martedì, marzo 31, 2009

Cose che non capisco N°860456734




Alla fine, riflettendoci bene e in tutta onestà, il famosissimo scandalo Watergate si basa su una gran cazzata.
Eppure è passato alla storia ed è costato la carriera al povero Nixon.
La Gabanelli, Travaglio, eccetera... Più o meno ogni settimana tirano fuori l'iradddidddio e non succede niente.
Ma niente di niente, tipo che non vincono nemmeno il Pulitzer come Woodward e Bernstein.

lunedì, marzo 30, 2009

Kim il Berl



News Diabolika!



Rimanendo in tema di scottanti rivelazioni, con diabolicissima soddisfazione ti dico che il tuo Diegozilla preferito è alle prese con diabolike sceneggiature per il Re del Terrore!
Una finita, un'altra da iniziare.

The winner is... Milano Criminale!



Con estremo gaudio, tripudio, orgoglio, sollucchero, sollazzo, soddisfazione e gnègnègnè, ti dico che Milano Criminale è stata votata come Miglior altra serie regolare del 2008 dalla giuria popolare del PAY.
E olè!
Non ti dico altro riguardo ai premi, non voglio bruciare sul tempo i ragazzi di Ayaaaak mettendo prima di loro l'elenco intero dei vincitori.
Durante la premiazione, quando è stato "il momento", mi sono trasformato in Kent Brockman dei Simpsons quando vince al lotto.

Per il resto, grazie al santino di Mike Bongiorno sulla mia cartelletta, il mio pomeriggio da presentatore pare sia andato abbastanza bene.



Clicca qui per tutte le foto della premiazione!



Mi chiedono la legenda dell'illustrazione milanocriminalosa..
Prima fila, da sinistra a destra.
Primo albo Factory per i disegni di Maurizio Rosenzweig.
Primo volume Alta Fedeltà per i disegni di Marco Guerrieri.
Cover dell'antologia Mondadori: "Alta Criminalità", che contiene la storia disegnata da Guerrieri.
Seconda fila, da sinistra a destra.
Edizione americana di Convoy Buster, nel libretto interno del Dvd, la versione ammmericana della storia disegnata da Rosenzweig.
Le due copertine dei due episodi disegnati da Giuseppe Ferrario, colorati da Flavio Fausone, con appendice di Rosenzweig, attualmente editi da Edizioni BD.

sabato, marzo 28, 2009

Ci si vede a Cartoomics!



Occhei...
Io esco, ci vediamo in fiera.
Mi raccomando, venite tutti stasera alle 18 per le premiazioni PAY!

CHUCK NORRIS ORGANIZZA LA PRIMA RIUNIONE DELLE MILIZIE PER LA SECESSIONE DEL TEXAS




Rimbalzo la succosa notizia da qui, rimbalzata a loro volta da qui!

In occasione del Glenn Beck Show (3 marzo), in un articolo pubblicato dal WorldNetDaily (9 marzo), l'attore e militante politico Chuck Norris dichiara di volersi presentare come “presidente” del Texas.
Continua cliccando qui

Dovrò dire a Riccardo, autore di DMZ che tra un po' ci siamo...

venerdì, marzo 27, 2009

Dieci Film (9)

Come dicevo: I dieci film che occupano un posto d'onore sul mio scaffale delle visioni importanti.
Post randomico, senza nessuna logica di classifica.
(Mi sa che dopo questi dieci, ce ne saranno altri dieci...)
Film fondamentale per tutti gli amanti del Chrysler Building. In pratica, lassù ci fa il nido una divinità volante azteca che semina il terrore a NYC!




Q - Il Serpente Alato
Di Larry Cohen
Con: Candy Clark, David Carradine, Michael Moriarty, Richard Roundtree.
USA 1982

giovedì, marzo 26, 2009

Le mie debolezze.



Lo ammetto. Una delle mie passioni segrete è quella di farmi fermare apposta dai tipi di Scientology.
Resisto a fatica quando li incrocio, e spesso cedo alla mia debolezza e mi lascio fermare.
Mi chiedono se conosco Hubbard e io parto.
Con entusiasmo rispondo di sì, e mi metto in mezzo alla strada a spiegargli le cose.
Gli racconto di quando Hubbard e Asimov erano nella stessa classe. Gli spiego di quando Hubbard e Parson lavoravano assieme. Gli racconto per filo e per segno e con dovizia di particolari le interconnessioni con Aleister Crowley, e dello stranissimo rito che Hubbard e Parson fecero assieme per evocare una creatura multidimensionale nota come Awass.
Parlo parlo parlo, e quelli mi guardano straniti.
In effetti, ne sanno pochino di certe cose.
Oggi, uno particolarmente preso dai miei racconti ha accennato alle Teorie del Complotto e al Nuovo Ordine Mondiale che ha sempre messo bastoni tra le ruote ad Hubbard.
Ho sorriso. Mentre nella mia testa sentivo la musichetta di Quark.
Gli ho raccontato delle Scie Chimiche, di Johann Adam Weishaupt e dei suoi seguaci, dell’illuminazione attraverso la comunicazione multiversale dei reticuliani. Ma sopratutto, nell’ottica del Patto Scellerato del ’47 è logico che la razza umana venga sempre tenuta molto lontana dalla possibilità di sviluppare per intero il suo potenziale.
Comunque alla fine, il risultato è sempre quello. Purtroppo.
Sono lo a dirmi: Scusa, ma adesso devo andare.

mercoledì, marzo 25, 2009

Diegozilla live on stage!



Ebbene sì.
Sono stato simpaticamente incastrato.
Questo sabato, in occasione di Cartoomics, la milanotta fiera del fumetto, salirò su un palco.
Non calcopalchi più o meno dal 2003, e sono già nervosino.
Ho un compito molto difficile, farò il presentatore.
Condurrò la quinta edizione del PAY, il premio promosso dall'Associazione Culturale Ayaaaak che semina premi e targhe per il fumetto popolare italiano.
Le fasi di votazione, per categorie, con voto nominale da parte degli utenti di diversi forum e mailing list, si sono già concluse.
Non conosco ancora i risultati, per cui non posso far tapelare indiscrezioni.
Uffa.
Comunque sia...
L'appuntamento è Sabato 28 Marzo alle ore 18, a Cartoomics.
(Fiera MilanoCity, ingresso porta Teodorico, 8 Euri)

Dai vieni!
Essù, che ci divertiamo!

