Silvia fa venire in mente Moccia. Ecco, una buona definizione è: Una canzone per la Moccia Generation.
Escono i TBSOD vestiti come i tre tenori, e cantano “L’amor carnale”. Su Rai Uno. La rete ammiraglia manda in onda un pezzo che dilania le tapparelle e scolla le mattonelle da terra.
Il normale pubblico di Rai Uno come accoglierà questo pezzo?
Nella Residenza Il Salice, alcuni ospiti ottuagenari si barricano nelle stanze temendo l’arrivo dei tedeschi. Il signor Elia, si sveglia di soprassalto, urlando: “Better reign in hell then serve in heaven” e si fa tatuare un ritratto dell’Ispettore Derrick su tutta la schiena. Nel Pio Albergo Pitale d’Argento, la signora Ines si mette in piedi sul letto suonando una Air Guitar. Delle sue amiche interrompono la canasta, e guardando verso la tele commentano: “Però tu guarda come sono cambiati Morandi, Ruggeri e Tozzi!” Suor Angelica, entrando nelle stanza della televisione della Casa di Riposo Santa Marta, vedendo alcuni degenti che zampettano sul soffitto come dei ragni, chiama di corsa padre Amorth per un esorcismo rapido, ma trova occupato.
“Amor Carnale” semina il panico come dovrebbe. Eccezionale. Aspetto i Rammstein alla prossima edizione di San Remo.
In effetti, San Remo quest’anno arriva prima. Arriva con Matteo che canta “Impossibile”. Vedo i fiori, la scalinata, il fantasma di Pippo Baudo, il dopofestival, la valletta mora e la valletta bionda, Patty Pravo in una teca e Albano a cavallo di un Ippogrifo.
Matteo è bravo. Bravissimo. Ha una voce splendida e mi sta molto simpatico, ma questo pezzo proprio non ce la faccio a sentirlo. Piuttosto ti autorizzo a leggere i fumetti più rari che ho nella mia collezione con le mani unte.
Finito gli inediti, si dovrebbe scoprire chi andrà alla finalissima. Ma la tirano in lungo, con una liturgia estenuante che fa strage di congiuntivi.
Fatto sta che alle 00.03 arriva l’esito del televoto. Chi arriva terzo? Indovina?
Jury.
Ma che sorpresona.
Collegamento con Brescia, festa, coriandoli, striscioni.
C’è anche Kevin, il fratello di Jury. I cugini: Zeus e Apollo non sono venuti. Però ci sono il Nonno e la fidanzatina di Jury, alla quale, vedendola, va tutto il nostro affetto più sincero.
Quindi la vittoria se la giocano Matteo e i TBSOD.
Canteranno una cover e il pezzo a cappella. Ma non è ancora il momento. Nossignore. Non tutte le schiene dei telespettatori sono state piegate dal peso di questa puntata.
Finalmente la redazione di Chi L’ha Visto è riuscita nella sua impresa titanica e ha trovato gli Aram Quartet, i vincitori della scorsa edizione.
Arrivano, e ci cantano il loro nuovo singolo: “ Il pericolo è il mio mestiere”. Sentendo il pezzo, si capisce subito come mai ci hanno messo tutto questo tempo per confezionarlo. Prima dovevano trovare tutte le frasi fatte del mondo e tutte le rime prevedibili della lingua italiana. Un lavoro complesso, vista la concorrenza dei Baci Perugina e delle frasi che le ragazzine scrivono sugli zaini.
Indagando, scopro che questo brano ha avuto (cito) “ la supervisione letteraria” di un certo Kaballà.
Non so chi sia. Forse è un nemico di Zagor. Però, se hanno avuto una supervisione-letteraria, mi è tutto più chiaro. E’ sicuramente un esperimento di scrittura casuale, un Cut Up alla William Burroughs. Quando prendeva libri e giornali e ci faceva dei tagli a caso, raccogliendo poi le parole che venivano fuori. Oppure no. Ma io comunque non lo so, io scrivo di dinosauri che si menano.
Alle 00.26, inizia la finalissima.
Partono i TBSOD con “Contessa”, forse la loro cover migliore. Fatto sta che riescono a scrostarmi da divano in cui mi sono incastonato per la lunghezza esasperante di questa puntata.
Tocca a Matteo, con: “Ancora, ancora, ancora”. Sarà la stanchezza, ma il pezzo mi piace. E’ struggente, mi commuovo, lucciconi e quant’altro.
Mancherebbe solo il pezzo a cappella. Invece no. Facchinetti e le sue pause celebrali la tirano ancora per le lunghe.
Ci si collega con due Pupazzi in Gomma Morbida che si trovano nella stamperia dei CD.
Due fantoccini, uno di fattezze maschili e uno di fattezze femminili. Quelli che se lo schiacci squittiscono. Hanno colori sgargianti e mi spiegano come si producono in serie i CD.
Lo studio finalmente si spegne. Solo voce. Ultima canzone.
Per i TBSOD è un pezzo di Crosby, Still, Nash e Young. Matteo canta il suo pezzo migliore: “I Fly for you”.
Poi gli appelli di Mara e di Morgan, i video, i riassunti, le pause.
Alle 00.48 vomito tutto il mio tempo perduto direttamente nel cappello di Proust.
Segnalo che a casa Diegozilla, i voti destinati ai TBSOD nella finalissima, non sono stati conteggiati un bel pezzo prima della chiusura del televoto. Il che, sommato all’uscita della Ventura delle 22.54, mi fa perdere la fiducia nell’intima bontà del genere umano.
Anche se questo reality è il primo che seguo dall’inizio alla fine, lo sapevo che è tutto pilotato, ma averne la conferma è sempre un brutto colpo.
Tipo quando ti dicono che Babbo Natale è in verità tuo padre in mutande che sistema i regali mente dormi.
Verso le 00.15, viene annunciato il vincitore della seconda edizione di X Factor.
Con solo sedici voti di vantaggio (che sarebbero stati tredici, se avessero preso quelli mandati dalla Diegozilla House) vince MATTEO BECCUCI!
Coriandoli, stelle filanti, fuochi d’artificio. I Pupazzi di Gomma Morbida dalla stamperia che sorridono mostrandoci il glass master, Livorno che esulta. Felicitazioni.
Morgan vince X Factor per la seconda volta.
E io svengo, provato nel fisico da questa interminabile finale.
Fine della quattordicesima e ultima puntata.

