giovedì, dicembre 17, 2009

Il ritorno di Lando.



[The names were changed to protect the innocent.
E’ ovvio che i fatti narrati in questa seconda parte sono accaduti molto tempo prima che mettessi sul blogghe il primo post. ]

Se faccio una cazzata vado sempre fino in fondo, indomito, per cui accetto anche l’amicizia Facebook di Lando. Nel frattempo lui mi manda una mail al giorno, più o meno. E su faccialibro mi arriva il messaggio: Lando ti consiglia di diventare fan di Lando.
Ogni volta che ricevo un messaggio di quel tipo, metto il volume al massimo e faccio partire Ornella Vanoni con Tristezza.
(Invece, quando mi taggano su una foto in cui non c’entro un cazzo, scatta un classico degli anni ’80 di cui pochi si ricordano: Faccia da Pirla, del mitico Charlie.)
Passa una settimana. Puntuale come un mostro Aniba che mastica Tokyo, ricevo una telefonata da parte di Lando.
Dopo i convenevoli mi chiede se ho letto le sue cose.
Mento. Gli dico di no. Lui invece mi prende in contropiede e mi dice:
- Io invece sì! Ho letto quel tuo racconto sulla scolopendra… Quello sull’antologia Bugs!
- Ma dai?
- Sissì. Secondo me potevi svilupparlo meglio, è carino… Ma doveva essere più lungo.
- Ehh, cosa vuoi farci… Avevo un limite di battute.
- A proposito… Quanto è costato?
- Quanto è costato che cosa?
- Il racconto! Quanto ti hanno chiesto?
- No bè… Niente! A dire il vero mi hanno pagato loro.
- Impossibile.
- Eppure…
- Aspetta però… Non eri sicuro che ti pubblicassero, vero?
Mi capita spesso di non capire le cose. A volte mi tuffo nel fiume della mia idiozia e faccio una fatica bestia a risalire la corrente verso il senso esatto di ciò che mi viene detto. Non sono un salmone. Per cui devo chiedere.
- In che senso?
- Ma si, quelli ti chiedono un racconto, però se non gli piaceva mica te lo pubblicavano. A me ‘sta cosa sta sul cazzo. Che c’è qualcuno che decide. Io ho mandato i miei romanzi a un sacco di case editrici, e mi hanno sempre sbattuto la porta in faccia. Ma adesso che li ho pubblicati quelli stanno rosicando te lo assicuro! Ma non lo ammetteranno mai, anche se in pratica gli ho dimostrato con i fatti che si sbagliavano…
Immagino una riunione in redazione alla Mondadori. Gente che piange disperata perché si sono lasciati scappare “Senza Sale” e “Notte Buia”. Editor licenziati, fustigati. Redattori che si lanciano giù dalle finestre per il rammarico di non aver opzionato “ Stelle di fango” con la sua orgia di sette puntini di sospensione ogni tre frasi, e i suoi personaggi che rispondono rabbiosamente, pensano velocemente, si abbracciano intensamente e cadono rovinosamente.
Lando, ormai ha preso velocità e continua:
- Non smetterò mai di ringraziare quelli della Casa Editrice Petauro Di Segale… Mi hanno chiesto solo tremila euro per ognuno dei miei romanzi! Ma li hanno pubblicati subito ed esattamente come li ho scritti, senza cambiarmi una virgola!
- Tremila euro per pubblicarti un romanzo sono davvero pochi.
Rispondo.
Ho cambiato la mia opinione a riguardo dell’editoria a pagamento.
Fino a questa telefonata con Lando, ho sempre pensato che se qualcuno chiede dei soldi in cambio della pubblicazione merita delle dissennate torture medioevali con dei ferri arrugginiti.
Fino a questa telefonata con Lando, ho sempre detto ai miei allievi e pupilli che se un giorno qualcuno gli avesse chiesto dei soldi per pubblicare i loro lavori dovevano reagire così:
Colpire l’individuo alla base del naso con una testata dicendogli: Diego Cajelli mi ha detto di farlo.
E’ accettabile lavorare in cambio un oliva e un bottone, se decidi che ne vale la pena.
E’ accettabile lavorare gratis, se è una cosa in cui credi.
E’ da prendere in esame la strada dell’autoproduzione, se hai da parte qualche soldino da spendere.
Pagare per lavorare non riesco nemmeno a figurarmelo come azione ipotetica. Non mi ci vedo gonfio di orgoglio e soddisfazione con in mano un libro che mi sono pagato da solo. Anche se si trattasse di quei subdoli, infami, inchiappettanti giochini di contratto che ti obbligano a comprare una parte della tua stessa tiratura.
Ora però la penso in modo diverso.
- Tremila sono pochi, Lando… A uno come te, io ne avrei chiesti almeno il doppio.
Non l’ho più sentito.
Mi ha anche tolto l’amicizia da Faccialibro.