X Factor, undicesima puntata.



L’inizio promette benissimo. Facchinetti che urla tanto da strappare via la fodera dal mio divano, Daniele in infermeria per via della pressione, Morgan vestito di rosa, Mara Maionchi con il visore di Geordi LaForge, il pubblico più huligano del solito. Poi sale sul palco John Legend. E io mi addormento seduta stante.
Sogno che vado dal tabaccaio, ci trovo la mia prof di lettere delle medie, però è fatta di Pongo. Fatto sta che assieme andiamo a San Francisco sui rollerblade.
Legend ha vinto cinque Grammy e due etti di crudo, io lo festeggio con una spettacolare bolla al naso che dura tredici minuti.
Arriva Mike Bongiorno. Assieme a Facchinetti raschiano per bene il fondo della padella. La tireranno in lungo, molto in lungo.
Sei ore dopo inizia la gara vera e propria. Nella prima manche, i cantanti duetteranno con i compagni eliminati nelle scorse puntate.
Inizia la coppia Noemi/Andrea, con “Nice (Nietzsche) Che Dice” di Zucchero. Lui si siede su un divanetto a forma di guantone da baseball, lei rimane in piedi.
Lui sporca, sbraca, strilla. Lei canta più o meno per dodici secondi. Poi è solo casino. Pezzo da dimenticare. Forse “Parole, Parole, Parole” veniva meglio.
Subito dopo è il turno di Daniele/Serena. Lui sta bene, si è ripreso. Lo infilano a forza in uno smoking e gli levano gli occhiali. Lei, una volta tolto il vestito da rappresentante della Herbalife, è piuttosto carina.
Cantano: “Enough is Enough” di Donna Summer e Barbara Straisand, cantando su delle scale con scritti sopra i loro nomi. Nonostante l’immediato effetto da Albano e Romina, con lui che canta più alto di lei, devo essere onesto, il pezzo mi è piaciuto, bravi.
E’ il momento dei BSOD/Farias, con: “Eppur mi son scordato di te” dei Formula 3. L’incredibile mix valsuganopatagoniese funziona alla grande. Una base roccherolle e un rimpallo vocale azzeccatissimo di cori e controcori. Scenografia minimale, delle lettere sulle loro schiene che tutte assieme formano la parola Bastard. Favolosi. Voglio un loro disco e lo voglio adesso. Datemelo.
Tocca a Laura, entrata nella puntata precedente, che canterà in coppia con Enrico.
Laura è vestita come una Sailor Moon, e ha lo sguardo da digestione lenta, tipico dell’abuso di brasato con la polenta. I due canteranno “Un ora d’amore” in versione Subsonica.
La coppia è interessante come una gita al museo delle brugole.
Lei canta da dentro una scatola, lui fuori. Potevano perlomeno sfruttare l’effetto cucciolo, visto che Laura è lì per farsi eliminare. Io l’avrei truccata da Labrador di tre mesi e l’avrei ripresa con un Fish Eye dall’alto.
Enrico fa pace con in Subsonica. Questa l’unica cosa degna di nota.
Dopo questo niente, ho un sussulto.
Arriva la coppia Jury/Ambra Marie. Lui conciato come Julio Iglesias, lei ha un vestitino nude look, vedo e non vedo, dove però ad un certo punto, per un nanosecondo è decisamente vedo.
Cantano “Life on Mars” di Bowie, dentro un salottino Ikea fatto di lucine.
Mi piace?
Non mi piace?
Non lo so. Mi sono perso nella scollatura di Ambra Marie, chiedo scusa.
La prima manche viene conclusa da Matteo/Elisa, con “Power of love” dei (mi sembra) Frankie Goes to Hollywood.
Ho il massimo rispetto per Matteo. Cazzo, ci vuole coraggio per mettere la stessa giacca di Silvan.
Canta, e io ho paura che da un momento all’altro gli scappi una colomba fuori da una manica.
Tommasini fa nevicare quadratini, mette Elisa dentro una voliera e poi ci da fuoco. Alla voliera, non ad Elisa.
Fine della prima manche. Alle 22.45 il pubblico decreta che sarà Laura ad andare allo scontro finale.
Ma và?
Maddai?
Ma che sorpresone!
Contadini della steppa arruolati a forza dall’Armata Rossa. L’arrivo a Stalingrado. L’assedio. I palazzi che bruciano. I nuovi arrivati corrono due a due, uno con un fucile, l’altro con le munizioni. Il reclutatore che urla:
Quello con il fucile spara.
Quello senza lo segue.

Quando quello con il fucile viene ucciso, quello che lo segue prende il fucile e spara.