Comunicazione di servizio




La recensione dell'ultima puntata di X Factor verrà postata il prima possibile.
Tipo in tarda mattinata.
Ora di pranzo. Ecco.

sabato, aprile 18, 2009

Diegozilla influenza i media!

Ti ricordi quando nel rapporto sulla seconda puntata di X Factor dicevo:

E’ tutto nelle mani della Ventura.

Che è un po’ come dire:
- Cara, dove hai messo la mia 44 Magnum?
- L’ho data alla scimmia, tesoro.

Frase per altro riportata su diversi tumblr con estremo gaudio?

Copertina di Vanity Fair:



Lo so che è riferito ai 44 anni della Ventura, però...
Però ammè mi fa ridere!

I giorni felici dell'imbecillità catodica.

Questo video sta rimbalzando su diversi siti...
Il Mago Silvan che semina il panico a Domenica In.



Che il Mago Silvan sia considerato un sovversivo è uno stupefacente segno dei tempi in cui viviamo.
L'elemento che mi fa sorridere di più però, non è tanto la reazione della rettiliana che conduce il programma, è logico che nella Corea del Nord, occupando un posto grazie all'imposizione del potere si debba difender Kim Jong Il a spada tratta...
E' il modo.
C'erano milioni di modi per difendere il Luminoso Presidente senza dover per forza fare figure di merda e senza uscire allo scoperto nella propria natura di rettiliana succhiacode.
Bastava una battuta.
Ma per uscire con una battuta da una situazione simile, bisogna saper fare il proprio mestiere.
Cosa impossibile per una rettiliana che ha avuto il suo posto grazie alle scie chimiche.

giovedì, aprile 16, 2009

Sesso, sessone!



Cosa dire e cosa non dire durante.
(Averci il tempo te lo tradurrei)

Cambiando le parole.



- Che lavoro fai?
- L’imbianchino.
- Sono un imbianchino anche io!
- Ma dai? E quali pareti hai tinteggiato?
- Nessuna. Però nel box ho un pennello.

- La gente è stufa di avere le pareti bianche.
- Sicuro?
- Assolutamente. Ci sono milioni di persone che fremono per avere le pareti dipinte di un colore diverso. Per questo motivo ho brevettato questo nuovo colore. Per evitare la mafia dei colorifici lo vendo su internet, sul mio blog.
- E come va?
- Cinque accessi al giorno.
- Evidentemente la grande massa fremente di gente stufa delle pareti bianche non possiede un computer.

- Mi daresti una mano?
- Forse.
- Devo tinteggiare una parete e…
- Di che colore?
- Bianco Ghiaccio.
- Allora no. Io uso solo e soltanto il color Acciuga Tonante.
- Me l’hanno chiesta Bianco Ghiaccio…
- Allora niente.
- Scusa, ma adesso dove vai?
- In manifestazione. Protestiamo per la mancanza di lavoro nel settore degli imbianchini.

Salve, mi sto avvicinando al mondo degli imbianchini con grande interesse, e vorrei anche io tinteggiare le facciate delle villette come fa lei. Visto che farlo è un mio diritto innegabile, dato che sono molto più bravo di lei, mi spiega come si fa?

- Vorrei che mi imbiancassi questa parete.
- Bene, le preparo un preventivo.
- Ma no! Non capisci? Io lo faccio per te! Per mantenerti in forma e per impedire alla vernice che c’è nei tuoi secchi di seccarsi per il mancato utilizzo.
- Ma, veramente…
- Questa stanza sarà la sala da pranzo del mio albergo. Ti darò un tot per ogni cliente che verrà qui a mangiare, d’accordo?
- Quando apre l’albergo?
- E’ già aperto.
- Non si direbbe.
- Lo so. Non ci viene mai nessuno, ma che ci vuoi fare. E’ il solito discorso. Agenzie turistiche impreparate, i clienti tropo affezionati a Riccione… E poi, insomma, io faccio l’albergatore solo per passione. Di lavoro smaltisco i residui della macellazione.

