giovedì, gennaio 29, 2009

Gita!



Allora, io me ne vado ad Angouleme!
Non so una parola di francese, è meglio se non mangio burro, non ho avuto tempo di farmi la barba e non sono mai stato da quelle parti.
Però, ho fatto la compilation in Mp3 più devastante del mondo.
In macchina saranno contenti.
Se c'è wireless, aggiornerò il blog da terra franzosa.
Nel frattempo, fate i bravi e se mi cercate mi trovate in email!

martedì, gennaio 27, 2009

X Factor terza puntata.



Accendo la tele e ci trovo Seal che canta, Gaudi in kilt, la Maionchi in fregola, Morgan con una cassa di Red Bull sotto il banco, Stefano Magnanensi che fa le stesse smorfie di Lex Luthor, Francesco che parla inglese come Totò e la Ventura agitata.
Non posso cambiare canale.
Aprono con una lunga polemica sull’incredibile eliminazione di Elisa nella puntata precedente.
Il tribunale internazionale dell’Aja ha decretato all’unanimità che è tutta colpa della Ventura e che i casi sono due: E’ una sua strategia, oppure ha i petardi nel cervello.
Dato che Rai 2 è un franchising della Ventura, la sua autodifesa è un monologo di sei ore.
Ne esco stremato.
Alla fine, vince Simona ai supplementari con uno splendido gol di Incoerenza battuto al limite dell’area.
Che palle, dice zia Mara. E ha ragione.
Finalmente, dopo colpi bassi, menate e territorial pissing, cominciano a cantare.
Inizia Ambra Marie, con “Ti Sento” dei Matia Bazar.
No, perché lei andava bene così, e non volevano cambiare niente.
Ambra Marie canta tra due materassi, e ho paura che da un momento all’altro esca fuori Giorgio Mastrota.
Non è il pezzo per lei. E’ come sei i Kiss cantassero: “Il Ballo di Simone”, ma lei lo esegue comunque e con buona volontà.
Poi tocca a Noemi, con “Somebody To Love” dei Jefferson Airplane.
Secondo me è poco incisivo, ma a Forrest, al Tenente Dan e a Bubba piace moltissimo, televotano anche loro e Noemi passa il turno.
E’ il momento dei Farias.
Questa volta potrebbero cantare: “Mueve la colita mamita rica” o: “El Ritmo Vuelta”, con alle spalle il balletto con tutti gli animatori del villaggio, invece optano per “La donna cannone” di De Gregori. Il tutto in una scenografia circense, con tanto di contorsionista.
Io non voglio essere cattivo con i Farias, però ci metto un po’ a capire che quei suoni sono le loro voci e non la sirena dell’ambulanza che porta Maradona in ospedale.
La canzone è così fastidiosa che più o meno a metà, si incastra anche la contorsionista. Verrà snodata più tardi da un fabbro, il conto lo paga Tommasetti.
Tocca a Serena, che canta “Chasing Pavements” di Adele.
Non conosco il pezzo originale, pare sia un pezzo di questa estate. Non lo conosco perché questa estate non sono andato dal dentista, e di conseguenza non ho ascoltato le canzoncine nella sala d’attesa. Perché quel pezzo è carta da parati, non è una canzone.
Scivola, senza sortire alcun effetto.
Mentre Serena canta, metto in ordine alfabetico le mie scarpe, e ho detto tutto.
Matteo Napo Orso Capo, si misura con “Starman” di David Bowie. Secondo me è sul pezzo e lo interpreta bene. Apprezzo anche l’ascella pelosa da rocker anni ’70 e quel look un po’ da Patrick Hernandez. Bravo Matteo.
E’ il momento di scoprire chi andrà al ballottaggio. Colpo di scena!
Il pubblico da casa decreta che ci andrà Ambra Marie.
Pezzo sbagliato. Ma vallo a spiegare alla Ventura che le scarpe con il tacco non sono la cosa che viene notata di più in un cantante.
Il grande Enrico apre la seconda manche.
E’ il mio favorito, ma inizio ad essere un pochino in tensione. Canta una versione swing di “Jump” dei Van Hallen, e ho l’impressione che lo stiano infilando nella corrente di Max Raabe, Michael Bublè e compagnia bella.
Temo che il riarrangiamento swingoso di una canzone famosa diventi, come per i due artisti citati sopra, il suo limite artistico.
E’ il turno di Giacomo, con “Bruci la Città” di Irene Grandi.
Non conosco il pezzo. So chi è Irene Grandi così come so che l’atmosfera di Urano è prevalentemente composta da idrogeno, e le due cose, nella mia vita, hanno più o meno la stessa importanza.
Tocca alle Sisters Of Soul. Premessa: Un mio amico mi ha detto che sono troppo cattivo con le S.O.S. Forse ha ragione, allora su di loro mi concedo solo due commenti.