Vedo questo negli occhi sacrificali di Laura. Carne da macello.
Nella prossima edizione, se si deve prolungare il programma di una puntata, invece di straziare il cuore di un essere umano, perché non fare entrare una sagoma di cartone?
Tanto è uguale, no?
Morgan mi diventa strano. Era partito tranquillo, poi qualcosa gli ha fatto girare le palle.
Forse l’incursione di Mike nel suo camerino.
Zia Mara non è molto in forma questa sera, non concede nulla.
Sulla Ventura invece, ho imparato una cosa nuova. La Ventura conosce il mondo in funzione di Quelli che il Calcio. E’ il suo metro di misura. Se uno è stato ospite lì, lo conosce, altrimenti per lei non appartiene a questa dimensione spaziotemporale.
Arriva il superospite: Ivano Fossati.
Difficile riassumere in tre righe mezz’ora di parentesi cantautoriale, con finale in duetto con Morgan al piano. Diciamo che si vede la differenza quando in televisione canta qualcuno che ha qualcosa da dire. Per il resto, lo ammetto, siccome sono un burino ignorante che ascolta il metal e il country sudista, conosco pochissimo Fossati. Prometto di rimediare.
Tutti in piedi, è il momento di Mike Bongiorno.
Si siederà tra i giudici, dirà la sua.
Seconda manche.
Inizia Daniele con “Stai fermo lì” di Giusy Ferreri. Poteva andarci peggio. Poteva cantare “Novembre” Immancabile divanetto scenografico, ballerina immobile, porta aperta. Lui è vestito in modo improponibile. Tipo Fonzie, solo che Fonzie se l’è mangiato.
A fine pezzo la porta si chiude sbattendo.
Noemi propone “Crying game” di Boy George, direttamente dal film: “La moglie del Soldato”.
Se non hai mai visto il film e vuoi saperne di più, clicca qui.
Noemi, tra-vestita a metà, tipo freaks mezzo uomo mezzo donna, un po’ Victor Victoria, canta fonfonando, dimenticandosi le parole. Canta un pezzo con pochissimo appeal, dal risultato catodico piuttosto inquietante. Che sia una tattica?
Non lo so, il pezzo comunque non mi piace, come non mi è piaciuto il precedente.
Tocca a Jury, con “La musica che gira intorno” di Fossati. Forse Jury è troppo ragazzino-pulito per un pezzo così intenso. Aver visto Fossati prima di lui non l’aiuta di certo.
In più, la pronuncia bresciana lo salva con l’inglese, ma con l’italiano lo penalizza un bel po’.
E’ il momento di Matteo, con “Sei Bellissima” della Bertè. Accanto a lui dei Ninja, che invece di tirare shuriken reggono delle luminarie.
Sticazzi Mattè. Pezzo per lui, non c’è dubbio. Matteo spacca di brutto, e fa venire i brividi anche alle statue di marmo.
Gli ultimi ad esibirsi sono i BSOD, con “Spirit in the sky” dei Doctor & The Medics. Insisto, voglio un loro disco e lo voglio subito. La chiusura del pezzo, un glissato armonico, fa dimenticare anche una base con pochissima pompa.
Prima di andare al ballottaggio è il momento di Amy Mac Donald, l’ultima ospite della serata.
Mentre canta decido improvvisamente che ho urgenza di misurare con il righello la lunghezza totale degli zoccoletti battiscopa di casa mia. Devo capire se la misura che ottengo, moltiplicata con l’ipotenusa della piramide di Cheope mi da la stessa distanza che c’è tra la Terra e l’altopiano di Cydonia su Marte.
La pratica Mac Donald viene comunque sbrigata velocemente, siamo oltre la mezzanotte.
Questa puntata è stata tirata per le lunghe più di un film porno svedese degli anni ’70.
Alle 00.12 si va al ballottaggio.
Tutti pensano che allo scontro finale con Laura ci andrà Noemi.
Invece no. Il televoto decreta che sarà Jury ad andare allo scontro finale.
Brusio e insoddisfazione tra il pubblico presente.
Jury e Carne da Macello, si preparano. Lui è così onesto, così vero, che è preoccupato sul serio. Si vede dalla faccia che pensa sul serio di rischiare qualcosa.
Ecco perché Jury è un figo. Punto.
Lui canta “Drops of Jupiter” e “You've got a friend” Molto convincente in entrambi i casi, soprattutto l’ultimo brano a cappella.
Lei canta “There must be an angel”, ed è così sacrificale che come base le mettono la stessa, tristissima, base midi che viene usata nelle serate canore alla Pizzeria Il Comignolo.
Poi canta “Se telefonando”. Più che a cappella è a che palle. Piattissimo e con meno guizzi di una lastra di porfido.
Morgan si offende, ma ha poco da offendersi.
Ci voglio bene a Morgan, lo rispetto e lo stimo, ma vorrei tanto che mi spiegasse nei dettagli che cosa ha visto in Laura.
La Ventura vota Laura.
Morgan vota Jury.
La Maionchi vota Laura.
Laura torna a casa.
Morgan, offeso, abbandona lo studio.
Fine dell’undicesima puntata.

martedì, marzo 24, 2009

Decisamente giovani

A un certo punto, scopro che ho un casino di vecchie fotografie di attori, registi, musicisiti, eccetera...



























Le incredibili avventure di Castelli e Cajelli seconda puntata!



Come dicevo qui

LE INCREDIBILI AVVENTURE DI CASTELLI & CAJELLI
# 3 Il mistero delle trasmissioni Tivvù sul mistero

- Caro Castelli, siccome lei è un esperto, vorremo invitarla ad una trasmissione tivvù sui misteri legati alla musica…
- Ah, bene! E di cosa parleremo?… Del fatto che il vero Paul McCartney è morto? Dell’ assassino di John Lennon che non è Chapman ma Stephen King e le foto dell’epoca lo provano?
Parleremo di Jim Morrison che è ancora vivo? Eh? Oppure delle relazioni tra Aleister Crowley e i Led Zeppelin?… Magari è il caso di accennare al fatto che Elvis era un alieno e che David Bowie è un androide costruito dalla Sony…
- Parli pure di quello che vuole, signor Castelli, ma c’è un problema…
- Dica!
- Come lei sa, in tutte le trasmissioni tv sui misteri, per contratto, ci deve essere un ospite che fa la figura dello scemo… e vista la sua posizione, non può essere di certo lei!
- Un momento, ho la soluzione, mi faccia fare una telefonata.
- Pronto, Cajelli?… Ci vieni con me in tv ad una trasmissione sui misteri?
- Davvero? CERTO!

LE INCREDIBILI AVVENTURE DI CASTELLI & CAJELLI
# 4 Gli Zombi invadono Buccinasco

- Pronto, Cajelli?
- Sì?
- Sono Castelli! Presto, raggiungimi a Buccinasco, pare che sia stata invasa dagli Zombi!
- Capperi!
- Tu porta la pistola che non si sa mai, io porto la macchina fotografica!
- Va bene!
Dieci minuti dopo, Castelli e Cajelli a bordo della Skoda verde in dotazione a Cajelli, arrivano nella piazza principale di Buccinasco, dove effettivamente, un gruppetto di morti viventi bighellona caracollando tra le panchine.
- Guardali! - dice Castelli, aggiungendo poi:
- Chissà se stato un Loa della tribù Yoruba, trasferito come schiavo ad Haiti a praticare il complesso rito Voo Doo del risveglio dei cadaveri, oppure se è frutto della tetradotossina estratta dalla ghiandole dei pesci palla!
- Bisognerebbe chiederglielo!
Mormora l’ingenuo Cajelli.
-Vacci tu, dice Castelli.
- Perché io?!
- Chi di noi due ha la pistola?
- Acc, mi hai fregato.
E così Cajelli, andò a far domande agli Zombi, ricordandosi troppo tardi che la pistola era ad acqua.
Castelli però fece delle bellissime foto.

lunedì, marzo 23, 2009

Metropolitana linea uno.