- Vieni a tinteggiarmi il corridoio?
- Sì, sono libero. Quando devo venire?
- Ieri.

mercoledì, aprile 15, 2009

X Factor, tredicesima puntata.



La semifinale principia alle 21 e 04, con una serie di bombe a grappolo che esplodono nel mio televisore, sirene, grida e strilli. Facchinetti in overdose di zuccheri annuncia che ci sarà un'unica manche in cui i cantanti in gara spareranno tre canzoni a testa, lasciando il mitico inedito per ultimo.
Ecco il primo ospite: Noemi. Si gioca in casa.
Pare che il suo pezzo inedito stia spopolando in tutte le radio. Ma io, da quando non ci lavoro più, siccome nuoto nell’acrimonia, non riesco più ad ascoltare la radio. Fatto sta che sento il pezzo per la prima volta. Il titolo: “Briciole” è tremendo, mi ricorda il nome del cane della mia ex portinaia.
Il pezzo non è malaccio, ha dei sapori un po’ alla Joplin e quelle-cantanti-lì. Dovrei ascoltare meglio il testo.
La si tira in lungo, presentando il prossimo talent show di Rai 2, una roba sulla danza. Sorpresona, la sigla del nuovo programma la cantano i ragazzi di X Factor tutti assieme. E’ “Let’s Dance” di Bowie. Bel pezzo. Tranne la parte cantata da Daniele che riesce ad essere più irritante di un cespo di ortiche infilate in un paio di mutande di lana infeltrite.
Ha inizio la gara. Il primo a esibirsi è Jury con “Qualcosa di grande” dei Lunapop.
Non so perché, ma a suo modo, il testo è profetico. Che cosa è successo, Jury? Sei cambiato.
Canta con poca convinzione e con poca dizione, sotto lo sguardo severo di un colossale orsachiottone gonfiabile che nel video prende anche a pugni.
Stasera la Ventura è posseduta da Vanna Marchi, e ne assume i toni e l’aspetto in un paio di occasioni.
Mara Maionchi è sbrilluccichina, e Morgan sembra sottotono.
E’ il momento dei TBSOD, con “All Shock up” di Elvis. C’è un video dove zia Mara balla. Non in tanga come avevo auspicato, ma si esibisce in un roccherolle acrobatico che non sfigurerebbe negli Happy Days da Arnold’s.
A parte i pantaloni ascellari di Jacopo, il pezzo va come deve andare.
Questi tre, che probabilmente la odiano, sono quelli che in televisione ci sanno stare meglio.
E’ il turno di Matteo, che mi si presenta vestito da Dio. No, non intendo dire “vestito bene” in modo gergale, intendo proprio vestito da Altissimo. Perché secondo me, l’Onnipotente si veste così. Un elegante completo bianco su misura, i boccoli e l’ampio sorriso del perdono.
Questioni teologico/sartoriali a parte, a Matteo fanno cantare “Caruso”. Lui deve cantare in inglese. Intendiamoci, non canta male, ma canta “Caruso” …Quella cosa che luccica su golfo di Surriento si chiama: occhei-basta-sono-anni-che-mi-menate-il-torrone- con-questo-pezzo.
Arriva Daniele, presenta “Killing me softly”. E’ impossibile cantare Killing me softly senza pensare a Hugh Grant in “About a Boy”. In più, Daniele canta ad occhi chiusi, che su quel pezzo è proibito e lo sanno tutti.
Poi diventa tragedia quando escono i ballerini di breakdance e lui comincia a straziare le vocali a bastonate come fossero cuccioli di foca. Aggiungici quella mossetta che fa con il collo, tipo truzza del Queens, e hai il quadro completo.
Fine del primo giro e pausa. Scopro che i cantanti di X Factor hanno fatto un pezzo per raccogliere fondi per l’Abruzzo. E’ la cover di: “You’ve got a friend” di Carole King. Farò il mio dovere su I-Tunes.
Tommassini si aggiunge come quarto giudice e la gara ricomincia.
Apre Matteo, con “Stairway to heaven” dei Led Zeppelin. Su questo pezzo sono abbastanza preparato. Ascolto i Led Zeppelin da parecchio tempo, tra l’altro conosco personalmente una ragazza che ai suoi tempi conobbe biblicamente Robert Plant, per cui so di che cosa parlo.
Matteo canta i minuti sbagliati di Stairway To Heaven. I minuti pallosi, con l’arpeggione mostro da scuola di chitarra. L’accordo proibito in tutti i negozi di chitarre degni di questo nome.
Doveva cantare dal quinto minuto in poi. Fino all’ottavo. Allora sì.
Tocca a Daniele, con “Estate” dei Negramaro. Non conosco il pezzo, però grazie a questa canzone trovo una nuova definizione di orchite per il mio personalissimo vocabolario.
Salgono di nuovo i TBSOD, con “Tutta mia la città” dell’Equipe 84. Cantano in uno scorcio londinese con tanto di cabina telefonica.
Sono forti, ma il pezzo è molliccio. Performance che scivola via, senza trasmettere niente.
E’ il turno di Jury, con un medley di Rod Stewart.
Jury ha una voce pulitissima, giovane e fresca, che probabilmente Rod Stewart ha avuto solo per i primi due giorni all’asilo. Poi ha rubato il Caffè Sport Borghetti alla maestra e gli è venuta la voce che conosciamo.
Eppure, Jury riesce ad essere convincente. E’ molto più convincente in inglese piuttosto che in italiano. O forse sono io che sono distratto dalle ballerine bradipo che si muovono lente alle sue spalle.