Il primo lo faccio subito: Cantano “All around the world” di Lisa Stansfield, e la cosa che mi piace di più è il divano rotondo che gira.
Il secondo commento lo farò tra una decina di righe.
Tra i giudici, avverto una certa strategia nel commentare questa seconda manche. Li sento parlare, e vedo dei piccoli Rommel che muovono carroarmatini su tabellone del Risiko.
Daniele, canta “Closer” di Ne-Yo. Anche in questo caso, non conosco il pezzo originale, ma per tutta la durata dell’esibizione del Tenerone Batuffoloide, non ho l’impressione di vedere X Factor.
Mi sembra di guardare gli Mtv Music Awards. Daniele c’è, e c’è dibbrutto.
Chiudono i Bastards Sons of Dioniso, con una versione punk californiana/valsugana di “Ragazzo di Strada” dei Corvi. Il pezzo, arrangiato da loro, risparmia un bel po’ di lavoro a Gaudi, ed è molto meglio così. I Bastards prendono il vecchio classico e lo trasformano in una versione alla Weezer che causa valanghe sopra i 1000 metri. Tutta la valle voterà compatta.
E’ il momento di decidere chi andrà al ballottaggio finale scontrandosi con Ambra Marie.
Mi dispiace per lui, ma ci andrà Giacomo. Sono due cantanti della stessa categoria, come capitò alla Maionchi nella prima puntata.
Pausa. Si apre il collegamento con Savino. Qualcuno riesce a spiegarmi chi cazzo ha deciso che Nicola Savino ci deve essere simpatico per forza?
Siamo agli sgoccioli. Ambra Marie e Giacomo competono uno contro l’altra, uno dei due andrà a casa.
Ambra Marie canta “Roxanne”, in una versione con un po’ più di pompa rispetto all’originale e con gli anfibi ai piedi. Lei da sola, ha presenza, carisma e voce, in sostanza, tutto quello che non hanno le Sisters Of Soul in tre.
A cappella, sceglie “Hedonism” di Skunk Anansie.
Giacomo, spara: “Mente tutto scorre” dei Negramaro. I Negramaro e il loro successo, per me, sono parte dei misteri inspiegabili dell’Universo. Li metto assieme alla Pietra di Palenque, la telecinesi, il moto perpetuo e l’Ornitorinco. Per cui non mi pronuncio.
Segue: “Se io se lei” di Biagio Antonacci cantata a cappella.
Onestamente, gusti personali a parte, sono al ballottaggio i due che se lo meritavano di meno.
Io avrei mandato a casa Serena o i Farias, oppure Gaudi.
Mara elimina Giacomo.
Morgan elimina Giacomo.
Simona elimina i dinamismi psichici.
Giacomo, torna a casa, navigando su un fiume di lacrime. Ammetto che mi dispiace.
La commozione in televisione ha tempi misurati al millesimo di secondo. Giacomo viene portato fuori scena, the show must go on.
Deve entrare un nuovo artista, ne verrà proposto uno per categoria e il televoto deciderà quale dovrà entrare.
La Ventura gioca la carta di Iris. 16enne di origine albanese, con mamma e nonna tra il pubblico.
Perdonami, ma su Iris sarò serio.
Scegliere Iris è un azione irresponsabile. Proporla, portarla fin lì, con tutto il carico di speranza che scatena in lei e nella sua famiglia, dimostra tutto il cinismo di chi ragiona in modo catodico e non in modo umano.
Morgan, che con questa puntata ha guadagnato per me altri diecimila punti, cerca di spiegare che è molto problematico gestire una cantante così, sia per questioni di età che per questioni di storia.
La Ventura, imperterrita, continua a sostenere che la ragazza è forte e che ce la farà.
Dimostra tutto il suo carattere e la sua forza, piangendo come una fontana quando viene eliminata.
La Maionchi, propone I Retroscena, un gruppo vocale composto da due ragazzi e una ragazza.
Cantano “Sweet Dreams”, e cantano anche bene. Finalmente un gruppo, mi viene da dire.
Personalmente a me Lei piace parecchio, soprattutto perché ha un sacco di tette e mi ricorda il Borg 7 di 9 di Star Trek Voyager. (Mi correggo, mi ricorda il Borg Tette di 9 di Star Trek Voyager.)
Vengono eliminati anche loro.
Chi vince?
Andrea, il cantante proposto da Morgan.
Andrea è uno strano mix tra Camerini, Iggy Pop, i pupazzi a molla che saltano fuori dalle scatole, Ace Ventura e una bizzarra versione maschile cantautorale italiana di Nina Hagen.
Secondo me, e a questo punto anche secondo il pubblico a casa, potrebbe fare grandi cose.
Fine della terza puntata.

giovedì, gennaio 22, 2009

DampyrZILLA!



