
Questa sera si vedrà la puntata in compagnia. Ci troviamo tutti a casa del super
Tito nazionale e formiamo un gran gruppo d’ascolto.
Una salva di cannoni, il volume automaticamente a palla, giochi pirotecnici, casino, urla belluine, tricchetracche, bombe a mano, e alle 21 e 06 inizia la puntata 10 di X Factor.
Purtroppo, Mara Maionchi ha le conee abrase, così dicono. Fatto sta zia Mara ha i sensi ipersviluppati come Devil, la cecità e un orrendo paio di occhiali da sole non le impediscono di essere presente.
C’è anche uno che imita benissimo Piero Pelù. Ma proprio uno bravo bravo. Accompagnato da una band di rocker della domenica pomeriggio, canta una roba.
Poi stringono le inquadrature e dai primi piani ti accorgi che è un imitatore di Pelù, perché ha lo sguardo vacuo e gonfio e assomiglia un po’ a George Bush.
Facchinetti è esagitato. Pare che dopo la parodia di Pelù sia previsto l’arrivo dei Take That.
Mancano i New Kids On The Block col catetere, i Milli Vanilli con il deambulatore e gli Spandau Ballett in carriola e poi siamo a posto.
Si inizia. Un'unica manche con tutti i cantanti, uno al ballottaggio. Seconda manche, eliminazione e poi ingresso di qualcuno di nuovo.
Inizia Matteo Napo Orso Capo con “Ancora, Ancora, Ancora” di Mina. Agghindato come il cameriere confidenziale di un ristorante al mare, parte bassissimo, poi si alza. E’ seduto su un divano rosso. Scopriremo che l’elemento divanoso sarà un tema ricorrente della puntata. Si pensa ad una tresca con Divani & Divani.
Come canta Matteo?
Come uno condannato al secondo posto a San Remo per il resto dei suoi giorni.
E’ il turno di Jury, con “Chariot” di:
Gavin qualcosa. Per lui un divanetto iniziale. Canta gironzolando, poi Tommasini dilaga. La scenografia diventa una sovrastruttura articolata e complessa, con ballerini trapezisti, coriandoli, stelle filanti, acrobati. Manca un T-Rex che insegue un fuoristrada, un onda anomala, l’atterraggio degli alieni, Galactus, gli All Blacks nudi e spalmati di maionese, Sbirulino con una motosega e poi c’è tutto.
Tutto sto sbattimento per coprire una canzone senza alcun senso cantata benino.
Ore 21 e 40 il mondo si ferma. Il direttore di Rai Uno, con un telegramma dall’italiano recalcitrante, annuncia che l’ultima puntata andrà in onda in prima serata sulla rete ammiraglia.
Facchinetti è in lacrime, tipo uno che incontra lo zio disperso in Cile a Carramba che fortuna.
Tocca a Noemi, con “Upside Down”, gran classico funky. Pettinata da un laureato in ingegneria estrema, con un’audace scollatura sulla Pianura Padana, canta scendendo da una scalinata, con Morgan in persona al suo fianco, che balla e si dimena.
Per par condicio, secondo le indiscrezioni, nella prossima puntata Mara Maionchi ballerà la lap dance in tanga su un pezzo dei BSOD.
Nonostante tutto, Noemi piace, continua la sua crescita, sono tutti contenti.
Escono i BSOD, con “24mila baci” di Celentano. Accanto a loro dei ballerini sul quadro svedese, e un video con gente che limona duro.
Vanno alla grande, il controtempo sul finale è una chicchetta che noteranno in pochi.
Per ora non ci sono grandi polemiche tra i giudici, a parte la Ventura che gufa di brutto.
E’ il momento di Enrico. Propone: “Guarda che luna” di Buscaglione. A parte che deve ancora far dimenticare al pubblico il pezzo dei Subsonica cantato la settimana scorsa, non so se è stato un difetto del televisore, se è una cosa che ho visto solo io, ma è apparsa una scritta in sovrimpressione su cui ho letto: Genesi 22, 1-19.
Prontamente sono andato a vedere. Parlava di Abramo, Isacco e di un certo agnello sacrificale.
Vabbè. Enrico, che è il mio favorito nonostante la puntata 9, con Buscaglione, atipico anche per Fred, non se la cava male.
La Ventura stuzzica e provoca, ma i presenti lasciano correre.
L’ultimo a esibirsi è Doraemon Daniele. Canta “Calling you” Di:
nessuno si ricorda chi, a parte che è nella colonna sonora di Baghdad Cafè. E lì doveva rimanere, secondo il sottoscritto.
Tommasini, strafatto di Vov, decide per una messa in scena all’insegna della stranezza e del surreale-onirico. Televisivamente significa fottersene degli archetipi junghiani, e buttare dentro un po’ di cose a caso, per fare “strano”.
Daniele, impegnatissimo, mi canta ‘sta lagna e io con altrettanto impegno cerco di rubare il pollo al figlio di Tito. Giovanni però se ne accorge. Anzi, mi ha detto di salutarvi tutti.
Prima di sapere chi è il meno votato dal pubblico, c’è tempo per un paio d’ore di polemica tra Morgan, Gaudi, la Maionchi e i BSOD. Durante tutta la polemica, Jacopo dei Bastards osserva tutto, rimanendo dietro le quinte come il bambino fantasma di “
Tre Scapoli e un Bebè.”
