mercoledì, settembre 02, 2009

Fox Retro e questioni di imprinting



Dato che sono un attempato trent’ottenne, me la sto spassando di brutto con Fox Retro.
Dopo l'abbandono dei canali Rai su Sky, nel mio pacchetto mi sono ritrovato questa chicca.
Su Fox Retro stanno facendo un gran lavorone. La grafica è ottima, e le vecchie serie vengono gestite creando un metatesto preciso e dei percorsi tematici con il materiale che hanno in archivio.
Leggendo qua e là ho scoperto di non essere il solo a subire questa attrazione retro.
Riguardare oggi le vecchie serie che guardavo da bambino, a parte avvertire le parecchie ingenuità nelle trame, mi fa uno strano effetto. Sono quasi sicuro di aver imparato che cos’è un montaggio incrociato guardando CHIPS e ho formato il mio immaginario erotico con Charlie’s Angels.
Per cui, è tutta colpa di Jaclyn Smith, la mia favorita da sempre.
Ah, Kelly Garrett!
Beata innocenza. Ai tempi non sapevo nemmeno che cosa significasse Jiggle Tv, ma a quanto pare ha funzionato benissimo a livello inconscio.
A parte il piacevole effetto vintage, come sempre mi stupisco un bel po’ quando mi trovo di fronte a dei prodotti narrativi scritti prima dell’avvento del politically correct globale.
I protagonisti di allora potevano permettersi essere decisamente stronzi per i parametri di oggi. Modi veramente spicci nei polizieschi, parole proibite nelle sit com, sesso sessone e intrecci vari sulle navi da crociera, umorismo pungente, droga, sparatorie in mezzo alla gente, assenza di reggiseni sotto alle camicette degli anni ’70.
Il tutto in un qualcosa che non andava in onda in quarta serata, ma in prima, o al pomeriggio.
Era meglio?
Era peggio?
Non lo so.
Vedere Starsky & Hutch che tra una battuta e l’altra ogni tanto si comportano come quelli di The Shield, attaccando “gli afroamericani cattivi” ai muri, mi fa schizzare verso l’alto le sopraciglia.
Vedere il signor George Jefferson, un personaggio principale, caratterizzato sull’appoggio umoristico del suo cinismo e della sua meschinità, sicuramente mi fa ridere. Ma mi obbliga a
rivedere e in parte ridimensionare tutta la mia percezione del concetto di “scorretto” nelle serie moderne.
E poi c’è lei. Jaclyn Smith.
Ah, Kelly Garrett!
Vista a colori è ancora più bella.
(Urgh!... Questa chiusura dimostra senza alcun appello la mia anzianità)

6 commenti:

Anonimo ha detto...

aggiungo il mio voto a "Jaclyn Smith: la mia preferita di sempre".

ma quanto era bella?


ro-mario

Greg ha detto...

Oggi ci siamo rincoglioniti e basta. Il politically correct è una forma di controllo della massa e demolizione del libero pensiero. Un proibizionismo per i benpensanti e per i bugiardi. Un metodo subdolo ma efficace per tirare una linea e dire "tu stai di là, io di qua... questo è il mio mulino, quello è il tuo".

Puoi cambiare il loro nome e la loro "collocazione morale-sociale-pubblica" cento o anche mille volte.
Ma gli aspetti brutti, controversi e trasgressivi della vita sul pianeta terra tali rimangono.
Tanto valeva trattarli con sincerità anche negli ultimi 20 anni...

Greg ha detto...

aggiungo:

"Era meglio?"
"Era peggio?"

era vero

CREPASCOLO ha detto...

Non ci piace il politicamente corretto e ci siamo sciroppati la nostra dose di angeli di Charlie, ma non ci pare che si tratti di un telefilm che abbia il minimo rapporto con la realtà, qualsiasi realtà del multiverso. Possiamo accettare il concetto di Mork e Mindy , sono molti i turisti alieni a spasso anche in questo momento per la Terra, o una Nave dell'Amore ripiena di personale paraninfo, in fondo il premier è nei guai per essersi rivolto ad una struttura simile sebbene di terraferma. Non possiamo spingere la nostra sospensione della credulità al punto di accettare tre avvenenti investigatrici private credibili nel ruolo quanto lo sarebbe Hulk Hogan nel ruolo di Campanellino.
Salva la serie solo l'ultimo episodio in cui si scopre che Charlie non esiste: la Smith è ventriloqua ed affetta da personalità multipla.
Degno del telefilm ''il prigioniero ''. L'unico finale di partita più verosimile sarebbe stata la scoperta che Charlie è un turista alieno, ma gli sceneggiatori, al solito, hanno preferito non sporgersi troppo sul reale, probabilmenrte per non sfiorare il documentario. Peccato.

mordente ha detto...

no, la chiusura dimostra che in famiglia c'avete messo un bel po' prima di passare al colore...

Andrea V. ha detto...

Ehi, quella è anche la mia preferita.
Ten giò i man dalla mobilia! :-)