lunedì, agosto 03, 2009

Un'estate terribile.



Se segui, anche poco, le news riguardanti il favoloso mondo dell’italico fumetto, anche tu come me ti starai forse chiedendo:
Ma
che
cacchio
sta
succedendo?
Tra casini, testate che chiudono, autori che se ne vanno, serie fermate dall’oggi al domani, censure preventive, ministri che si incazzano, come direbbe la mia portinaia: ogni giorno ce n’è una.
Forse sono i segni della fine del mondo, il 2012 che si avvicina. Non vorrei, davvero, che fossero i segni della fine di un mondo soltanto.
Vorrei avere un punto di vista illuminante a riguardo e dispensare saggezze, ma per ora non ne sono in grado e forse non lo sarò mai.
Scopro su me stesso che è fin troppo facile fare lo splendido quando le cose non ti colpiscono emotivamente.
Ingoio anche la notizia della chiusura di John Doe e vado a osservare la città che brucia.

16 commenti:

MarcoS. ha detto...

Sono successe veramente cose brutte...l'ultima delle quali seriamente non ha senso...non ce l'hai io non pensavo mai che la chiusura di una serie mi avrebbe avvelenato tanto...ancora non ci riesco a credere a John Doe che chiude...e se penso che il prossimo sarà Magico Vento...assurdo veramente assurdo.

Anonimo ha detto...

Il tempo della fine è ormai giunto!
AH! AH! AH! AH! AH! AH!
Scherzi a parte, se una testata vende poco, l'editore/imprenditore/investitore (se è intelligente) la chiude, punto!
Non è cosa nuova, almeno negli "altri mondi" dell'intrattenimento.

rae ha detto...

potevano chiuderla al 74 e lasciare la chiusura della terza stagione come epitaffio della serie.

e poi sostiene rrobe che i dati son gli stessi, evidentemente è cambiato qualcos altro. CMq mi sembra un comportamento irrispettoso del cliente, che forse non ha sempre ragione ma se si sente platealmente preso per il culo come in questo caso si guarda bene dal restare foraggiatore di una realtà imprenditoriale che di lui ha considerazione pari a zero (tradotto: eura editoriale da me non avrà piu' un centesimo)

sraule ha detto...

ma questo è il modo di fare cultura di questi nostri fantastici anni 2000.
quello che dice l'anonimo sghignazzante del commento 2 non è sbagliato: stiamo iniziando a subire le stesse logiche di altri tipi di intrattenimento.
che queste logiche a me o ad altri sembrino aberranti non conta, quelle sono o stanno diventando.
d'altronde non sono di certo le uniche logiche aberranti che stanno prendendo piede.
non so se esita una soluzione contro queste logiche. i nostri colleghi sceneggiatori televisivi d'oltre oceano qualcosa hanno fatto.
forse, mi viene da pensare, potrebbe essere il momento giusto per non sbracare, per diventare autenticamente inflessibili e vedere che cosa succede.
probabilmente un bel assegno di disoccupazione sul comodino, se tanto mi dà tanto.

MarcoS. ha detto...

Se parliamo di sciopere sarebbe una cosa che non funziona...mille ci sarebbero alle porte pronti a lavorare per un tozzo di pane, e non parlo di gente che non fa nulla ma di quelli che già pubblicano ma gratis...il problema di John Doe è che vendeva...che aveva raggiunto un suo punto di chiusura se si voleva chiuderlo...il numero 74...se questa cosa succedeva che so 4 o 5 mesi fa nessuna avrebbe detto nulla...ok John Doe ha fatto il suo corso.
Quello che ho capito, ma io sono stupido si sà, è che quello che andava bene ieri, oggi non va più...e questo solo perchè chi ha preso l'eura ha una sua idea di quanto dovrebbe guadagnare un fumetto...

sraule ha detto...

no, infatti uno scipero non funzionerebbe.
ma se i famosi 1000 sceneggiatori di cui parlavi iniziassero a non accettare lavori sottopagati, senza contratto o di dubbia qualità sarebbe già un primo passo.
ma è un discorso vecchio, sono d'accordo.

Anonimo ha detto...

Bisogna guardare la cosa da un'ottica differente... credo che il punto è che John Doe "NON" vendeva!... Almeno non per quello che "davvero" significa vendere! Ciò che si racconta in internet non sempre è lo specchio della realtà!
Ci sono fumetti che "vivono" solo perchè i disegnatori che ci lavorano percepiscono una retribuzione che a volerla dire è una vergogna!... Quindi, in edicola, a conti fatti, si tratta di portare avanti testate in perdita, o quasi! Il nuovo capo dell'eura avrà trovato poco pratica una situazione del genere e giustamente ha troncato una testata che non gli portava! Probabilmente, vista con la giusta ottica imprenditoriale, chiudere una testata significa avere le possibilità, in futuro, di investire su un nuovo progetto che magari sarà un vero successo, e non un fumetto che più di tanto, ormai, non venderà.
E' come dire delle testate che in bonelli sono mantenute da Tex e Dylan Dog... in altre circostanze, e in altri settori, quelle testate/marchi avrebbero chiuso da un pezzo! Si tratta di far quadrare i conti, no? Nel settore fumetto, almeno in molti ambiti (ma per fortuna non in tutti) manca una gestione imprenditoriale fredda e decisa che miri a cercare nuove proposte e nuovi autori! E soprattutto a scartare ciò che non funziona!
Speriamo che non tutto venga per nuocere, ma che in verità si tratti di un cambiamento che a lungo andare porterà aria nuova!