Davanti a me un tizio con la barba e la camicia stropicciata che legge Montale.
Di fianco, una signora alle prese con un libro di Laura Pallavicini.
In piedi, sorretta dagli appositi sostegni, una ragazza rapita da Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen.
E io non ho con me nemmeno una graphic novel con cui bullarmi.

Bullo e Gregario tornano a casa dopo la scuola.
- Taraschini è proprio scemo. Ma scemo scemo! - Dice Gregario.
- Perché? Che cosa ha fatto? - Risponde Bullo.
- La prof se ne stava andando, e lui ha detto: Prof! Non ci ha dato i compiti! E lei ce li ha dati.
- Allora ho fatto bene a sputargli in faccia.
- Ma non la sapevi ancora la storia dei compiti, però!
- Io sono avanti.
E sulla conclusione di Bullo applaudo mentalmente, tipo Joker nel Ritorno del Cavaliere Oscuro.

- Il che sostanzialmente, mi ricorda quando facevo il militare. Ero un carrista.
Dice un tizio giaccocravattato che sta raccontando tutta la sua vita a una donna. Probabilmente una collega, incontrata per caso durante il tragitto verso il lavoro.
Lei ha l’espressione stremata. In quel momento, un documentario in finlandese su un’operazione chirurgica all’orecchio interno la interesserebbe di più.
Lui va avanti imperterrito.
Lei mi guarda in cerca di aiuto, ma io devo scendere.

Una delle cose più difficili da capire a questo mondo, è che a un certo punto la metropolitana si biforca. Fa una “Y” . Ci sono due capolinea, Rho e Bisceglie, con tratte diverse e fermate diverse.
Questa complicatissima variabile è segnalata 4 volte: Dal display alla stazione che ti informa dove va il treno, dalla scritta in testa e dentro i treni, dal tabellone interno e da una voce che a Pagano (punto di biforcazione) ti dice in quel direzione va il treno su cui stai salendo.
Puntualmente qualcuno si sbaglia. Di solito le reazioni sono le seguenti:
Si innervosisce con i presenti.
Perchè noi milanesi metropolitani siamo tutti telepati, e sapevamo tutti dove doveva andare, non l’abbiamo avvisato.
Panico e paura.
Perché il lato sconosciuto della metropolitana ti porta in una terra straniera, una zona di guerra, un deserto nucleare, una suburbia pericolosissima dalla quale non potrai mai più tornare indietro.
Domande.
- E adesso come faccio?
- Torni indietro a Pagano e prendi la metro nell’altra direzione.
- Ma come faccio a tornare indietro?
- Scendi alla prossima e prendi il treno nella direzione opposta.
- Come? Attraverso i binari?
Devo resistere con tutte le mie forze alla tentazione di rispondere di sì.

- Mi consenta! Risponda! Chi è un comunista? Mi consenta!
Suoneria del cellulare di un tizio, voce di Berlusconi.

giovedì, marzo 19, 2009

I pericoli di Internet!



Enel e A2A, la concorrenza elettrica.




Praticamente, liberalizzare il mercato della fornitura dell’energia, in Italia significa che:

Mi suonano alla porta due ragazzetti, imbustati in completi di acrilico, con la cravatta presa in prestito dallo zio, impermeabili all’uso corretto dell’italiano.
Con fare perentorio mi sventolano davanti un foglio, qualificandosi come Enel, dicendo che devono vedere le mie bollette.
- Perché si passa ad Enel. (Dal tono non è nemmeno un consiglio, è proprio un dato di fatto)
Al che, dico che non sono cliente Enel.
- Fa lo stesso.
Mi risponde questo, sventolando il contratto prestampato.
- Non mi interessa.
- Guarda che paghi di più.
Dice lui, perdendo già l’uso del “lei” alla terza frase. Appare scocciato, e anche piuttosto scontroso.
Gentilmente, suggerisco ai due, di levarsi dalle palle che ho da fare.
Si faranno tutto il palazzo, presumo.
Ora, se introduci come obbligatoria e semi ufficiale la proposta commerciale di un fornitore di energia concorrente a quello con cui ho stipulato un contratto, sei una merda truffaldina.
Per cui, l’Enel fa concorrenza all’A2A infinocchiando le vecchiette.

mercoledì, marzo 18, 2009

X Factor, decima puntata.