Fatto sta che Enrico va al ballottaggio.
Alle sue spalle c’è Abramo che sorride con in mano un coltellaccio.
Escono tre tizi. Che poi sono i Thake That, che poi dovrebbero essere in quattro, ma uno non c’è.
Si esibiscono lo stesso, il che, secondo me, la dice lunga. Ma molto lunga, sul senso della loro esistenza al mondo.
In tre o in quattro fa lo stesso. Con o senza fa lo stesso. Che ci siano o no, fa lo stesso.
Luca comunque, assomiglia sempre a Gary Barlow.
Inizia la seconda manche, e l’imitatore di Pelù si siede tra i giudici.
Partono i BSOD, con una versione bianca, alla Beastie Boys di “Walk this Way”. Lo so che il pezzo è dei Run DMC, ma loro lo fanno più white che black. Cantano sotto un paio di gambe giganti, la loro esibizione è apprezzatissima.
Tocca a Jury con “A te” di Jovanotti. Il mio disco preferito di Jovanotti è “Jovanotti for President” e il mio pezzo preferito è “Funk Lab”. E ho detto tutto su questo argomento, tenente Dan.
Jovanotti viene ripetutamente osannato e invitato a scrivere qualcosa per i ragazzi di X Factor.
Accidenti, mi sa che quellolì tra i giudici è veramente Pelù. Però ha un panino in bocca e ha appena bevuto un milk shake al cioccolato che gli ha sporcato il labbro superiore.
Arriva Matteo, canta “Eye in the Sky” di Alan Parson. Morgan dice che Parson è stato il tecnico del suono per “The Wall”. Tito sfodera tutto il suo sapere da critico musicale e lo bacchetta. E’ stato un certo John McLure. Ora lo sapete.
Come canta Matteo?
Con la stessa gestualità di un cantante alla sagra della porchetta.
Ma è colpa del pezzo. Canzone famosa sì, ma dato che non sono un intellettuale posso dire: che due maròni?
Dopo Matteo esce un Pokemon scalzo vestito da Ninja. Si chiama Danielechu e canta “Mare di inverno” con voce da donna e video al mare.
Durante la sua esibizione siamo tutti molto concentrati sullo strudel.
L’ultima performance è di Noemi, che canta: “L’immensità”, un pezzo cantato, tra i molti, da Mina, Milva e da Johnny Dorelli. Io con quella canzone, penso sempre a
Nino Manfredi.Noemi, vestita come un paralume, canta su una sedia gigante.
Roberto ci tiene a dire che lui, insomma, si intratterrebbe volentieri con Noemi, anche in versione rustica e non da gran serata.
Sarà proprio Noemi ad andare allo scontro finale con Enrico.
Abramo, affila il coltellaccio.
Sale sul monte con Enrico a tracolla, mentre inizia a piovere.
Enrico potrebbe cantare imitando il suono della filarmonica di Vienna, ma ormai il suo destino è segnato e lo sanno anche le sue sopracciglia.
Mi dispiace, mi dispiace tantissimo perché a me Enricone piace un sacco.
L’agnellosità sacrificale si nota immediatamente quando, dopo le rispettive canzoni, i giudici in un nano secondo dicono:
Ventura: Enrico!
Mara: Enrico!
Mai si sono viste due decisioni prese così in fretta, che levano sì Morgan dall’amaro compito di dover scegliere tra due suoi cantanti, ma allo stesso tempo evidenziano il destino ovino del mio favorito.
Non c’è tempo di servire Enrico allo scottadito, che bisogna subito passare alle new entry.
Uno per categoria.
La Ventura, con un sano sorriso da Prozac introduce una certa Silvia. Viene presentata calcando tantissimo la mano sul fatto che fa la guardia giurata e ha la pistola. Viene dipinta come un Callaghan in gonnella, ma in sostanza è una metronotte. Un Vito Catozzo femmina.
Canta “Spotlight” di
non voglio neanche sapere chi. Guardo perplesso i miei amici chiedendo se questa canzone esiste davvero, se è veramente così, se a qualcuno piace, e se davvero c’è gente che compra quei dischi. Mi dicono di si.
La Maionchi, con il senso radar di Devil, punta tutto sugli Antani, che cantano “Dancing Queen” degli Abba. Oh, gli Abba piacciono a tutti, anche a me.
Morgan, per sollevarsi dalla perdita di Enrico, gioca la carta di Laura. Canta “Grace” di Jeff Buckley.
Laura non canta male, intendiamoci. E’ molto più fastidioso il gesso che stride sulla lavagna, mentre mastichi carta stagnola, quando suonano le sirene e gli allarmi sui balconi alle tre di notte, per cui…
“Grace” di Buckley non è male, intendiamoci. Siamo nello stesso quadrante di universo in cui abita Marco Carta, per cui…
Per cui entra Lura, con gran gioia di Morgan e del ministro delle pari opportunità.
E' lei che farà parte di X Factor.
Che dire su Laura, a parte Genesi 22, 1-19 per la prossima puntata?
Ore zeroe45, tardissimo, fine della decima puntata.