Questa notte, Scaramanzia mi ha detto che posso dire un paio di cose sulle mie storie di Dampyr che usciranno nel 2009.
A quanto pare, quest'anno, sarò piuttosto presente sulla serie. Può essere una buona notizia o una cattiva notizia a seconda di come la vedi.
Inizio a parlarti di due storie. Il massimo che mi concede la mia scaramanzia.

La prima, dal titolo provvisorio: "Il cuore di Gorislav", uscirà in aprile.
Disegnata dall'ottimo Luca Raimondo, parte dal passato di Kurjak e si innesta su una leggenda del folklore gitano. Il tutto condito con un viaggio nella mala del Montenegro.
Una storia di guerra, una gangster story sovrannaturale, con horror e mitragliatori d'assalto.
Su UBC, ci sono un paio di tavole in anteprima.
Qui ne metto una.



Nella seconda, ormai non è più un segreto, c'è un nuovo maestro.
Il titolo provvisorio è "La nave fantasma" e dovrebbe uscire in estate.
Disegnata dall'ottimo Arturo Lozzi, ci farà navigare su nuove rotte, raccontando vita, morte e "miracoli" del maestro Akhar Nun.
Io te lo dico, ma non lo fare. Se indaghi sulla radice linguistica del suo nome, capirai parecchie cose sul suo conto.
Dicono che in questa storia sono stato piuttosto romantico.
C'è una tavola sul sito Bonelli e qui metto un'illustrazione direttamente dal blog di Arturo:





Del resto, ne parleremo quando la scaramanzia mi darà il permesso.

martedì, gennaio 20, 2009

Obama, discorso di insediamento.



Mi rivolgo a voi stasera non in veste di presidente degli Stati Uniti.
Non come leader di una nazione, ma semplicemente come essere umano.
Ci troviamo ad affrontare la più spaventosa delle prove. Nella Bibbia quel giorno è chiamato Armageddon, cioè la fine di tutte le cose.
Eppure, per la prima volta nella storia del nostro pianeta, il genere umano possiede i mezzi tecnologici per evitare la proprie estinzione.
Tutti voi che ci accompagnate nella preghiera, dovete sapere che tutto ciò che è possibile per evitare il disastro verrà fatto.
L'umano desiderio, di emergere e di conoscere, ciascuna tappa della scalata alla scienza, ogni singola, avventurosa frontiera vinta nello spazio, tutte le conquiste della moderna tecnologia, persino le guerre del passato...tutto ciò ci ha fornito gli strumenti per combattere questa terribile battaglia.
Nel caos che regna nella nostra storia, tra i mille torti e le discordie, tra immensi dolori e sofferenze, attraverso i secoli, c'è una cosa che ha elevato le nostre anime ed elevato la nostra specie dalle proprie origini.
Quella cosa è il coraggio
I sogni dell'intero pianeta, stasera, riposano in questi quattordici coraggiosi uomini che viaggeranno nello spazio e speriamo di riuscire tutti, abitanti del mondo intero, a vedere la conclusione di questi eventi.
Buon viaggio e buona fortuna.

Cliccando qui, il video in diretta.

X Factor, seconda puntata.