Questa sera si vedrà la puntata in compagnia. Ci troviamo tutti a casa del super Tito nazionale e formiamo un gran gruppo d’ascolto.
Una salva di cannoni, il volume automaticamente a palla, giochi pirotecnici, casino, urla belluine, tricchetracche, bombe a mano, e alle 21 e 06 inizia la puntata 10 di X Factor.
Purtroppo, Mara Maionchi ha le conee abrase, così dicono. Fatto sta zia Mara ha i sensi ipersviluppati come Devil, la cecità e un orrendo paio di occhiali da sole non le impediscono di essere presente.
C’è anche uno che imita benissimo Piero Pelù. Ma proprio uno bravo bravo. Accompagnato da una band di rocker della domenica pomeriggio, canta una roba.
Poi stringono le inquadrature e dai primi piani ti accorgi che è un imitatore di Pelù, perché ha lo sguardo vacuo e gonfio e assomiglia un po’ a George Bush.
Facchinetti è esagitato. Pare che dopo la parodia di Pelù sia previsto l’arrivo dei Take That.
Mancano i New Kids On The Block col catetere, i Milli Vanilli con il deambulatore e gli Spandau Ballett in carriola e poi siamo a posto.
Si inizia. Un'unica manche con tutti i cantanti, uno al ballottaggio. Seconda manche, eliminazione e poi ingresso di qualcuno di nuovo.
Inizia Matteo Napo Orso Capo con “Ancora, Ancora, Ancora” di Mina. Agghindato come il cameriere confidenziale di un ristorante al mare, parte bassissimo, poi si alza. E’ seduto su un divano rosso. Scopriremo che l’elemento divanoso sarà un tema ricorrente della puntata. Si pensa ad una tresca con Divani & Divani.
Come canta Matteo?
Come uno condannato al secondo posto a San Remo per il resto dei suoi giorni.
E’ il turno di Jury, con “Chariot” di: Gavin qualcosa. Per lui un divanetto iniziale. Canta gironzolando, poi Tommasini dilaga. La scenografia diventa una sovrastruttura articolata e complessa, con ballerini trapezisti, coriandoli, stelle filanti, acrobati. Manca un T-Rex che insegue un fuoristrada, un onda anomala, l’atterraggio degli alieni, Galactus, gli All Blacks nudi e spalmati di maionese, Sbirulino con una motosega e poi c’è tutto.
Tutto sto sbattimento per coprire una canzone senza alcun senso cantata benino.
Ore 21 e 40 il mondo si ferma. Il direttore di Rai Uno, con un telegramma dall’italiano recalcitrante, annuncia che l’ultima puntata andrà in onda in prima serata sulla rete ammiraglia.
Facchinetti è in lacrime, tipo uno che incontra lo zio disperso in Cile a Carramba che fortuna.
Tocca a Noemi, con “Upside Down”, gran classico funky. Pettinata da un laureato in ingegneria estrema, con un’audace scollatura sulla Pianura Padana, canta scendendo da una scalinata, con Morgan in persona al suo fianco, che balla e si dimena.
Per par condicio, secondo le indiscrezioni, nella prossima puntata Mara Maionchi ballerà la lap dance in tanga su un pezzo dei BSOD.
Nonostante tutto, Noemi piace, continua la sua crescita, sono tutti contenti.
Escono i BSOD, con “24mila baci” di Celentano. Accanto a loro dei ballerini sul quadro svedese, e un video con gente che limona duro.
Vanno alla grande, il controtempo sul finale è una chicchetta che noteranno in pochi.
Per ora non ci sono grandi polemiche tra i giudici, a parte la Ventura che gufa di brutto.
E’ il momento di Enrico. Propone: “Guarda che luna” di Buscaglione. A parte che deve ancora far dimenticare al pubblico il pezzo dei Subsonica cantato la settimana scorsa, non so se è stato un difetto del televisore, se è una cosa che ho visto solo io, ma è apparsa una scritta in sovrimpressione su cui ho letto: Genesi 22, 1-19.
Prontamente sono andato a vedere. Parlava di Abramo, Isacco e di un certo agnello sacrificale.
Vabbè. Enrico, che è il mio favorito nonostante la puntata 9, con Buscaglione, atipico anche per Fred, non se la cava male.
La Ventura stuzzica e provoca, ma i presenti lasciano correre.
L’ultimo a esibirsi è Doraemon Daniele. Canta “Calling you” Di: nessuno si ricorda chi, a parte che è nella colonna sonora di Baghdad Cafè. E lì doveva rimanere, secondo il sottoscritto.
Tommasini, strafatto di Vov, decide per una messa in scena all’insegna della stranezza e del surreale-onirico. Televisivamente significa fottersene degli archetipi junghiani, e buttare dentro un po’ di cose a caso, per fare “strano”.
Daniele, impegnatissimo, mi canta ‘sta lagna e io con altrettanto impegno cerco di rubare il pollo al figlio di Tito. Giovanni però se ne accorge. Anzi, mi ha detto di salutarvi tutti.
Prima di sapere chi è il meno votato dal pubblico, c’è tempo per un paio d’ore di polemica tra Morgan, Gaudi, la Maionchi e i BSOD. Durante tutta la polemica, Jacopo dei Bastards osserva tutto, rimanendo dietro le quinte come il bambino fantasma di “Tre Scapoli e un Bebè.
Fatto sta che Enrico va al ballottaggio.
Alle sue spalle c’è Abramo che sorride con in mano un coltellaccio.
Escono tre tizi. Che poi sono i Thake That, che poi dovrebbero essere in quattro, ma uno non c’è.
Si esibiscono lo stesso, il che, secondo me, la dice lunga. Ma molto lunga, sul senso della loro esistenza al mondo.
In tre o in quattro fa lo stesso. Con o senza fa lo stesso. Che ci siano o no, fa lo stesso.
Luca comunque, assomiglia sempre a Gary Barlow.
Inizia la seconda manche, e l’imitatore di Pelù si siede tra i giudici.
Partono i BSOD, con una versione bianca, alla Beastie Boys di “Walk this Way”. Lo so che il pezzo è dei Run DMC, ma loro lo fanno più white che black. Cantano sotto un paio di gambe giganti, la loro esibizione è apprezzatissima.
Tocca a Jury con “A te” di Jovanotti. Il mio disco preferito di Jovanotti è “Jovanotti for President” e il mio pezzo preferito è “Funk Lab”. E ho detto tutto su questo argomento, tenente Dan.
Jovanotti viene ripetutamente osannato e invitato a scrivere qualcosa per i ragazzi di X Factor.
Accidenti, mi sa che quellolì tra i giudici è veramente Pelù. Però ha un panino in bocca e ha appena bevuto un milk shake al cioccolato che gli ha sporcato il labbro superiore.
Arriva Matteo, canta “Eye in the Sky” di Alan Parson. Morgan dice che Parson è stato il tecnico del suono per “The Wall”. Tito sfodera tutto il suo sapere da critico musicale e lo bacchetta. E’ stato un certo John McLure. Ora lo sapete.
Come canta Matteo?
Con la stessa gestualità di un cantante alla sagra della porchetta.
Ma è colpa del pezzo. Canzone famosa sì, ma dato che non sono un intellettuale posso dire: che due maròni?
Dopo Matteo esce un Pokemon scalzo vestito da Ninja. Si chiama Danielechu e canta “Mare di inverno” con voce da donna e video al mare.
Durante la sua esibizione siamo tutti molto concentrati sullo strudel.
L’ultima performance è di Noemi, che canta: “L’immensità”, un pezzo cantato, tra i molti, da Mina, Milva e da Johnny Dorelli. Io con quella canzone, penso sempre a Nino Manfredi.
Noemi, vestita come un paralume, canta su una sedia gigante.
Roberto ci tiene a dire che lui, insomma, si intratterrebbe volentieri con Noemi, anche in versione rustica e non da gran serata.
Sarà proprio Noemi ad andare allo scontro finale con Enrico.
Abramo, affila il coltellaccio.
Sale sul monte con Enrico a tracolla, mentre inizia a piovere.
Enrico potrebbe cantare imitando il suono della filarmonica di Vienna, ma ormai il suo destino è segnato e lo sanno anche le sue sopracciglia.
Mi dispiace, mi dispiace tantissimo perché a me Enricone piace un sacco.
L’agnellosità sacrificale si nota immediatamente quando, dopo le rispettive canzoni, i giudici in un nano secondo dicono:
Ventura: Enrico!
Mara: Enrico!
Mai si sono viste due decisioni prese così in fretta, che levano sì Morgan dall’amaro compito di dover scegliere tra due suoi cantanti, ma allo stesso tempo evidenziano il destino ovino del mio favorito.
Non c’è tempo di servire Enrico allo scottadito, che bisogna subito passare alle new entry.
Uno per categoria.
La Ventura, con un sano sorriso da Prozac introduce una certa Silvia. Viene presentata calcando tantissimo la mano sul fatto che fa la guardia giurata e ha la pistola. Viene dipinta come un Callaghan in gonnella, ma in sostanza è una metronotte. Un Vito Catozzo femmina.
Canta “Spotlight” di non voglio neanche sapere chi. Guardo perplesso i miei amici chiedendo se questa canzone esiste davvero, se è veramente così, se a qualcuno piace, e se davvero c’è gente che compra quei dischi. Mi dicono di si.
La Maionchi, con il senso radar di Devil, punta tutto sugli Antani, che cantano “Dancing Queen” degli Abba. Oh, gli Abba piacciono a tutti, anche a me.
Morgan, per sollevarsi dalla perdita di Enrico, gioca la carta di Laura. Canta “Grace” di Jeff Buckley.
Laura non canta male, intendiamoci. E’ molto più fastidioso il gesso che stride sulla lavagna, mentre mastichi carta stagnola, quando suonano le sirene e gli allarmi sui balconi alle tre di notte, per cui…
“Grace” di Buckley non è male, intendiamoci. Siamo nello stesso quadrante di universo in cui abita Marco Carta, per cui…
Per cui entra Lura, con gran gioia di Morgan e del ministro delle pari opportunità.
E' lei che farà parte di X Factor.
Che dire su Laura, a parte Genesi 22, 1-19 per la prossima puntata?
Ore zeroe45, tardissimo, fine della decima puntata.

