venerdì, novembre 06, 2009

Vai col digitale!



Quest’anno, tutti quelli che sono andati alla fiera del libro di Francoforte sono tornati un po’ cambiati. Tipo andare a Londra negli anni ’60.
Ormai ci siamo. Siamo pronti alla diffusione di massa dell’editoria digitale. Lo dicono tutti. Le risorse ci sono, le tecnologie pure, l’interesse anche.
Gli addetti ai lavori non parlano d’altro. E’ tutto un riflettere e progettare sul digitale, sui supporti, i programmi, gli archivi e le modalità.
Anche il fumettomondo è pronto per seguire i libri sui formati digitalosi. Roberto, che ne sa, ha scritto un articolo molto approfondito sul Fumetto Digitale e il futuro del mio media preferito. L’articolone, diviso in quattro parti, è bene leggerlo tutto, clicca qui.
A me piace un sacco la visione del futuro editoriale dipinta da Rrobe, e ci credo. Sarà complicato e avventuroso fare quelle cose qui sull’italico stivale, ma ci sto.
Sostenuto dalla mia fastidiosa esterofilia, devo dire che sul futuro dell’editoria digitale italiana, a fumetti e non, sento il peso un problema tutto tricolore.
Nel nostro paese, quello che non è fatto di legno viene definito come una “diavoleria elettronica”. Il funzionamento “dei marchingegni” è misterioso per definizione. La fruizione dei dispositivi è spesso legata ad autentici riti scaramantici che si perdono nelle tradizioni popolari.
La distanza dalla tecnologia, a qualunque livello, è siderale. Contrapposta invece, all’estrema vicinanza feticista con i bei tempi andati.
Ah, la carta… Ah, che fatica leggere a schermo… Ah, l’odore dei vecchi libri… Ah, ma vuoi mettere la qualità del suono di un disco in vinile?
Parliamoci chiaro.
Io come fumettista non voglio fare la fine di un disco in vinile.
Chiuso nella mia plastica con un maniaco ossessivo compulsivo che mi annusa.
Sarà complicato e avventuroso portare i fumetti sui supporti digitali. Sarà un passaggio molto doloroso, con conseguenze difficili da affrontare in modo sereno.
Così come ai monaci amanuensi sono girate un sacco le palle quando Guttemberg ha inventato la stampa a caratteri mobili, presumo che nelle tipografie oggi ci sia un certo nervosismo.
Secondo me i tipografi italiani possono stare tranquilli. Lo dice la mia fastidiosa esterofilia. Per ora, quello che ho visto come naturale e fruibile all’estero, qui da noi lo avverto come fantascientifico. Anzi no. Lo percepisco proprio come Fantasy. Ci sono i draghi, le spade di fuoco, le indomite guerriere e l’Amazon Kindle.
Quando ero a New York un paio di mesi fa, ho visto un sacco di gente con in mano “quella diavoleria elettronica”. Superato il fascino del dispositivo, ho dato un’occhiata ai fruitori del reader. Per dirla in modo elegante, non erano dei giovanotti. Seduta di fianco a me in metrò, a leggere sul Kindle, c’era una signora. La stessa che da noi è in panico per il passaggio al digitale terrestre e ha bisogno di un tecnico per programmare Rete4, o per scalpellare via i virus dal piccì/soprammobile in salotto.
Per le nuove generazioni la distanza dalla tecnologia si riduce, ma si manifesta un secondo problema. L’utilizzo che viene fatto dell’elettronica a disposizione. Mio cugino Nando ha sedici anni, ha in mano un dispositivo in grado di contenere e diffondere l’intero scibile umano e lui lo usa per pubblicare su You Tube dei filmati in cui parla con i rutti.
La distanza mentale e fisica dalla tecnologia, e il suo utilizzo alla cazzo, sono problemi così colossali che si autorisolvono in un lampo.
Digitale o cartaceo, non fa differenza. Così come NON si leggono libri e fumetti analogici, NON si leggeranno quelli digitali.
Non penso sia un grosso problema. A meno che gli editori non vedano nel passaggio al digitale un modo per incrementare le vendite.
Ma non è così, vero?

11 commenti:

S3Keno ha detto...

ma perchè Kindle è in B/N?

Anonimo ha detto...

e se voglio prestare o cedere ad libitum un libro ad un amico/sorella/mappa/papà/zio?
'sti affari, oltre a sputare fuoco, si portano dietro una carriolata di problemi legati al Digital Restriction Management.
e se col passare del tempo cambiano i formati o Amazon fallisce o mi chiudono Internet? perdo la mia "libreria"? io qui ho volumi centenari perfettamente fruibili...
quello che sto faticosamente cercando di esprimere è che la stampa è una tecnologia dall'accesso talmente semplice (basta saper leggere) che non si può paragonare al vinile nemmeno col più intenso sforzo comparativo.
passare al digitale ha conseguenze secondo me non ancora ben individuate e potenzialmente mortifere.

