martedì, novembre 10, 2009

Io e te su Naboo.



Centocinquanta e un po’ di pagine. Che poi, dico… Dato che sono un duro strozzazombi lo posso ammettere senza problemi che ogni tanto mi sono venuti i lucciconi e ho tirato dei gran sospiri.
Io e te su Naboo, che c’entra con Guerre Stellari perché se vivi in questo quadrante dell’universo, Guerre Stellari fa comunque parte della tua vita anche se non lo hai mai visto. Diventa in sostanza un concetto mitopoietico come l’attrezzo di John Holmes. (Non posso scrivere mitopoietico e rimanere serio. Altrimenti scivolo nell’onanismo accademico e nel campo della critica fumettosa se ne leggono già abbastanza di seghe)
Guerre Stellari come concetto, il film come parte della personalità, accompagna, spinge e motiva i protagonisti. Nel libro non si sconfigge l’Impero, ma si viaggia. Si viaggia fisicamente da Rimini alla Tunisia, e ci si muove attraverso i sentimenti.
Partendo, o arrivando dal primo, quello che fa più male. Il lutto.
Nella scala diegozillica della retorica, dove zero è un film qualsiasi di Sam Peckinpah e cento equivale a vincere lo Strega, il soggetto di Io e te su Naboo, si posizionava su un pericolosissimo 79.
In mano a qualcun altro poteva diventare un bestiolino pronto ad azzannarti con frasi fatte, lucchetti sui lampioni, lacrime roventi, e dialoghi finti come quella cosa che vive sulla testa di Nicholas Cage.
In mano a Mabel Morri invece, diventa un romanzo a fumetti estremamente vivo e coerente, raccontato con forza costante pagina dopo pagina.

Mabel Morri
Io e te su Naboo
Kappa Edizioni
(14 euri)

9 commenti:

Hellpesman ha detto...

cosa posso dire... se non: Grazie!
a prescindere dalla bellissima recensione (wow!), sono davvero emozionato nel vedere qui una copertina di Kappa!

Leggo questo blog ormai da tempo, ed è un vero piacere trovarci una cover familiare:)

so thx great diego!

stefano ha detto...

Come mai così severo su Peckinpah?
Grazie per la recensione, vedrò di leggerlo.

Cappellaio ha detto...

subito in libreria allora!
fichissima recensione
mattia

Diego Cajelli ha detto...

@Stefano
Nel senso che se dico che zio Sam è privo di retorica è un giudizio severo?
Per me è un complimento...
:-)


Sono contento che la rece sia piaciuta!
E' che avevo voglio di scrivere recensioni in modo diverso..

Anonimo ha detto...

Non so. Amo Mabel Morri nelle sue storie brevi, questo volume mi è sembrato una storia di 20 pagine stiracchiata all'inverosimile. A un certo punto non ce la facevo più e non vedevo l'ora che finisse. Complessivamente lo boccio.
-Brendon

Greg ha detto...

"dialoghi finti come quella cosa che vive sulla testa di Nicholas Cage"

esultanza tipo quando parte l'arpeggio acustico di master of puppets, dal vivo

[mr.beast] ha detto...

@brendon sei il talebano dei fumetti! :-D

CREPASCOLO ha detto...

Abbiamo letto anche noi i racconti brevi di Mabel Morri - di lei ci piacciono 1) il tratto sottile sospeso tra Vanna Vinci e De Luca 2) le microstorie di cui parlava anche Brandon 3) il nome cartoonistico almeno quanto George McManus, Tony Millionaire, Jac o Galep. Il miglior fumettaro del mondo potrebbe anche chiamarsi Aristide Filodemo Diotallevi Predabissi Viendalmare, ma si firmerebbe Belmabel o Geklamano e scriverebbe una space opera in cui il toupet di Cage si rivela essere la base di micro invasori alieni terraformanti - man mano che sulle capocce degli attori crescono inquietanti moquette color seppia, il lettore di rende conto che ci si avvicina allo show-down. Citiamo solo il colpo di scena ( e di testa ) che interrompe il graphic novel, quando il parrucchino di Tom Hanks si pente e passa dalla parte dei terrestri e lo scontro titanico tra la parrucca imperiale della Loren e quella simpsoniana di Platinette.
Ci fermiamo prima che la deriva ci porti a dire che la razza umana si salva per un capello.
Mai la fine.

Claudio Cerri ha detto...

Corro a prenderlo appena ho un secondo. Ho conosciuto Mabel di persona durante i tre anni di cosrso alla Scuola del Fumetto e sono sicuro che sarà un bellissimo romanzo!