20 commenti:

Ketty Formaggio ha detto...

Grazie, davvero. Perchè potrò mandare in allegato il link a questi due post che hai fatto a alcuni Lando che conosco.

saluti!
k

Stefano ha detto...

ahahaha! Diego, è la migliore battuta che abbia letto quest'anno! Grazie!

Anonimo ha detto...

"un classico degli anni ’80 di cui pochi si ricordano"
io ho addirittura il 45 giri ma non ne vado molto fiera.
Anna

Anonimo ha detto...

E'tanto che non ridevo così, grazie davvero.
Ossequi
Mia

the.duch ha detto...

macheddavero?

MarcoS. ha detto...

Da una parte questo post mi mette tristezza dall'altro mi fa sorridere.
Tristezza perchè penso che il mio stile di scrittura faccia seriamente schifo (così come il mio italiano) anche se mi sforzo a migliorarlo.

Dall'altra mi fa sorridere perchè mi sono sempre detto che se mai pubblicherò non lo farò a pagamento

alex crippa ha detto...

dio che paura mi fanno i Lando di tutto il mondo.

Fata Ignorante ha detto...

sto rideno da 10 minuti buoni. In effetti pubblicare un libro a pagamento fa giusto ridere. Sono proprio curiosa di leggere le creazioni di Lando, dove posso trovare quest perle?

Mattia Bulgarelli (K. Duval) ha detto...

Io "sto con Gamberetta", riguardo a questi sedicenti scrittori (io sto nella categoria "non mi pagano, non pago, mi diverto").

E contro l'editoria a pagamento consiglio la lettura de Il Pendolo di Foucault, che parla (tra i milioni di argomenti che tocca) anche della Manuzio, casa editrice a pagamento e dei suoi meccanismi interni, descritti TROPPO bene per non essere una testimonianza diretta con i nomi alterati.
Come la tua, insomma, ma trent'anni fa.

Occhio solo ai primi capitoli, indigesti come il capitone in salsa di peperoni affogato nel lardo. ^_-

[mr.beast] ha detto...

:asd:

Andrea ha detto...

uhm...Ma non era intitolata "sei un pirla"? C'è l'avevo su una cassettina insieme a Jovanotti e a "Non toccarmi il culo dai" di nonricordopiùchi e anche "c'è da spostare una macchina" di Salvi...Bei tempi! Come mai non se ne fanno più di pezzi così!?!

@ Anna

Oltre ad andarne fiera devi bullartene! Altro che!

Christian Cornia ha detto...

vedi che andava menato :D

The Comedian ha detto...

Non mi stupisce il personaggio di Lando in sè, conosco gente che lavora nelle case editrici che ha a che fare con questi presunti geni incompresi quasi quotidianamente.

La cosa che mi sconvolge è che il tipo si metta pure a fare, rigorosamente non richiesto, le pulci al lavoro di persone che comunque nel ramo ci lavorano; un po' come i pensionati che vanno a dire agli operai del cantiere come si manovra il martello pneumatico. Fatta salva la libertà di dire che il marciapiede nuovo fa schifo, beninteso.

Dio, questo sottile giochetto del "Io l'avrei saputo fare meglio" è veramente onnipresente, in ogni settore. E io non lo sopporto.

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo a metà.
Secondo me, se uno ci tiene...
Certo poi non deve tirarsela da scrittore affermato.

@ Mattia:
a) Tutto il Pendolo esce da una raccolta di saggi di Eco medesimo intitolato "Il costume di casa". Le vicende della Manuzio sono ispirate a case editrici realmente esistite
b) Nessun capitolo del Pendolo è noioso, capito? Non farmi arrabbiare...

Marco Rizzo ha detto...

povera italia, e soprattutto povero lando che si trova con 6 mila euro in meno.

(la verifica caratteri mi chiede di inserire "micilla": niente di che, mi sembrava divertente e volevo condividerlo)

Carlo Del Grande ha detto...

Come diceva un comico mio concittadino: "EPPECCAT'!". Mi riferisco ad aver perso la sua preziosa amicizia su Facebook! :-p

Giorgio Salati ha detto...

ahahah!

insieme mi fa ridere e mi agghiaccia!

Soprattutto quando dice che non sopporta che ci sia qualcuno a decidere se pubblicarti!

Fabrizio ha detto...

NO, cazzo. Questo è un affronto personale! "Scolopendra Gigantea" è il racconto che mi ha condannato per sempre alla fobia degli insetti. Quello che ti spinge a controllare ogni notte al fondo del letto. E' terrificante e bellissimo così com'è.
Non solo, è anche il più figo della raccolta!

Lando, "VERGOOONIAAA"!!

Valentino Sergi ha detto...

Tutto ciò è esilarante :D

Layla ha detto...

poraccio