Finisce il secondo giro di cover, tra poco ci saranno gli inediti.
Ma prima, la tiriamo in lungo.
Superospite: Gianna Nannini. Mi sento in colpa, tremendamente in colpa. Non ho mai seguito la Gianna. Non ho mai comprato o scaricato un suo disco. Ecco, vorrei conoscere meglio questo rock italiano. Come vorrei conoscere meglio la mazurka iraniana, lo ska etiope, il progressive lituano, l’elettropunk malgascio e, perché no, lo speed metal kazako.
E’ finalmente arrivato il momento di sentire l’ormai leggendario pezzo inedito dei cantanti in gara. Sono tutti in fibrillazione, c’è in ballo il contrattone discografico.
In virtù dell’enorme successo internazionale ottenuto dai vincitori della scorsa edizione, si può intuire a stento quanto sia importante questo contrattone per i vincitori di X Factor.
A benedire l’inedito arriva Mogol in persona. Chiaramente arriva in motocicletta 10hp inseguendo una libellula in un prato. E’ partito il 29 Settembre.
Chi inizia?
Daniele Magro, con un pezzo tutto suo intitolato “No.” Si inserisce, secondo me, nel mondo tizianoferroso, ma con un po’ più di beat. A tormentone is born. Il pezzo va oltre l'orecchiabile e raggiunge il concetto Borg di ogni-resistenza-è-inutile-verrete-assimilati.
Con angoscia lo sento già tuonare a tutto volume dalle autoradio delle Punto in coda verso il mare sotto la canicola di agosto.
Mogol gli suggerisce di uscir nella brughiera di mattina dove non si vede a un passo per ritrovar se stesso.
Tocca a Matteo con “Impossibile”. Mi dicono sia una canzone italiana tradizionale. Alle mie orecchie la definizione suona come: “adatta alla filodiffusione nel reparto geriatrico”.
Sostengo fermamente che Matteo dia il suo meglio quanto canta in inglese. Il pezzo non è male, se ti piace la canzone italiana tradizionale. Da un punto di vista di scrittura, un verbo prima di “Impossibile” forniva un appoggio migliore al ritornello. Cambiando un po’ il testo. Prova anche tu. Canta: “Sei impossibile” invece di “Impossibile” e basta. Vedrai che funziona meglio.
Mogol invece, gli dice che non è una promessa ma è quel che sarà.
E’ il turno di Jury, con “Mi fai spaccare il mondo”. Il mood è molto inglese. Il testo non mi convince. Mi sembrano le didascalie di una Graphic Novel noiosa. Però piace. Piace il linguaggio.
Piace anche a Mogol, che comunque sconsiglia di guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se è poi è tanto difficile morire.
Chiudono i TBSOD con “L’amor Carnale”. Praticamente un pezzo dei Manowar cantato su Rai 2.
Nel testo di questa canzone c’è un frase che diventerà il mio prossimo tatuaggio: “Buggerato dalla mia baldanza”. Sono dei grandi.
Mogol li vorrebbe vedere imbracciare i loro strumenti, che per lui è come abbracciare un amico vero che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro.
Chiaro, mi piace da matti il pezzo dei TBSOD, anche se… Se fossi un produttore della Sony punterei tutto sulla canzone di Daniele.
E’ il pezzo giusto per fare un sacco di quattrini, intascare il malloppo e mandare tutti a cagare.
Vedremo.
Inediti finiti, è il momento di scoprire chi andrà allo scontro finale in base agli esiti del televoto.
Direttamente in finale: TBSOD e Matteo.
Sono molto contento per entrambi. Ma sono più contento per Matteo. La sua strada è stata decisamente in salita. Colpa anche, come mi ha fatto notare la mia amica Paola, dei pezzi orrendi che gli hanno affibbiato in queste tredici puntate.
Al ballottaggio andranno Jury e Daniele.
Uno dei due uscirà dal programma.
Daniele canta “Stai fermo qui” di Giusy e un pezzo di Cammariere, credendoci tantissimissimo.
Jury canta “Chariot” e otto secondi scarsi di “Sunny”, con pochissima convinzione.
Poi tocca ai giudici.
Mara elimina Daniele.
Morgan, a sorpresa, elimina Jury.
E’ tutto nelle mani della Ventura.
Che è un po’ come affidare il proprio destino alle decisioni di una macchina quantica a forma di orologio a cucù, alimentata da una pila bipolare frutto di tecnologia aliena, basata sui cicli della marea del mare di Urano, in trigono con Sirio B, visibile solo dalla tribù Dogon, durante l’Oktoberfest organizzata da un cosplayer di Gandalf con le scie chimiche nel cervello.
In sostanza, ella è imponderabile e la di lei decisione è imprevedibile.
Dopo mezz’ora di un discorso che in mancanza di un dizionario Italiano/Venturesco, Venturesco/Italiano rimane incomprensibile ai più, la Ventura, elimina Daniele.
Jury, Matteo e i TBSOD accedono alla finale di X Factor che si terrà Domenica 19 Aprile su Rai 1.
Fine della tredicesima puntata.

martedì, aprile 14, 2009

Dampyr 109, reazioni



Anche se Harlan fa quella faccia schifata, pare che il 109 sia proprio piaciuto ai lettori dampyreschi.
Sul forum è stato accolto bene, e cliccando qui c'è una recensione che mi sorprende e mi fa gongolare.
Ah... Che palle questi sceneggiatori bisognosi di conferme!