Non ho mai visto Sanremo in vita mia.
Una gara-canora per me è fonte di eeemozzzzzioni nuove e inattese. Forse è per questo motivo che sto seguendo X Factor.
Mi diverto e tifo per i miei beniamini, però c’è da dire che questa seconda puntata è stata interminabile. Non sono abituato a questi tempi lunghissimi, tanto che a suo tempo non sono riuscito a sciropparmi tutto il ciclo di Heimat di Edgar Reitz e non sono diventato un intellettuale.
Veniamo a questa seconda puntata di X Factor.
Ho notato una fastidiosa deriva Mariadefilippesca, con punzecchiature, innesti polemici e diciamocilecoseinfaccia. Facchinetti cerca di far esplodere contrasti tra i giudici, ma c’è un grosso problema. Franceschino non può gestire e alimentare le polemiche come fa Marrria.
E’ in antitesi con il suo personaggio, ovvero il ragazzo tanto buonino che fa il presentatore tanto buonino. Se hanno deciso che deve essere l’equivalente umano di un peluche della Trudy, più politicamente corretto di un Teletubbies, non possono fargli fare il bastardo part time.
Ne consegue che lancia sassi e poi porta cerotti.
Veniamo alla gara.
Aprono le Sisters Of Soul, le Destiny Child di Rozzano. Vestite con le tovaglie di Natale, cantano un pezzo che non conosco. Mi sembra di Alvin & The Chipmunks e per essere cantato da tre scoiattoli non è poi tanto male.
La bruna è in ansia e si vede. Sente che il suo sogno di serate in discoteca in compagnia dei manzi di Uomini e Donne si allontana esibizione dopo esibizione.
La Ventura le stronca, e passano il turno per motivi che soltanto i Grandi Antichi conoscono.
E’ la volta di Enrico, il mio favorito. Ha l’influenza, la faringite e lo fanno cantare ballando sulla coreografia di Puttin on the Ritz di Frankestein Junior.
Esibizione di livello inferiore rispetto a quella della prima puntata, passa sulla fiducia.
Ad Ambra Marie, fanno cantare la sigla di Fuori Orario.
Secondo me, per i cantanti gestiti dalla Maionchi e dalla Ventura ci sono grossi problemi nella scelta dei pezzi e negli arrangiamenti.
Non dico che Ambra Marie abbia cantato male il pezzo di Patty Smith, semplicemente, secondo me, quel pezzo ha delle atmosfere che non le appartengono.
I Bastards sons of Dioniso, sostenuti da tutta la valle e da buona parte dei camosci sui ghiacciai, propongono una versione skylift/punk dei Depeche Mode che riesce a stare in piedi solamente perché quei tre hanno davvero qualcosa.
In sostanza, ascoltando gli altri, si percepisce quanto sia bravo Morgan nel scegliere i pezzi per i suoi cantanti e nei nuovi arrangiamenti delle canzoni.
Gaudi mette il cappello. Il tizi pelato mette gli occhiali bianchi. Morgan e il suo socio invece, ci lavorano dietro sul serio.
Tocca ad Elisa, e come mi aspettavo, si cortocircuita narrativamente il suo essere in stato interessante, facendole cantare la hit di Nikka Costa.
La bambina eterna.
Tutti quelli che come me, negli anni ’80 si erano comprati il 45giri, si ritrovano a sorridere sul divano.
La prima manche viene chiusa da Daniele. Uno dei miei beniamini, spara un classico di Arteha Franklin. Pezzo facile, mi viene da dire. Meno facile, uscire e cantare indossando una giacca fatta con l’interno di una Audi 80 del 1978 targata Bolzano.
Il pubblico da casa decreta che al ballottaggio andrà Elisa.
A sorpresa le Guarda Mamma Quanto Me La Meno, passano il turno.
Il secondo giro si apre con Giacomo.
Grazie a dei magneti inseriti ad arte sotto le sue scarpe, riescono a tenerlo fermo e a farlo cantare rimanendo sul palco.
Il pezzo, “Io Vagabondo” lo conosco. Il ragazzo ha fiato, ha tanto fiato da gonfiare un canotto, ma anche in questo caso, non ha l’appeal adatto per la canzone.
Parentesi: Iovagabondo, adesso basta, però eh…
Su Matteo Napo Orso Capo, hanno deciso di fare degli esperimenti. A questo giro gli fanno tradurre e cantare un pezzo di Jim Diamond.
Perché?
Non lo so.
Gli viene bene?
Pare di sì.
Salgono i Farias.
Levare la chitarra da Oye Como Va e sostituirla con le voci, è come suonare i Carmina Burana facendo le pernacchie con la mano sotto l’ascella.
Ma alla Ventura i Farias piacciono un sacco. La divertono e le mettono allegria. In sostanza, i Farias sono i Digimon della Ventura.
Sono in corso le pratiche di adozione.
Credo che alla Maionchi, una vocina interna le stia urlando che ha fatto delle selezioni amminchia.
In più, quello che mette il cappello non la sta aiutando per niente.
Serena, levato il completo da rappresentate della Avon, canta una canzone Mina in mezzo ad una tormenta di neve aspettando l’arrivo del Sanbernando con la fiaschetta al collo. Lo hanno portato i Bastards e attende dietro le quinte.
Noemi canta Alba Chiara.
Poche cose al mondo mi infastidiscono più di Vasco Rossi. Tipo i fan di Vasco Rossi, per esempio.
Morgan ha riarrangiato il pezzo, ed è riuscito a farmi ascoltare Alba Chiara.
Al ballottaggio finale vanno i Farias ed Elisa.
Uno dei due tornerà a casa.
Succede qualcosa.
Elisa canta un pezzo di Burt Bacharach che in televisione funziona soltanto se c’è anche Hugh Grant che cammina per Portobello Road mentre le stagioni passano.
Poi, a cappella, con la voce rotta per l’emozione, un pezzo di Gino Paoli che secondo me dopo le ha telefonato per ringraziarla.
I Farias, in autogestione, cantano un pezzo in spagnolo dei Bee Gees e Piccolo Grande Amore.
In due minuti, i Mariachi dimostrano l’incompetenza di Gaudi e della Maionchi nella loro gestione.
Morgan vota per eliminare i Farias, la Maionchi vota per eliminare Elisa.
E’ tutto nelle mani della Ventura.
Che è un po’ come dire:
- Cara, dove hai messo la mia 44 Magnum?
- L’ho data alla scimmia, tesoro.
Infatti, eccoci. La Ventura elimina Elisa.
Digievolve i Farias e se li mette nella borsetta.
Fine della seconda puntata.

lunedì, gennaio 19, 2009

La leggenda vivente!



