martedì, settembre 22, 2009

Battlestar Galactica, terza stagione.



- Attenzione agli spoiler -

Ho ancora i postumi del finale della terza stagione.
Se BSG può essere considerato una sorta di specchio fantascientifico dell’ammerica, dei suoi sogni e delle sue paure, la lunga cavalcata verso il finale è incentrata su un tema che al sottoscritto, vivente in Italia, non sfiora nemmeno l’anticamera del coinvolgimento emotivo.
Un processo. Un Legal-Fanta-Thriller, dove si cerca la verità (addirittura) dove il presidente non mente, e affronta i giornalisti, con la giuria i testimoni e tuttoquanto.
Penso a quel processo, penso a quelli che non vengono celebrati da noi, e non mi scatta il patto di complicità. Ma proprio per niente.
Sarà che non hanno mai visto all’opera un Cylone di nome Ghedini.
E’ lo stesso motivo per cui, divagando telefilmicamente, non riesco ad appassionarmi al 100% a Lie to Me. Che è scritto bene, recitato meglio, diretto così così, ma si basa sul concetto di farti tana.
Tana! Ti ho beccato, stai mentendo!
E allora?
Ieri per dire, c’era questa scrittrice che non era mica vero che aveva vissuto in prima persona le atrocità che aveva descritto nel suo libro. Pensa te, la sua casa editrice paga i due consulenti per sapere se dice le buggie oppure no. Dice le buggie e ferma il libro, già tirato in bummigliaia di copie.
E J.T. Leroy? Non se lo ricorda più nessuno?
Sempre ieri, si è presentato il nodo gordiano di tutti i gialli dialettici. Quel fottuto nodo che non ho mai sopportato dai gialli degli Hardy Boys che leggevo da bambino in poi.
Ovvero: Quelli che stanno per farti tana riuniscono tutti in un tal posto. Il salotto con il camino per Ellery Queen, la sala da pranzo per Poirot, la sede della società che ti fa tana per Lie to me.
Riuniscono tutti, per sputtanarti dialetticamente, seguendo le regole del genere. E tu, che sei colpevole, ci vai. E ti fai fare tana. Scoppi e confessi. Tlack, manette.
Ma come? Ho fatto fuori uno e vado a farmi fare tana? Così? Disarmato?
Ma io mi porto dietro un M60 a nastro, uccido tutti e scappo in Messico.
Tornando a BSG.
Fatto sta che fanno il processo a Baltar, sempre più nazareno e sempre meno scienziato.
Poi ci sono quelli che sentono All Along The Watchtower di Jimi Hendrix. (Rifatto in chiave etno) Poi torna Kara.
Poi finisce la stagione.
E io non capisco. Non capisco se sono di fronte ad un finale alla Scooby Doo oppure no.
Non ho ancora capito se mi è piaciuto. Di sicuro, non è al livello dei finali delle due stagioni precedenti.

8 commenti:

Tetsuya ha detto...

Non sei l'unico. Io amo davvero poco la terza stagione nel suo complesso. In parte perche' la tira per le lunghe con episodi abbastanza imbarazzanti, in parte per quello che hai detto tu.
Sono curioso di sentire i tuoi commenti dopo il series finale ^_^

S3Keno ha detto...

ma sei tornato da NYC?

Francesco Dellamorte ha detto...

Haimè, è un finale alla Scoobie Doo :|

Diego Cajelli ha detto...

@S3keno
Sono tornato, uff!
Si, sono tornato.
:-(
:-)

Leonardo ha detto...

Bentornato!
Goditi BSG, che ormai è finito, io sono ancora a lutto... sigh :(

Fatti sentire quando vuoi che ci vediamo!

Quadrilatero ha detto...

"Ma io mi porto dietro un M60 a nastro, uccido tutti e scappo in Messico."

Ma va là. Ci mando Ghedini.

Parlando di BSG, invece.
1. L'hai visto in italiano?
2. VOGLIO QUELLA MAGLIA!

Disma ha detto...

non per fare il puffo quattrocchi ma... te l'avevo detto :)

Danilo ha detto...

così diciamo tutti.