Dinooosaaaauuuriii!



Dinosauri che si menano.
Questa era la richiesta.
Potevo dire di no?
A parte che scrivere storie per bambini mi piace un sacco, ma poi, dico... Dinosauri che si menano!
Impossibile rifiutare.
Fatto sta che sto scrivendo le storie per il magazine dei Dino Froz.
Dato che la richiesta mi lascia un margine di azione decisamente ampio, le due storie del numero uno sono nell'ordine:
Una storia con una regia in puro stile Tsui Hark, come nella migliore tradizione del cinema d'azione di Hong Kong, l'ambiente ha una parte attiva nel combattimento.
Una storia con un dinosauro di quindici tonnellate che pensa in didascalia come Marv di Sin City.
Bambini, fate i capricci, i Dino sono in edicola!

domenica, aprile 12, 2009

Buona Pasqua!

venerdì, aprile 10, 2009

Racconto Nuovo!



Dopo una piccola pausa, prosegue la mia collaborazione con il magazine Nella Nebbia!
Non so come mai, perchè certe cose non hanno regole precise, ma tra le mie sinapsi è arrivato un nuovo personaggio: Rex Slade, il mega-cospirazionista.
Per un po', perlomeno fino a quando lui vorrà, racconterò le sue avventure.
Cominciamo con la prima:

L'Identità della Carta

Caramelle di Fenolo al ribes rosso, i capelli favolosi di Farrah Fawcett, sette monaci tibetani che ballano la hula, una Ferrari Testarossa contromano nell’arteria femorale e un calamaro del Baltico.
Sezionare un triceratopo, un manuale di astrologia, un forchettone in legno, mezza dozzina di Harmony gonfi d’acqua, quattro assi e un canapè.
A questo penso mentre faccio la fila per la carta d’identità.
Penso anche che il Ventesimo secolo ha prodotto più immagini di tutti i secoli precedenti messi insieme. Immagini, immagini e immagini, ci penso sempre prima di fare una foto tessera.
Scrivo mentalmente un saggio sulle peggiori immagini di tutti i tempi. Dedico un capitolo intero ai LolCats, alle foto segnaletiche dei criminali del Grande Fratello, ai tre quarti dall’alto delle ragazzine puccettine su faccialibro e miospazio.
Note a margine sui wannabe del fumetto che disegnano tutti le stesse cose e allo stesso modo.
Descrivo minuziosamente tutte le copertine orrende che ho visto alla Fiera del Libro, scrivo un breve paragrafo sui manifesti a matita dei parrucchieri e i biglietti di auguri.
Mentre aspetto le critiche telepatiche della comunità ESP mondiale mi concentro sulla fila, ho di fronte un tot di umanità.
Davanti a me c’è un rinoceronte di Bergamo in canottiera a righine. Poi una donna che odora di aglio. La sua mente è semplice, binaria, basata sul bianco e sul nero, sul salato e sull’insipido.
Le lancio un virus telepatico chiamato: agrodolce e ridacchio. Dopo di ella un giovine pettinato da una mototrebbia con l’I-Pod nelle orecchie. Posso sentire quello che ascolta, le sue cuffie vomitano un transpowerblaster disco truzzo che ripete ossessivamente:
Tooony!
Montanaaa!
Tooony!
Montanaaa!
Tooony!
Montanaaa!
World is mine!
Di fronte al cerebrosconnesso c’è uno sportello antiproiettile e dietro il vetro l’impiegato con la faccia da pizza, occhiali, capello unto e cozze sulle sopraciglia.
Io mi sono alzato presto, fatto doccia, sbarbato, fatto foto in stazione Centrale, preso autobus per decentramento anagrafe di zona, chiesto a portinaia, preso ascensore per primo piano e messo in fila.
Devo fare la carta d’identità.
Io so già tutto: mi chiamo Rex Slade. Perché il mio nome è stato scelto con un generatore automatico di nomi per eroi. Sono uno e settantantacinque, trentasette anni. Una bizzarra mutazione genetica mi ha fatto nascere con la stessa faccia di Renato Pozzetto. Segni particolari: ho incredibili poteri paranormali che non so neanche io e di mestiere non faccio nulla di preciso.
- Qualcosa devo scrivere…” mi dice l’impiegato.
E io rispondo:
- Allora scriva, Alberto Angela.
- Che cosa?
- Di lavoro, faccio Alberto Angela.
Rispondo perentorio.

CONTINUA CLICCANDO QUI

Segni sui muri



O Lucky Man!
(Lindsay Anderson; 1973)
Arriva da qui.
e qui altre 20.
e per onestà tumblirica aggiungo che arriva via qui, sito che frequento per diverse ragioni, tra cui le numerose e formose foto di donne nude. olè!