Nei commenti al post qui sotto, un certo Bronson Lippa (complimenti per il nick!) chiede informazioni su Al Leong.
Il suo nome è sconosciuto ai più, ma sono sicuro che la sua faccia, quella che vedi qui sopra, di sicuro l’hai vista da qualche parte.
Dello zio Al ne avevo già parlato qui su Diegozilla un secolo fa (clicca) e in tempi recenti era stato evocato anche da Rrobe, (clicca)
Parlare di Al significa parlare di mitologia cinematografica, della storia delle pellicole d’azione, significa parlare di quelle figure in ombra che contribuiscono in modo radicale alla formazione dell’immaginario di genere.
Al Leong è un attore caratterista/stuntman/esperto di arti marziali. Ha recitato in una sessantina di film e telefilm, girando da solo i propri stunt, e quasi sempre interpretando ruoli senza nome.
Quelli che sui titoli di coda, quando va bene, vengono indicati come: “Tizio che muore N#2” o “Chinese gunman”, oppure non vengono neanche accreditati.
Fatto sta che il grandissimo Al Leong, per esempio, riesce a torturare Mel Gibson in Arma Letale 1, poi Mel gli rompe il collo. Ricompare poi in Arma Letale 4, e anche lì fa una bruttissima fine.
Da Grosso guaio a Chinatown a Last Action Hero, da Die Hard Trappola di Cristallo a Beverly Hills Cop II, passando per episodi di Magnum P.I. , Renegade, A-Team e TJ Hooker, non c’è film o telefilm d’azione a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90 in cui Leong non ci abbia messo i baffoni.
Ultimamente, li ha messi anche in 24!

Dieci Film (7)

Come dicevo: I dieci film che occupano un posto d'onore sul mio scaffale delle visioni importanti.
Pellicola fondamentale per diversi motivi, tra cui la presenza del grandissimo Al Leong.




Grosso guaio a Chinatown
di John Carpenter.
Con Kurt Russell, Kim Cattrall, Dennis Dun, James Hong, Victor Wong.
USA 1986.

venerdì, gennaio 16, 2009

Misteri al citofono



Cinque minuti fa, suona il citofono.
DRRRRR
- Sì?
- E' sua la macchina rossa parcheggiata sul passo carraio? (voce di donna)
- Eh?
- La macchina, la macchina sul passo carraio è la sua?
- No.
- Io devo uscire!
- Capisco signora, ma non è la mia.
- E di chi è?
- Io come faccio a saperlo?

C'è Starbucks in Francia?



Tra quindici giorni, mi faccio un week end lungo ad Angoulême.
E’ la prima volta che ci vado, è così tanto “la prima volta” che non so nemmeno scrivere Angoulême. Infatti tutti gli “Angoulême” che compaiono in questo post li ho presi dal blog di Michele Foschini.
Copy & paste a parte, salirò su una macchina con Alex Crippa e altri amichetti e ci spareremo il viaggione.
Dato che non riesco a stare con le mani in mano per tutto quel tempo, mi sono fatto prestare una videocamera e realizzerò un documentario: Fumettisti in Viaggio.
Lo posterò a puntate qui su Diegozilla, ma non “in diretta”, sfido chiunque a fare un montaggio video su un EEE (il mio computer da viaggio) senza avere gli occhi laser.
Manca ancora molto tempo al mio esordio sul mercato francese, Pulp Stories verrà pubblicato da Claire de Lune e uscirà a giugno, ma avevo voglia di dare un’occhiata alla terra promessa del fumettomondo.
Ci vado, mi guardo attorno e poi ti racconto.
Male che vada, se vedo che non fa per me, ho scoperto che ad Angoulême c’è un piccolo aeroporto, dove parte un bimotore Ryanair diretto a Londra, così posso raggiungere Fede e sua sorella che saranno lì per il uìchend.
E' chiaro che mi porto dietro "qualcosa", anche la mia portinaia ha un progetto per la Francia, e io ero stufo di sentirmi in difetto.
Vedremo come va, e anche in quel caso, scaramanzia permettendo, ti aggiornerò sugli sviluppi.

giovedì, gennaio 15, 2009

A volte basta poco






(non mi ricordo la fonte, però...)

martedì, gennaio 13, 2009

Quando mi gira male.



