martedì, ottobre 13, 2009

Scrittura e documentazione (1)



Matteo, nei commenti un paio di post qui sotto, mi chiede di spiegare come gestisco tutto il materiale di documentazione necessario per elaborare una storia.
Facciamo un paio di premesse.
Scrivendo fumetti, ci sono “due tipi” di documentazione, riassumibili come: “lavoro di ricerca” e “referenze fotografiche” per il disegnatore.

Partiamo dalle referenze fotografiche, che è più semplice.
Sottopremessa: Nel mio lavoro non ci sono regole universali. Per cui non è detto, non è obbligatorio, non è scritto da nessuna parte che uno sceneggiatore sia obbligato a fornire al suo disegnatore tutti i riferimenti fotografici che servono per quella determinata storia. Io lo faccio, l’ho sempre fatto, e lavorando a stretto contatto con Boselli ho visto che lo fa anche lui. Per cui, su Dampyr lo facciamo.
In genere funziona così: In coda alle tavole di sceneggiatura, c’è un ciccioso fascicolo di fotografie inerenti alle scene descritte prima. I vari blocchi di fotografie sono in ordine cronologico con la sceneggiatura, spesso c’è scritto la tavola e la vignetta a cui si riferiscono. Nella sceneggiatura, dopo la descrizione scrivo proprio: vedi foto A34, oppure: guarda la foto indicata come “scannagatti”. Se la documentazione è tanta, le foto sono raccolte in blocchi tematici.
Mi spiego meglio. Il prologo di una storia che sto scrivendo è ambientato nei giorni precedenti allo sbarco dei marines a Ivo Jima. Nella documentazione fotografica, c’è un faldone il cui titolo recita: Tutto quello ti serve per il prologo guerresco. Contiene le foto delle divise, degli armamenti, dei mezzi, dei marines e dei giapponesi, dei bunker, ci sono panoramiche e dettagli delle isole del pacifico. Foto delle facce dei soldati, foto dei soldati della seconda guerra mondiale in azione nel pacifico e via discorrendo.
Più o meno, per un prologo di undici pagine, ci sono una cinquantina di pagine di documentazione fotografica. Preferisco allegare delle foto storiche vere, piuttosto che immagini tratte da film di guerra.
Perché nella mia testa, in questo modo, il disegnatore può interpretare il “vero” e trasformarlo in “fiction”, piuttosto che partire dalla “fiction” rielaborandola.
Quando le referenze fotografiche diventano troppe? Quando si esagera?
Di solito è il buon senso che me lo dice. Ammetto che qualche volta, in passato, ho esagerato. Comunque dipende molto dal tipo di storia e dal disegnatore con cui sto lavorando.
Mettiamo che sto facendo un fumetto con Rosenzweig. Io e Maurizio siamo entrambi esperti in arti marziali. E’ chiaro che se in una scena uno para il calcio di un altro e lo stende, se scrivo per Maurizio io gli dico: Vignetta 1: Para il calcio anticipandolo in stile wing chun. Vignetta 2: entra in progressione. Vignetta 3: colpisce alla gola. Per Mauri è tutto chiaro, non ho bisogno di dirgli altro.
Ma, se il disegnatore con cui sto lavorando non è un esperto, dovrò fornirgli degli esempi, se voglio che il personaggio usi delle particolari tecniche di lotta.
Una volta, per una scena di combattimento in cui personaggio A, disarmava il personaggio B da un bastone, sono andato nello studio di Ferrario, gli ho dato in mano un manico di scopa, e gli ho fatto vedere fisicamente come si fa.
Tutte le foto che raccolgo per questo tipo di documentazione, alcune le butto via. Altre le conservo, catalogandole per tipologie.
Conservo soltanto le foto di oggetti, armi, mezzi, vestiti, divise e via discorrendo. Invece butto via le foto con scorci di città, luoghi o ambientazioni specifiche. Perché?
Per non correre il rischio che in due fumetti diversi ci siano, per esempio, gli stessi scorci della medesima città, e per non ripetere le atmosfere o le scene.
Come si trovano quelle cose lì?
Prevalentemente uso la Rete. Dimenticati la ricerca immagini di Google italiano. Usa quello americano. Leva tutti i filtri di ricerca. Parti da una semplice ricerca per immagini e poi approfondisci i siti che ti indica. Panoramio è ottimo per le foto ambientali, per esempio.
Poi, ho chiaramente i miei siti segreti che non svelerò.
Tutto questo lavoro è collegato al lavoro precedente, quello di ricerca, quello che viene fatto nella fase di elaborazione del soggetto. E lì non si tratta “solo” di fotografie, ma è proprio un lunghissimo lavoro di analisi e studio, simile a quello di un archeologo che inizia a scavare per portare alla luce lo scheletro di un Tirannosauro. Solo che nel nostro caso, la terra da scavare è l’immaginario personale e globale, e il Tirannosauro è una storia da raccontare.
La documentazione che serve per scrivere una storia è strettamente collegata al come mi viene in mente una storia e al come elaboro la trama.
E’ un discorso lunghissimo, che affronterò nel prossimo post.