Lost, quinta stagione episodio 1



Riassunto Telegrafico:
Anche l'isola non ne può più e si stacca dallo spazio-tempo.

giovedì, aprile 09, 2009

Dieci film (10)

I dieci film che occupano un posto d'onore sul mio scaffale delle visioni importanti. Dato che dieci sono pochi, prevedo un "dieci film 2" a breve.
Nonostante il cast eccezionale, il regista ciccio tosto che otterrà in seguito l'attenzione che merita, questo noir favoloso è passato fin troppo in sordina.
Tipo che alcune pellicole nessuno se le caga senza una ragione precisa, credo.




Sydney
Di: Paul thomas Anderson
Con: John c. Reilly, Gwyneth Paltrow, Samuel l. Jackson, Philip seymour Hoffman, Nathanael Cooper, Wynn White, Robert Ridgely, Kathleen Campbell
USA 1996

martedì, aprile 07, 2009

Notttivì!



Questa sera niente X Factor.
Palinsesto rivisto, rivoluzionato, spostato e cambiato in seguito ai tragici accadimenti tellurici.
Mi sta bene, è giusto.
Spero che il servizio pubblico faccia servizio pubblico e non diventi una fiera degli sciacalli.
Io non manderei in onda nemmeno il teatrino di Vespa, ma io non dirigo nulla, a parte una Skoda ogni tanto.

Post It




Aldo Busi su Dagospia.

Enel, questione di modi.



Suona il telefono. Rispondo. Una voce dice:
- Buongiorno, è l’Enel, c’è un problema sulla linea, potrebbe leggermi la sua bolletta?
- No.
Rispondo io.
- Per prima cosa tu non sei dell’Enel, tu sei di un call center commerciale che lavora per conto Enel. E non c’è nessun problema sul mio impianto, e anche se ci fosse tu non potresti saperlo, perché non sono un cliente Enel. E poi quello che c’è scritto sulla mia bolletta saranno anche cazzi miei e non te li dico. Addio.
Per cui, dopo la visita porta a porta, arrivano anche le telefonate.
Mi piacerebbe sapere quale manager dell’Enel ha affidato questa campagna aggressiva, giocata sull’equivoco, sul mancato rispetto della privacy, e sui toni perentori.
In sostanza c’è qualcuno che ti telefona, o ti piomba in casa, spacciandosi per qualcun altro, chiedendo di vedere un documento privato, di un’azienda concorrente, come se fosse una cosa loro.
L’odore è quello della truffa. I modi sono quelli del raggiro, del gioco delle tre carte nel parcheggio dell’Autogrill.
Per cui, mi ripeto: L’Enel fa concorrenza all’A2A infinocchiando le vecchiette.
E questo la dice tutta sulla serietà dell’azienda.
Poi, bastano tre minuti di ricerca in rete, per capire se le tariffe proposte, o meglio: se le tariffe che ti impongono se ci caschi, sono convenienti o meno.
La risposta, come nel gioco delle tre carte nel parcheggio, è chiaramente no.

lunedì, aprile 06, 2009

Un caffè a Milano



Sono in anticipo su un appuntamento. Mi va un caffè. Entro in un bar.
Ci sono tre clienti e il barista.
Il barista sta parlando con questi tre, non capisco di che cosa con esattezza, parlano di numeri, forse delle tasse.
Il barista non mi rivolge neppure lo sguardo. Sono invisibile. Passa più o meno un minuto.
Mi sposto allora dal bancone alla cassa, ho in mano il mio euro. Guardo il barista. Niente.
Dopo un altro po', il barista si avvicina alla cassa, ma non mi guarda, non mi chiede niente, allunga la mano verso di me per prendere l'euro.
Guardo verso il suo palmo e gli dico:
- Vuole sapere anche che cosa voglio, o prende i miei soldi a prescindere?
A quel punto, il barista mi guarda.
I nostri occhi si incrociano, e io capisco l'enorme, siderale, incolmabile distanza che ci separa.
Non ci sono gli estremi per una discussione. Non capirebbe. Potrei essere straniero, anzi, per lui evidentemente lo sono.
- EH?!
Dice lui.
- Niente...
Rispondo io uscendo.
Perchè a volte un caffè è più gustoso quando non lo prendi.

Dragonball Evolution!



Se hai la mia età, l'ottima scusa per andare venerdì alla prima di Dragonball Evolution è la presenza di Chow Yun Fat nel cast.
Tipo che secondo me, a un certo punto, si mette in bocca un fiammifero e si mette a sparare con un fucile a pompa, mentre volano colombe bianche.

Intanto, beccati questo video in assoluta mega anteprima per Diegozilla!

sabato, aprile 04, 2009

Eroi. Quelli veri.