intervallo...



La recensione della decima puntata di X Factor, comparirà nel tardo pomeriggio.
Intanto, se vuoi, il Roberto nazionale approfitta della serata di ieri per una riflessione sul comeeravamo...

martedì, marzo 17, 2009

Bruce Lee

A un certo punto mi accorgo che ho un casino di foto di Bruce Lee.















lunedì, marzo 16, 2009

Le incredibili avventure di Castelli e Cajelli!



Un bel po' di tempo fa, venni contattato per partecipare ad un libro di omaggi per il compleanno di Alfredo Castelli, il papà di Martin Mystère, uno dei più grandi sceneggiatori di fumetti che ho il piacere di conoscere di persona.
Gasatissimo per l'iniziativa, scrissi quattro racconti brevi brevi. Poi, quel libro, è entrato nel limbo delle cose che per-un-motivo-o-per-l'altro non si sono più fatte.
Quei raccontini si sono agitati nel mio hd, volevano uscire.
Allora ho chiesto se potevo metterli sul blog.
Ed eccoci qua.

LE INCREDIBILI AVVENTURE DI CASTELLI & CAJELLI
# 1 La cospirazione dei Semafori.

Suona il telefono e Cajelli risponde.
- Pronto?
- Ciao, Cajelli!… Sono Castelli! Presto, vieni giù che mi hanno avvisato di una terribile cospirazione degli Uomini in Nero!
- Arrivo!
- Porta un cacciavite!
- Perché?
- Te lo spiego dopo!
Cajelli raggiunge Castelli all’angolo di piazzale Giulio Cesare e trova il Maestro che si gratta la testa di fronte a un semaforo.
- Guarda lì! - Gli dice
- Dove? - Chiede Cajelli
- Quel coso!
- Ma… è solo il pulsante da schiacciare per fare diventare verde il semaforo!
- Einveceno! E' un apparecchio degli Uomini in Nero per rilevare a tutti le impronte digitali al fine di schedare la popolazione mondiale in vista dell’arrivo dei Grigi Ibridi di Zeta Reticuli gli stessi del Patto Scellerato firmato da Truman nel 1947 sotto l’egida del Majestic 12!
- Davvero?
- Smontalo e lo vedrai con i tuoi occhi!
- Allora procedo… Chi è quel signore che ci guarda male?
- Niente… E’ un vigile urbano… Parlaci tu, scopro ora che alla libreria all’angolo c’è una svendita di bestiari medievali…
- Ma… Castelli?…. Capo?… Dove vai?
Una voce alle spalle di Cajelli, sibila:
- Maledetto blackbloc, ti ho preso finalmente!
- Acc!

LE INCREDIBILI AVVENTURE DI CASTELLI & CAJELLI
# 2 Urbano Leggenda

-Castelli! Castelli! Questo mio amico lo devi proprio conoscere!
Disse Cajelli correndo incontro al Maestro, portandosi dietro un tizio in pantaloni corti e maglietta.
Cajelli era venuto in moto e indossava ancora il casco.
-Chi è? - Chiese Castelli, e il misterioso amico di Cajelli si presentò.
-Buongiorno, mi chiamo Urbano Leggenda, sei anni fa mi sono addormentato in spiaggia e mi sono risvegliato senza un rene, con una borsetta da donna in braccio, un cane in tasca, settatamila tappi di plastica in bocca, una strana ferita bozzuta su una gamba, una banconota da deci euri piegata tipo origami dove ho letto il nome dell’assassino di Kennedy, avevo appena vinto alla lotteria, ma quando ho fatto vedere il biglietto a tutti i passeggeri del treno, al posto del mio biglietto mi hanno dato indietro un biglietto scritto con il rossetto su cui si leggeva: Benvenuto a Voghera.
- Come vi siete conosciuti?- Chiese Castelli.
- Venendo qui in moto lui mi ha tagliato la strada e sono caduto – Rispose Cajelli levandosi il casco, il suo cranio si aprì in due e il cervello rotolò sul marciapiede.
- Diavoli dell’inferno!.. Lo sapevo che finiva così! – Sentenziò Castelli.
- E adesso?- Chiese Cajelli.
- Dovrai vivere senza cervello, caro mio… - Concluse il Maestro.
- Acc!
Per fortuna, in pochi notarono la differenza.

