lunedì, dicembre 21, 2009

Cinema Per Fiducia.



L’introduzione di una quantità gargantuesca di pizza tonno & cipolle ha fatto abbassare le mie abituali difese mentali. Ho ceduto di fronte a una pubblicità, ho cliccato su un banner, e sono finito sul sito: Per Fiducia. Una banca, dove allo sportello guardi gratis tre cortometraggi.
Perché? Non lo so. Paga Intesa Sanpaolo, e ci sono questi tre registi qui: Massimiliano Camaiti, Alessandro Celli e Pippo Mezzapesa, presentati da Ermanno Olmi, Paolo Sorrentino e Gabriele Salvatores. Tre garanti, come per firmare un mutuo, al fine di dare Fiducia ai giovini virgulti.
Almeno, io l’ho capita così.
Per cui, ci vogliono una banca e tre mostri sacri dell’italico cinema per mettere fuori tre corti. Saranno tre capolavori, mi sono detto. Cerco qualche informazione in giro, ma tutti i siti rimbalzano in modo ottuso quello che gli è stato passato dall’ufficio stampa. Dicono in coro le stesse cose, nello stesso identico modo. Giovani registi di talento, talento, giovani, registi, fiducia, talento ai giovani.
Li guardo tutti e tre.

La Pagella.
Di Alessandro Celli.
Con l’imprescindibile Marco Giallini, Irene Ferri, Andrea Calligari.
Il regista è nato nel 1976, però nel suo film non c’è nessun riferimento, nessun rimando, nessun aspetto formale o narrativo legato alla generazione di cui fa parte.
Una regia antica e senza tempo, scollegata dal presente. Campi e controcampi, inquadrature in bolla, luci televisive, come nella migliore tradizione del cinema italiano da sovvenzione.
Non ho idea di quanto duri il corto, la durata percepita è di almeno un paio di settimane. Si parla. Si parla un sacco senza mostrare niente. Poi si arriva al finale con sorpresina Kinder, e non è nemmeno una Tartallegra da collezione.

L’Ape e il Vento.
Di Massimiliano Camaiti.
Con Philippe Leroy e il ragazzo normale Elio Germano.
Un piccolo accenno di movimento di regia, ripetuto due volte, e un ape fornita dallo studio di effetti speciali del cugino messicano di George Lucas.
Per contratto, qualcuno dell’ufficio stampa viene a casa tua e ti spiega il soggetto. Rimane il fatto che guardando bene la scena dell’uscita di strada, bastava fare un pezzo di retro e la cosa si risolveva da sola. Fine della questione. Fine del film. Nuovo titolo: Sono uscito di strada, ma per fortuna non è successo niente.
Controlla la glicemia perché l’intenzione del finale poetico ti annegherà in un oceano zuccherino.

L’Altra Metà.
Pippo Mezzapesa.
Con i giganti Piera Degli Esposti e Cosimo Cinieri.
In assoluto il migliore dei tre. Anzi. Il migliore anche per conto suo, senza paragonarlo ai precedenti. C’è quell’amarezza, e al tempo stesso quella grande dignità della commedia all’italiana vera e classica, che parte da Steno e Monicelli e arriva a Virzì.
Ha l’estremo coraggio di finire senza darti di gomito, senza il finalino da manualino del cinemino.
Bello. Mezzapesa è da tenere d’occhio.


Per il resto, tutte le volte che sento la parola cortometraggio, non posso fare a meno di pensare a questo:



E alle tremilalire che Sandy Collora ha speso per farlo, tutto da solo, senza banche e senza banner.

8 commenti:

Francesco Dellamorte ha detto...

e diciamo pure che in Dead End vediamo l'unico Batman con gli occhi bianchi ed in grado di girare il collo senza sembrare un pupazzo!

Per gli altri corti, haimè (?), non ne ho visto nessuno :)

Gamera ha detto...

E ok per questa tornata dell'iniziatova di san paolo, tutto abbastanza schifosetto.

Ma l'anno scorso erano riusciti ad accaparrarsi un corto di Sorrentino che almeno registicamente era un gioiello. Ti consiglio di recuperarlo. Si chiama "La partita lenta".

Ciauz

S3Keno ha detto...

Ma quel "imprescindibile Marco Giallini" va letto in modo un po' sarcastico o che? Te lo chiedo perchè per me Marco Giallini SPACCA, ha una faccia che buca lo schermo, sa recitare come Cristo comanda e - se fossi un regista italiano - lo vorrei come protagonista del mio film...
;)

Anonimo ha detto...

Forse la voglia di essere simpatico e il tuo sarcasmo hanno fatto un passo di troppo. Sembri quasi arrabbiato, sono solo tre corti, tranquillo...

Luigi Siviero ha detto...

@anonimo: per come la vedo io lo scopo del post non è recensire i tre corti.
La parte più importante del post è la critica al sistema produttivo e dell'informazione.

Marco Michele ha detto...

salve e complimenti per il blog che gestisci ;)
colgo l'occasione per augurarti un sereno anno nuovo...
Marco Michele
CN

Anonimo ha detto...

Spero solo cheil giorno in cui Sandy Collora avrà quattrini a palate non trasformi l'oro che ha in sè in cacca stitica su pellicola!

Isa

Anonimo ha detto...

tremila lire...questa è un'ottima annotazione....