Nota aggiuntiva per te che non leggi fumetti:
In effetti sì, ci sbattiamo un casino.

15 commenti:

Bapho aka Davide Costa ha detto...

Minchia che figo Panoramio, bookmarkato subito.

rae ha detto...

gia' che ci siamo, io sul lavoro uso photolibrary che è una banca immagini tipo getty ma da le preview in alta qualità.

http://www.photolibrary.uk.com

Ant ha detto...

Ciao Diego. Questo post mi è stato utile. Avrei una domanda. Per entrare nel settore dei fumetti è sufficiente ed un buon sistema scrivere delle sceneggiature (so scrivere ma non disegnare)da presentare a qualche casa editrice?
Ovviamente senza supporto di alcuna tavola disegnata ma unicamente lo scritto. Spero tu possa gentilmente rispondere.

Diego Cajelli ha detto...

@Ant
Secondo me, il sistema migliore per uno scrittore esordiente e di trovarsi un disegnatore esordiente e produrre qualcosa assieme.
Ma non ci sono "regole" precise!
Bisognerebbe parlarne a lungo.

Matteo ha detto...

Grazie mille! Mamma mia, cinquanta pagine di documentazione per undici di sceneggiatura...
Ma quante migliaia di foto ci sono nel tuo archivio?
Senza contare tutte le ricerche per il soggetto, su cui non vedo l'ora di leggere il post.

Adesso però vieni tu a tirarmi fuori da Panoramio...

Diego Cajelli ha detto...

X I fulminati da Panoramio.
Sì.
Non si riesce ad uscirne entro le tre ore.
Occhio per salvare alcune foto bisogna fare alcuni passaggi un po' macchinosi.
Il rimedio estremo è salvarsi tutta la pagina in html e tirare fuori la foto dopo.

dario dp ha detto...

http://similar-images.googlelabs.com/

Ant ha detto...

Grazie Diego! Ma al momento non prevedo pioggia di disegnatori esordienti, perciò proverò con la strada più complessa.

Planetary ha detto...

Se qualcuno ha la mania della Hollywood in bianco e nero e delle sue star qui
http://www.doctormacro1.info/index.html
trovate un pacco di roba in buona definizione :)

Anonimo ha detto...

Ai tempi di Arcana Mater, lavorando col Manf e vista l'infinità di fonti di ispirazione della storia e delle storie su cui lavorare, anch'io mi ritrovai a fare un incredibile lavoro di ricerca seppur il Manf non si fosse risparmiato in quanto a fonti iconografiche e le sue spiegazioni verbali attizzavano abbondantemente la mia fantasia incontinua connessione col mio archivio fotografico mentale.
Tutt'ora conservo il lavoro di scartoffie e le riviste e libri che usavo all'epoca.
Storia del costume sia medioevale che della Grecia antica,idem per l'architettura (un saaacco di Bell'Europa e Bell'Italia più il vecchio libro di Storia dell'Arte delle superiori), Star Wars ed il libro della Taschen sul museo delle cere anatomiche per le budella e le ossa scarnificate ed un libro sui simboli...
Sigh!

ISA

michele benevento ha detto...

sei appena diventato uno dei miei idoli!!!

Fabio... ha detto...

Domanda banale (premettendo che ho un archivio smisurato di immagini anche io), a che serve spedire malloppi di reference se c'è internet?

Diego Cajelli ha detto...

@Fabio
Aiutare il disegnatore?

@Isa
Sono così rintronato che ho capito adesso chi sei!
:-)
Tra parentesi: Brava!

Fabio... ha detto...

Si chiaro, ma se ad esempio gli chiedi di disegnare una squadra swat in tenuta d'assalto gli mandi un pacco di foto lo stesso? (quando persino google immagini ti risponde ad un banale "swat suite")

Senza polemica chiaramente, cercavo di capire quanto fossi "pedante" :D

Anonimo ha detto...

@ Diego

Ahaha! No, figurati, non hai idea di quante Isabella Carta ci sono in giro!!

Grazie, comunque, è un onore!

ISA