Il mio oroscopo aveva previsto difficoltà e ostacoli per questa settimana.
Nonostante il cattivo auspicio, sto lavorando comunque a un soggetto.
Le statistiche dicono così:
Tempo totale di modifica: 1631 minuti.
Revisioni: 686.
Un gran mal di testa.
Il tutto per una decina di pagine di soggetto.
Alla faccia di quelli che dicono che gli oroscopi non ci prendono mai.

X Factor seconda edizione



Prima Puntata della seconda edizione di X Factor.
Ebbene sì, lo spirito nazionalpopolare che entro mi rugge mi ha fatto sedere sul divano di fronte alla nuova edizione di X Factor.
Questa mia rinnovata, insana passione verso la gara di quelli-che-cantano pare mi abbia fatto perdere uno degli inizi più squallidi nella storia del Grande Fratello, ma chi se ne frega.
Sono contento perché finalmente è stata data una risposta alla grande domanda: Che cazzo di fine hanno fatto gli Aram Quartet?
Semplice. Si stavano mettendo il rimmel.
Mara Maionchi, la zia che tutti vorrebbero, l’ho trovata in grande forma.
Morgan è sempre più Morgan. Alterna momenti in cui lo affogherei in un secchio, ad altri in cui gli stringerei la mano.
Simona Ventura, decisamente sottotono, almeno nella prima puntata non mi ha fatto venire i crampi per il nervoso.
Deejay Coso, no aspè, Francesco Facchinetti, è un bene che faccia il presentatore.
Mi ripeto, se su di lui avesse funzionato il Teorema Jovanotti (Trasformarlo da: “Fei fome la mia moto fei proprio come lei” A: “Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa che parte da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa”.) ce lo ritroveremmo come cantante pseudoimpegnato filoveltroniano e sarebbe molto peggio.
Stai lì che fai meno danni, Francè.
Sorvolo su tutte le polemiche, polemicuzze e momenti trash tra i giudici e i vocal coach, e passo direttamente ai cantanti in gara.
Gruppi.
I Sinacria Sinphony, quelli vestiti come dei divani, pronti via, sono stati prelevati da dei facchini e riportati al Mercatone dell’Arredamento.
I Farias, i Gipsy Kings della domenica, o li vestono come i Mariachi di Rodriguez, e li fanno cantare con in mano degli Uzi e dei fucili a pompa oppure non capisco perché dovrei ascoltarli. Soprattutto quando macellano un pezzo di De Andrè.
Mi diverte il fatto che come le Winx hanno tutti un potere particolare e un simbolo legato al loro nome.
Però, a quanto pare non sono mica degli esordienti, è da dieci anni che questi Comancheros lavorano nell’ambiente musicale. Festivalbar, Domenica In e altre cose…
Per cui non capisco.
Le Guarda Mamma Quanto Me La Meno, al secolo: Sisters of Soul, danno del tu a Madonna e dei consigli a Christina Aguilera. Hanno detto la frase incriminata: “Nasciamo come” e per questo Chthulu le punirà severamente.
I Bastard sons of Dioniso sono i miei favoriti.
Tifo assolutamente per loro, anche per questioni geografiche, visto che potrebbero essere dei miei parenti da parte di mamma.
Ne consegue che la categoria gestita dalla Maionchi, a meno che non scritturi segretamente le Pussycat Dolls travestite da ciociare, parte decisamente in svantaggio.
Under 25.
Il figlio segreto di Francesco Renga, Giacomo Salvietti, va legato. Se proprio deve cantare impeditegli di andare a spasso come se fosse il suo ultimo concerto a Las Vegas.
C’è tempo per l’ultimo concerto a Las Vegas, inizia a fare il primo, poi il secondo e così via.
Daniele Magro, Doraemon, si contende il primo posto come mio favorito nella sua categoria.
Ambra Marie Facchetti, che se avessi una figlia la vorrei così, è in lotta con Daniele per il vertice delle mie preferenze.
Io e Federica la vorremmo vedere con una gonna scozzese, alle prese con un vecchio pezzo dei Guns N Roses.
Serena Abrami, ha quasi lo stesso sorriso di Keira Knightley. Andrebbe valorizzato, magari non conciandola come una rappresentate della Avon.
Over 25.
Noemi Scoppelliti, Gina Joplin, ha una voce interessante. Ovvero una maledizione tremenda, ora deve trovare tutto il resto.
Enrico Nordio. Come diceva L’Inserviente di Scrubs durante il casting per la air band: Questo ragazzo ha qualcosa, non so che cosa ma ha qualcosa.
E’ il mio favorito nella sua categoria.
Elisa Rossi, aspetta un bambino, e pare sia un avvenimento incredibile, fuori dal normale, pazzesco, rarissimo e unico caso nel suo genere. Cavoli, una donna incinta!
Sì, ma come canta?
Aspetta un bambino.
Ha cantato?
Si.
Come è andata?
Aspetta un bambino.
Napo Orso Capo Matteo Becucci, è riuscito a passare nonostante la canzone meno interessante del repertorio mondiale, di peggio poteva soltanto gorgogliare le musichine che si ascoltano in ascensore. Per cui bravo.