(le due rimanenti, le metto tra un paio di giorni!)

Lo sai, sì?




Lo sai che X Factor è stato spostato al martedì sera, vero?
Per cui il mio rapporto sarà consegnato mercoledì mattina.

Lo sai che per un pelo siamo scampati a un collegamento in diretta con il contemporaneo "Amici" di Maria deFilippi?. Sì?
Pare che tra lei e Gori ci sia stata una telefonata per apparecchiare Raiset, ma che
il direttore di Rai 2 abbia cordialmente detto di no.

Lo sai che domani alla FNAC io e Maurizio parleremo di narrazione attraverso le immagini, struttura del racconto di genere e della storia breve, varie ed eventuali?



Se non lo sapevi, ora lo sai.

venerdì, marzo 13, 2009

Mirabile piano di marketing!

Su suggerimento di Echo, nei commenti al post-riassunto dampyresco, stuzzico tutti i fan di Morgan e soci con questa vignetta tratta dal N°26 "Il Giardino Proibito", disegnata dal mirabile maestro Alessandro Baggi.



Tipo che delle creature alchemico-demoniache vanno ad un concerto a Praga e poi...

I blog degli altri!



C'è da un bel po', ma dato che sono sempre più stordito l'ho scoperto solo questa mattina:
Secondo Piano
Una casa editrice vista dall'interno, attraverso gli occhi di una editor.
Assolutamente da leggere la sezione: Soltanto Oggi, dove si trovano perle tipo queste:

Sò che non prendete in esame poesie però una di esse è stata letta durante la manifestazione Valdisopra In Fiore con grande successo e molte lodi quindi ho pensato di mandarvele tutte a visionare [...]

Spett. CE,

pubblicate libri nuovi?

Cordialità


un romanzo rivolto ai teen hager [...]


[...] mi dice a’ll’attenzione di chi devo mandare il mio romanzo una volta che sono arrivato a’ll’a fine?


In più, rullo di tamburi...
Luca Bertelè ha aperto un blog!

giovedì, marzo 12, 2009

Tu chiamale se vuoi, graaaphic noooveel!



Tutto quel che ti pare, però...
Però Watchmen NON è una graphic novel.
E' un fumetto, un signor fumetto.
In origine esce a episodi, in albetti spillati, pubblicati dalla stessa casa editrice di Superman.
Poi, è stato raccolto in volume, vabbene.
Capisco che da un punto di vista di comunicazione aver scoperto la parola graphic novel è uno dei momenti più importanti della storia del fumetto italiano contemporaneo, però attenzione a non abusarne.
L'altro giorno, alla Fnac, mi cade l'occhio su un volumetto di 64 tavole, in bianco e nero, su cui sorvolo per non sparare sulla croce rossa, ti dico solo che era letterato con il Comics SM di uindowzz e costava 9 euri.
In copertina, in alto, ben visibile la scritta: "Graphic Novel".
Mi ha ricordato quelle scritte, tipo: "3 Fumetti Completi" che c'erano sulla copertine di alcuni giornaletti dei bei tempi andati.
E ho riso.
Ecco il rischio nell'abusare del termine.
E non dovrei dirlo io, che le graphic novel manco le faccio.

Cajelli ti racconta Dampyr! (1)