giovedì, aprile 02, 2009

Dampyr 109



Mi raccomando, domani esce il mio Dampyr, scapicollati in edicola e sostieni il tuo Diegozilla preferito!
Visto che sono bravissimo a incasinarmi da solo, non faccio mica in tempo a scrivere la seconda parte del mega-riassuntone di Dampyr, per ora bisognerà accontentarsi della prima parte.
Nell’albo in edicola domani, comunque, di cose esageratamente complesse legate alla trama generale, che se non hai letto tutti i numeri fai fatica ad appassionarti, non ci sono. Dovrebbe bastarti la prima parte del riassuntone.
Ricordati che la biondina è una vampira, e che spesso cela la sua vera natura.
Ricordati che Kurjak è un ex soldato, è serbo, e la storia in questione parte dal suo passato militare.
Ricordati che il tizio che assomiglia a Ralph Fiennes da giovane, è il Dampyr.
Come ti dicevo, su Dampyr si lavora molto sulle leggende e sulla mitologia mondiale. Nell’albo che avrai tra le manine domani c’è una formula magica gitana, citata letteralmente, su cui declino ogni responsabilità nel caso di utilizzo.
La didascalia: Don’t try this at home, confidando nel buon senso dei lettori, non l’ho messa.
Il disegnatore, l’elegante Luca Raimondo, non è nuovo sulle pagine di Dampyr, ma questa è la prima storia che abbiamo fatto assieme.
In futuro ne usciranno altre, ma per ora è troppo presto per parlarne!

Questa è la copertina, così domani la riconosci:



Dampyr n. 109
Il cuore di Gorislav
Soggetto e sceneggiatura: Diego Cajelli
Disegni: Luca Raimondo
Copertina: Enea Riboldi

Il tipaccio qui sopra è proprio Gorislav in persona.
Se ti interessa saperlo, per caratterizzarlo, abbiamo usato le fattezze di Iggy Pop.
Se a qualcuno vuole sapere delle particolarità tecniche, ho usato una regia particolare per entrare e uscire dal flashback nella prima e nella terza sequenza dell'albo.
Fai caso al montaggio.
Menate di sceneggiatura, per noi menosi addetti ai lavori.

mercoledì, aprile 01, 2009

Io ho telefonato, eh...

X Factor, Supplemento Standig Ovation

Metti che non l'hai visto...

X Factor, dodicesima puntata.