Chiaramente, su questa edizione pesano gli ottocento dischi di platino vinti da Giusy e il miliardo di punti sulla sua Fidaty Card.
Morgan rosica, e di brutto anche. La Ventura, autodeclamatasi responsabile del successo di una canzone scritta da un altro e cantata da un’altra ancora, gongola.
Però si fa confusione.
Si confonde il successo con la qualità, e non sempre le due cose vanno sullo stesso binario.
Altrimenti ha ragione Virgola, il gattino del tuo telefonino.

Per chiudere lancio lo scoop.
Tao, Valerio Ziglioli il pennellone rocchettaro eliminato alle selezioni finali, quello che girava con il furgoncino concertino, è amico di Morgan.
Li ho visti suonare assieme alle Scimmie.
Tremenda tutta la manfrina che hanno fatto davanti alle telecamere.
Comunque sia, eliminato, ora non è più nel programma.
Se lo ripescano, smetto di guardare lo show e citofono al Gabibbo.

AGGIORNAMENTO!
Tao, nei commenti qui sotto, smentisce di essere amico di Morgan.
Io gli credo, sopratutto per quello che ha scritto tra parentesi.
Qualcuno, anche lui forse, si chiederà il perchè di questa mia convinzione.
Odio doverlo fare, ma devo accedere ai miei ricordi di quando salivo on stage.
Credo a Tao, perchè se salire sullo stesso palco nella stessa sera significa essere amici, io dovrei essere amico di Vinicio Capossela, del Mago Oronzo e di Piero Pelù.
:-)
(Sorrido ma non scherzo)

lunedì, gennaio 12, 2009

Presidenti a fumetti



Perchè tutto questo scalpore e tutta questa attenzione?
Non capisco che cosa ci sia di strano nel vedere Obama su Spiderman.
Il vero problema è che Berlusconi potrebbe apparire solo su Rat Man.

venerdì, gennaio 09, 2009

Dieci Film (6)

Come dicevo: I dieci film che occupano un posto d'onore sul mio scaffale delle visioni importanti.
Post randomico, senza nessuna logica di classifica.
(Mi sa che dopo questi dieci, ce ne saranno altri dieci...)
Comunque, cosa c'è di meglio di indiani, pistoleri e samurai, tutti assieme in un film degli anni '70?




Sole Rosso
di Terence Young
Con Charles Bronson, Alain Delon, Ursula Andress, Toshiro Mifune.
Italia, Francia, Spagna 1972.

giovedì, gennaio 08, 2009

Il mio amico Giovanni.



L'altro giorno Giovanni ha compiuto dieci anni. Non riuscivo ad andare alla sua festa, allora ho telefonato al suo babbo e me lo sono fatto passare. Gli ho fatto tantiauguri, abbiamo riso e scherzato e siamo stati un po' al telefono.
Dopo un po' ha voluto farmi salutare una sua amichetta.
Le ha detto: Ti passo Diego, un mio amico.
Ora, sarà che invecchiando sono diventato schifosamente sensibile, però essere un amico per un bambino di dieci anni è una cosa forte.
Decisamente forte e importante.
(Per mantenere la mia aria da macho pulp non ti dirò che mi sono venuti i lucciconi)

mercoledì, gennaio 07, 2009

Dexter Terza Stagione



Ieri ho cominciato a guardarmi la terza stagione di Dexter.
A dire il vero, non so bene perchè ho cominciato questo terzo giro dexteroso, visto che la seconda stagione non mi aveva fatto impazzire e che comunque, questa cosa del "serial killer buono", alla fin fine è una gran paraculata.
Però imparo meglio l'inglese, e guardarmelo in lingua originale mi risparmia lo strazio del doppiaggio italico.
Per ora, dopo aver visto le prime due puntate, posso dire (senza spoilerare troppo) che suona ancora sugli stessi accordi. Il che non è per forza un male, ma te lo dice uno che ascolta rocche arrocche e cauntri.
Spero in un impennata, in un bell'assolo di chitarrona che mi faccia annuire.

La mia fuga dai tiggì.