Simone ha detto...

io non sono convinto di quello che dici. Guarda l'ipod, diavoleria elettronica per eccellenza, quanti milioni ce ne sono in italia?
non potrà essere lo stesso con gli e-book? Non tieni conto di un fattore che accomuna gli uomini comunis: la moda. Se andrà di moda lo faranno. Allo stesso modo in cui guardano certi programmi tv. Io la vedo come una grande opportunità. Poi gianarturo ferrari, mega capoccia della mondadori, sul blog di loredana lipperini dice che saranno gli autori a pagare le case editrici in futuro... beh, io lo vedo più roseo il futuro, libero dai parassiti che rovinano il mercato e con soldi e donne per tutti.
ok torno nel mio mondo fatato

Quad ha detto...

I have a dream. A dream where gli uomini fumetto la smettono di imbustare i fumetti appena comprati.

Locomotiva ha detto...

Sinceramente, mi puzza un po' l'effetto "moda", su un libro elettronico.

Gli I-gadget permettono di "giocare": lo tiri fuori al bar e apri la posta elettronica, fai sentire il muggito dell'alce o la suoneria "Atttla. A come ...", pastrugni e gli amici attorno ti dicono "fico".

I computer portatili ultratutto vendicchiano perché c'è un mercato di gente che può ragionevolmente esibirlo al lavoro: conslutanti, rappresentanti markettari, io-sono-più-manager-di-te, io-"mela"-ultrapiattissimo,-tu-pezzente-con-$Vista.
E puoi aprire grafici, presentazioni, "cose fiche".
Nel portatile si applica il Celolunghismo Aziendale.

Con un e-libro che fai?
Lo accendi al tavolo del bar e ti metti a leggere? Oh, ma che noioso che sei...
Anche mostrassero fumetti, che fai? Ehi, guarda che bella tavola, quarda come hanno disegnato bene la falange dell'indice sinistro...
Non va, non è "cool". Un libro, ussignùr leggi, sei intelligente=al rogo.

Dubito funzioni l'effetto "sveglia al collo" che ha venduto I-cosi ai burini.

E l'altro scoglio è proprio la diffidenza per il "marchingegno", che ha validi alleati nella reale mancanza di uno standard che duri e all'affidabilità della tecnologia italica.
Sentito, vero, del taglio ai fondi per la banda larga -800 milioni di euro?

Layla ha detto...

Sono d'accordo con l'anonimo delle 4:42. (Ma un nickname, una firma falsa, un numero IP, QUALCOSA per non essere chiamati come dei treni in arrivo, no? ;))
Già mi stanca e mi stufa trovare dei siti offline, dei blog defunti, dei domini non rinnovati: visto che non sto a controllare tutti i miei preferiti tutti i giorni, perdo sia le spiegazioni e i saluti sia intere annate di articoli-foto-post-informazioni-quant'altro.
Fatico a fare il backup del mio blog, non credo mi attiverò per fare il backup delle decine di siti interessanti in cui m'imbatto.
(perfino webarchive non mi dà garanzie... no, dico :D)
E non ho i soldi per stampare mezzo internet, da quando ho completato la mia "collezione" di Dampyr. Rigorosamente non imbustati (sopravvivono. male, ma sopravvivono)
Non avrei nemmeno i soldi per stampare decentemente tutti i miei fumetti e libri. Perdere una libreria virtuale mi devasterebbe: ho la memoria di un pesce rosso

Andrea ha detto...

Anche io concordo con l'anonimo delle 4.42.

Per certe cose la stampa è insuperabile.
Sinceramente un po' tremo al pensiero di cosa sarà di tutte le fotografie che ho nel PC per esempio.
Posso prendere una foto di mio padre...o di mio nonno e guardarla....magari rovinata per carità.
La domanda è: potrò tra 10 anni guardare una delle mie foto digitali? Boh, forse si e forse no. Ho già perso un sacco di cose perchè erano salvate nella "generazione precedente" di supporti.

Quindi per tornare in tema, io il digitale lo vedo benissimo per letture "usa e getta" quali quotidiani e riviste soprattutto.

Per una bella libreria piena di libri.....beh, ha sempre il suo fascino. (o piena di libri E fumetti come la mia :) )

Fabio... ha detto...

Di Reader elettronici in Italia se ne venderanno tanti (ma tanti) tra 15 anni quando ne uscirà uno marchiato Apple...

spino ha detto...

@ fabio:
mai commento fu più triste e veritiero...

Fabio... ha detto...

Eh spino, ci sarebbe da tirarne su una discussione ma si finirebbe alla solita "guerra" utenti mac/utenti pc...
(anche se in realtà esula dal fanboysmo)

spino ha detto...

@ fabio:
è una guerra che sono abituato a combattere :D