Se non leggi fumetti, e capiti sul mio blog per le recensioni di X Factor, magari hai scoperto che il sottoscritto, per lavoro, i fumetti li scrive.
Poi scopri che ad Aprile esce un numero di Dampyr scritto da me, il 109.
Può darsi che per simpatia, in segno di apprezzamento per le factor-recensioni, ti venga voglia di comprarlo. Un buon modo per sostenere con 2 euri e 70 il lavoro del tuo Diegozilla preferito.
(Sissì, è proprio un messaggio promozionale. Un invito, un consiglio, un mirabile piano di marketing, un augurio. Dai, non farmi usare un tono perentorio.)
Se non l’hai mai letto prima, ti serve per forza un piccolo riassunto. Eccolo:
Creato da Mauro Boselli e da Maurizio Colombo, Dampyr esce in edicola nell’aprile del 2000, edito dalla Sergio Bonelli Editore.
Non è un personaggio mio, io faccio parte dello staff di autori chiamati a collaborare alla testata. Statistiche alla mano, sono quello che ha firmato più episodi oltre ai due creatori del personaggio. Non so bene come e perché, però è andata così.
[Apro parentesi: se invece vuoi leggere qualcosa di interamente mio, devi andare in libreria e non in edicola e cercare Pulp Stories, Milano Criminale e varie ed eventuali.]
Dampyr è di base un fumetto horror, ma è molto diverso per toni e atmosfere dal precedente fumetto horrorifico della stessa casa editrice: Dylan Dog.
Su Dampyr si parla proprio una lingua narrativa diversa. Non c’è quell’aspetto romantico e surreale presente nelle storie dell’indagatore dell’incubo londinese. Non ci sono inferni burocratici, la Morte incappucciata, o dei mostri che reagiscono alla vera mostruosità che è sempre quella di noi esseri umani.
Il male, su Dampyr, è un male assoluto, totale, al quale i personaggi si relazionano in modo cazzuto e frontale, senza romanticismo, usando spesso un sacco di pallottole.
Un elemento di forza della serie è l’impianto realistico della narrazione. Quasi ogni numero di Dampyr, a parte la linea narrativa che vede Praga come fulcro, è ambientato in una location diversa. Spesso sono zone di guerra, o località lontane, tipiche del racconto di avventura classico. Questi posti, questi luoghi, sono raccontati in modo molto approfondito, ricostruendo gli ambienti in modo fedele, fino a spingersi nella ricostruzione storica precisa degli avvenimenti reali o legati al folklore locale che servono ai fini del plot.
In centootto numeri di Dampyr sono successe un casino di cose e si sono visti un casino di posti e di personaggi. In più, c’è una sorta di supertrama che collega ogni episodio, noi addetti ai lavori la chiamiamo continuity. Siccome non siamo scemi, se in un episodio viene fuori qualcosa di importante ai fini della megatrama globale, facciamo sempre un riassuntino in dialogo di ciò che è successo prima.
Partiamo dall’inizio dell’inizio.
L’universo narrativo di Dampyr, ha come filone principale i vampiri.
Da noi, esistono due tipi di vampiri.
I Vampiri nati vampiri, che chiamiamo: Maestri della Notte o Maestri Vampiri, e gli esseri umani tramutati poi in vampiri che chiamiamo: Non Morti.
Solo i Maestri possono trasformare un umano in un Non Morto, di solito poi lo usano come schiavo, se ne hanno più di uno al loro servizio hanno un Branco.
Se ti morde un Non Morto ti ammazza e basta.
I Non Morti si comportano come i vampiri che probabilmente conosci. Si muovono solo di notte, hanno bisogno di sangue umano fresco per sopravvivere, alla luce del sole vanno a fuoco. Se gli spari non gli fai niente. Sono velocissimi e agilissimi, e se mangiano a sufficienza campano a lungo.
Con molta fatica e molto impegno, forse, riesci a farli fuori. Di giorno, chiaramente.
Croci, aglio, paletti e tutto il cucuzzaro, non servono proprio a niente.
I Maestri invece, sono proprio una razza diversa. Non sono umani, e di umano, spesso, hanno soltanto le fattezze.
- Da dove arrivano?
- Tipo da un'altra dimensione.
- Quando sono arrivati sul nostro pianeta?
- Nell’era glaciale c’erano già.
I Maestri vanno in giro anche di giorno, creano illusioni, hanno grandi poteri mentali, posso creare mostri e creature usando una loro parte organica come catalizzatore, tipo i loro capelli o il loro sangue. Generano i Non Morti, comunicano tra loro telepaticamente, sono maschi e femmine e sono più o meno immortali.
Però… Però se un Maestro fa all’ammore con una donna umana genera un Dampyr.
Il Dampyr è una creatura a metà, e il sangue che gli scorre nelle vene è l’unica cosa al mondo che può uccidere al volo i Non Morti e i Maestri. E’ un veleno, un acido corrosivo, un elemento tossico e assolutamente letale per tutti i vampiri.
- Come fai a uccidere un vampiro?
- Semplice. Per esempio puoi bagnare dei proiettili nel sangue di un Dampyr e spararli con il tuo UZI. Funzionano alla grande. La stessa cosa la puoi fare con la lama di un rasoio, o con una spada da Samurai.
- Hai reso l’idea.
In più, un Dampyr invecchia lentamente, guarisce molto in fretta dalle ferite, ha un lato oscuro che deve controllare, e non perde la ragione se si ritrova in un illusione creata da un Maestro.
Ora. Visto che sei intelligente, ti stai chiedendo: Ma se io sono un invincibile Maestro della Notte, per quale ragione dovrei generare l’unica creatura in grado di uccidermi?
Ecco.
Sotto un certo punto di vista, la serie, la serie intera di Dampyr è la risposta a questa domanda.
Tolti gli scontri spettacolari, le scene paurose, i mostri del folklore mondiale, le ricostruzioni storiche, gli incubi e i deliri… La serie parla del complesso e intricato rapporto tra Harlan, il Dampyr, e Draka, suo padre, il Maestro Vampiro.
Draka ha generato Harlan per: Usarlo contro gli altri Maestri per avere il dominio del Mondo, forse no, lo ha fatto per vendetta, forse no, lo ha fatto perché gli altri Maestri non hanno rispettato un patto, forse no, lo ha fatto per amore, forse no, lo ha fatto per l’equilibrio multi-universale, forse no.
E’ amico, è nemico, è ami-nemico, buono con gli umani ma anche no, saggio, impulsivo, Re ed Esule, un bel tenebroso ricco di fascino, non a caso le lettrici stravedono per papà Draka.
Per ora, posso dirti che tra Harlan e suo padre c’è una sorta di tregua nervosa, in attesa di nuovi sviluppi. Fatto sta che, forse, per un bel po’ di tempo, Draka ha usato Harlan per fare piazza pulita della concorrenza.
Sono parecchi i Maestri che Harlan ha fatto fuori fin ora. Ma non ha fatto tutto da solo.
Harlan è accompagnato da due co-protagonisti. Emil Kurjak e Tesla.
Kurjak è un umano “normale”. Un ex soldato, che Harlan conosce nel numero 1, ambientato durante la guerra civile jugoslava. E’ ambientato lì mica per caso. La leggenda del dampyr è una leggenda originaria del balcani.
Kurjak è l’unico che rischia la pelle sul serio, è un ciccio tosto, uno che prima spara poi fa domande, un serbo di quelli duri, che ne ha viste di tutti i colori.
Tesla è una Non Morta, una vampira. E’ bionda, moooolto carina e attualmente ha una storia con Kurjak. (Ti dico che sotto sotto lei ha fatto più di un pensierino su Harlan, ma ti lascio immaginare quanto sia problematico per una vampira stare vicino ad un essere in grado di ucciderla)
Harlan ha ucciso il Maestro che creò Tesla, liberandola dal controllo mentale. Da allora lei ha deciso di seguire i nostri e di schierarsi con le forze del bene.
Per cui, se deve nutrirsi, lo farà scegliendo con cura le sue vittime tra i numerosi bastardissimi e cattivissimi che i nostri incontrano sulla loro strada.
I nostri tre hanno la loro “base” nel Teatro dei Passi Perduti, nel cuore nebbioso di Praga.
Il padrone di casa è Caleb Lost.
E’ un Amesha, un angelo caduto, una creatura mistica, sovrannaturale, ricca di fascino alla David Bowie, che introduce nella serie il secondo filone narrativo.
Oltre ai vampiri, i nostri sono in lotta contro i Demoni.
Ma te ne parlo la prossima volta.

Recreating Hitchcock

Gironzolando in rete scopro che sul numero di marzo dell'edizione americana di Vanity Fair, c'è uno di quei servizi fotografici che mi fa dire: Cacchio!
Quattro fotografi: Art Streiber, Norman Jean Roy, Julian Broad e Mark Seliger, hanno ri-letto, ri-visto, ri-composto le atmosfere dei grandi classici del Maestro del Brivido usando attori contemporanei.
Scarlett Johansson e Javier Bardem in "La finestra sul cortile" sono i miei preferiti!
Clicca che le vedi grandi!





















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