A fine agosto, ho smesso di guardare i telegiornali.
Tutti.
Nessuno escluso.
La santa donna che mi sopporta mi aveva fatto notare quanto la visione dei telegiornali fosse oltremodo dannosa per la mia salute fisica e mentale, oltre ad essere una minaccia per la nostra stabilità di coppia.
Ora, ora che ne sono uscito, come dicono i tossici e gli alcolisti, mi rendo conto di quanto fosse folle il mio comportamento di fronte ai tiggì, e di come si fosse instaurata una nefasta relazione emotiva.
Ero arrivato al punto di urlare rivolto al telegiornalista di turno, o di dover cambiare canale per il nervoso, con un nodo di furia e sdegno attorcigliato nello stomaco.
Ogni telegiornale mi forniva una particolare dose di rabbia. Avevo imparato a distinguerne il tipo e la qualità specifica, come un vero esperto di sostanze stupefacenti.
Il TG2 per esempio, con il suo subdolo uso degli aggettivi e il devastante servizio medley sulle varie dichiarazioni del giorno dei politici, mi dava una furia intensa e costante.
Il TG1 invece, grazie a quel suo tono generale da maestro di sostegno per bambini un po’ indietro, mi forniva irritazione pulsante come la puntura di un ape.
Il TG3, favoloso nella sua bolla di puzza il sotto il naso e guardiamoci l’ombelico, mi regalava nervosismo persistente, affilato e glaciale.
Con il TG3 Regionale, diventavo pazzo. Una cosa da schiuma alla bocca e pugni chiusi. Un incazzamento più che altro legato al mio orgoglio di milanese, di fronte ad un tiggì da rete privata cantonale/provinciale e non da metropoli.
Con il TG5 iniziano le droghe pesanti. Urlavo di rabbia ogni volta che lo scemo di turno mi diceva: “Pensate” , fateci caso, viene detto almeno tre volte per edizione.
TG4. Dolore fisico. Allo stomaco. Era troppo anche per me.
Studio Aperto era una botta, una palata di rabbia direttamente in faccia, anche in quel caso, troppo intensa e frontale per essere apprezzata.
Il TG di LA7, per un po’, era stato guardabile. Poi, forse, hanno comprato dei giornalisti in esubero da Mediaset e ha cominciato a fornirmi un incazzamento a sbalzi dal ritmo sinusoidale.
Poi, chiaramente, c’era l’interazione.
Correggevo l'italiano, integravo, completavo arricchivo le notizie date in modo approssimativo e inesatto. Praticamente tutte.
Ero diventato una furente pentola di fagioli, che ogni tanto urlava: “Ma che cazzo dici!?”
Non era possibile andare avanti così, no davvero.
E allora, come si deve fare per tutte le dipendenze, ci ho dato un taglio netto.
Ho dato un’occhiata al tanto declamato tiggì di Sky, ma in me ha avuto gli stessi effetti di tutti gli altri e ho tagliato anche lui.
Fine, basta.
Da agosto, mi informo su quando accade leggendo le notizie in rete o sulla carta, e sto molto meglio.
A volte, basta veramente poco.

Qui è un delirio!

Direttamente dalla mia finestra:



Qualcuno ha montato le catene per girare in macchina.
I marciapiedi sono stati spalati dai portinai e dai negozianti.
Nessuno spazzaneve in giro.
Trenta centimetri.
Milano che attende l'Expo è nel caos.
Ora ha smesso.
Spero che riprenda a nevicare nella notte.
Spero nevichi tantissimo.
Tantisssssimo.
E già che ci siamo, spero anche che arrivi Cthulhu, o perlomeno gli alieni.

martedì, gennaio 06, 2009

Annonuovo




Leggevo un articolo interessante sulla crisi.
Mi diceva che dato che siamo in crisi, dovremo rinunciare alle griffe, tenere l’automobile più di tre anni, comprare alcuni prodotti al discount, aspettare i saldi, programmare le vacanze in posti economici e non troppo esotici, usare l’auto il meno possibile e fare la spesa seguendo le offerte.
In sostanza, suggeriva alle masse il mio comportamento abituale.
Così ho scoperto che io sono in crisi economica da sempre.

La Milano Bergamo, adesso è a quattro corsie.
Aumentare le corsie di marcia, è inutile se l’itagliano al volante non le sa usare.

Dietro di me, in coda alla cassa della Coop.
Padre sui sessanta, figlia sui trentacinque.
Lui: Che a pagare c’è sempre tempo.
Lei: Tu dici così, intanto t’hanno arrivato la multa.
Lui: Macchè.
Lei: Che non avevi pagato le spese condominiali.
Lui: Evabbè, mi hanno fatto moroso, devo dare solo duemilaeuri in più.
Lei: Di multa.
Lui: Ti dico che non era una multa.
Lei: Eccos’era allora?
Lui: Era un ingiunzione di pagamento.

I miei propositi per l’anno nuovo sono solo uno.
Non formulare propositi.
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