Diego Cajelli ha detto...

@Anonimo.
Sai dov'è la falla nel tuo ragionamento?
L'imprenditore freddo e deciso non investirà mai in nuove proposte o nuovi autori.
Va sul sicuro.
Va sul sicurissimo.
Ha a disposizione un mare di tavole a costi molto più bassi, senza il problema della produzione ex novo.
Gli basta ristampare quello che esce all'estero e far tradurre tutto da suo cugino.
Oppure si rivolge a un Nome, o a un Brand sicuro e vincente.
Per un imprenditore freddo e deciso un esordiente, per quanto valido, è un incognita su cui non rischierà mai.
Per investire su nuovi autori, su di te per esempio, bisogna trovare un imprenditore che PRIMA crede nel fumetto e POI in quello che dicono i bilanci.
Comunque, lo ribadisco anche io, dopo che è stato detto da un sacco di parti: JD non è stato chiuso per un problema di vendite e di costi.

sraule ha detto...

@ diego: grazie.
mi fa bene sentirlo dire da qualcuno. da qualcun altro, intendo :)

Anonimo ha detto...

A beh, se investe su di me... allora fallisce del tutto!!!
Io, da lettore e fruitore, spero in un proliferare di nuove e più testate (Fantascienza, Fantasy, Western, Horror ecc, ecc... che bello sarebbe!), nuovi autori (quindi più universi narrativi/con nuove leve/ più idee!) e nuovi editori!... Insomma, più offerta!
Ma qui, vado in edicola/fumetteria e non vedo questo proliferare di nuova offerta/autori/idee... ma sempre le stesse case editrici che puntano sempre sugli stessi autori...
che, tra l'altro, come tu stesso affermi, portano avanti fumetti etichettati come chissà che successo, ma che poi, alla fine, si scopre che vendono pochissimo!
Un editore "freddo e deciso" a mio avviso è anche uno che sperimenta, perchè non è uno stupido e sa che a lungo andare la minestra riscaldata... mi capisci? Poi, se la cosa non tira, la si chiude!
Tanto non è che le cose, adesso come adesso, siano tanto diverse, no?
Altrimenti il fumetto, qui in Italia, non ci arriva neanche al 2012! Sperem!!!

Anonimo ha detto...

Scusa, ho letto male, tu dici che John Doe vendeva! Bene, allora sono solo io a pensare che si tratti di poche vendite!
Comunque, se non si tratta di questo, secondo te, per quale motivo un editore chiuderebbe una testata in attivo? E quanto dovrebbe vendere un fumetto per definirsi vincente?

Diego Cajelli ha detto...

@Anonimo
Il motivo per cui hanno chiuso JD, lo ha scritto proprio adesso Roberto sul suo blog.
Poi, per quanto riguarda: quanto deve vendere un fumetto per definirsi vincente, ti dico che secondo molti è relativo a quanto costa produrlo.
Dal mio punto di vista però, contestabile da tutti, è che l'unità di misura di un successo editoriale non sono necessariamete i soldi che genera quel prodotto.
Ci sono altre cose di cui è importante tener conto.
L'impatto sull'immaginario collettivo, l'importanza culturale che può avere, per una nicchia o per un numero più alto di lettori, l'immagine che offre alla casa editrice, eccetera...

MarcoS. ha detto...

e su questo J D era un vincente

Anonimo ha detto...

Già, hai ragione su tutta la linea!
Alla fine, però (purtroppo), la legge del mercato li spedisce tutti
nel "Valhalla":
Gregory Hunter, Dick Drago, Nick Turbine...
AMEN!

spino ha detto...

Questa vicenda conferma una mia convinzione di sempre... chiudere una testata che va in pareggio (e mi pare di capire che comunque JD un margine di guadagno lo desse), è folle ed inutile.

A maggior ragione quando la casa editrice in questione non è che abbia questo popò di testate in bella vista in edicola.

Una testata in pareggio è una presenza in più.
Un'occasione da sfruttare.
Se poi comincia rimettere, beh, allora si chiude...

Kromo ha detto...

come al solito in Italia ci sono 60.000.000 di CT della nazionale!

un bacio a tutti!

viva JD!