Ore 21 e 03. Con un’esplosione atomica, un ledis&gentelmen dall’accento brianzolo, luci, razzi, la Ventura con una benda da regina dei pirati fetish, zia Mara truccata benissimo e Morgan con una giacca che grida se esposta alla luce del sole, inizia la nuova puntata di X Factor.
Facchinetti va di fretta. Introduce subito subito il primo ospite della serata.
J-Ax, che canta: “I vecchietti fanno ooh”.
Suona il mio telefono. E’ uno che ha sbagliato numero, si chiama Gianni e cerca il Loris. Convinco il Gianni a rimanere comunque al telefono con me per il tempo necessario. Parliamo del più e del meno, più che altro del Loris che deve passare a prenderlo con la Punto per andare a Ravenna. Quando capisco che J-Ax ha finito, saluto il Gianni. Forse dovevo prolungare un po’ di più la telefonata. C’è Enrico Ruggeri.
Ruggeri, lo sanno tutti, parla in quel modo strano perché ha nella bocca le tasche guanciali come i criceti. Farà da quarto giudice per tutta la prima manche. Pazienza mi dico. Poteva andare peggio, poteva fare un crossover con Il Bivio condannandoci tutti a morte certa per noia.
Il primo a esibirsi è Daniele, con “I Say a Little Prayer” di Burt Bacharach. Lo hanno vestito come Alberto Sordi nei panni di Nando Meliconi “Santi Byron” in: “Un americano a Roma", cliccare per credere.
Fatto sta che massacra il pezzo a colpi vocali allungate, gorgheggi, mossette, rutti fonetici, ululati e pigolii da pulcino esagitato. L’orrida base da incubo in discoteca di provincia non l’aiuta per niente.
L’esecuzione leziosissima viene notata nella sua leziosità. Enrico Ruggeri dice qualcosa, mentre srotola dalla guancia un metro e venti di spago.
E’ il momento di Noemi. Canta “What’s love” di Tina Turner. Accanto a lei un ninja che trascina due ballerini che litigano con una fettucciona di tessuto bianco.
Il problema di Noemi è che sta assolutamente inventando l’inglese del testo.
Ho preso nota, canta questo: Oh uats lov gotto du uit, uats love bat a secon end emooscioo uats lov gotto du iii gotto duiii uidit.
Ma la perdonano. Anche Ruggeri, mentre le fa vedere l’uovo di struzzo che teneva nascosto nella guancia sinistra.
Tocca ai BSOD, con addirittura “I wanna be sedated” dei Ramones. Preceduti da un video in cui si vede Gaudi con in testa un secchio peloso, e da zia Mara che introduce il pezzo parlando dei Ramones per la prima volta il vita sua.
I BSOD hanno fatto un gran lavoro. Dalle prime puntate hanno lavorato sulle armonie e sugli arrangiamenti vocali. Sono cresciuti tantissimo e il pezzo va alla grande.
Sono tutti contenti. Anche Ruggeri che si ricorda quando era Punk. Ha ancora un giubbotto di pelle sotto la lingua.
E’ il turno di Matteo, con “Per un amico in più” di Cocciante. Il pezzo lo avrà anche scritto Mogol, ma posso dire che anche Michelangelo ha fatto le sue cappelle?
La canzone non la conoscevo, mi sembra adattissima come canzone da attesa telefonica quando chiami il Centro Italiano Ascolto del Disagio e trovi occupato.
Lui è bravo, eh… Ma il pezzo è tremendo.
Per Ruggeri il testo è un po’ retorico, e lo dice mentre estrae un posacenere in alabastro dalla guancia destra. Gli dava fastidio.
La puntata, per ora, è velocissima. Tocca già a Jury. Ultimo cantante della prima manche.
Propone: “Amore bello” di Baglioni. La Ventura dimostra tutta la sua spettacolare intelligenza sostenendo che questa canzonetta di Baglioni e il pezzo della settimana scorsa di Fossati hanno lo stesso grado di difficoltà per un cantante ventenne.
Vabbè. Jury affronta ‘sta roba, affiancato da dei ballerini alieni che ballano dentro delle sfere di gomma trasparente.
Non se la cava male, anche se il cantare in italiano non è proprio il suo forte.
Poi Ruggeri starnuta e semina mattoni per tutto lo studio. Li raccoglie, se li infila di nuovo in bocca, saluta tutti e se ne và.
Secondo il televoto, al ballottaggio finale andrà Noemi. Tutte le maestre di inglese hanno votato contro di lei.
Alle 22.47 Facchinetti si collega con Savino. Per una decina di minuti, grazie al collegamento con Scorie, Cthulhu ha altre ottocento buone ragione per manifestarsi nella nostra dimensione seminando inarrestabile morte e irrefrenabile distruzione.
Poi arriva Pino Daniele che canta in playback con J-Ax. In due mi gonfiano le palle tipo canotto e ci saltano sopra. Resisto. Dura poco, mi dico. Magari mi abituo, mi dico. Invoco pietà. Non la ottengo.
Questa canzonetta sul sole, che ripete ossessivamente le stesse cose, è come se mi infilasse due ganci nel petto e mi appendesse al soffitto, come Richard Harris in “Un uomo chiamato cavallo”.
Vedo anche Manitu. E’ incazzato perché non trova più il Grande Bisonte. Gli dico: Prova a chiedere a Enrico Ruggeri, magari lo ha lui in bocca da qualche parte.
Prima di avere altre visioni, lo strazio delle mie carni finisce.
Nella seconda manche, i cantanti saranno accompagnati da una band e non dalle solite basi. Vedremo chi verrà aiutato dall’Unplugged.
Inizia Matteo, con “I Fly for you” degli Spandau Ballet. Sarà che sono un ex paninaro, sarà che l’arrangiamento è eccezionale, ma mi vengono i brividi e i lucciconi. Giuro.
Miglior performance in assoluto di Matteo. Farò il mio dovere su ITunes. E’ stato favoloso, di grande classe e molto, molto intenso.
Arriva Juri. Propone “Sunny” di Bobby Hebb. Strano, pensavo che Jury avesse più presenza scenica di fianco a una band. Non mi convince molto. Credo sia colpa del pezzo.
E’ il turno dei BSOD con “Sono Bugiardo”. Hanno lavorato ancora sulle armonie, e l’arrangiamento non elettrico esalta ancora di più l’amalgama delle voci.
C’è un unico problema. Qualcuno dovrebbe dire al regista che durante un assolo non serve a un cazzo inquadrare la chitarra ritmica. Se combinano uno scherzo del genere a uno come Yngwie Malmsteen, poi mi rimane in terapia un paio di mesi.
Chiude la seconda manche Daniele, con “On Broadway” di George Benson.
Caso umano. Doveva cantare un pezzo di Pino Daniele, ma poi la Ventura ha cambiato idea.
Teoricamente, questo cambio dell’ultimo minuto dovrebbe giustificare lui che esce vestito in modo imbarazzante con addosso una maglietta orrenda su cui si legge: I Love Svisare.
Il pezzo è inascoltabile. E’ il festival del vocalizzo da gargarismo puro.
Non piace. E lui si inacidisce. Seccatissimo. Stizzito. Ad un passo da una crisetta isterichetta.
E’ senza occhiali, perché anche la sua montatura nera non lo sopporta più.
Prima di sapere chi andrà allo scontro finale, è il momento dell’ultimo ospite: Malika Ayane, che aveva tirato il pacco l’altra volta. Finalmente vedrò Malika Ayane!
Arriva una, che agita le manine come Petauri impazziti.
Improvvisamente, avverto l’esigenza di pulire accuratamente il mio frigo, e di riporre i cibi in esso contenuti in rigoroso ordine di scadenza.
E’ il momento di sapere chi andrà allo scontro finale con Noemi.
A sorpresa, la sfida finale sarà Jury contro Noemi.
Nessuno dei due merita di andare a casa. Tutti gli esseri viventi dotati di buon gusto, sanno che al posto di Jury dovrebbe esserci Daniele.
Lei canta “Altrove” di Morgan e “Ain’t no sunshine” a cappella.
Lui “Beautiful” in italiano e non ho capito che cosa di James Morrison a cappella.
Fanno i loro appelli, in video si ripercorre la loro storia ad X Factor.
Poi si va ai voti.
La Ventura elimina Noemi.
Morgan elimina Jury.
E’ tutto nelle mani di Mara Maionchi che alle 0.28 dice: “Bella rottura di balle”.
Lei è disperata. Se potesse voterebbe Daniele. Ma non può.
Sorpresa. Elimina Noemi.
Jury rimane in gara, con grande delusione e incazzamento da parte di Morgan.
Fine della dodicesima puntata.
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