sabato, novembre 14, 2009

Ministronza, reprise.



Fatto sta che sono andato a leggermi per bene le varie dichiarazioni lasciate dai politicosi sul caso Ministronza. Se lo vuoi fare anche tu, ti passo gli antiemetici che ho dovuto prendere io, comunque...
Leggendo quello che dicono quellilà, politicosi o giornalicosi che siano, è evidente di come tutta la loro strategia di comunicazione sovrabbondi quel tipo di artificio retorico tanto caro all’amministratore delegato dell’ Azienda Politica Italiana: lo spostare rapidamente il nocciolo della questione trasformando la violenza esercitata dal potere in violenza subita dal potere.
Il potere è stato violentato, da chi?
Da Spataro.
La minaccia bionda alla democrazia.
Uno che si è fatto le leggi ad personam e può esercitare un controllo mediatico illimitato.
Di solito questo sistema funziona bene nei talk show, dove nell’orgia di parole vuote è difficile riprendere il filo del discorso. Diventa complesso riportare la discussione all’origine, rompendo il giocattolino.
Lo scripta manent del fumetto non è volatile come un dibattito televisivo, e far tana agli spin doctors della Ministronza è più facile.
infatti, come mi attaccano lo Spataro?
Accusandolo di sessismo e volgarità.
Sarà una questione di gusti personali, ma io trovo più sessista la dichiarazione di Silvio sulla moglie di Obama, e più volgare una qualsiasi cosa detta da Larussa in tivvù.
Non una parola invece sul contesto del fumetto, o sull’analisi politica della Ministronza che viene fatta sulle quelle pagine.
Ovvero: mi offendo se qualcuno mi dice che la mia patata puzza, ma non ho nulla da ridire se viene evidenziato il mio gretto razzismo, la mia arrampicata sociale nei più sordidi ambienti della destra, o la violenza cameratesca di chi mi sostiene con il proprio voto.
Lo trovo interessante.

Al blog di Alessio in generale.
Al blog-apposta sulla Ministronza.

5 commenti:

accento svedese ha detto...

Non mi pare che nessuno dei politici che hanno solennemente decretato che il fumetto di Spataro è sessista si sia scandalizzato quando Berlusconi chiamò "zoccola" la Meloni (il filmato è comodamente reperibile su YouTube).

buoni presagi ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=dZ8NBJ6Ycps

Dice "piccola".
È una bella leggenda e ci piacerebbe fosse vera, ma dice "piccola".

Monello Vianello ha detto...

Io trovo illuminante il fatto che destra e sinistra, anche questa volta, sbraitino le stesse identiche stronzate contro Spataro. Come sul crocefisso: pensiero unico.

Curioso e inquietante anche che tutti bercino che questa non è satira. Peccato che incazzandosi e indignandosi confermino l'esatto contrario: se fa incazzare i potenti, è satira al 100%.

Greg ha detto...

la pubblicazione è tanto legittima quanto scomoda. ma è davvero difficle coglierne un'idea costruttiva, attributo cui la satira non dovrebbe mai rinunciare.

e non ditemi che "schernire la fascistronza" è costruttivo di per se perchè sennò retrocediamo agli scherzi da asilo. O anche da caserma, scegliete voi.

P.S. l'unica differenza tra la considerazione di spataro e quella del berlusca per la meloni è nel relativismo: per spataro lei è MINI-zoccola, per il berlusca è zoccola e punto, il suo sistema cartesiano la percepisce come grandezza naturale

Davide ha detto...

in preparazione da molto tempo, finalmente vede la luce...

sempre di spataro, zona del silenzio...

l'hai letto, o diegozilla spatariano della primissima ora (quoque tu? a parte gli scherzi, io alessio l'ho conosciuto da un link di un tuo post...)

http://www.lospaziobianco.it/5552